La zappa sui piedi…
di Francesco Cappello
Già prima della guerra i prezzi del gas in ambito UE erano aumentati in un anno di quasi 10 volte; da gennaio 2021 le quotazioni del greggio sono passate da circa 40 dollari al barile a punte di 70 dollari. Il nostro paese ha subito l’incremento maggiore in ambito Ue (+180%). Nello stesso periodo il prezzo del grano è raddoppiato e quello del mais è lievitato del 40%. C’è stato, più in generale, un incremento enorme del prezzo delle materie prime. In merito all’incidenza dei costi energetici in rapporto al PIL scrive il Sole 24 ore del 6 marzo: “Petrolio alle stelle, cosa succede se si supera la soglia critica del 7% del Pil? Quando la spesa energetica tocca quella soglia, storicamente scatta la recessione: ora siamo già oltre il 5%. Il rischio è globale, ma il conto più salato tocca all’Europa per la sua dipendenza dai Paesi produttori”.
Da un articolo sul NYT abbiamo appreso, nel corso di un’intervista a Manlio Dinucci su byoblu, che nel nostro paese, sulle coste occidentali sarde, è prevista la costruzione di tre nuovi rigassificatori e che i costi del megawattora del gas liquefatto da scisti bituminosi (ambientalmente insostenibile) proveniente dagli USA, è passato dai 15 euro a oltre 100. A proposito delle finte preoccupazioni green dei governi europei sappiamo che si stanno riesumando antiche centrali a carbone e proponendo “nuove” centrali nucleari “sicure”.

Come si sa i prezzi dell’energia riverberano su tutto. La rapidità con cui crescono i prezzi sta aumentando in modo preoccupante malgrado il codice genetico dell’Ue sia imperniato non sul pieno impiego ma sul controllo dell’inflazione intorno al 2%. I valori ufficiali in ambito Ue si aggirano ora intorno al 6% e la tendenza è al rialzo. Il fallimento della Ue si misura anche su questo piano…

