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Titolati

di Paolo Bartolini

Mi imbatto casualmente (non poteva essere altrimenti) nel solito spiegone di Ezio Mauro che sostiene l'Ucraina con tutte le (s)ragioni adottate dai guerrafondai nostrani da due anni a questa parte. Imbarazzante. Ma tra i punti ce n'è uno che merita un commento. Chiede Mauro: a che titolo vogliamo convincere gli ucraini alla resa? Perché ci intromettiamo nella loro guerra di liberazione?

Adesso glielo dico io, al solerte difensore dell'ordine internazionale, perché abbiamo il diritto/dovere di insistere per la diplomazia e per interrompere le ostilità. Abbiamo voce in capitolo perché il blocco occidentale a guida americana ha pilotato nel 2014 il colpo di Stato in Ucraina, perché non ha fatto il necessario per fare rispettare gli accordi di Minsk, perché sta mandando armi e fornendo sostegno logistico all'Ucraina (che non è un paese NATO e nemmeno dell'UE) senza cui loro combatterebbero davvero con le pale, perché ha bloccato i negoziati del marzo 2022 nella speranza di battere Putin sul campo, perché ha agito nell'ombra per distruggere il gasdotto Nord Stream e impedire a Germania ed Europa di rifornirsi sul piano energetico a costi convenienti, perché questa guerra persa dall'inizio si sta allargando e rischia di coinvolgerci tutti (oltre ai danni economici subiti per le inefficaci sanzioni alla Russia).

Sono i "ragionamenti" a La Repubblica quelli che condannano gli ucraini e noi con loro. Quindi sì, noi siamo titolati eccome a parlare, perché siamo corresponsabili di questo orrore e dobbiamo evitare che sfoci in una guerra mondiale. Per fortuna noi pacifisti siamo la parte sana di un Occidente in declino, pronto a tutto per conservare la sua egemonia. Fermare la guerra in Ucraina e la pulizia etnica in Palestina sono due operazioni indispensabili e collegate. L'una non può stare senza l'altra, perché riguardano la riconfigurazione degli equilibri di potenza mondiali. O ci congediamo un po' alla volta dalla follia USA o finiremo molto, molto male.

 

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Comments

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Monica Ferrando
Thursday, 22 August 2024 14:14
Parole sante sia di Paolo Bartolini che di Lella.La parte sana dell’Occidente, che c’è; che non guarda le maschere atroci dei servi del capitale che sfilano in televisione; che pensa e che parla; sa come regolarsi, anche nei confronti di chi dai giornali ritiene di dover impartire lezioni e distribuire informazioni ( false).
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Lella
Wednesday, 21 August 2024 10:47
Devo al compianto Giulietto Chiesa se nel suo gruppo che frequentavo c era un compagno che ci parlava del Donbass e noi increduli dato che non c era un cane che ne parlasse, ne' nei giornali né in TV. Ma io ricordo bene un discorso dell ambasciatrice USA che rivendicava i miliardi di dollari versati per l Ucraina non si sapeva bene a che titolo. Cosi come un faccia a faccia tra un generale NATO il quale sosteneva a Putin che i missili a lunga gittata installati non miravano a Mosca bensi a Pechino e Putin venne preso da una ridarola irresistibile di cui si scuso'. È tutto scoppiato nel 2022 ma ci hanno tenuto nascosto in aperta malafede cosa stava succedendo nel Donbass per il solito servilismo nei confronti del patto atlantico e USA. Non c è neanche l ombra dell' etica professionale davanti ad una cosa simile. Pare che i giornalisti siano esentati da questo onere. E poi si presentano in TV con la loro faccia a sostenere politiche apertamente antiumanistiche in nome di questioni di potere e di egemonia come se fossero ben più importanti. Hanno la faccia come il culo.
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