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sinistra

Neri o bianchi che siano

di Paolo Bartolini

Il tema delle migrazioni e dei numerosi esseri umani morti in mare, o lasciati in abbandono tra le onde in attesa di un porto disposto ad accoglierli, meriterebbe un intervento circostanziato e approfondito. Forse non ne sono capace, forse non è questo il luogo adatto. Eppure, per sommi capi, è il caso di specificare qualcosa. Siamo tutti d'accordo, ma con coscienze diverse, sul fatto che molti giovani dovrebbero essere aiutati a non lasciare il loro paese d'origine. Servono investimenti importanti e piani di sviluppo per l'Africa e altri paesi vittime del nostro colonialismo. Ma uno "sviluppo" non all'occidentale, concertato, rispettoso di culture e valori differenti dai nostri. Ci vorranno decenni per impostare politiche siffatte, sempre che chi detiene le leve del comando si decida a fare qualcosa pressato dall'opinione pubblica. Nel mentre i flussi migratori vanno regolati, non c'è dubbio, ma è pazzo chi pensa che possano essere arrestati. I porti chiusi e la retorica di questo governo di signori giallo-verdi sono pura ipocrisia. Fanno voti con la pancia della gente fingendo di avercela con i trafficanti di uomini. La realtà è semplice: nessuno sano di mente dice a queste persone in fuga "Venite tutti da noi e accoglieremo chiunque". Però potremmo dire ben altro, distinguendoci dai razzisti che si riempiono la bocca con il neologismo più stupido degli ultimi lustri: il famigerato "buonismo".

Potremmo dire chiaramente: "I dati parlano chiaro: non c'è nessuna invasione. Noi occidentali siamo responsabili di talmente tanti crimini che, a ben vedere, in questa fase raccogliamo soprattutto i frutti del nostro imperialismo colonialista. Ci impegniamo a non sostenere più alcuna operazione militare che, direttamente o indirettamente, crei le precondizioni per migrazioni di massa. Riconosciamo il nostro modello di convivenza umana e di produzione come nocivo per il pianeta e ci impegniamo per una progressiva conversione ecologica e a ristabilire diritti del lavoro e tutele per tutti i lavoratori occupati nel nostro Paese. Non possiamo ospitare tutti gli immigrati garantendo lavoro sicuro (fatichiamo immensamente a garantirlo anche agli italiani), ma possiamo e dobbiamo salvare tutti gli umani che, in mare, rischiano di morire e cercano accoglienza nei nostri porti. E' tempo, inoltre, di ripensare profondamente il concetto di integrazione. Dobbiamo imparare a "includere" gli stranieri e a inserirli non nelle metropoli e nelle periferie già problematiche, ma soprattutto in borghi e paesi sparsi per l'Italia che hanno bisogno di rifiorire e di rianimarsi. La cooperazione e le reti di solidarietà possono fare grandi cose, fermo restando il controllo ferreo dello Stato sugli eventuali fondi erogati per i migranti. Noi - e non Salvini - siamo i veri egoisti. Perché aiutando il prossimo, nero o bianco che sia, in realtà salviamo la nostra stessa umanità."

Questo, vagamente, è un discorso di sinistra. Non vuol dire che sia giusto in assoluto, ma si distingue nettamente tanto dalle posizioni cerchiobottiste e interessate della Lega e dei Cinquestelle, quanto dai proclami generali del PD e dalle turpi strategie alla Minniti.

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