Ucraina: e le ragioni di Mosca?
di Fabrizio Casari
La proposta di negoziato avrà un suo primo atto nelle prossime ore in Bielorussia. Zelensky negozierà con l’auricolare dal quale la Casa Bianca gli dirà persino come respirare. Mosca attende che vi siano le condizioni per la tregua richiesta da Zelensky, che chiede tutto e il contrario di tutto a distanza di due tweet. Una buona notizia comunque, ma lo step che conta è il prossimo con Biden. La fine della guerra non comporta necessariamente la fine delle ostilità, ma chiedere una tregua senza proporre contemporaneamente una riunione dove aprire il confronto è azione ipocrita e velleitaria. Se si vuole fermare l’azione militare ne serve una politica. Il resto è avanspettacolo.
Servirebbe un quadro veritiero della situazione a Kiev e non immagini dei bombardamenti in Siria o nella ex Jugoslavia spacciati per bombe russe in Ucraina. Tra i paradossi cialtroneschi spicca la manifestazione di israeliani nei territori occupati della Palestina che protestano contro l’occupazione russa dell’Ucraina!! Tra le migliaia di fake news brilla la storiella inventata degli eroi dell’isola dei serpenti che sarebbero morti insultando i russi: niente di più falso, gli 82 militari si sono arresi senza sparare un colpo e la Russia ha già diffuso il relativo video. Ma è rimarchevole anche la scena del padre che saluta il figlio che scappa dalle bombe: non erano di Kiev, era una famiglia del Donbass e scappava verso la Russia. E così diverse altre immondizie spacciate dai giornali, radio e tv affiliati alla NATO. Tutto già visto. La propaganda di Zelensky si copre di ridicolo. Sul ponte di comando delle fake news c’è il M-I6 inglese, come già fece per la Siria.
Le ovvie proteste occidentali circa l’inviolabilità di uno stato sovrano da parte di chi negli ultimi anni ha invaso quattro paesi ed ha causato circa 2 milioni di morti non sono serie. Ascoltare l’indignazione occidentale per l’invasione dell’Ucraina da chi ha occupato e distrutto Libia, Siria, Irak e Afghanistan appare ridicolo.
I più benevoli con la Russia dicono che sia un errore strategico, i più stupidi che Putin ha perso il controllo della situazione. Dal punto di vista del Diritto Internazionale nessuna invasione può essere accettata; appunto, nessuna e in nessun luogo, non solo in Ucraina. Dal punto di vista del consenso internazionale, non favorisce in nessun modo Mosca, sia sotto il profilo dell’immagine che nelle relazioni internazionali. Comporta un indubbio vantaggio per gli Stati Uniti e riduce i mercati per l’economia russa.
Ma allora, perché? Se si vuole capire da dove nasce e in che contesto si sviluppa, sarebbe bene non incedere sul cammino della satanizzazione di Putin, o della sua presunta pazzia, un cammino già intrapreso contro tutti gli avversari di Washington, da Gheddafi a Saddam fino ad Assad passando per Kim Jong Il e Lukashenko. Più serio cercare di capire ragioni e obiettivi di una decisione che il Cremlino ha considerato inevitabile.
Pensare che la Russia lanciasse un allarme circa la situazione che si veniva determinando con l’entrata nella Nato e nella UE di Kiev e che minacciasse a vuoto, è stato un grave errore di valutazione, frutto della russofobia che risiede alla Casa Bianca e che ha dato il via alle operazioni militari russe.
Le richieste di Putin sulla sicurezza russa erano state ignorate, addirittura fatte segno di disprezzo ed i relativi avvertimenti che aveva lanciato erano stati snobbati. Eppure il presidente russo aveva invitato a non superare la “linea rossa”, ovvero a fermare il procedimento d’ingresso dell’Ucraina nella NATO. L’allargamento della NATO, come ampiamente dimostrato, non risponde alle esigenze di maggiore sicurezza ma a quelle di maggiore dominio occidentale. L’ingresso dell’Ucraina è un vettore di accelerazione importante verso l’obiettivo: circondare la Russia e colpirla non appena possibile per azzerarne la crescita ed occupare anche il resto dell’Europa e la parte asiatica dei suoi territori. Perché Mosca dovrebbe rimanere a guardare la NATO che la circonda in attesa di colpirla?
