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linterferenza

Il peggiore di tutti

di Pier Paolo Caserta

In coda alla piazzata guerrafondaia del 15 marzo, forse dovevamo ancora sentire il discorso peggiore di tutti, perché il più mellifluo, il più sinuoso.

Ieri sera ho ascoltato il monologo di Benigni su Raiuno fin dove sono riuscito. Per quanto stomachevole mi sono fatto forza e sono arrivato abbastanza avanti, perché penso che l’organicità di Benigni al potere e alle sue gerarchie di riferimento lo renda sempre rappresentativo. Infatti ho trovato nel suo monologo un vero prontuario del nuovo nazionalismo paneuropeo.

Nessuna sorpresa, Benigni è organico al cento-sinistra imperialista da sempre, ma in questo momento è utile capire come si sta compattando il nuovo nazionalismo paneuropeo dissimulandosi proprio nella narrazione dell’Europa come spazio di democrazia, pace e libertà culminato, niente di meno che, nell’UE, a sentire il soldatino comico di Ursula von der Leyen. Il quale, senza ritegno, e senza quasi prendere fiato, continua a propinare a una platea di benpensanti fuori dalla Storia, assuefatti alle forme dell’indottrinamento salottiero, la musichetta degli Stati Uniti d’Europa, di Altiero Spinelli, del manifesto di Ventotene.

Gli Stati Uniti, dice Benigni, non hanno la guerra interna tra Stati da oltre Duecento anni, perché fecero a fine Settecento uno Stato federale. È tutta un’elegia del federalismo la sua, degli Stati Uniti d’Europa, e pazienza se gli Stati Uniti d’America, tranne la guerra civile, non hanno avuto guerre interne ma hanno scatenato guerre contro mezzo mondo, ma cosa vuoi che sia, questi sono dettagli. Ma, appunto, bando ai nazionalismi, e menomale! L’unità federale come antidoto contro i nazionalismi, questa la grossolana ricetta di Benigni. La menzogna si annida tutta qui perché – arriva finalmente al punto Benigni – serve l’esercito comune europeo “come gli Stati Uniti”, che in questo contesto e in questo momento significa nient’altro se non supporto alla piazzata di la Repubblica e al piano Rearm.

Il nazionalismo di destra insomma non va bene, deve essere avversato, ma Benigni abbraccia di contro l’imperialismo di sinistra, solo che lo fa con pose democratiche. Questo è il nodo: dietro alla critica ai nazionalismi da posizioni “progressiste”, “democratiche” e “liberali” si nasconde il sostegno a un nuovo nazionalismo paneuropeo. Che sostiene il massiccio riarmo non in nome dei vecchi nazionalismi, ma della superiorità collettiva dell’Europa. Il fatto saliente è che questo nuovo nazionalismo paneuropeo si articola dalle posizioni della sinistra progressista di nome, imperialista di fatto; si presenta come fiero avversario del nazionalismo “classico” e in questo modo si accaparra il plauso dei semicolti della “sinistra” benpensante, sovrarappresentata dalla sponsorizzazione mediatica.

Come in una nuova Belle Epoque, il salotto dei sonnambuli marcia divertito ed edificato dal giullare verso la guerra in nome della pace; in nome dell’unità prepara nuove laceranti divisioni; pavoneggiandosi di avversare i nazionalismi si gonfia del nuovo nazionalismo paneuropeo.

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Comments

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marco
Friday, 28 March 2025 17:35
A Benigni suggerisco la lettura del libro di Howard Zinn "A People's Story of the United States" ...
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Juan
Sunday, 13 April 2025 10:42
I fully agree with your sugestion,Marco. When Benigni argues that the USA have not had the internal war between states during two hundred years, he is forgetting (or hiding) that the USA have been built on the foundations of the extermination of the native inhabitants and the submission and exclusion of the black nation.

