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La caosificazione degli americani

di Pierluigi Fagan

Il doppio post recente sulla crisi della civiltà occidentale poneva come un sottosistema a sé le società anglosassoni, gli Stati Uniti d’America, la Gran Bretagna ed altre tre minori. Riguardo gli USA, c’è da segnare come, finita la presidenza Trump, le notizie date qui su quel mondo sono semplicemente sparite. Sulla Gran Bretagna, talvolta, qualche europeista prova piacere a raccontare i significativi malesseri britannici addebitandoli alla Brexit, ma niente di più. Infine, col nuovo governo, siamo diventati “amici preferiti” tanto dell’uno che dell’altro. Nel caso americano ne va anche della coerenza di allineamento geopolitico con attualità nel conflitto ucraino, posizione super-partes nello schieramento politico italiano che per altro, secondo scarni sondaggi, non rifletterebbe per niente il sentimento maggioritario del Paese. Quindi sugli USA, dal punto di vista interno, non c’è niente da dire?

Nel 2022, una storica americana specializzata in conflitto civile (fondazione storica degli States), ha fatto clamore, sostenendo che in base alla letteratura di analisi storica generale, si potevano sintetizzare alcuni punti di crisi che potevano far prevedere l’imminente rischio di scoppio di una “stasis”.

Secondo B.F. Walter, gli Stati Uniti sono oggi dei perfetti candidati a piombare nella guerra civile. È stata seguita da altri autori e molta eco mediatica, sia americana che britannica, hanno amplificato il tema ponendolo al centro del dibattito pubblico.

In un recente articolo di Caracciolo sulla Stampa, lo studioso usa questa espressione “Oggi l'America non si piace più. Come può affascinare gli altri?”. Buon annusatore dello spirito del tempo, Caracciolo si è convertito già dall’editoriale sull’ultimo numero di Limes ora in edicola, alla verità dell’epocale transizione dei poteri nel mondo, segnalando come gli Stati Uniti abbiano perso l’aurea e con essa il soft power.

Ribadisce George Friedman sulla stessa rivista, nel titolo della sua analisi “Gli Stati Uniti sono prossimi a un collasso interno”, sorbole! L’elenco di Friedman cita “rivendicazioni sociali al picco di intensità, questioni morali, religiose, culturali”, poi ci sono i fallimenti bancari, le revisioni strategiche verso la globalizzazione, il grande punto interrogativo cinese, ombre scure sui Big Five dell’on-line (che per altro licenziano a manetta) e le oscure sorti progressive dell’A.I., la Nasa che pare non sappia più come fare una tuta da astronauta, figuriamoci mandarlo sulla Luna; permangono attriti sui flussi migratori e sempre forti sulla convivenza razziale. C’è anche una profonda crisi interstatale/federale che arriva fino al ruolo del Congresso e della Corte Suprema. “Mai nella storia, vi è stato un tale livello di rabbia e disprezzo reciproco tra gli americani”, è la nota inquietante di Friedman. Se ne danno davvero di santa ragione su questo e su quello a livelli veramente pre-isterici, quando non si sparano e fanno e parlano di cose in modi davvero bizzarri (Dio, aborto, transessuali che risulterebbero solo lo 0,5% della popolazione, tradizionalismo e progressismo, pedofilia, complotti surreali et varia).

Questa agitazione, che più d’uno ha interesse a radicalizzare, trova il suo inferno su Internet ed i social. Quanto ai social, è il formato stesso dell’interazione anonima, con scritto privo di corredo facciale e comportamentale, costretto in spazi più da battuta che da discorso argomentato (woke! cristofascista!), la clausura nelle piccole comunità dei comuni pensanti che si eccitano a vicenda, a dar benzina a braci già ardenti. Radicalizzazione ci mette del tempo a costruirsi e non si smonta in tempi brevi, deposita rancori, astio, odio viscerale. Alla fine, non è più una questione di argomenti ma di irrigidimenti.

Sebbene sia una nazione di 330 milioni di persone (con, si stima, 400 mio di armi private, molte di livello militare) e pure con una composizione assai varia, tende a spaccarsi semplicemente in due ed il formato “noi contro loro”, alimenta il suo stesso radicalizzarsi semplificando. La semplificazione, del resto, è un tratto caratteristico della mentalità americana empirico-pragmatica ovvero sovrastimante il fare al posto -o priva- del pensare.