La Russia pretende una neutralità militare dell’Ucraina e con molte buone ragioni, tra queste che non vuole e non può consentire ad un governo di destra, fortemente influenzato da formazioni naziste incorporate nel Ministero della Difesa e dell’Interno, (il famigerato battaglione Azov su tutte e di altre formazioni come Settore destro, i Patrioti dell’Ucraina e i Battaglioni di difesa territoriale) di disporre di armamenti e di un vincolo politico-militare di levatura internazionale.
La richiesta di Zelensky di adesione alla NATO e alla UE, ha rotto definitivamente gli accordi di Minsk e fatto scattare le operazioni militari. L’Ucraina non può essere immaginata come paese NATO, perché non è accettabile per Mosca che sia trasformata in una rampa di lancio missilistica alle porte della Russia, oltretutto con il bottone dello start in mano a chi sventola vessilli nazisti e fa professione di odio antirusso.
La Russia ha pagato con 22 milioni di morti la tragedia nazista e nessuno con un minimo di decenza e di onestà intellettuale può chiedergli di restare indifferente nel vedere una parte del suo popolo bombardato e costretto a ritirarsi e missili nemici e bandiere con la svastica alle sue frontiere.
Mosca aveva chiesto anche l’immediato stop ai bombardamenti dell’esercito ucraino sulle popolazioni civili di Lugansk e Donetzk, che dal 2014 sono costati 15.000 morti nell’assoluta indifferenza occidentale. Tremila giorni di bombe, cecchini e terrorismo contro gli abitanti russi della Regione che non hanno scandalizzato nessuno, non hanno visto manifestazioni per la pace o sanzioni, riunioni urgenti o decisioni da parte dell’Occidente che invece applaudiva o si girava dall’altra parte.
Alla disponibilità di dialogo da parte di Mosca, l’Ucraina rispondeva bombardando ininterrottamente il Donbass; questo ha fatto capire al Cremlino come ogni apparente disponibilità al dialogo fosse in realtà tattica dilatoria, perché ogni spazio di mediazione si era esaurito. Anzi si stava approfittando della disponibilità a negoziare per accelerare sia il processo di entrata di Kiev nella NATO che lo sfondamento in Donbass, per poter così arrivare ad un eventuale tavolo negoziale da una posizione di forza sul campo.
A questo punto il governo russo ha rotto ogni titubanza e fatto da parte ogni calcolo tattico sull’opportunità di rimanere agganciata al dialogo con un Occidente che stava barando per l’ennesima volta come già sugli accordi per i missili a breve e medio raggio e su quelli sulla sicurezza dei cieli.
Quando è in gioco la sicurezza nazionale e la difesa dei russi, a Mosca ci si alza dalla scacchiera e si agisce. Dalla Cecenia fino all’Ucraina questo è stato un punto irrinunciabile. Perché prima della tattica ci sono i principi, che per Putin - come per alcuni altri capi di Stato - non sono negoziabili. Il principale di questi risiede appunto nel garantire l’inviolabilità del territorio russo, la difesa della sua popolazione, la sovranità della nazione. Di questo si tratta.
I russi hanno già esposto la modalità del loro intervento, fino ad ora destinato alla distruzione delle basi militari e dell’aviazione, dal controllo degli aeroporti e delle vie di comunicazione. Non vi sono attacchi militari alle città e vittime civili, nonostante le menzogne a mezzo stampa.
Se l’Occidente darà prova di aver compreso come Mosca non stia scherzando, allora la presenza russa in territorio ucraino sarà di breve durata e sostanzialmente dedicata solo alla dichiarazione di neutralità dell’Ucraina e alla sua “denazificazione”. Ovvero alla messa in condizione di non nuocere delle bande paramilitari naziste che aggrediscono con atti di terrorismo il Donbass ed esercitano una forte influenza sul governo e il terrore sulla popolazione civile russofona.
