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pensieriprov

I minibot della Lega

di Sandro Arcais

Un martello è uno strumento utile. A tante cose: piantare chiodi o sfondare il cranio di un cristiano.

Anche i minibot, o qualsiasi altra moneta parallela (i ccf, per esempio), sono uno strumento utile a liberarsi dalla morsa dell’euro franco-tedesco, ma come un martello, questa recuperata libertà può essere utilizzata in tanti modi.

Sui minibot così scrive Claudio Borghi Aquilini:

se la Lega dovesse andare al governo lo Stato emetterà buoni del Tesoro in forma cartacea in tagli del tutto simili a quelli delle attuali banconote pagando (fino a una certa somma) immediatamente e senza alcuna lungaggine tutti i suoi debiti nei confronti dei cittadini e delle imprese. A scelta del creditore verrebbero saldati con minibot: i debiti della Pubblica Amministrazione, i crediti di imposta inclusi quelli pluriennali (ad esempio: chi ha effettuato una ristrutturazione si vedrebbe riconosciuto immediatamente il credito irpef che normalmente incasserebbe in dieci anni), i risarcimenti degli obbligazionisti azzerati ecc. ecc. ecc.

Questa operazione metterebbe in circolo dai 70 ai 100 miliardi di minibot che non rappresentano debito aggiuntivo perché sono già debiti dello stato che verrebbero semplicemente (e finalmente!) onorati. Questa massa di minibot cartacei attiverà immediatamente una circolazione dei medesimi per qualsiasi pagamento e il loro valore sarà garantito dallo Stato che li accetterà sia per il pagamento di qualsiasi imposta sia per qualsiasi servizio erogato da aziende statali (biglietti del treno, pieno di benzina ai distributori Eni, bollette). La garanzia di accettazione dello Stato comporta che il valore dei minibot non potrà essere mai diverso dal loro valore nominale in Euro perché se, poniamo, un matto volesse vendere un minibot da 100 a 90 euro ci sarà sempre qualcuno che lo comprerà fregandosi le mani e facendo, ad esempio, un pieno di benzina da 100 avendolo pagato 90.

Tutti i negozi accetteranno subito i minibot pena perdere clienti in favore di chi li accetterà (si pensi a cosa accade adesso ad un negozio che non accetta carte di credito o ad un bar che non accetta buoni pasto) e in breve tempo ci saranno in circolazione tanti minibot quanti adesso sono gli euro di carta e il sistema si adatterà in fretta a gestirli, con modifiche ai bancomat e ai distributori automatici.

Perché tutto questo? Semplice: oltre a fare una cosa sacrosanta, sempre promessa e mai fatta quale il pagamento integrale di tutte le pendenze dello Stato, il minibot sarà il nostro scudo contro i ricatti di Bruxelles.

Ora, cosa ne vuol fare la Lega e la destra sua alleata di tutta questa libertà di azione? Questo:

Vogliamo rischiare che al primo tentativo di attuare il nostro programma, che si tratti di abolire la legge Fornero, che si tratti di applicare la Flat Tax o di rispedire a casa i migranti da Bruxelles ci venga detto no, fate come diciamo voi o vi blocchiamo i soldi?

Qui c’è tutto il programma nazional-liberista della destra e di buona parte del M5S: una strizzatina d’occhio ai pensionati, attuali e futuri (un consistente bacino elettorale), una risposta radicale alle inquietudini diffuse nella pancia di questo paese dalla scellerata gestione del fenomeno immigratorio da parte della sinistra globalista e liberista (altro consistente bacino di voti che si sovrappone in parte al primo ma che lo supera), e infine la chimera di un livello di tassazione basso per tutti (provvedimento palesemente incostituzionale, ma in fondo, chi se ne frega?) che piace tanto ai ricchi, piccoli e grandi.

Nota. Secondo voi è un caso che la proposta della flat-tax sia posta tra due proposte di forte impatto emozionale come la cancellazione della legge Fornero e il calcio in culo a tutti gli immigrati clandestini? Pensateci. Non vedete l’effetto di nascondimento ottenuto? Il popolo si concentra sulla prima e la terza, e la seconda gli passa inosservata. E del resto, quanti capiscono solamente la traduzione italiana di “flat-tax”?. Ma una cosa è certa: sicuramente la capiscono e non passerà inosservata a chi deve intendere. E ora torniamo al post.

E c’è anche il blocco sociale che la Lega, insieme a tutta la destra e a quella cosa fintamente progressista che è il M5S, vuole costruire e unire: ricchi grandi e piccoli, grande finanza, piccola e media impresa, pensionati e, in posizione subordinata, molto subordinata, tutto quel ceto medio impiegatizio che sbava nell’immaginarsi tutti quei soldi in più in busta paga ogni mese sottratti alla tassazione.

E lo stato sociale? E la precarietà del mondo del lavoro? E la lotta alle disuguaglianze economiche e sociali? E il Mezzogiorno? E la politica delle delocalizzazioni? E il pericolo che la prevista espansione del mercato sia utilizzata soprattutto dai sistemi produttivi tedesco e cinese? Tutte domande poste all’interlocutore sbagliato. Tutte domande a cui Lega, Destra e M5S non hanno risposte perché non percepiscono il problema. Chi invece il problema lo percepisce e lo prevede, deve andare a cercare le risposte altrove.

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Comments   

#2 Alessandro S. 2017-09-16 16:10
Quali sono le mosse attuale finora dalla sinistra contro l'euro. Visto che a parole sapete tutto, passate ai fatti e alleatevi con la Lega per uscire da questa trappola. Dopodiché ognuno per sè. Ma con lo zerovirgola non cambierà nulla.
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#1 silvio sciclitano 2017-09-16 09:18
In fasi "decisive" come l'attuale , (come per esempio il 1945-1948), la "politica" , entro una comunità nazionale, deve trovare strade comuni per risolvere problemi del paese. A meno che a cuore non si abbia il paese, ma "altro".
Le parti politiche ciascuna aggregano e rappresentano un blocco sociale.
Se , p.es., diciamo che oggi è prioritario la uscita dall'ordine sovranazionale dei mercati , dal liberismo come si è costituito concretamente, quindi dalla UE e dall'Euro, questa è , oggi, la "strada comune" da percorrere.
Chi , volendo percorrere questa strada, volesse farlo "distinguendosi" da compagni di strada per rivalità elettorale, per astio ideologico, in realtà non vuole percorrere questa strada.
Lo scopo inftti determina l'azione. Se lo scopo principale e vero è distinguersi e non l'uscita da gabbia UE, allora
non si vuole bene del paese.
L'articolo di Arcais finisce con elenco di temi: disuguaglianze, mezzogiorno, etc. Esattamente quei problemi che la "sinistra" in Italia , dal 1976 in poi, ha contribuito ad aggravare abbracciando il liberismo.
La "sinistra" oggi ha un grande compito: fare un bagno di umiltà, chiedere perdono e , col capo cosparso di cenere,
chiedere a chi propone soluzioni vere e concrete, di potere collaborare lealmente.
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