L’aspettativa di vita in America è in caduta libera da circa un decennio: è arrivata a 76,1 anni (da noi è da cinque a dieci anni di più). Grandi balzi in avanti tanto della mortalità infantile che di quella generale: diffusione armi ormai fuori controllo (in America oltre 200 persone al giorno vengono ferite da armi da fuoco, 120 vengono uccise. Di queste 120, 11 sono bambini e adolescenti), tasso di omicidi tra adolescenti +40% in due anni, overdosi ed abuso farmaci, incidenti auto. Nelle scuole, a molti bambini è imposto un corso di comportamento nel caso qualcuno entrasse in classe sparando con un mitra. E meno male che sono pro-life!

Al 10° posto per teorica ricchezza pro-capite in realtà gli USA sono 120° per uguaglianza di reddito (WB 2020), dopo l’Iran ma prima del Congo (RD). L’ascensore sociale è rotto da almeno trenta anni, ammesso prima funzionasse davvero. Americani poveri, in contee povere, in stati del Sud, muoiono fino a venti anni prima degli altri. Gli afroamericani cinque anni -in media- prima dei bianchi. Col solo 4,5% della popolazione mondiale hanno il 25% della popolazione carceraria, spaventoso il grafico di incremento negli ultimi trenta anni. La media europea è di 106 incarcerati su 100.000 abitanti, in US è 626, sei volte tanto che è primato mondiale. Sebbene abbiano meno del 5% di popolazione mondiale spendono il 40% del totale mondo in spesa militare (a cui aggiungere le armi interne). Se ci si annoia coi libri di storia, basta guardare nell’immaginario la produzione cinematografico-televisiva per capire quanto attragga culturalmente la violenza, da quelle parti. La violenza è la cura dei contrasti sociali, atteggiamento pre-civile.

Avendo a norma sociale il libero perseguimento della felicità versione successo economico-sociale su base competitiva delle qualità individuali nel far soldi, non avendo idea di come il gioco sia truccato, mancando tradizione di pensiero e di analisi di tipo europeo (ad esempio per classi), questa massa di reietti, che spesso vivono in condizioni subumane, ovviamente arrabbiati quando non rintontiti da tv-alcol-farmaci-droghe, vengono reclutati dalle varie élite per sostenere o combattere ora questo, ora quel diritto civile. Il che alimenta questa tempesta di odio reciproco a livello di “valori”, che siano della ragione o della tradizione, ma mai economico-sociali.

I “bianchi” sono oggi il 58% ma nel 1940 erano l’83% ed ancora nel 1990 il 75%, il trend è chiaro. Già si sa che perderanno la maggioranza assoluta nel 2044, tra due decenni. Peggio per la quota WASP dentro il cluster “bianchi”, con età media più alta, in piena sindrome Fort Apache.

Un sondaggio 2022 dava a 40% tra i dem e 52% tra i rep, favorevoli a separare stati rossi e blu in una sorta di secessione ideologica e atti politico-giudici locali, nonché la pratica tradizionale del -gerrymandering-, una sorta di sartoria dei collegi elettorali per predeterminare la vittoria di certi candidati nelle forme della rappresentanza che non è mai proporzionale, sembra esser andata in questa direzione negli ultimi anni. Alcuni rep, da un po’, propagandano l’idea di alzare l’età del voto per evitare che i più giovani portino voti ai dem. Questa idea di divorzio territorial-ideologico è inedita e dà il senso della profondità della frattura sociale. Lo screditamento reciproco dei rappresentanti locali e federali dei due partiti è all’apice.

Del resto, il crollo di fiducia è molto ampio: chiesa, polizia, giornalisti, intellettuali, accademia e scuola stessa ed ovviamente i politici che spesso in realtà sono cercatori di posizione sociale disposti a tutto. La guerriglia condotta sulla legittimità dei voti, potrebbe adombrare una ipotesi ventilata sul “voto contingente” dove in mancanza di un chiaro pronunciamento (ovvero contestato), ad ogni stato viene attribuito un voto, essendo la maggioranza degli stati (che hanno però minor popolazione) repubblicani, ecco qui realizzata l’intenzione che sempre più spesso esce da certe bocche “Noi siamo una Repubblica, non una democrazia”, il che -per altro- è una limpida verità.

È del resto certificato da studi di Princeton e Northwest sui contenuti delle leggi deliberate dal Congresso, già di dieci anni fa, che gli Stati Uniti sono una oligarchia e non una democrazia. È questa oligarchia che ha interesse ad incendiare il sottostante, lì dove il popolo si scanna per questioni di diritti civili, razza, prevalenza sessuale e non per diritti sociali, qualità della vita, ridistribuzione dei redditi e potere connesso.

