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Sequestro di Maduro: un episodio della terza guerra mondiale a pezzi

di Domenico Moro

L’atto di guerra degli Usa contro il Venezuela, con il quale è avvenuto il sequestro del presidente del Venezuela, Nicolas Maduro, e di sua moglie, ha un carattere imperialista e rappresenta un episodio di quella che Papa Francesco chiamò “la terza guerra mondiale a pezzi”.  Il sequestro e il contestuale bombardamento aereo, che ha provocato alcune decine di morti fra i civili e i militari venezuelani, sono illegali e, avendo violato la sovranità del Venezuela, in contrasto con il diritto internazionale e con lo Statuto dell’Onu (articolo 2).

Trump ha giustificato l’azione militare sostenendo che Maduro fosse il capo di un cartello della droga e un narcoterrorista. In questo modo, avvalendosi di una legge statunitense varata dopo l’attentato alle Torri Gemelle, ha potuto bypassare l’autorizzazione del Parlamento statunitense. Il fatto, però, è che l’Onu ha dichiarato che il Venezuela non produce né commercializza droga, che nel paese non operano cartelli della droga e che il traffico della droga verso gli Usa si serve della rotta del Pacifico e non di quella caraibica, dove c’è il Venezuela. A Trump, si sono accodati Giorgia Meloni e il suo governo, che ha definito “legittima” l’azione bellica, dimostrando ancora una volta di essere supini alleati degli Usa. Evidentemente, per la Meloni in questo caso non c’è “un aggressore e un aggredito”, a differenza che in Ucraina.

Le vere cause dell’aggressione al Venezuela sono altre.

In primo luogo, c’è la volontà degli Usa di controllare il petrolio venezuelano, come del resto ha dichiarato lo stesso Trump, sostenendo assurdamente che il governo venezuelano abbia “rubato” asset petroliferi agli Usa, malgrado la nazionalizzazione della materia prima fosse avvenuta nel 1976. Il Venezuela è, da questo punto di vista, il paese più importante al mondo, perché detiene le maggiori riserve accertate di petrolio, 303 miliardi di barili, superiori di parecchio anche a quelle del secondo paese in classifica, l’Arabia Saudita, con 267 miliardi di barili[i]. Ma, visto che l’interesse dell’imperialismo è non tanto quello di sfruttare le materie prime per sè, ma di impedirne lo sfruttamento ai concorrenti, per gli Usa era inaccettabile che il controllo sull’importante risorsa potesse essere esercitato dalla Cina. Infatti, il paese orientale era nel 2024 il secondo paese di destinazione dell’export venezuelano con 2,7 miliardi di dollari, secondo solo all’India con 3,2 miliardi[ii], oltre ad aver fornito miliardi di dollari in prestito al Venezuela.

Proprio il contrasto alla Cina e alla Russia, che aveva accordi militari con il Venezuela, è la principale ragione dell’attacco, inserendosi in quella catena di eventi che caratterizzano da tempo la guerra proxy tra gli Usa (e gli europei), da una parte, e la Russia e Cina, dall’altra. In questo senso, va detto che l’amministrazione Trump rappresenta un salto di qualità rispetto alle altre amministrazioni. Uno dei capisaldi del documento della Strategia nazionale di sicurezza degli Stati Uniti (novembre 2025) è la riconquista del dominio dell’Emisfero occidentale, cioè sulle Americhe. Nel documento si legge che Trump ha l’intenzione di riattivare la dottrina, che il presidente Monroe definì nel 1823 per rivendicare il continente americano come territorio libero da influenze di altre potenze, che a quell’epoca erano europee, cioè la Francia e la Spagna. Soprattutto, vi si legge: “Noi impediremo che concorrenti esterni all’Emisfero Occidentale posizionino le loro forze o altre fonti di minaccia, o che si approprino o controllino asset strategicamente vitali nel nostro Emisfero. Tale corollario Trump è buonsenso e potente restaurazione della potenza e delle priorità americane, coerentemente con gli interessi americani.”[iii]

