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ilponte

Libertà e proprietà

di Giancarlo Scarpari

flat taxLa parabola del partito tendenzialmente maggioritario, il progetto ideato dal Pd di Veltroni e rilanciato dal Pd di Renzi, sembra effettivamente giunto alla sua logica conclusione.

Per poter decollare aveva avuto bisogno di iniettare nel partito, a uso e consumo soprattutto del nuovo elettorato da attrarre, una robusta iniezione di propaganda “anticomunista”, ricalcata sui modelli berlusconiani e tradottasi nella “rottamazione” di quel che restava della sua tradizione socialdemocratica, nella guerriglia mediatica condotta contro i dirigenti che la rappresentavano e nello scontro frontale praticato nei confronti del lavoro dipendente.

Il balzo del Pd registrato alle europee col 40% dei voti aveva convinto Renzi a proseguire con decisione per il sentiero tracciato.

Col miraggio di sempre nuove vittorie, la maggioranza del partito, messi da parte o archiviati principi e valori “del passato”, ha seguito il comandante e il cerchio magico che lo applaudiva; la minoranza ha subito per mesi le scelte del capo, sempre incerta sul da farsi, mentre sul carro del vincitore, dopo le giravolte e le retromarce del Cavaliere, erano nel frattempo saliti i “diversamente berlusconiani”.

effimera

Sull’intervista del capo della polizia Franco Gabrielli

di Turi Palidda

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C’è un quadro di Paul Klee che s’intitola Angelus Novus. Vi si trova unangelo che sembra in atto di allontanarsi da qualcosa su cui fissa losguardo. Ha gli occhi spalancati, la bocca aperta, le ali distese. L’angelo della storia deve avere questo aspetto. Ha il viso rivolto al passato. Dove ci appare una catena di eventi, egli vede una sola catastrofe, che accumula senza tregua rovine su rovine e le rovesciaai suoi piedi. Egli vorrebbe ben trattenersi, destare i morti ericomporre l’infranto. Ma una tempesta che spira dal paradiso si è impigliata nelle sue ali, ed è così forte che egli non può chiuderle. Questa tempesta lo spinge irresistibilmente nel futuro, a cui volge le spalle, mentre il cumulo delle rovine sale davanti a lui al cielo. Ciò che chiamiamo il progresso, è questa tempesta”.

Così Walter Benjamin interpreta la celebra tela del pittore Paul Klee.

“L’attesa perpetuamente insoddisfatta della salvezza … un’attesa in cui l’essere umano è trascinato dal tempo e dal progresso, lasciando alle spalle le tragedie e gli orrori di cui i dominanti sono stati capaci, seminando morte e distruzione ovunque. Redimere questi orrori, cioè dare senso e rendere giustizia alle vittime, non è un compito che viene assunto e garantito dalla divinità o dalla storia dell’umanità. Le macerie della storia restano mute, non trovanogiustificazione … la storia dell’umanità è rimasta storia di sangue e morte. Così l’Angelo di Klee guarda angosciato il passato, mentre il vento (il tempo) lo spinge via, quando vorrebbe restare tra quelle vittime per tenerle strette asé, per garantire ad esse un significato di qualche tipo[1].

ilpungolorosso

A proposito di jus soli e di razzismo tra gli operai

di Aldo Milani (SI-Cobas) e Pietro Basso (Il cuneo rosso)

b9a12104a2331cc2c3006e56f9e9737aMentre è in atto l’osceno balletto del rinvio della legge sullo jus soli, con la retromarcia del governo Gentiloni e l’annessa gara a chi, tra M5S, Lega, Forza Italia e la restante congrega anti-immigrati, l’ha provocata, proviamo a mettere qualche punto fermo basilare a riguardo, parlando – è consentito ancora? – da comunisti internazionalisti.

Anzitutto per ricordare come fu impostata e risolta la questione un secolo fa nella Russia sovietica. Art. 2 della Costituzione: “In conseguenza della solidarietà tra i lavoratori di tutti i paesi, la Repubblica socialista sovietica federativa russa riconosce tutti i diritti politici dei cittadini russi a coloro che risiedono nel territorio della Repubblica russa, hanno un lavoro e appartengono alla classe operaia. La Repubblica socialista sovietica federativa russa riconosce inoltre il diritto dei soviet locali di garantire la cittadinanza a questi stranieri senza complicate formalità”. Questo è quanto. Altro che la celebre Costituzione italiana nata dalla resistenza!

