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kelebek3

L’Ucraina e il sistema TAV

di Miguel Martinez

Qualche ipotesi su ciò che sta succedendo in Ucraina: la classica situazione di cui quasi nessuno ci capisce davvero qualcosa, ma che rischia di coinvolgerci tutti fino al collo – chissà quanto ne sapeva l’italiano medio nel 1939 dello status di Danzica.

Sperando di non venire smentito, credo che non ne uscirà la Terza Guerra Mondiale.

Scrive Andrea Zhok (mi girano il testo che credo venga dalla sua pagina Facebook):

“Gli USA stanno spingendo come dannati in tutti i modi e con tutte le leve a loro disposizione per accreditare un conflitto tra Russia e Ucraina. Lo smentiscono i russi, lo smentiscono gli ucraini, lo danno per certo CNN, BBC, e tutti i latori di veline stelle e strisce della stampa italica.”

Abbiamo la Russia, di cui so poco.

Sull’Ucraina ho la fortuna di avere quello che credo sia l’unico testo approfondito in lingua italiana, Storia dell’Ucraina. Dai tempi più antichi ad oggi, del dottissimo ricercatore Massimo Vassallo, edito da Mimesis.

Ma degli Stati Uniti so qualcosa.

Ora, se Zhok ha ragione, è il paese più interessante in questo momento: perché chi sta al timone di quel paese – e che ovviamente non è il povero e simpatico Biden – creare un clima di guerra imminente così intenso?

La risposta in breve: per il 2023, il Pentagono prevede di spendere 800 miliardi di dollari, cioè circa 3000 dollari per ogni singolo abitante del paese, neonati e carcerati compresi. Ora, come giustificare una cosa del genere? Gli Stati Uniti hanno subito nell'ultimo secolo e passa un unico attacco militare, quando Pancho Villa con un gruppo di briganti occupò per alcune ore il paesino di Columbus nel Nuovo Messico. Se la guerra non va agli Stati Uniti, gli Stati Uniti vanno alla guerra, o comunque al clima da guerra che ci vuole per giustificare una spesa del genere.

Gli Stati Uniti di oggi sono un gioco di squadra tra alcune delle più grandi aziende della storia, e quella cosa che si chiama Federal Government. O meglio, la forma di Superstato che il Federal Government è diventato nell’ultimo secolo.

Il Superstato costruisce le infrastrutture e paga la ricerca che permettono alle aziende di operare e guadagnare.

Il Superstato tiene in piedi un esercito planetario capace di controllare la maggior parte delle risorse del mondo.

E anche di far sì che il 60% delle riserve delle banche centrali di tutto il mondo siano in dollari, come il 90% degli scambi internazionali – il mondo intero è quindi garante della stabilità del dollaro, qualunque follia commetta il governo statunitense.

Ma più sottilmente, il Superstato garantisce il più grande Sistema TAV della storia umana:

“alcuni anni fa lessi Il sistema TAV, di Ivan Cecconi, che dimostra con vaste conoscenze anche tecniche come lo scopo di quella particolare opera (ma anche di tante altre) non sia la sua realizzazione. E infatti non si realizza da decenni, e forse non si realizzerà mai.

Lo scopo è dare lavoro alle grandi imprese italiane; e più a lungo dura senza essere completata, più a lungo passano i soldi dallo Stato alle imprese.

Se capiamo questo, capiamo anche che le discussioni sul tipo, “farà aumentare o diminuire l’inquinamento?” diventano fuorvianti.”

Il Superstato statunitense è inscindibile dalla guerra, ma in maniera diversa dall’Impero Ottomano dove a ogni Festa di San Giorgio, i giannizzeri partivano alla ricerca di terre sempre più lontane da razziare.

Il Superstato nasce nella prima guerra mondiale, con il War Industries Board (WIB), nato per coordinare la produzione e la logistica privata e pubblica; risorge con il New Deal di Roosevelt, e poi diventa l’immensa macchina che vince la Seconda guerra mondiale.

Vinta la guerra, il Superstato non smobilita, ma lancia nuove guerre una dopo l’altra – quella contro il comunismo da Corea al Vietnam, per non parlare della Guerra fredda; quella “contro il terrorismo”… ma anche altre guerre, come quella per domare le distanze, quella per conquistare la luna; quella “contro la povertà”; quella contro la droga; e quelle in corso contro il Covid e contro le molecoline di CO2…

Brian Hicks ha scritto un articolo pungente ma interessante, sui costi e sui risultati di queste guerre, che spiegano bene il concetto di Sistema TAV: citiamo solo la War on Drugs, lanciata nel 1971. Mezzo secolo di battaglie dopo, nel 2021, 100.000 americani morirono per overdose.

Sui costi della guerra al Covid, trovo al volo solo questo grafico, che non parla di “costi” generici (tipo perdite di posti di lavoro), ma proprio di spesa pubblica:

costo covid

Guardate la riga in fondo: spesa votata dal congresso tra marzo e luglio… del 2020. La guerra al micromostriciattolo era appena iniziata.

Io di economia ci capisco più o meno quanto la casalinga di Voghera.

La quale credo avesse comunque chiare alcune cose.

Uno, i soldi devono venire da qualche parte: anche dal futuro, nel senso che possiamo fare dei debiti che pagheranno i nostri figli.

Due, quello che io chiamo Meno, il fornaio lo chiamo Più. Cioè i “costi” e i soldi che “escono” sono sempre “guadagni“e soldi che “entrano” per qualcun altro.

Anche la TAV, la vediamo sotto tutt’un altro occhio, se pensiamo che i costi per i cittadini sono guadagni per qualche privato.

E tutte le guerre, reali e virtuali, che gli Stati Uniti hanno condotto negli ultimi ottant’anni, sono guadagni per Qualcuno. Anzi, i più grossi guadagni mai avuti.

Non è necessario (speriamo) che si spari davvero: l’importante è che si comprino cannoni.

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Comments

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ndr60
Thursday, 24 February 2022 17:08
“E’ interessante osservare – scriveva William Engdahl – che esistono due grandissime istituzioni con legami governativi o agenzie governative che non hanno mai sottostato a un audit indipendente. Una è la Federal Reserve [la banca centrale americana],istituto che ha proprietari privati ma è legato al Governo e si suppone sia monitorato dal Congresso . La seconda è il Pentagono".
Curioso come D. Rumsfeld avesse dichiarato guerra all'eccessiva burocrazia del Pentagono (accusata di essere la principale responsabile di sprechi immensi) il... 10 settembre 2001.
Poi ci ricordiamo tutti cos'è successo.
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