Ci sono presupposti per verificare questa profezia di una ipotetica guerra civile, profezia che dato il grande rilievo media dato in America rischia di diventare del tipo “… che si auto-avvera”? Ci sono parecchie ragioni per dubitarne, sempre che s’immagini barricate e vasti disordini per strada accompagnati da terrorismo interno. Tuttavia, per quanto l’analisi dovrebbe esser più profonda di quanto permetta un post, questa analisi specifica sulla crisi interna la società americana certifica che è il cuore della civiltà occidentale ad esser in crisi profonda.

Per questo agli europei si consiglierebbe di allentare i legami trans-atlantici, gli americani sono destinati ad una continuata contrazione di potenza mondiale mentre all’interno danno sempre più di matto su tutto tranne che sul continuo aumento delle diseguaglianze, malattia mortale per ogni società.

Parecchia della fenomenologia perversa qui brevemente descritta, ha già contagiato le nostre società. Dal globalismo-neoliberale alla lagna unidimensionale sui diritti civili e non sociali che eccita l risposta tradizionalista, l’intero immaginario che percola dalle serie tv e dal cinema, l’intero Internet e la logica dei social, ora dell’A.I. che discende da un preciso milieu psico-culturale comportamentista (cioè finalizzato al controllo del comportamento e della cognizione, altro che “intelligenza”), la ripresa europea ed italiana nelle produzione e commercio di armi, la distruzione democratica già programmata dai primi anni ’70, la demagogia, l’ignoranza aggressiva, il drastico scadimento qualitativo delle élite, la scomparsa della funzione intellettuale, il semplicismo, l’infantile entusiasmo tecnologico, una irrazionale fede sul ruolo della tecnica, le epidemie di solitudine sociale e depressione, la farmaco-dipendenza, la plastificazione corporea e la manipolazione neurale. La crisi del centro anglosassone del sistema occidentale irradia da tempo tutta l’area di civiltà, anche dove l’antropologia culturale, sociale e storica, sarebbe ben diversa.

Si consiglierebbe di cominciare a programmare un divorzio, una biforcazione dei destini, una rifondazione dell’essere occidentali che chiuda la parentesi anglosassone. Viaggiare i tempi complessi con questa gente alla guida potrebbe esser molto pericoloso.

[Poiché nel sistema econocratico ogni problema è fonte di possibile profitto, ecco pronto il gioco da tavolo che simula la Seconda Guerra Civile americana con Capitan America vs Iron Man. È anche così che si creano i presupposti mentali nell’immagine di mondo, “gamificando” il conflitto sociale]