Per noi che abbiamo come principio-guida fondamentale la solidarietà tra i lavoratori di tutti i paesi, le lavoratrici e i lavoratori immigrati in Italia, e non solo i loro figli, dovrebbero vedersi riconosciuti tutti i loro diritti politici, incluso il diritto alla cittadinanza (se ritengono di avvalersene).

tempofertile

Tito Boeri e l’immigrazione: l’assenza di spiazzamento

di Alessandro Visalli

boeri cameraIl 19 luglio il Presidente dell’INPS, Tito Boeri, ha tenuto un’audizione informale presso la Commissione Migrantidella Camera dei Deputati (qui il link all’evento). Il messaggio che propone, rispondendo anche ad alcune delle numerose critiche che gli sono giunte in seguito alla pubblicazione del XVI Rapporto annuale dell’Istituto di alcuni giorni fa è che bisogna, per salvaguardare l’equilibrio dei conti della previdenza nel medio periodo, regolarizzare quanti più lavoratori immigrati possibile, in parte sottraendoli all’attuale condizione di lavoro nero causata dal loro status di clandestini. In linea generale andrebbe promossa da ora in avanti una immigrazione regolare e mirata ai settori di maggiore utilità. Il resto lo farà il mercato.

Viceversa chiudere le frontiere, costringendo tutti i migranti a introdursi come “richiedenti asilo”, anche quando non ne hanno i requisiti, con l’effetto di stazionare a lungo in una condizione giuridica che gli impedisce la stabilizzazione, ha effetti solo negativi, perde le opportunità che pure l’immigrazione potrebbe garantire, e potrebbe in prospettiva addirittura “distruggere il sistema di protezione sociale”.

orizzonte48

Il consenso logora chi non ce l'ha

Specialmente se non ha (più) idea di come ottenerlo

di Quarantotto

the war il pianeta delle scimmie 9211661. In un articolo intitolato significativamente "Il partito democratico rimane sull'orlo del collasso", Zero Hedge cita Bloomberg in un passaggio che mi pare riassuma il punto fondamentale:

"Un presidente come Donald Trump che ha i sondaggi di gradimento storicamente più sfavorevoli, può almeno consolarsi per questo: Hillary Clinton sta facendo peggio.

La rivale democratica del 2016 è vista con favore solo dal 39 percento degli Americani nell'ultimo Bloomberg National Poll, due punti sotto allo stesso Presidente in carica! Si registra così il secondo peggior indice di gradimento per la Clinton da quando viene seguita da questo tipo di sondaggio nel settembre 2009.

La ex segretaria di Stato era sempre stata una figura controversa, ma questa inchiesta mostra che ha addirittura perso di popolarità tra quelli che l'avevano votata a Novembre.

Più di un quinto dei votanti per la Clinton affermano di avere una visione negativa di lei. Per fare un paragone, solo l'8 percento dei probabili votanti per lei dichiaravano di sentiri così nel sondaggio finale di Bloomberg prima delle elezioni, mentre solo il 6 percento dei votanti per Trump asseriscono ora di valutarlo in modo sfavorevole.

linterferenza

Di Maio, Almirante e Berlinguer

La post-ideologia “postmoderna” del M5S

Matteo Luca Andriola

Luigi Di Maio cita Berlinguer Almirante e la DC e lironia si scatena in reteDurante una diretta a Porta a Porta Luigi Di Maio, candidato in pectore del MoVimento 5 Stelle a premier e Vicepresidente della Camera, ha detto: “Portiamo avanti i valori di Berlinguer, di Almirante e della Dc”. Detta così, su due piedi, la cosa mi ha fatto francamente ridere. Scomodare i leader di due fra più importanti partiti protagonisti della sinistra e della destra italiana, il PCI e il MSI, uno di sinistra e uno neofascista, e addirittura la Democrazia Cristiana, che ha governato l’Italia ininterrottamente dal dopoguerra al 1992, forse è troppo, ma la scelta non è stata affatto casuale, dato che Il Fatto Quotidiano – che guarda a tale area da quando è diretto da Marco Travaglio – riportava che è stato «Un modo per ribadire che con i Cinquestelle si superano le ideologie del passato.» Perché se da una parte abbiamo la necessità di elaborare in modo distaccato e dialettico la storia del Novecento, un bisogno di analisi storiografiche che apra a nuovi campi d’indagine, qui avviene l’esatto contrario. De Maio non si limita, qualunquisticamente, a mettere sullo stesso piano Enrico Berlinguer, Giorgio Almirante e uno dei più importanti partiti centristi di area cattolica, ma eleva l’oblio della memoria storica a paradigma, usando l’indistinzione come metro di misura per rapportarsi col passato, magari non tutto da buttare.

orizzonte48

Ius soli. Calcoli elettorali di breve periodo e "prospettiva Elysium"

di Quarantotto

af75b3ce8d230001bca6aac468e36dbe1. Mi perdonerete se nell'affrontare il problema dello ius soli svolgerò alcune premesse, traendole da argomenti già trattati.