I nazi-atlantici, i nuovi contras
Le sanzioni finanziarie, politiche, diplomatiche che l’Occidente sono già note, quello che non è ancora noto è chi davvero pagherà il prezzo. Sul piano politico-affaristico si tratta di mantenere il legame di interessi tra il sistema oligarchico ucraino e Washington, che ha permesso in questi anni agli USA di depredare l’Ucraina molto più di quanto inviato in aiuti militari. La famiglia Biden ne sa qualcosa, anzi molto.
Risposte militari, invece, non si prevedono. Le parole di Stoltenberg ribadiscono come la NATO si limiterà a rafforzare il suo contingente in Polonia e nel Baltico e stanno ad indicare l’intenzione di non retrocedere dalle posizioni acquisite sulla scacchiera dell’Est più che di avanzare aggiungendo l’Ucraina. Per garantirsi una continuità della sua influenza all’interno del sistema politico e della società ucraina, ostacolerà con ogni mezzo l’insediamento di un governo che intenda cooperare con Mosca sulla sicurezza regionale.
Quali che siano gli sviluppi della crisi militare, si vorrà costituire un blocco paramilitare e politico che lavori alla diffusione di un odio antirusso che sia il cemento ideologico di una forza politica ucraina destinata a tenere in vita il legame di dipendenza con l’Occidente. L’obiettivo militare è di non disperdere le forze dei gruppi neonazisti che in questi anni hanno ottenuto sostegno dagli oligarchi ucraini e dagli Stati Uniti, e salvaguardare il sistema di relazioni intessuto con altre frange neonaziste nell’Est europeo.
D’altra parte la NATO dimostra la sua idea di sicurezza addestrando da anni i 1.260 membri del criminale Battaglione Azov, responsabile tra molti altri crimini di aver bruciato vive 42 persone ad Odessa che si erano rifugiate nella sede del sindacato. Riempirà di armi e munizioni, consiglieri e dotazioni le bande naziste ucraine e si tenterà di far convergere quell’internazionale nera dal resto dell’Europa dell’Est, dalla Spagna e anche dagli stessi USA. E’ la colonna vertebrale del neonazismo filo-atlantista ucraino, che verrà ribattezzato dalla propaganda occidentale come “resistenza ucraina” ma che avrà sostanzialmente il compito di generare anche attraverso il terrorismo interno un clima di incertezza politica che impedisca la formazione di un governo che non sia agli ordini della NATO.
Una sorta di riedizione delle formazioni contras utilizzate contro il Nicaragua degli anni ’80, quando il governo statunitense formò un esercito composto da ex membri della Guardia Nazionale di Somoza che vennero supportate da mercenari provenienti da ogni parte del mondo.
Si tenterà di ripetere il tutto in Ucraina, sognando un nuovo Afghanistan nel cuore dell’Europa. Parallelamente si decideranno altre sanzioni e nuove provocazioni nell’intento di circondare ed asfissiare Mosca. Ma provare a rinverdire il sogno di una Europa che mette la Russia con le spalle al muro è già costato la caduta di Napoleone, di Hitler e Mussolini. Non sarà la NATO, specializzata in sconfitte, ad avere la meglio.














































