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Un rutto ci seppellirà

di Stefano G. Azzarà

"Sinistra radical-chic" e "sinistra populista-primitivista": due facce della stessa inutile subalternità. Giannuli cade dal pero dei 5 Stelle e scopre l'acqua calda

Questa cosa che da due giorni non si può più prendere per il culo i grillini per la loro ignoranza e mentecattaggine, perché loro sarebbero "del popolo" e perché anche il PCI portava in parlamento operai e contadini e Di Vittorio aveva la licenza elementare, è fantastica.

Tra un po' ci metteremo anche a ruttare per essere compresi meglio...

La sinistra radical-chic che disprezza il volgo pensando di avere nelle vele il vento della storia è ovviamente una jattura.

Persino peggio di lei, però, c'è la sinistra sconfitta e schiantata. La sinistra che pensa di emendarsi lisciando il pelo al primitivismo per disperazione, mentre - già a partire dalla trucida caricatura di ciò che significa "popolare" -, riproduce in realtà in forme diverse la medesima eterna divisione tra dirigenti e subalterni. I quali, tranne pochi cooptati, devono rimanere plebei e bovini perché questa è la natura.

giannNon ricordandola, questa sinistra offende in tal modo la propria stessa storia e rinnega un secolo e mezzo di lotte per la costruzione della classe operaia, per la sua emancipazione dalla miseria e dall'ignoranza, per la sua trasformazione in classe dirigente. Facendo propri al tempo stesso la demagogia, l'atteggiamento anti-intellettualistico e la doppia morale che da sempre sono patrimonio della reazione.

Essere popolari non significa essere popolareschi. Quando qualcuno pensa di ottenere un vantaggio da una simile strategia, siamo già finiti. Ed è molto meglio così.

Passiamo all'errore dialetticamente opposto.

Come si è appena visto non mi piacciono i giggini e li perculo ogni volta che posso.

Ma bacchettare un partito non ideologico che cerca alleanze col PD o chicchessia partendo da una forza del 32% che lo rende egemone quando noi, a parole duri e puri, fino a ieri strisciavamo per due poltrone partendo da percentuali miserabili che ci consegnavano mani e piedi agli alleati, la dice lunga su come stiamo stiamo elaborando la catastrofe.

Entreranno in contraddizione inevitabilmente, alla lunga. Ma vanno misurati sul loro core business e non perché cercano di agire come qualunque agente politico razionale farebbe.

Semmai la considerazione da fare è che la contrapposizione populista tra interessi economici e sociali in senso stretto e politiche più generali - contrapposizione ideologica che qualcuno a sinistra vorrebbe scimmiottare - porta a rigor di logica ad accettare ogni tipo di alleanza. Ma di questo non ha senso stupirsi

In questo senso il Giannuli lì sopra sbagliava prima nell'andare dietro ai giggini, immaginando chissà che e presentandoli come la nuova frontiera della sinistra, e sbaglia adesso nel lasciarli perché hanno tradito ideali ai quali solo lui credeva. Ideali che comunque, se mai ci sono stati, devono sempre essere calati nella realtà, quando si fa politica.

E' un peccato perché stavano tanto bene assieme, a partire da una certa propensione al cospirazionismo e alla frequentazione dei servizi segreti.

Sembra incredibile ma Giannuli è per molti un punto di riferimento intellettuale e in effetti rappresenta in questo senso abbastanza bene la confusione della sinistra italiana.

Giggino invece è un abile tattico, come tutti quelli che si ispirano a Ciriaco De Mita; ma Salvini ha studiato da Bossi e non è da meno.

Ci sarà da divertirsi
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