Il problema, come vedremo, è complesso.

Non di meno, se avrete la pazienza di seguire fino in fondo, si tratta di una questione che può essere assunta in una prospettiva diversa da quella che suscita oggi le più grandi (e peraltro legittime) resistenze. E questa prospettiva si può riassumere in un detto: "il diavolo fa le pentole ma non i coperchi".

Tutto, abbastanza naturalmente, parte dalla crisi demografica del nostro Bel Paese...

Ma prima di affrontare un "richiamo" su questo aspetto, mi piace rammentare le parole di Mortati, (per chi si fosse messo "in ascolto" da poche puntate, si tratta del maggior costituzionalista italiano del dopoguerra) il cui senso, vi parrà chiaro leggendo il seguito del post (dalle "Istituzioni di diritto pubblico, Tomo I, pagg.125-126):

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Unità della sinistra? No grazie!

di Ferdinando Pastore

resurrection religion e1481334165679Della danza dei morti di sinistra che camminano, in particolare di certi volteggi screanzati dopo il referendum costituzionale, ci eravamo occupati il 1° gennaio. Fece allora capolino la Anna Falcone. Non era una sortita estemporanea. La spaccatura (di destra) del Pd era nell'aria e noi non fummo indulgenti...

Infatti ecco che, nella febbre delle elezioni imminenti, esce immancabile l'appello alla resurrezione della sinistra, ovviamente "dal basso", "civicamente", in perfetto stile da anime belle. Firmatari Anna Falcone e Tomaso Montanari. Tossica minestra riscaldata, abbiamo scritto.

Di questo mesto fenomeno si occupa Ferdinando Pastore. Socialista come la Falcone, ma per nulla indulgente verso l'operazione a cui si presta.

* * * *

Da qualche mese si susseguono assemblee, manifestazioni, convention di partiti, di movimenti che avrebbero l’ardire di unire la sinistra, tutte uguali a se stesse. Esse sono condite da continui appelli nei quali si descrive una società ansiosa di vivere in un luogo più gentile e sobrio e che non vede l’ora di vedere all’opera, in Parlamento, dirigenti come D’Alema, Bersani, Fratoianni, Vendola, descritti come dei missionari dediti ad una nuova evangelizzazione civilizzatrice.

jesopazzo

Una risposta a Falcone, Montanari e a tutta la sinistra in buona fede

di Jeso'pazzo

immagini brughel 009In questi giorni sta facendo discutere un appello lanciato da Anna Falcone e Tomaso Montanari per creare una lista di Sinistra Unita alle prossime elezioni. Tanti militanti, ormai privi di riferimenti nei partiti, hanno letto in questo appello parole condivisibili, un segnale di apertura e di novità.

Altri, invece, scottati da esperienze simili, lo hanno accolto come l’ennesima proposta di accrocchio pre-elettorale. Anche perché il ceto politico della sinistra si è subito mosso per cavalcarlo, vedendo in questa proposta l’occasione d’oro, forse l’ultima, di riciclarsi…

Ma che ne pensano di questo appello le realtà di lotta, i movimenti di base, i giovani precari, studenti, disoccupati, chi fa militanza ogni giorno sui territori? Di che cosa avrebbe davvero bisogno la sinistra?

In questa lettera aperta abbiamo provato a far sentire questa voce, a dire come la vediamo da qui, dal basso. Abbiamo voluto urlare cosa secondo noi si dovrebbe fare non fra venti anni, ma subito; provato a esprimere la rabbia e l’urgenza di rottura che dovrebbe muovere qualsiasi progetto di vera sinistra oggi.

Speriamo di aver interpretato il sentimento di tante e tanti... La condizione terribile in cui siamo e in cui stiamo scivolando sempre di più – almeno noi che non abbiamo paracadute – non dovrebbe consentire più a nessuno di fare giochini, di provocare ulteriori fallimenti e scoraggiamento, di stare a guardare...