Comments
Reagan finanzia la contra, che sono tagliagole... ma i sandinisti (e giù con una o più pagine di accuse varie)
tu, specularmente: Putin ha violato il diritto internazionale, però l'Occidente (e giù un bell'elenco di stronzate fatte dall'Occidente)
peccato che tutte le possibili ragioni di Putin siano andate a finire nel cesso con l'invasione, che comunque tu definisci operazione militare speciale, utilizzando la definizione ufficiale di Putin. perché non chiamarla con il suo nome: guerra imperialista.
credo che tu abbia una lieve forma di strabismo, come molti nel nostro Paese: l'imperialismo per te è solo quello gringo (Russia e Cina sono invece dei santi)
gli USA sono certamente il non plus ultra dell'imperialismo, ma vedere il mondo ancora diviso a metà tra Est e Ovest (dove l'Est è il Bene e l'Ovest il Male) significa solo essere su un altro pianeta mentale rispetto alla realtà
quando ero giovane, ragionavano così i vecchi compagni stalinisti modello Cossutta. che comunque erano in massima parte in buonafede
pensavo che il movimento no-global avesse almeno aperto un po' di menti, ma mi sbagliavo.
se l'informazione ufficiale è di parte, tu non sei da meno, visti i link che hai inserito
disinformatia uguale e contraria, 0 a 0, palla al centro.
peccato che chi conosce un po' la storia non ha dimenticato le parole di Putin sul Donbass assai simili al proclama di Hitler alla Wermacht del 31 agosto 1939: «I tedeschi in Polonia sono perseguitati da un sanguinoso terrorismo e cacciati dalle loro case. […] Per poter porre fine a queste azioni pazzesche non mi rimane altro mezzo che quello di rispondere con la violenza alla violenza, a cominciare da questo momento».
La sacca di Mariupol è completata. sono stati istituiti due corridori umanitari per consentire l'evacuazione dei civili, validi fino a domani. Forse qualcuno si accorgerà che i civili sono terrorizzati non dai russi, ma da chi gli spara alle spalle non appena cercano di scappare.
https://t.me/Doninside/9698
E infatti mentre scrivo è già arrivata la notizia che nessuno deve uscire, così hanno comandato gli squadristi del battaglione Azov a Mariupol. Servono scudi umani.
https://t.me/akimapache/1255
Si accumulano notizie false sui bombardamenti di obbiettivi civili nelle città da parte dei russi, come questi missili su Charkov
https://t.me/novostldnr/847
Peccato che la cartina geografica non è un'opinione e la direzione da cui è partito il colpo è ancora sotto il controllo ucraino
https://t.me/toparmyrus/6433
Obbiettivi degli attuali movimenti di truppe sono
Nikolaev a Sud, non molto distante da Odessa
Kramatorsk e Slavjansk a Nord Est per chiudere la sacca che contiene il grosso delle truppe ucraine (e da cui è partito il colpo di cui sopra su Charkov).
Zaporozh'e da Sud verso Nord, direzione Kiev.
https://t.me/akimapache/1245
A proposito di Zaporozh'e la locale centrale atomica è già stata presa e messa in sicurezza da eventuali tentativi di sabotaggio.
A prescindere dalla sacca, prosegue l'avanzata verso nord, paese dopo paese, delle milizie del Donbass. Ieri ventisette centri abitati, oggi già quindici (Путилино, Артема, Широкий, Шульгинка, Теплое, Нижнетеплое, Верхнетеплое, Плотина, Петровка, Бахмутовка, Герасимовка, Малиновое, Нижняя Ольховая, Верхняя Ольховая, Камышное).
https://t.me/millnr/7361
Un obbiettivo da non trascurare, fra gli altri, è anche quello di spostare più in alto la linea di fuoco dell'artiglieria ucraina, che attualmente è in grado di bombardare Gorlovka (https://t.me/akimapache/1239), togliendo quindi loro la possibilità di ritorsioni contro i civili di quelle città. Con Doneck il discorso non è così semplice perché la LNR ha a ovest la DNR e quindi deve solo pensare a nord, mentre Doneck all'inizio del confiltto era esposta su quattro direttrici: nord, nord-ovest, ovest, sud-ovest. e da ovest e nord-ovest la riescono a bombardare ancora.