Per la verità l’aggressione contro il Venezuela non è iniziata oggi, e l’attacco di Trump si inserisce all’interno di un processo che risale al 2014, quando furono introdotte dagli Usa e dalla Ue sanzioni sempre più forti, che praticamente hanno rappresentato una guerra economica contro il Paese caribico. Le sanzioni hanno colpito gravemente il settore petrolifero ostacolando l’esportazione di greggio e l’importazione di macchinari e ricambi per l’industria estrattiva. L’impatto è stato pesante su tutta l’economia venezuelana che, come altre economie dipendenti del Sud-America, si basa su una “monocoltura”, in questo caso il petrolio, che ha rappresentato nel 2024 il 72% delle esportazioni totali. Un indicatore della forza delle sanzioni è il fatto che nel 2015 il Venezuela, grazie all’export di petrolio aveva un surplus commerciale di quasi 4 miliardi di dollari, mentre nel 2024 ha registrato un debito di 600 milioni[iv]. Altro indicatore è quello della produzione, che nel 2024 è stata di 920mila barili di petrolio al giorno, e dell’export che è stato di appena 660mila barili. Si tratta di dati estremamente bassi, specie in relazione al fatto che il Venezuela detiene le maggiori riserve di petrolio mondiali e a fronte di quelli fatti registrare dall’Arabia Saudita, il secondo detentore di riserve, che, sempre nel 2024, produceva quasi 9 milioni di barili al giorno e ne esportava oltre 6 milioni, cioè dieci volte di più. Persino la Libia, paese da anni politicamente instabile e diviso in due parti in lotta fra loro, fa meglio del Venezuela, con 1,14 milioni barili al giorno di produzione e 1,08 milioni di esportazioni[v].

Dunque, l’aggressione contro il Venezuela e il sequestro di Maduro rappresentano un chiaro monito alla Russia e soprattutto alla Cina, che, infatti, hanno espresso la loro dura condanna nei confronti degli Usa. E rappresentano un atto di guerra imperialistico da parte degli Usa, cioè teso a mantenere la propria sfera di influenza in quello che è considerano da tempo, secondo la dottrina Monroe, il giardino di casa loro, dove possono agire come meglio gli aggrada, anche entrando e sequestrando un presidente mentre è in casa sua. Come gli Usa intendessero la dottrina Monroe sin dall’inizio è dimostrato dalla guerra di conquista contro il Messico del 1846, a seguito della quale gli Usa si annessero gli attuali stati di Texas, California, Arizona e Nuovo Messico. Quelli appena trascorsi sono stati due secoli costellati di innumerevoli interventi militari diretti e indiretti, come il golpe in Cile nel 1973, nel corso del quale fu ucciso il presidente Allende, e il sostegno negli anni ‘80 ai Contras contro il legittimo governo del Nicaragua. Oggi, Trump, in qualche modo, ricorda il presidente Theodore Roosevelt, che alla fine dell’Ottocento sostenne l’imperialismo coloniale statunitense, avviatosi con la sottrazione alla Spagna di alcune sue colonie, tra cui le Filippine. L’azione contro il Venezuela, inoltre, costituisce un pericoloso precedente anche per quei paesi su cui Trump ha già espresso le sue mire, a partire dalla Groenlandia. Del resto, come scrisse Lenin nel 1916: “L’imperialismo è l’era del capitale finanziario e dei monopoli, che sviluppano dappertutto la tendenza al dominio, non già alla libertà.”[vi]

Il carattere di dominio proprio dell’imperialismo, specie di quello statunitense (ed europeo), viene confermato da Trump, che pure era stato eletto sulla base di un programma che, fra le altre cose, prevedeva di non intraprendere guerre all’estero. Del resto, sempre nel documento di strategia, Trump dichiara che suo obiettivo principale è quello di opporsi alla decadenza degli Usa, restaurandone il dominio mondiale. 


Note
[i] Opec, Annual Statistic Bulletin, 2025.
[ii] Unctad, Country profiles.
[iii] National Defense Strategy of the United States of America, November 2025, p. 15.
[iv] Unctad, Country profiles.
[v] Opec, Annual Statistic Bulletin, 2025.
[vi] Lenin, L’imperialismo, Editori Riuniti, Roma 1974, p.163.
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Comments

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AlsOb
Tuesday, 06 January 2026 23:30
La classe dominante ha vinto la guerra di classe da parecchio tempo, come i fatti storici e economici incontrovertibilmente mostrano.
Non è tanto una questione di verità, né di liturgica e astratta ripetizione di frammenti marxiani.
La riflessione, concreta e spassionata dovrebbe rivolgersi a capire come il neoliberalismo abbia trionfato e come i partiti di sinistra siano diventati i più arcigni difensori del neoliberalismo fascista e degli interessi del capitale finanziario. Le classi inferiori sono state immerse e/o si sono immerse nella fantasmagoria e falsa coscienza, nella quale la vuota retorica e la pseudometafisica neoclassica diventano la percepita verità del mondo.
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lisa
Monday, 05 January 2026 06:32
La verità è che la classe del capitalismo finanziario è emersa apertamente e sta vincendo la guerra di classe, grazie alle nuove e potenti armi dell'intelligenza artificiale. Questa classe transnazionale ha gli stessi interessi ovunque, la stessa struttura di potere, le stesse guerre e lo stesso nemico: i popoli democratici, i popoli in generale, destinati a essere i nuovi Iloti.

