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Le grandi distrazioni di massa

di Paolo Mottana*

Possibile che, nonostante tutto quello che accade, dai nostri vocabolari non siano state bandite parole come competitività, profitto e crescita? Possibile che l’ossessione della sicurezza riguardi i profughi in un paese dove ci sono ‘ndrangheta, camorra, mafia e sacra corona unita? Possibile che si ha paura di ragionare di reddito di cittadinanza e di patrimoniale? Siamo destinati a restare perdine di un gioco altrui oppure possiamo scoprire che quel gioco dipende anche da noi e dalla nostra capacità di mettere in discussione vocaboli e ossessioni? “Vogliamo guardare in avanti, oltre questo schifo, oltre al cancro che ci assedia, oltre alla retorica padronale della crescita ad ogni costo – scrive Paolo Mottana -, oltre alla professionalizzazione anche dei bambini e delle bambine per renderli da subito soggetti imprenditoriali?…”

Possibile che nessuno sollevi il sopracciglio? Che nessuno invochi un minimo di attenzione? Che la sensibilità sia totalmente sepolta? Che non vi sia uno straccio di idea di futuro da contrapporre alla terapia funesta del tempo presente?

Dove sono finite le voci accorte? Gli sguardi profetici, le visioni radicali e prospettiche?

Possibile che dal vocabolario di chi vorrebbe un mondo diverso e possibile non siano state bandite le parole competitività, concorrenza, profitto e crescita? Tutta la sinistra cosiddetta ne parla.

Ma sanno di che parlano? Sanno del sarcofago di merda chimica che questo tipo di slogan chiude su tutti noi che già lo patiamo? Sanno di che deserto nel mondo è portatore? Di quale livello di saccheggio, distruzione e morte? Per quattro elettrodomestici in più? Possibile che a sinistra troneggino figuri che impugnano la peggiore retorica industrialista e capitalista per mantenerci proni all’imbroglio selvaggio delle nostre vite e di quelle dei nostri figli?

 

Sicurezza

Possibile che il tema per tanta gente sia davvero quello dell’immigrazione e delle sue presunte emergenze? Possibile che i media non facciano altro che occuparsi di questo? Tutti i media, tutti, anche quelli che dovrebbero disporre di un minimo di sensibilità? Sicurezza? Sicurezza dai profughi, quattro disperati che nella peggiore delle ipotesi potranno fare un po’ di spaccio al più basso grado della partita miliardaria delle droghe? Sicurezza dai profughi in un paese dove ci sono ‘ndrangheta camorra, mafia e sacra corona unita? Sicurezza dove l’ndrangheta ormai ce la troviamo sotto il letto a farci il profilo dei consumi?

Come mai non riusciamo a vedere in nessun partito politico degno di questo nome un serio programma di lotta alla criminalità organizzata? Di guerra alla criminalità organizzata, che sta prelevando alle nostre vite giorno dopo giorno ogni possibilità di risarcimento? L’ndrangheta fa profitti miliardari sulla nostra pelle ovunque in questo paese e anche al di fuori di esso e il problema sicurezza sarebbe di rispedire a casa i migranti arrivati qui su gommoni di fortuna?

Quando abbiamo perso completamente la bussola? Chi l’ha permesso? Cosa fanno la stampa, la televisione, i media per rispondere a questi traviamenti abissali?

Dove vogliamo andare? Quale futuro vogliamo per noi e i nostri figli? Vogliamo avere in classe qualche senegalese o qualche ‘ndranghetista esportato fresco fresco per abusare di ogni nostra residua ricchezza?

 

Reddito di cittadinanza e patrimoniale

Abbiamo paura di un pizzico di reddito di cittadinanza e non ci rendiamo conto che l’unico problema del nostro mondo ipersviluppato è quello della redistribuzione. Non ce n’è un altro. Abbiamo ricchezze sufficienti a far campare sette pianeti come il nostro e il problema è dare quattro soldi a qualche senza lavoro?

Chi ha il coraggio di dire che oggi al secondo posto (dopo la guerra alla criminalità organizzata, totalmente infiltrata ovunque, anche tra i giornalisti che fanno ogni giorno il peana della crescita dobbiamo immaginare), di una politica che voglia davvero rimettere il mondo su piedi sensati ci deve essere la redistribuzione del reddito, con una guerra senza tregua all’evasione fiscale e una patrimoniale come si deve? Sì, una patrimoniale signori e signore, non c’è scampo. Vogliamo rimettere i birilli un po’ in ordine o vogliamo baloccarci sul ciglio del burrone fino a cascarci dentro tutti?

Lo vogliamo capire che gente come Matteo Salvini è più che mai serva del potere che ci ruba la vita giorno dopo giorno? Che storna la nostra attenzione dai ladri miliardari per farci mancare totalmente il bersaglio? Che complotta con la Confindustria e gli ultimi feroci distruttori del mondo assicurando grandi opere inutili e boicottando le battaglie per l’uguaglianza e il diritto a decidere per i propri territori (il grande ex-federalista)? Come si fa a non vederlo se non perché chi costruisce le “narrazioni”, come le chiamano i dotti influenzatori, mostra sempre e solo questo? Perché tutti i media che contano sono nella mani dei distruttori del nostro futuro e di quello dei nostri cuccioli?

Ma li vedete quando elogiano le doti di grande politico di questo fantoccio che è stato piazzato lì per impedire a quella minima ala dei 5 stelle che aveva in mente un mondo diverso di non nuocere? E insieme a lui, giornali, tv, radio, digital media e compagnia cantando? Tutti che intonano lo stesso coro: lui sì che è competente, gli altri sono dilettanti allo sbaraglio! Accipicchia, che professionista! Professionista della inculata con l’ombrello per dirla con il vecchio Altan, ben preparato dagli show designer del capitale senza se e senza ma. Per arricchire i ricchi e svuotare quel che resta dei poveri.

 

Le polveri sottili della sinistra

Ma dove sta andando la povera sinistra presa in un totale obnubilamento da polveri sottili e altre sostanze psicotrope evidentemente diffuse ad arte nei suoi consessi miserabili?

Chi è il nemico? Chi sta distruggendo il nostro pianeta e noi con esso? Chi sta mettendoci al lavoro ad ogni costo quando non ci sarebbe più bisogno neanche della metà del lavoro che ci costringono a fare anche solo per stare decentemente bene? Chi? Se non lei stessa? Complice insieme a tutti gli altri di non aver pronunciato più una frase liberatoria dai tempi di Berlinguer? Vogliamo guardare in avanti, oltre questo schifo, oltre al cancro che ci assedia, oltre alla retorica padronale della crescita ad ogni costo, oltre alla professionalizzazione anche dei bambini e delle bambine per renderli da subito soggetti imprenditoriali? Vogliamo andare contro il talent show del tutti contro tutti (tranne quelli che stanno a guardare e ci guadagnano?) Vogliamo vedere? Vedere?

Oppure nulla, elettroencefalogramma piatto, elogi al grande stratega Salvini, guerra a chi difende un minimo di buon senso sull’uso dei soldi e delle risorse e lancia in resta per ripartire con il saccheggio su cui lucra più di tutto la criminalità organizzata?


* Docente di Filosofia dell’educazione presso l’Università di Milano-Bicocca, si occupa dei rapporti tra immaginario, filosofia e educazione. Tra i suoi ultimi libri La città educante (Asterios). Altri articoli di Mottana sono leggibili qui. Ha aderito alla campagna di Comune Un mondo nuovo comincia da qui.
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