La stessa ritorsione criminale è verso le città appena finite sotto il controllo russo, come Melitopol. Un esercito in ritirata che cerca di colpire i civili dei territori che ha appena lasciato.
https://t.me/opersvodki/596
In questo caso abbiamo anche foto degli ordigni inesplosi che hanno distrutto dieci case in un quartiere.
https://t.me/cuisine_by/10342
Si tratta di missili Tochka-U (https://kbm.ru/en/production/otrk/351.html), a parte la direzione da cui sono arrivati, occorre sottolineare che non siano più in dotazione nell'esercito russo dal 2019 e ancora invece in quello ucraino.
Nel frattempo, i soldati ucraini continuano a consegnare le armi, ormai a centinaia dall'inizio del conflitto
https://t.me/millnr/7361
soldati semplici
https://t.me/voenkorKotenok/31596
ma anche truppe speciali come la 95° brigata d'assalto aviotrasportata (in blocco)
https://t.me/opersvodki/600
Aggiornamenti a seguire, probabilmente in serata.
https://www.forzadelpopolo.org/lettera-aperta-a-vladimir-putin-per-una-dichiarazione-di-amicizia-con-il-popolo-italiano/
Musso ha formalmente fondato questo partito lo scorso agosto, ma come movimento era attivo già da parecchi anni. Attualmente il partito conta quasi 2 mila iscritti-tesserati in tutta Italia.
Ciao, Mario
ho lavorato in queste ore a questo "punto della situazione", che cerca di raccogliere e riordinare l'enorme mole di informazioni di prima mano che stanno giungendo dai vari fronti. Se c'è un vantaggio dei canali telegram più seri, è che in tempo reale si caricano video, si confermano dati e informazioni, si sbugiardano notizie false, si vede il fatto diventare notizia. Il controllo delle fonti è pressoché totale perché i vari canali telegram si controllano tra loro, e l'interazione in entrambi i sensi è pressoché immediata. Ivi compresa la smentita. Se poi combiniamo quanto riportato con i rapporti quotidiani ufficiali delle forze armate, vediamo confermate le notizie. E' un lavoro difficile e serale. perché ogni notizia va soppesata nell'arco della giornata. Ma oggi non lavoravo e son riuscito a farlo.
Aggiornamento dalle direttrici principali, anche per capire come realmente sta procedendo l'operazione.
L'esercito alleato (chiamiamo così le truppe della DNR e LNR da sud est e le forze armate russe sul resto del territorio, con una brevissima partecipazione bielorussa che scopriamo oggi essersi limitata a un appoggio missilistico la prima mattina, poi più nulla) sta procedendo in maniera MOLTO prudente.
Questa guerra, infatti, vede dal punto di vista della sua struttura
- componenti tradizionali, quali quelle che vediamo nei filmati che passano le nostre veline (e non tutti, perché quelli del fosforo bianco contro i soldati russi a Gostomel’ non passano)
- combinate ad altre tipiche della guerra ibrida, già sperimentata dagli occidentali con successo attraverso i loro burattini jihadisti in Siria: città intere prese in ostaggio, volkssturm vere e proprie con ragazzini cresciuti con l’odio verso i russi, postazioni militari davanti a ospedali e abitazioni civili, CONSEGNA DI MIGLIAIA DI ARMI A TUTTI INDISTINTAMENTE E MESSA IN LIBERTA’ DEI CRIMINALI DI GUERRA DELLA GUERRA DEL 2014 PREVIO RIARRUOLAMENTO, eccetera. Se si vuole evitare il massacro, occorre molta prudenza e l’applicazione di nuove tattiche e tecniche di combattimento.
Specialmente nelle grosse città. Anche oggi a Charkov non si sta comportando come le forze armate ucraine nel Donbass dal 2014, o la NATO in Serbia, in Iraq e Afghanistan, ovvero con bombardamenti e massacri, ma con un massiccio impiego di forze speciali in operazioni mirate a liquidare i battaglioni Azov, ovvero gli squadristi che fungono anche da truppe-barriera (заградительные отряды) nei confronti dei componenti dell'esercito regolare che altrimenti avrebbero già consegnato le armi.