My apologies for writing in English; I can understand and read the Italian but I can not write it.
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Achille
Thursday, 27 March 2025 15:41
I vari demagoghi/terroristi tipo Benigni, Fazio(so, nome patrio...), Littizzetto, Scurati, Vespa, Vecchioni e Co. meritano la guerra. Portiamoli tutti al fronte con un volo di Stato e paracadutiamoli sulla linea del fuoco come carne da cannone per Z. Chissà se dopo cambiano idea...
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Mara
Thursday, 27 March 2025 11:08
Bisogna togliere la terra sotto i piedi a pseudo intellettuali e artisti cavalier serventi dell'Unione europea guerrafondaia , che trasmettono i suoi disvalori, non ascoltandoli, togliendo loro l'audience la stessa cosa per giornalisti dello zoo mediatico.
Sopravviveranno lo stesso ma un po di disagio lo dovranno pur sentire, se pure
e rimasta loro un pizzico di coscienza
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Alfred
Wednesday, 26 March 2025 23:35
Che sostiene il massiccio riarmo non in nome dei vecchi nazionalismi, ma della superiorità collettiva dell’Europa. Il fatto saliente è che questo nuovo nazionalismo paneuropeo si articola dalle posizioni della sinistra progressista di nome, imperialista di fatto; si presenta come fiero avversario del nazionalismo “classico”

Questo cantore del riarmo e della guerra andrebbe allontanato da qualsiasi comunita' umana insieme a tutti quelli (nazionalisti, europeisti, nazionalisti europeisti, neofasci, neo qualsiasi cosa ecc) che alimentano il terrorismo psicologico per il caos creativo tanto utile all'industria bellica e ai belluini della guerra.
Terrorismo psicologico per il Panico, il Panico per il caos, nel caos tante opportunita' di profitto e politiche per le von le kallas e tutti gli sponsor interessati, dalla Nato ai complessi industriali ai politici falliti, ma con opportunita' di redenzione da retorica bellica.
Il terrorismo psicologico dovrebbe essere condannato piu di quello bombarolo perche' piu subdolo e con vittime, in prospettiva, infinite.
Questi agenti del caos pre bellico e belluino andrebbero isolati e rifiutati dal corpo civile, da un qualsiasi corpo con un minimo di anticorpi. Purtroppo sembra che, sia singolarmente che collettivamente, abbiamo un sistema immunitario compromesso, altrimente nel sentire certi comici (o dal palcoscenico o come presidenti di parlamenti farlocchi) dovremo provare rigetto e rabbia e rispondere in modi adeguati. Se ci teniamo alla nostra pelle, non a 72 ore di sopravvivenza e al kit che presto ci venderanno in ogni centro commerciale, dovremo marciare su bruxelles, da ogni nazione e capitale europea, per impedire il riarmo, per evitare la guerra (ne auspicano una qualsiasi, basta che da qualche parte ci sia un richiamo alla russia o alla cina o ad altri considerati nemici del giardino ordinato), per chiedere che vadano a combattere loro (di persona personalmente) accanto al comico ucraino per sconfiggere la russia o in qualsiasi altro conflitto.
Perche' non lanciare davvero una mobilitazione europea di marcia verso bruxelles?
Lasciateci in Pace, andate dove vi porta il business, care ursule, care kallas e ... portate con voi pure benigni e c.
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CARLO
Wednesday, 26 March 2025 20:55
Ti è sfuggito un particolare che invece non è sfuggito ad altri commentatori del delirante monologo di Benigni: gli Stati Uniti hanno sì avuto solo una guerra civile tra bianchi ma hanno pure "pacificamente" trucidato intere tribù indiane nella loro opera di colonizzazione interna. Probabilmente per Benigni fare strage di indiani non è una guerra interna ma un tributo necessario per instaurare la democrazia.
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Pier Paolo Caserta
Saturday, 29 March 2025 20:27
Ma no, non mi è mai sfuggito il genocidio dei Nativi americani! Ma qui mi limitavo al tema del federalismo e quindi all'argomento usato da Benigni della guerra interna tra Stati. L'articolo è molto breve, poi è chiaro che Benigni fa acqua su tutta la linea. Si può benissimo dire tutto, ma non si può sempre dire tutto in una volta sola.
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Alfred
Wednesday, 26 March 2025 23:11
Oltre allo sterminio degli insignificanti indigeni iussei ci sarebbe poi la conquista di territori messicani e parecchio altro bullismo, ma sicuramente tutto nella norma. Si trattava di messicani.
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