Il suo slogan potrebbe ora essere: guerre, guerre e ancora guerre per ridisegnare il volto del mondo, guerre che consentano di costruire le basi economiche della quarta rivoluzione industriale, il Quarto Reich, che porterà le persone alla schiavitù digitale, alla schiavitù, e nient'altro.
https://patriots4truth.org/2018/01/12/how-they-plan-to-control-everything-in-your-life/

In pratica, Inghilterra e Stati Uniti hanno vietato lo studio del marxismo nelle scuole, ma in realtà le loro élite sioniste sono ormai le uniche in Occidente ad applicare gli insegnamenti radicali di Karl Marx: guerra di classe, ma al contrario, dall'alto, nel loro caso: non più guerra di classe dal basso, come insegnava Marx.

Guerra dall'alto, contro i popoli e le democrazie, fino alla fine, fino alla vittoria, nessuna falsa coscienza: legge morale, ecc., i veli che hanno sempre nascosto, secondo Marx, la legge del più forte. Peccato che questa volta il popolo dorma; crede nell'incantesimo della parola "democrazia", crede che questa parola magica lo salverà all'ultimo momento. Niente democrazia! In realtà, in guerra, vince il più forte. Marx lo sapeva; e ciò che insegnò alla classe operaia, agli operai, che non possedevano nulla (e non erano felici) tranne la loro prole, le braccia dei loro figli da impiegare nelle fabbriche dei padroni, 12 ore al giorno, per un salario da fame, lo stiamo dimenticando: "Organizzatevi e combattete, non avete altra scelta; se non lo fate, siete destinati a rimanere schiavi per sempre".
(Non a caso Marx definiva la rivolta di Spartaco uno dei primi esempi di guerra di classe dal basso.)

Va notato che a quei tempi i lavoratori erano la classe produttrice e i parassiti erano coloro che vivevano dei profitti derivanti dal lavoro dei lavoratori, i capitalisti.

L'astuzia di questi capitalisti è ora quella di ridurre i popoli a parassiti che non producono più nulla, a inutili mangiatori da controllare e da schiacciare, per togliere al popolo il suo ruolo storico di classe attiva e produttrice.
https://patriots4truth.org/2018/01/12/how-they-plan-to-control-everything-in-your-life/
Non inganniamoci: i capitalisti finanziari restano ancora oggi dei parassiti.

Si noti come Marx definisce il capitale finanziario nel terzo volume del Capitale: ''[Esso] riproduce una nuova aristocrazia finanziaria (neue Finanzaristokratie), una nuova categoria di parassiti sotto forma di promotori di progetti, fondatori e direttori semplicemente nominali; un intero sistema di frode e inganno relativo a fondazioni, emissioni azionarie e negoziazione di azioni.'' Non vi viene in mente BlackRock?

E a questo ritmo, i popoli del mondo finiranno per diventare schiavi di questa classe finanziaria cannibale e genocida, con il rischio di tornare a un nuovo feudalesimo tecnocratico: un incubo.

A proposito di democrazia, la parola democrazia – e Marx lo sapeva bene, come ho detto, così come il vecchio Nietzsche – è efficace solo se il popolo combatte e vince la guerra di classe; altrimenti, è una parola vuota. Basta pensare al discorso dei Democratici Ateniesi ai Meli (che Tucidide riporta nella sua opera La guerra del Peloponneso), prima di radere al suolo la loro città e massacrarli, riducendo donne e bambini in schiavitù. Ateniesi:

''Da parte nostra, non ricorreremo a frasi ad alta voce; non proclameremo fino alla nausea che la nostra posizione di supremazia è giusta perché abbiamo sconfitto i Persiani e che ora stiamo marciando contro di voi per vendicare le ingiurie ricevute: lunghi discorsi che suscitano solo sfiducia. (...) Perché sapete bene quanto noi che nel ragionamento umano, la giustizia viene presa in considerazione quando la necessità preme equamente da entrambe le parti; altrimenti, i più forti esercitano il loro potere e i più deboli vi si sottomettono.
Se è per benevolenza degli dei, anche noi non temiamo di essere trascurati da loro; perché non pretendiamo nulla, non facciamo nulla che non sia in accordo con ciò che gli dei e gli uomini pensano, e ciò che gli uomini stessi rivendicano per sé. Perché gli dei, secondo l'idea che abbiamo di loro, e gli uomini, come si vede chiaramente, tendono sempre, per necessità di natura, a dominare dove sono superiori in forza. Questa legge non è stata istituita da noi, né siamo stati i primi ad applicarla; perciò, come l'abbiamo ricevuta e come la lasceremo ai tempi futuri e per sempre, la usiamo, credendo che anche voi, come gli altri, se aveste il nostro potere, fareste lo stesso.''

Il potere sionista, coincide con il potere finanziario, è vero che si tratta di un potere tribale, basato su legami di sangue. Senza lotta di classe rimaniamo nella preistoria, scrisse Marx. Se l'Occidente e gli Stati Uniti sono afflitti dal feticismo dei beni (le merci), di cui il feticismo della religione è solo l'aspetto più superficiale ed edificante, è chiaro che sono destinati (e noi con loro) a regredire a una situazione tribale: una classe sociale potente e militarizzata (una minoranza) che schiavizza e soggioga tutte le altre.
Sta succedendo adesso, ricordiamoci che I dirigenti di Palantir, Meta e OpenAI vengono arruolati nell'esercito americano come colonnelli per potenziare l'uso militare di droni, soldati robot e altre macchine per uccidere ad alta tecnologia.
https://leohohmann.substack.com/p/execs-from-palantir-meta-openai-being
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renato
Monday, 05 January 2026 09:15
La foto del generale Custer è sempre nel taschino di ogni rappresentante del governo americano, stampata e riprodotta in 10 mila copie e distribuita anche ai padroni di google, facebook, microsoft , openAI, Palantir e ai migliori capi e capetti dei fondi finanziari di investimento. Per gli altri della cia , fbi e reparti speciali d'assalto c'è invece la foto di Predator.
Se non rinasce un vasto movimento internazionalista che porti in ogni dove a partiti rivoluzionari totalmente anticapitalisti , sarà la fine certa delle prossime generazioni, sotto tutti i punti di vista.
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Lorenzo
Monday, 05 January 2026 01:27
Le considerazioni di Moro sono generalmente corrette, ma spicca l'abitudine a ricomprendere le relazioni internazionali e la loro natura polemologica in termini d'imperialismo esercitato dai potenti a discapito dei deboli, in modo da veicolare l'idea che quest'ultimi non replicherebbero il processo se appena ne avessero la forza.

Un'idea di cui la parabola storica compiuta da Unione sovietica, Cina, Vietnam e tutti gli altri idoli dell'affabulazione antiimperialista ha mostrato la fondatezza.

Voi addurrete la Cuba socialista e i palestinesi come esempi di agnelli del signore che non hanno mai imperialistizzato nessuno. Cuba e i palestinesi non hanno mai oppresso altri popoli perché si sono sempre trovati sulla difensiva. Un popolo oppresso è semplicemente un popolo più debole del suo oppressore.
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Domenico Moro
Wednesday, 07 January 2026 17:25
Quoting Lorenzo:
Le considerazioni di Moro sono generalmente corrette, ma spicca l'abitudine a ricomprendere le relazioni internazionali e la loro natura polemologica in termini d'imperialismo esercitato dai potenti a discapito dei deboli, in modo da veicolare l'idea che quest'ultimi non replicherebbero il processo se appena ne avessero la forza.

Un'idea di cui la parabola storica compiuta da Unione sovietica, Cina, Vietnam e tutti gli altri idoli dell'affabulazione antiimperialista ha mostrato la fondatezza.

Voi addurrete la Cuba socialista e i palestinesi come esempi di agnelli del signore che non hanno mai imperialistizzato nessuno. Cuba e i palestinesi non hanno mai oppresso altri popoli perché si sono sempre trovati sulla difensiva. Un popolo oppresso è semplicemente un popolo più debole del suo oppressore.

La teoria dell'imperialismo può essere criticata, ma è comunque una spiegazione basata su una analisi della struttura sociale ed economica. Altrimenti, dovremmo ricadere in una spiegazione basata sulla innata cattiveria umana, e quindi in una spiegazione morale. Credo che sia molto meglio ricercare e individuare le cause materiali del comportamento umano.
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