Cosa accaduta oggi a Severodoneck, per esempio, dove quattro ufficiali dell'esercito ucraino (VSU d'ora in avanti) sono stati uccisi dagli squadristi.
https://ria.ru/20220224/minoborony-1774740468.html
Lo stesso sta succedento anche a Mariupol, dove gli squadristi di Pravyj sektor e Azov hanno letteralmente preso il controllo della città.
https://t.me/voenkorKotenok/31319
Questo è lo schema seguito:
https://t.me/Oleg_Blokhin/7285
Ovviamente, i tempi sono molto rallentati e il rischio di perdite aumentato. Ma non ci sono molte altre alternative, specialmente contro chi oppone l’arma del terrore che è l’unica rimasta. Esagerazione?
questo è appena accaduto a Dnepropetrovsk
https://t.me/neoficialniybezsonov/7302
Peccato che quella macchina che non aveva rispettato il coprifuoco era di guardie della difesa civica della città, ammazzati per strada dagli squadristi incaricati di farlo rispettare.
Qui invece una mappa di poche ore fa di Kiev:
https://t.me/OpenUkraine/7139
La città non era ancora accerchiata, ma Klichko, altro delinquente nonché sindaco di Kiev, ha dichiarato l’accerchiamento e l’impossibilità per i civili di uscire. Perché è comodo avere scudi umani. Lo sbudargiare continuo, a opera di militanti su Telegram, della disinformazione ucraina, sta contribuendo a screditare ulteriormente Zelenskij e soci. Altro che “il simbolo della resistenza”, come qualche presstituta locale lo ha definito.
Grazie anche a quest’opera instancabile di controinformazione, sono ormai centinaia i soldati ucraini che son riusciti a consegnarsi senza farsi sparare alla schiena dagli squadristi, e aumentano di giorno in giorno.
A QUESTO PROPOSITO, HANNO DETTO AGLI OTTANTADUE SOLDATI DI STANZA ALL’ISOLA DEI SERPENTI CONSEGNATISI ALLA MARINA RUSSA CHE I MEDIA UCRAINI LI AVEVANO GIA’ DATI MORTI EROICAMENTE.
QUESTA LA RISPOSTA DI UN SOLDATO: SE CI AVEVANO GIA’ SEPPELLITO, VOLEVA DIRE CHE ERA LORO INTENZIONE SEPPELLIRLI (Если нас похоронили, значит нас и думали похоронить - солдат ВСУ с острова Змеинный о вранье Зеленского)
https://t.me/OpenUkraine/7075
“Il nemico non sono gli ucraini, ma quelli che li hanno governati negli ultimi dieci anni”. Questo ha portato, per esempio, ad azioni congiunte nei territori sotto il controllo dei russi. A Kupljansk esercito russo e polizia ucraina ora pattugliano insieme la città.
https://t.me/Oleg_Blokhin/7340 et
https://t.me/mig41/13602
Laddove invece a Mariupol invece, nelle zone controllate dagli squadristi, siamo al saccheggio.
https://t.me/persimmoncrimea/9028
Qui invece i soldati russi cercano di pagare con la carta la spesa, a Charkov, e la negoziante non li lascia pagare. Propaganda si, propaganda no, non è la NATO.
https://t.me/baitsaevanina/4
E QUESTA VOGLIA, DA PARTE RUSSA, DI DIMOSTRARE QUESTO SUL CAMPO MI HA PORTATO A UN'ULTERIORE CONSIDERAZIONE.