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Sistema elettorale alla tedesca: un'Italia germanizzata?

di Leonardo Mazzei

Il Redibellum (legge Renzi-Di Maio-Berlusconi). Un'analisi comparata dell'ennesima truffa antidemocratica

scicli il primo comune ad andare al voto con la nuova legge elettorale 420Scrivono i giornali stamattina che Renzi non è sicuro che l'accordo con M5S sulla legge elettorale tenga davvero. E in effetti, accettate le liste bloccate e i capilista garantiti, create cioè le premesse di un altro parlamento di nominati, il subbuglio tra i pentastellati è palpabile. Ma Grillo è già intervenuto: il web ha parlato e non si osi contraddirlo.

Anche nel dorato mondo di piddinia non mancano i mugugni. Per nobili motivi, ovviamente: i deputati hanno infatti scoperto che una buona parte di loro dovrà andarsene a casa. Orrore, orrore, triplo orrore! Che ne sarà mai del Paese senza di loro! In realtà questi geni della politica avrebbero dovuto saperlo da tempo, dato che il premio di maggioranza del Porcellum che trasformò graziosamente un 29% di voti (della coalizione di centrosinistra) in un 54% di seggi non c'è più da tempo. L'ha cancellato prima la sentenza 1/2014 della Corte Costituzionale e poi, in maniera definitiva, affossando l'Italicum, il 60% di No al referendum del 4 dicembre. Evidentemente costoro non hanno mai smesso di sognare un'altra legge truffaldina quanto le precedenti. E con il Rosatellum ci hanno provato, ma non poteva andargli bene dato che al Senato i numeri proprio non c'erano.

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Scalfari, Calabresi e la Storia scritta sui fazzoletti di carta

di Dante Barontini

LuiCi si può rammaricare di tante scelte fatte, ma chi “si pente” appare agli occhi del mondo doppiamente stupido. Una prima volta per aver fatto, senza averci riflettuto su bene, le scelte che oggi critica; una seconda volta per il tentativo di “rifarsi l’immagine” a distanza di tempo, con comodo, puntando a concentrare su di sé la benevolenza di un pubblico (ritenuto) boccalone.

L’anniversario dell’uccisione di Luigi Calabresi, spietato commissario della “squadra politica” della questura di Milano alla fine degli anni ’60, è stato occasione per Eugenio Scalfari di un pentimento decisamente tardivo, ma – come tutti i “pentimenti” – per nulla innocente.

Sorvoliamo sul curioso “conflitto di sentimenti” di cui da una vita lo stesso Scalfari è protagonista, capace di assumere e promuovere a caporedattore di Repubblica quello che poi è tornato per dirigerla, Mario Calabresi. E al tempo stesso capace di costringere il figlio del defunto commissario a convivere pacificamente per anni con l’uomo condannato in via definitiva – dopo otto gradi di giudizio – come “mandante” dell’omicidio del padre, ovvero Adriano Sofri, ex capo assoluto di Lotta Continua e per almeno due decenni collaboratore, inviato, editorialista di quel giornale.

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Lo spostamento a destra della politica italiana

Cosa sta succedendo e come reagire

di Ex-OPG occupato "Je so' Pazzo"

francesco trumpRipubblichiamo questa ottima analisi da "Ex Opg Occupato - Je so' Pazzo" che analizza la fase di una politica italiana sempre più ad destra e che vorrebbe trascinare verso questa deriva autoriaria e razzista tutto il paese. Se loro stanno spingendo su queste tendenze, noi dobbiamo organizzarci per costruire una forza in grado di far pesare i nostri reali bisogni che sono casa, lavoro e servizi pubblici per tutti.

* * * *

È da un po’ di tempo che – presi dall’attività pratica e dalle lotte quotidiane – non scriviamo sulla fase politica del nostro paese. Eppure di cose importanti ne stanno accadendo, e meritano di essere analizzate con attenzione. In queste pagine vogliamo provare a restituire un quadro della situazione, e proporre alcune pratiche per reagire alla barbarie che nel nostro paese sta velocemente avanzando. Nella speranza di aprire un po’ di dibattito e trovare magari qualcuno che condivide le nostre stesse preoccupazioni.

