Il Mes è in crisi, e intanto l’Europa smentisce l’assenza di condizioni e sorveglianza
di Lidia Undiemi
In Italia il dibattito sul Mes è surreale, perché si basa su qualcosa che non esiste: il Mes senza condizionalità.
Si ignorano le regole dei trattati che prevedono condizioni rigorose per l’accesso al prestito, e si ignora finanche quanto dichiarato dal vice presidente della Commissione Europea Dombrovskis, il quale non sostiene mica che non avremo condizionalità, ma che avremo non meglio precisate “condizioni light” e “sorveglianza light”.
Ricordiamoci che in caso di prestiti i trattati prevedono un tipo di sorveglianza, che non è light ma rafforzata, come quella attualmente vigente in Grecia. Periodicamente esponenti del Mes e della Commissione Europea si recano ad Atene per assicurarsi che il governo faccia quanto concordato quando è stato concesso il prestito, più altre prescrizioni in corso d’opera.
In Italia siamo passati dal Mes con condizionalità rigorose, e non abbiamo abboccato, troppo malcontento affinché il governo potesse con serenità metterci questo cappio al collo.
Quindi ci hanno proposto il Mes light, ma nemmeno in questo caso ci siamo cascati.
Dunque sono passati al Mes senza condizionalità ma con la sorveglianza rafforzata della Commissione Europea. Niente, gli italiani non hanno digerito nemmeno questa strana offerta. D’altronde cosa dovrebbero sorvegliare se non ci impongono condizioni?
Allora dall’Italia ci hanno presentato l’ennesima offerta, ossia il Mes senza condizionalità, poi come già detto smentita dall’Europa.
Insomma, il Mes sembra un venditore con prodotti fuori mercato, e quindi lancia super offerte speciali, poi smentite, poi confermate e poi nuovamente smentite.
Il motivo per cui il Mes è in crisi ve l’ho spiegato più volte, ne ho parlato qualche mese fa nell’articolo “Crisi, MES e l’incredibile verità sull’entrata in scena di Draghi: spiegato facile”.
La lunga battaglia legale tra la Bce e la Corte Costituzionale tedesca si è ad oggi conclusa favorevolmente agli interventi di sostegno della Bce che hanno sino ad ora evitato crisi finanziarie, che avrebbero dato potere di contrattazione al Mes.
La colpa non è mica dei giudici tedeschi o dei giudici europei, ma del sistema di regole che in primis Germania e Francia – con l’assenso di tutti gli altri paesi compresa l’Italia – hanno messo in piedi dopo la crisi del 2008, che è incoerente rispetto ai trattati fondamentali, nonché caratterizzato da vuoti normativi che compromettono gli equilibri di potere previgenti in Europa, almeno formalmente basati sulla parità tra stati.
La Corte Costituzionale tedesca bacchetta infatti anche il proprio governo e il proprio parlamento. Non è un caso che Schauble ha lanciato un grido d’allarme sulla sopravvivenza dell’euro messa a rischio dai giudici tedeschi.
In questa intervista su Byoblu spiego tutto questo, e quindi anche perché la decisione della Corte Costituzionale tedesca è legata al destino del Mes.
Per concludere, il sistema di potere creato con il Mes è in crisi, e gli interventi della Bce ne rendono praticamente inutile e sconveniente l’uso da parte di paesi dell’Eurogruppo. Stanno tentando di sopravvivere.
La Spagna ha già fatto sapere che non è interessata.
A quanto pare, a portare avanti la battaglia in favore del Mes è rimasto solo il pd, mentre il m5s continua ad opporsi, perché evidentemente ha sentito la puzza bruciato dietro l’uscio di casa. Se il governo fa ricorso al Mes il m5s perde tutti o quasi i suoi voti.















































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