INFATTI, A questo proposito, da questi quattro giorni emerge chiaramente una cosa che è sfuggita agli “analisti” occidentali, troppo impegnati a ragionare in termini di “geopolitica”, di “schieramenti”, di “economia”, di “risiko” da bar. Che è il livello da propinarci. Così come vent’anni fa la copertina del TIME recitava: “BRINGING THE SERBS TO HEEL - A MASSIVE BOMBING ATTACK OPENS THE DOOR TO PEACE”
http://sakeritalia.it/wp-content/uploads/2015/05/Macedonia-8.jpg
No, decisamente la strategia russa punta ad altro. Punta TUTTO su altro. La guerra non è per “mettere in ginocchio gli ucraini”, quindi nessun “attacco di bombardamenti massicci” potrà mai “aprire la porta alla pace”. Occorre essere obbiettivi. con la supremazia totale nello spazio aereo, l’annientamento di tutte le difese antiaerea, davvero pensiamo che non avrebbero potuto farlo? Sulla falsariga peraltro di questo ed altri illustri precedenti davvero non avrebbero potuto fare una settimana di bombardamenti a tappeto e poi passare alla fase delle truppe di terra? E RISPARMIANDO SICURAMENTE MIGLIAIA DI MORTI FRA I SUOI SOLDATI?
Si, ma non l’hanno fatto. Perché? Perché hanno gli occhi del mondo puntati addosso? Chissenefrega, verrebbe da dire. Anche gli americani avevano gli occhi del mondo puntati addosso contro i serbi. E abbiamo ancora oggi i nostri soldati che muoiono di tumore.
Io leggendo notiziari, comunicati, analisi, rapporti quotidiani del generale Igor Konashenkov della guerra di questi giorni, di QUESTA guerra e non altre, mi sono fatto questa idea. CHE LA STRATEGIA DEI RUSSI SIA FUNZIONALE A UN ALTRO TIPO DI OBBIETTIVO, BEN PIU’ IMPORTANTE DI QUELLO MILITARE.
I RUSSI PUNTANO A VINCERE CON GLI UCRAINI NON QUESTA GUERRA, MA UNA GUERRA BEN PIU’ IMPORTANTE: QUELLA PER UNA STORIA CHE NON DEVE CONCLUDERSI MA GETTARE LE BASI PER CONTINUARE NEL FUTURO.
- PER FARLO HA MESSO IN CAMPO L’ARMA PIU’ IMPORTANTE DI QUESTA GUERRA: IL RIFERIMENTO ALL’ALTRA GUERRA, quella che li ha visti combattere fianco a fianco contro nazifascisti e banderisti, ovvero i collaborazionisti locali.
- PER FARLO QUINDI HA FATTO RICORSO NON SOLO A OTTANT’ANNI DI URSS, MA A SECOLI E SECOLI DI STORIA COMUNE E CONDIVISA. DOVE IL SEGRETARIO GENERALE DEL PCUS, PER ESEMPIO ERA UCRAINO, dove non esisteva quindi una prevaricazione ma una fratellanza.
- PER FARLO HA DENUNCIATO SIN DA SUBITO IL CLIMA D’ODIO non solo in chiave russofobica, ma anche all’interno dello stesso paese fra i nazisti e i corrotti al potere e il resto del popolo. ORA COME ALLORA.
E se qualcuno ha pensato a QUELLA storia prima come a una triste diatriba di eredità contestate, e poi come a una CANCELLAZIONE e RIMOZIONE continua, il primo e più importante fronte su cui occorreva combattere era questo, riprendere QUESTA STORIA e ricollocarla in un analogo orizzonte comune. I soldati russi continuano ad appellarsi a quelli ucraini: consegnate le armi, non morite invano, al vostro Paese, al Paese che avete finora degnamente servito, servirete ancora, ma da vivi. E questa leva, insieme ad altri gesti simbolici come L’ASSOLUTO DIVIETO DI TOGLIERE INSEGNE O BANDIERE UCRAINE al di fuori del Donbass, sta cominciando ad aprire gli occhi al popolo ucraino, ai vecchi e ai giovani, ai cittadini dell’Ovest e a quelli dell’Est, AL LORO PASSAGGIO CITTÀ DOPO CITTÀ, VILLAGGIO DOPO VILLAGGIO. E LE VOCI CORRONO. E I CIVILI STANNO COMINCIANDO A OPPORRE RESISTENZA AGLI SQUADRISTI CHE LI OBBLIGANO, INSTALLANDO LE LORO POSTAZIONI DAVANTI ALLE LORO CASE, A FARE DA SCUDI UMANI.