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voltaire15
Wednesday, 31 May 2023 01:45
Il proverbiale elefante e' li' nel salotto ma e' impolitico vederlo e guai a dirlo. L'America e' da tempo in mano ai giudei-sionisti (per favore non gridate 'olocausto'). Gia' alcuni decenni fa, Pat Buchanan, candidato presidenziale aveva detto che gli USA sono Israeli Occupied Territory. Oggi lo sono in forma capillare e intoccabile. 7 su 8 del presente gabinetto lo sono per non contare Joe Bidet auto-proclamatosi ultra-sionista. Come del resto e guarda-caso lo erano (giudei) 12-su-13 bolshevici del primo politburo.
Ci si informi da dove viene il cultural-marxism che permea scuole, universita', compresa la cancel culture, il wokismo, chi controlla TV, Hollywood, scuole, universita', biblioteche e pornografia...(Tra parentesi, nelle 16,000 biblioteche americane e' impossibile trovare una copia di "Due secoli insieme" di Soljenitzin. Bisogna ordinarlo dall'Europa.... e in Francese, perche' i giudei non lo vogliono stampato in inglese (almeno cosi' era fino a due anno fa e non ho controllato di recente, perche' ne ho una copia acuistata dalla Francia.
Finche' non si avra' il coraggio di dirlo ad alta voce, il resto (politicamente), equivale a 'parlare perche' si ha la lingua', come diceva in simpatico accento bolognese il mio docente di calcolo superiore all'universita'. Niente di male ma niente anche di lontanamente costruttivo.
Patetico ma significativo, a parte la bestialita', la posizione prostrata del governo italiano - i cui membri vanno in fila a piangere al muro del pianto, mentre forniscono armi al governo totalmente giudaico dell'Ukraina. Paese ortodosso e l'equivalente, a rispetto della Russia storica, di quella che e' stata 'Roma' a rispetto dell'Italia.
Niente da obiettare, peraltro, con il contenuto dell'articolo.
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Alfred
Wednesday, 31 May 2023 21:50
In questi casi mi dichiaro nero ebreo (non sionista) anarcocomunista e veda ei cosa altro le dispiace di presente nel mondo.
Bello avere in una persona o un gruppo umano tutta la generazione del male dell'universo. Succede a lasciarsi prendere da certe dicotomie religiose e non solo.
Comunque molto utile, basta eliminare il gruppo umano o la persona e il bene risorgera', che bello, non si deve neanche studiare o pensare troppo a capitalismo e dinamiche sociali, un po' di gas e via. Il mondo bello, le persone pure.
Visto che siamo in una situazione virtuale potrei anche immolarmi per farla felice, a patto che lei mi garantisca che eliminati quelli come me (gli ebrei, anche quelli che non sopportano i sionisti) il mondo sara' una grande fioritura di animi gentili e bellissimi.
Le propongo alcune meditazioni.
Negli Usa o anche altrove, le risulta che prima della comparsa di ebrei, sionisti o chissa quali altri antipatici alla sua visione, si vivesse come in paradiso?
Guerra dei trent'anni?
Inquisizione?
Le brioche di maria antonietta
Bava beccaris
Servitu' delle glebe (tempi, nazioni a caso)
Ci sono terre in cui la presenza ebraica credo sia minima, veda lei se ai nostri tempi non si massacrano, che so .... in papua nuova guinea?
le nostre balde elite cattoliche, protestanti e affini avevano e hanno avuto bisogno di maestri ebrei o marziani per occuparsi di sterminio di popoli indigeni, schiavitu' diffusione (imposizione via guerra)dell'oppio, strozzinaggio (vada a leggersi la storia di banchieri fiorentini, genovesi ecc, perfettamente nati da madri cattoliche) e via...
Si, si, ho capito, ho torto ... domani gli ebrei partono per plutone e la terra diventa un felice paradiso.
L'importante e' crederci, passi una buona nottata.
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Franco Trondoli
Monday, 29 May 2023 14:36
Ringrazio Mario Galati per l'intervento.
Ha fatto bene a farlo.
Spero veramente che abbia ragione.
Cordiali Saluti
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Alfred
Sunday, 28 May 2023 22:45
È questa oligarchia che ha interesse ad incendiare il sottostante, lì dove il popolo

L'oligarchia ha interesse e incendia il sottostante ... ma se il sottostante e' in preda alle fiamme come spera di sopravvivere l'oligarchia che sta sopra? No, non mi riferisco a lotta di classe e marxismo, al massimo a effetti da rivoluzione francese, ma senza illuministi bei dintorni ... questo a livello interno
A livello esterno come pensano di parare eventuali ritorsioni per il caos che generano a livello globale ?. Ok in afghanistan abbiamo visto, ma pesrare i calli alla cina, alla russia a quelli grossi?
Nel testp vedo un tenero ottimismo che suggerisce di separarci per navigare con le nostre colte e civili classi dirigenti ..
Dove le vede il Fagan? Pararagonate agli Usa ... nello stagno luccica anche la latta ...
ma dai ...io non vedo neanche la latta... vedo un crescente spirito imitativo e un essere piu realisti del re che inquieta e inguaia, ma sicuramente sbaglio.
Vi suggerisco una immagine: dopo che l'occidente collettivo (non solo gli Usa anche se sicuramente hanno la parte maggiore) ha rifilato al mondo l'immaginario descritto correttamente da Fagan immaginate voi un ribaltamento di ruoli (secondo me e' dietro l'angolo, ma so che non sono un profeta) e noi occidente collettivo senza industrie, fabbriche o finanza, pure nazioni quasi da terzo mondo (insieme a nostre ex elite) con qualche prospettiva come manodopera a basso costo con anche un tursmo privatizzato da multinazionali (musei compresi).
immaginate quel modello tra l'amerregano e l'asiatico (mix tra cina india, russia, vietnam ... ecc) sui nostri stipendi, pensioni e sanita' ..
Se avete immginazione ... prego...
Fagan ci ha provato, ci sta provando a farci credere che esiste una alternativa ...
Esiste?
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Alessio Galluppip
Sunday, 28 May 2023 18:00
Di fronte all’evidenza di essere in presenza e in atto la crisi verticale e generale di un modo di produzione storicamente determinato, proprio nel punto più alto del suo sviluppo storico - gli Stati Uniti d’America (tra scricchiolo e discesa negli inferi dell’american dream, scomposizione e spinte centrifughe e prodromi di guerra civile) - si puó concludere sostenendo che << Si consiglierebbe di cominciare a programmare un divorzio, una biforcazione dei destini, una rifondazione dell’essere occidentali che chiuda la parentesi anglosassone. Viaggiare i tempi complessi con questa gente alla guida potrebbe esser molto pericoloso>>?

