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kelebek3

“Il capitalismo funziona!”

di Miguel Martinez

Immaginiamo un tipico messicano del Gonfalone del Drago Verde di Firenze, dandogli il nome banale di Miguel Martínez.

Martínez fa il traduttore e si fa pagare 0.06 euro a carattere che batte sulla tastiera.

Cala un’App, che costa 0,00 euro a carattere e a essere sinceri, funziona benissimo.

La stessa App contemporaneamente estrae da noi miliardi di dati e di segreti e fattacci personali, che trasforma magicamente in miliardi di dollari, anzi nel più grande cumulo di miliardi della storia umana; ma non ce ne accorgiamo minimamente, perché in termini puramente monetari, “è tutto gratis“. E’ fantastico: confidandogli i nostri innamoramenti, noi compriamo lo yacht da 500 milioni di dollari per Jeff Bezos, e poi lo ringraziamo pure.

La gente comprensibilmente preferisce l’App a Martínez.

A partire da Martínez stesso, che se deve tradurre un articolo di The Guardian da mettere sul blog, preferisce fare clic che passare mezz’ora a tradurre. Che poi, visto che è diventato disoccupato, una mezz’ora ce l’avrebbe a disposizione, è solo pigrizia…

Risultato, Martínez non ha più i soldi per comprare il pane dal fornaio.

Per fortuna il pane al supermercato costa la metà di quello che costa dal fornaio, grazie a un sistema che riduce a praticamente a zero quanto va a quello che chiamiamo ancora il “contadino”.

Il contadino sopravvive però grazie ai fondi europei pagati con le nostre tasse. Fondi che il contadino usa nella maniera che esige il supermercato per fare felice Martínez, cioè per fare grandi distese nutrite a diserbanti e insetticidi e coltivate da trattoroni e immigrati clandestini.

Ma se un giorno decideranno di togliere i soldi al contadino, ci sono sempre immense piantagioni coltivate con i droni, in Brasile o qualche altro luogo del genere. Che un drone costa sempre meno di un bracciante nigeriano.

Per cui il fornaio chiude, ma Martínez non è un fornaio e la cosa francamente gli interessa il giusto. Tanto lui c’ha pure la casa di proprietà, mentre attorno a lui tutti quelli in affitto vengono cacciati dagli ufficiali giudiziari, per farne bedenbrecfas che mandano soldi a una società californiana, ma la cosa funziona: se Martínez volesse dormire una notte a Padova o a Pechino, gli basterà fare clic per trovare alloggio.

La finanziaria delle Isole Cayman che possiede il supermercato che vende il pane a Martínez ha ancora il problema ovviamente di dover pagare lo stipendio – e pure le ferie e le malattie – a qualche commesso, per cui chiede alla McKinsey come fare.

L’esperto suggerisce di tagliare ancora usando i rider pakistani che corrono contromano in bici elettriche truccate per soddisfare l’App che li manda.

E così Martínez, che non è un fornaio, non è un commesso, è ancora più felice: paga meno ancora, e ha pure il servizio a domicilio come i signori di una volta.

I rider sono decisamente un progresso sui commessi.

Ma costano sempre qualche centesimo al Martínez, per cui la tappa successiva sono i counter.

Che almeno dalle immagini, sono luoghi in cui donne bellissime incontrano giovani uomini appetibili:

Invece di portare il pacco proprio a casa, me lo portano a un punto vicino casa.

Che voi direte è un regresso, il povero Martínez deve camminare venti metri ogni volta che arriva un pacco, ma invece di un rider che si fa pagare tante ore per portare cento pacchi, arriva un furgone che li scarica tutti insieme in pochi minuti al counter. E così Martínez risparmia ancora. Win win!

In un primo momento, tutto questo processo ha aumentato in modo incredibile il lato piacevole della vita (lavorare in un ufficio con l’aria condizionata anziché in miniera, trovare banane somale a poco prezzo al supermercato, ecc. ecc.), e così siamo arrivati all’equazione capitalismo=democrazia”.

Costanzo Preve aveva colto con una battuta geniale i tre pilastri del sistema che il capitalismo pochi decenni fa produceva:

Una CULTURA di SINISTRA

Un’AMMINISTRAZIONE di CENTRO

Un’ECONOMIA di DESTRA

Firenze, insomma.

Solo che il processo è velocissimo – il mondo di Costanzo Preve, morto appena nel 2013, è un altro pianeta rispetto a quello in cui viviamo noi.

Il processo porta necessariamente in fondo, proprio perché ha dietro di sé la forza di tutti i Martínez del mondo cui fa tanto comodo. Solo che l’essenza del processo è la trasformazione a velocità sempre maggiore di risorse in prodotti e scarti, e poi di prodotti in rifiuti.

E di passaggio allo stesso tempo della ricchezza in sempre meno mani.

A un certo punto, ci troviamo con risorse sempre meno accessibili, sempre più rifiuti (tipo un cucchiaino di microplastiche nel cervello di ciascuno di noi) e una decina di miliardari che hanno più soldi di tutto il resto dell’umanità messa insieme.

I fattori sono innumerevoli, ma per la grande maggioranza, la coperta si è fatta corta, almeno nel cosiddetto Occidente: dopo la Crescita, è iniziata la Decrescita, che non è il simpatico progetto di piccoli contadini del Chianti, ma l’esito reale, tangibile e inevitabile del processo.

Quando la coperta si fa corta, chi è più forte, la tira a sé, e saltano due dei tre pilastri di Preve. Da quando bisognava stare attenti a non usare il pronome sbagliato per maschi biologici che si credevano donne, si passa di colpa a tempi in cui è lecito e anzi divertente ammazzare diciottomila bambini a Gaza perché la coperta è nostra.

Tempo fa, il presidente della superpotenza economico-nucleare che si chiama Stati Uniti, disse una grande verità:

Sometimes you need a dictator!”

Cosa che ha suscitato il solito scandalo impotente che segue ogni esternazione dello speculatore immobiliare che deve tutto al bisnonno immigrato che ebbe lo spirito d’impresa di aprire un bordello per cercatori d’oro nel Klondike.

 

Ora, l’inglese è un po’ ambiguo. Se con quel you si riferisce proprio a me, io di un dittatore non ne ho bisogno di sicuro.

Ma la cosa cambia, se traduciamo con l’impersonale “si”: “si ha bisogno, c’è bisogno, di un dittatore”.

Questi tempi impongono un dittatore.

Il dittatore Trump aveva un amico profeta, il geniale Jeffrey Epstein, che sta ai tempi che ci attendono, come Voltaire stava ai suoi.

Mentre noi ancora credevamo alla pace e alla democrazia, Epstein già capiva che il futuro che funziona sarebbe stato un unico, immenso stupro.

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