Ecco perché, anche se siamo alle guerre stellari, anche se i sistemi a lancio multiplo ormai sono in uso da anni anche tra i jihadisti più poveri che li mettono su pick-up (le jihad-mobil, come le chiamavano i russi in Siria), anche se un bombardamento a tappeto (intelligente… vero? ce le ricordiamo?) lo avevano fatto tutti da oltre vent’anni, siamo tornati a tattiche essenzialmente di terra. Appoggiate da tutta la tecnologia possibile, ma pancia a terra (altri analisti ho appena scoperto essere di questa opinione https://t.me/mig41/13604).
E pancia a terra, dal 1942 a oggi, i russi san far particolarmente bene una cosa, come mostra questa carta: CREARE SACCHE.
https://t.me/rybar/26182
sono maestri nel farlo, lo hanno fatto recentemente in Siria e nello stesso Donbass, quando la sacca di Debal’cevo a opera dell’esercito congiunto DNR-LNR pose fine alla seconda operazione punitiva ucraina.
A Mariupol la sacca è quasi chiusa, già chiusa per alcuni, così come in alcuni paesi limitrofi. MA LA CONSEGNA E’ DI ASPETTARE A ENTRARE. Proprio per il discorso di cui sopra.
La sacca, se ben congegnata, in una situazione di guerra convenzionale, IN CAMPO APERTO, porta ad arrendersi chi è chiuso limitando al massimo le perdite di vite umane. In una situazione di questo tipo, se la sacca coinvolge centri abitati con civili, con gli squadristi che sparano a chi volta le spalle o si consegna al nemico, e che non esitano a sfruttare i civili a cui hanno impedito di uscire come scudi umani, la sacca è essenzialmente una TECNICA DI CONTENIMENTO, un prendere tempo e studiare strategie d’attacco mirate, utilizzando tecnologie di rilevazione e individuazione delle collocazioni presunte delle loro installazioni, mandando quindi parà o infiltrando reparti speciali per poi impedire agli squadristi di reagire in tempo utile per fare massacri.
1) Putin avrebbe ancora l'arma nucleare..!! se non lo fermano prima..
2) gli Usa e tutti i loro alleati giocano anch'essi una partita mortale. Gli Usa forse.. forse.. ne sono consapevoli.. gli allocchi Europei Occidentali temo di no..sembrano obnubilati dal loro servilismo. Si vede dalla propaganda che fanno, è a senso unico, quando è così sei fritto. Gli unici un po' più svegli sono qualche berlusconiano con un barlume di intuizione e forse, tutto sommato un po' Salvini, ma resta da vedere in progress. Gli altri, intendo qualcuno che può far passare qualche messaggio più problematico in TV o sui giornali, non sono pervenuti. Dimenticavo, in seguito l'Europa Occidentale rischierà di fare i conti con quella Orientale.!!. Insomma dopo Napoleone e Hitler, paradossalmente, I Putiniani saranno ancora quelli che sono chiamati a fermare le "destre di sistema" Mondiali ?.
3) E la Cina ?. Quella più silenziosa è la più importante. Cosa farà la Cina è decisivo. Se sta decisamente con Putin vincono insieme, in caso contrario, perderanno insieme. Se i Cinesi lo capiscono lo sanno solo loro. Vedremo.
5) Come finiamo noi Italiani, insieme ai Francesi ed ai Tedeschi . Intanto insieme o separati ?. Oppure a tutti e tre non resterà che stare con i vincitori ?. Se restiamo vivi..!!. Ai posteri vivi l'ardua sentenza. La sceneggiatura naturalmente è solo una ipotesi tra le tante, in più non è affatto completa, può variare in corso d'opera. Ovviamente i personaggi e gli interpreti sono del tutto immaginari. Non sono Billy Wilder. Cordiali Saluti