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sollevazione2

Autostrade: esproprio proletario?

di Sollevazione

Sulla vicenda Autostrade per l'Italia la tabella qui sotto dice molte cose, dice anzi tutto. Il regime delle concessioni ha fatto fare soldi a palate alle imprese private (linea gialla) e linea verde) a cui lo Stato ha affidato la gestione delle autostrade mentre manutenzione einvestimenti sono crollati (linee rossa e verde).

Non c'è solo la società dei Benetton poiché parliamo di 22 società che gestiscono quasi 6mila dei 7mila km di infrastrutture — per la cronaca: il grosso di queste privatizzazioni avvennero per decisione dei governi ulivisti di centro sinistra.

La stessa Corte dei Conti, nel suo recente report di duecento pagine ha sentenziato che si è trattato di privatizzazioni fraudolente, a tutto vantaggio degli oligopolisti privati ed a tutto svantaggio del Paese, dello Stato e dei cittadini.

Non dovrebbero esserci quindi tentennamenti di sorta sulla necessità di revocare queste concessioni e di tornare ad una gestione pubblica delle autostrade così come di tante altre infrastruitture che il privato sta lasciando cadere a pezzi mettendo a repentaglio (Ponte Morandi insegna) la sicurezza e la vita dei cittadini.

Il governo deciderà a gennaio sulla revoca delle concessioni. 5 Stelle a favore, Renziani e gran parte del PD si oppongono, mentre Leu cincischia. La ministra piddina De Micheli mette le mani avanti e dice che non si tratta di fare un "esproprio proletario per vendetta". Verrebbe da dire che vista la incredibile lettera minatoria di Autostrade per l'Italia (richiesta di un risarcimento stellare) l'esproprio per vendetta sarebbe la decisione più adeguata.

Ricordiamo a chi fa finta di dimenticarlo quanto recita l'Articolo 41 della Costituzione:

«L'iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con l'utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana. La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l'attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali».

ita2autostrade

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Comments

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ndr60
Friday, 03 January 2020 17:59
Un solo dubbio : sicuri che le regole auree UE lo permettano? Il mantra "Lo vuole l'Europa" ha disintegrato l'economia dell'Italia, e i danni li stiamo patendo ora, e per i prossimi 50 anni.
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claudio
Friday, 03 January 2020 16:59
Di che meravigliarsi di tutto ciò? In fin dei conti la privatizzazione delle autostrade, così come quella di molte altre aziende e settori (vedi acciaio, telefoni, e così via), non ha fatto altro che privatizzare i profitti e pubblicizzare le perdite, come prescrive ogni pratica borghese che si rispetti, la quale, ovviamente, non può essere sancita in costituzione, altrimenti la capirebbero anche i poveracci che, nonostante tutto, credono ancora in questo sistema che fa diventare i ricchi sempre più ricchi. Insomma, quella di privatizzare i profitti, da quando è nato il capitalismo è sempre stata una pratica corrente, consolidata nel tempo. Aumentando i pedaggi e riducendo all’osso le manutenzioni, hanno potuto mandare a ramengo tali infrastrutture, così, ora, dovremo rifarle, e quindi creerà nuovo lavoro, che ce n’è tanto bisogno, data l’elevata disoccupazione (ovviamente con soldi pubblici, che sono in gran parte quelli delle tasse sulle classi subordinate), e così creeremo nuove occasioni di lauti profitti, per lor signori. In altre parole, la ruota gira …
Verso la fine dell’800, dopo che le diverse reti ferroviarie italiane sono state unificate in un’unica rete nazionale, anche allora hanno provato a privatizzare le ferrovie suddividendole in tre tronconi che comprendevano grosso modo nord, sud e isole, ma dopo soli dieci anni, vedendo che i privati pensavano soltanto a fare profitti, senza fare investimenti, le stesse sono state ri/nazionalizzate. Ma allora non c’era la dilagante corruzione che c’è ora, allora i controllori controllavano, e nei governi non c’erano quegli avanzi di galera che abbiamo avuto dall’ultimo dopoguerra.
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