Ossia il capitalismo è in crisi, dunque viva il modello del capitalismo mittleuropeo e della civiltà rinascimentale - genitrice di tanto splendore attraverso il colonialismo e la schiavitù nel nuovo mondo. Ohibó!
Vorrei ricordare che tre anni fa per caso ma non per caso negli Stati Uniti e per il mondo venivano abbattute le statue di Cristoforo Colombo, dunque il vanto dell’Europa e della successiva civiltà dei “lumi”.
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Franco Trondoli
Sunday, 28 May 2023 19:01
Purtroppo mi sembra evidente che in Europa Occidentale la percezione delle problematiche in atto negli Usa , fatto salvo che esista nelle classi dominanti nostrane , viene sistematicamente elusa e nascosta. Nella loro grandissima maggioranza, gli strati di popolazione dominate hanno perso, se mai l'hanno avuta, ogni capacità di analisi autonoma e critica sulla successione dei fatti. Nonostante gli immensi problemi esistenti, il Capitale Europeo Occidentale e Anglosassone riesce a trarre comunque un vantaggio dai disastri che esso stesso produce. È la forza del moto modo impersonale del Capitale, che anche su ogni genere di occultato disastro riesce a riprodurre dei rapporti sociali di potere ad esso favorevoli. Risulta decisivo in questo l'assoluto dominio politico basato sulla passivazione degli individui massificati ridotti a pure Zombies.
La cosiddetta sinistra culturale ci mette del suo , favorendo di fatto il dominio del Capitale, ripetento stantii e superati ritornelli di analisi politiche basati su presupposti ideologici e filosofici totalmente obsoleti (marxismo dogmatico ) anche nelle sue versioni apparentemente più critiche. Ho già cercato sinteticamente di dire che di fronte al Nichilismo Occidentale imperante risultano favorite per il dominio mondiale le forze comunque Autoritarie che mirano a un ordine mondiale multipolare. Un progetto che costituisce l'ideologia di tutti gli Stati Autoritari della semiperiferia, i quali cercano - attraverso il rafforzamento di un loro potere imperialista e per mezzo di politiche di guerra - di succedere agli Stati Uniti in declino, e ottenere così un'analoga supremazia, o dominio, a livello regionale se non - come nel caso della Cina - addirittura globale, simile a quello che gli Stati Uniti avevano nella seconda metà del XX secolo. L'attuale aumento dei conflitti regionali tra Stati, in una fase di crisi globale in cui non esiste più effettivamente alcuna potenza mondiale egemone, è l'espressione di tale disordine ( non ordine) mondiale multipolare.
L'unica strada Occidentale realistica sarebbe quella di credere nella sua Cultura Filosofica più minoritaria e critica della critica che abbia come prospettiva il superamento del Moto del Capitalismo. Ma i grandi Filosofi che possono essere di aiuto sono i primi morti che vengono continuamente sepolti.
Cordiali Saluti
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Mario Galati
Monday, 29 May 2023 09:03
Vedo che Franco Trondoli non riesce a riprendersi dal terrore panico per la fine della supremazia capitalistica bianca occidentale per mano dei "dispotici" e "autoritari" barbari musi gialli & co., vista la ricorrenza con cui esprime lo stesso concetto.
Così, al solito piagnisteo sui mali del "moto-modo" di produzione capitalistico, la cui oggettività sarebbe però inesorabile e senza rimedio da parte degli uomini (essendo i soggetti mere dramatis personae passive e senza ruolo nelle dinamiche oggettive. A proposito, se è così, perchè lamentarsi della zombificazione in corso? Se è così la zombificazione è sempre una condizione essenziale e permanente di ognuno, singolo o classe sociale che sia), si aggiunge il pianto disperato per l'avanzare della barbara e tirannica marea di colore che sommergerà la libera, democratica e civile civiltà bianca occidentale (quella che con la barbara marea di colore non ha mai avuto nulla a che fare, essendo noto che noi siamo vissuti come comunità riservata e appartata. Adesso questi qua si permettono pure di interferire e di mettere in discussione il nostro stile di vita. Ci vogliono sopraffare e vogliono diffondere il loro morbo autoritario, quando è notorio che noi tenevamo le nostre colonie come oasi di libertà e democrazia, in line con i nostri valori e la nostra tradizione filosofica (quella immaginaria). Ops... mi è sfuggita la parola colonia).
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