Divideremo il discorso in tre momenti:

1. ricostruiremo velocemente cosa è accaduto dal 4 dicembre, giorno del NO al referendum costituzionale, fino a oggi, in cui la situazione politica italiana si è delineata con maggiore precisione;

effimera

Sul referendum Cgil e sul decreto Minniti

di Gianni Giovannelli

bliz in centraleTutto se scorda. Ogge si’ tu: dimane sarrà:
e po’ n’ata, chi sa, si tiempe ce rummane

Salvatore Di Giacomo (1860-1934)

Era prevedibile. Nonostante il gran rumore che aveva accompagnato il suo arrivo, Travicello Gentiloni rimane al suo posto, silenzioso. Come scriveva il buon Giusti: calò nel suo regno con molto fracasso … ma subito tacque limitandosi a galleggiare placidamente. Nessuno pare in grado di sostituirlo in questa situazione indubbiamente agitata e difficile. D’altro canto le decisioni vengono prese comunque elsewhere. Dunque un uomo inutile è a ben vedere la scelta più oculata, dopo l’inatteso tifone del 4 dicembre e in attesa che ritorni la calma rotta dall’incauta sfida imposta da Renzi. E’ vero che un uomo inutile non risolve il problema, ma almeno non crea danni. Per il potere, al momento, è sufficiente.

Oggi l’opposizione è fragile, divisa, dominata dalla paura e dall’impotenza. Il desiderio di cogliere l’occasione favorevole e di rimuovere ogni residuo ostacolo induce l’apparato di comando in tentazione.

dallapartedellavoro

La cultura della Costituzione per ripensare la sinistra

di Paolo Ciofi

La sinistra e il senso dell'alternativa. La Costituzione come progetto di cambiamento e la lotta per la sua applicazione. Una grande campagna di acculturazione costituzionale nei luoghi di studio e di lavoro

NO 4dic2011. Sinistre, sinistra e il senso dell'alternativa

La sconfitta del capo del governo e segretario del Pd nel referendum istituzionale, che ha respinto - dopo quello messo in atto da Silvio Berlusconi - il secondo tentativo di conformare la Costituzione sugli interessi di una minoranza dominante organica al capitale finanziario, è stata clamorosa per effetto di una forte e inattesa (dagli esperti) partecipazione democratica seppure diversamente motivata. E ha aperto una stagione piuttosto convulsa di congressi, di fondazioni e separazioni, nonché di intenzioni spesso divergenti, nello schieramento del sistema politico denominato di sinistra. Cerchiamo allora, prima di tutto, di fare il punto su una situazione che al momento appare piuttosto confusa e tutt’altro che consolidata.

In estrema sintesi, il quadro si presenta ai nostri occhi con i tratti che seguono. È nata Sinistra italiana, fuoriuscita dal travaglio doloroso di Sel, il partito di Nichi Vendola, il cui scopo consiste «nel costruire una sinistra di tutte e di tutti, radicale, credibile, autonoma, popolare». Ma che, nel momento stesso in cui è venuta alla luce, ha perso una parte non irrilevante di se medesima, confluita nelle file di coloro i quali, a loro volta, fuoriusciti dal Pd di Matteo Renzi, hanno dato luogo a un’altra formazione politica. Con travagli più o meno dolorosi come quelli di Massimo D’Alema e poi di Pier Luigi Bersani.

socialismo2017

Per un patriottismo costituzionale

di Ugo Boghetta

Quella che segue è la relazione sviluppata nella tavola rotonda pomeridiana sul tema: per un patriottismo costituzionale all’assemblea della Confederazione per la Liberazione Nazionale; Roma; 25 aprile 2017(nelle note alcuni temi sviluppati in sede di replica)

partigianiLaStampa NAZIONALE1) Come vediamo partiti vecchi muoiono, movimenti nuovi esplodono anche in poco tempo. Quindi si può tentare.

Qualsiasi movimento che nasce ha bisogno di un punto di riferimento ideologico, ideale, almeno culturale. Ha bisogno di un catalizzatore a cui riferire tutte le azioni per ottenere un effetto accumulo, per dare un senso generale ad azioni specifiche e parziali che da sole svanirebbero, sarebbero scarsamente efficaci o finirebbero in quadri di riferimento altrui.

Si ha bisogno di un frame, direbbe Lakoff.

Dobbiamo, dunque, creare un quadro di riferimento.

Non solo. Forse dobbiamo “inventare una tradizione” fra vecchio e nuovo, fra passato e futuro.

 

2) Abbiamo scelto la Costituzione del ’48. Non è, nonostante il risultato del 4 dicembre, una scelta scontata. La storia della Costituzione è tanto travagliata quanto la storia del nostro paese.