Lo storico delle accise sul prezzo della benzina secondo l’Ego-Hub. Confronto prezzo al litro: Russia: 0,338; Albania: 1,554; Austria: 1,663; Bosnia: 1,429; Croazia: 1,497; Ungheria: 1,197; Lussemburgo: 1,632; Polonia: 1,159; Serbia: 1,429; Spagna: 1,722; Francia 1,750; Italia: 2,170
Gli strumenti che ci hanno storicamente imposto per raggiungere l’obiettivo della stabilità dei prezzi, dalle politiche di austerity al controllo del deficit, piano di stabilità ecc., se applicati nell’attuale congiuntura economica farebbero precipitare lo stato dell’economia in modo drammatico. Basti un dato: se i prezzi dell’energia dovessero mantenersi a questo livello per troppo tempo si stima la perdita per chiusura del 70% della nostra produzione manifatturiera e del 60% di quella tedesca.
Intanto si ipotizzano la chiusura notturna di molti distributori (solo self service) e il rischio razionamento e black out.
Viaggiamo verso la stagflazione: ossia alta inflazione e crescita in continuo inesorabile rallentamento.
Mentre il cancelliere tedesco Scholz dichiara che le importazioni russe di energia sono essenziali per la Germania, la follia di cui è preda il governissimo, pensa, che in questo stato di cose, sia per noi primario sanzionare ulteriormente la Russia, senza contare che importiamo quasi il 70% del grano che consumiamo, la metà del mais e della carne, più fertilizzanti e mangimi i cui costi sono raddoppiati anch’essi nel corso dell’ultimo anno. L’Ue fa affidamento sul gas russo complessivamente per un quarto dei suoi consumi. L’Italia dipende dalla Russia per quasi metà del suo fabbisogno energetico di gas (41%). Nel 2021 abbiamo acquistato da Mosca 5,1 milioni di tonnellate di greggio, il 10 per cento del totale importato. Se dovessimo dar seguito al blocco delle importazioni dalla Russia come ci chiedono gli USA le conseguenze sarebbero gravissime. Si avrebbe un ulteriore aumento non controllabile dei prezzi dell’energia che alimenterebbe, catalizzandolo, il processo inflattivo e la conseguente perdita di acquisto dei nostri risparmi.
L’allarme è già sulle scorte di gas del nostro paese. Ci rimangono 2 miliardi di mc di gas. In un anno ne consumiamo 76. Questo periodo dell’anno è cruciale per il riempimento dello stoccaggio in vista della prossima stagione fredda. Impedire lo stoccaggio equivale ad attentare alla sicurezza nazionale.
All’inflazione si somma la svalutazione
La situazione è ulteriormente aggravata dal fatto che il potere d’acquisto dell’euro sui mercati internazionali è calato rispetto alle altre principali valute di scambio.
Ci vogliono, quindi, dal 10 al 20% più euro per acquistare la stessa quantità di merci rispetto ad un anno fa. Nel frattempo abbiamo coltivato sempre meno i nostri campi per rispondere al fabbisogno interno, giustificati dal fatto che comprare all’estero risultava più conveniente…
I mercati finanziari, sempre più dissociati dall’economia reale, si fanno sempre più volatili. Le valutazioni di molti titoli sono troppo elevate (in bolla) a causa delle enormi iniezioni di liquidità che ne hanno artificiosamente sostenuto la domanda. L’inflazione finanziaria non si era tramutata in inflazione nel mondo reale anche grazie alla pandemia. Il tasso del Tresaury (1,12%) in crescita (tipicamente il tasso dei titoli di stato americani a 10 anni) segnala problemi nel mercato azionario ed obbligazionario ed rischio inflazione crescente. In tanti, infatti, vedendo l’inflazione salire si liberano delle obbligazioni che hanno un reddito fisso alzandone l’offerta con conseguente aumento del loro tasso d’interesse. Questo determina la loro maggiore attrattività rispetto alle azioni. L’obbligazionario, quindi, che sino a poco tempo non rendeva quasi nulla, ora torna ad essere attraente. Il controllo dei tassi di rendimento obligazionario da parte delle banche centrali non è così semplice perché servirebbe una ulteriore, enorme creazione di denaro di banca centrale. Le banche centrali perdono così la loro capacità di controllare il mercato malgrado continui l’immissione di trilioni di dollari che comprano obbligazioni e titoli di ogni natura. L’aumento dell’inflazione (svalutazione) che ne consegue costringe le banche centrali ad aumentare i tassi di interesse; di conseguenza si deprimono le valutazioni di tutti quegli investimenti che non siano di carattere obbligazionario…
In pratica, il denaro costa di più e gli investimenti azionari perdono valore. La difficoltà si riversa quindi sulla capacità di crescita della componente azionaria. Lo stoxx europe 600 index che è un indice azionario composto da 600 delle principali capitalizzazioni di mercato europee, dall’inizio dell’anno ad oggi ha fatto registrare un calo dell’ordine del 13,5% a fronte di un calo del 9% dello Standard & Poor 500, che come noto è un indice azionario statunitense che segue l’andamento di un paniere azionario formato dalle 500 aziende statunitensi a maggiore capitalizzazione.

Come durante il lockdown ma con il riscaldamento spento. La pandemia energetica
Sfruttando l’emergenza causata dalla guerra in corso (vedi il mio Emergenza si declina al plurale), vorrebbero imporci cibi sintetici, prodotti ogm, centrali nucleari. Guarda caso tutta offerta che viene dal sistema delle grandi corporate (multinazionali) pronte a colonizzare laddove avanzi la desertificazione del nostro antico tessuto produttivo. La crescita dell’inflazione che erode i risparmi ci rende più poveri e più ricattabili e accelera il processo di sostituzione del nostro tessuto economico.
L’alto rappresentante dell’Ue per la Politica estera, Joseph Borrell ha recentemente dichiarato che: “la Commissione europea con una nuova direttiva punta a tagliare di due terzi la nostra dipendenza dal gas russo, un obiettivo difficile pero’ realizzabile se davvero ci impegneremo. E questo richiede misure macroeconomiche, misure tecniche, richiede anche che i cittadini europei abbassino il riscaldamento nei loro appartamenti, che tutti facciano uno sforzo individuale per cercare di ridurre il consumo di gas”;
e ancora:
“Un po’ come tagliamo il consumo dell’acqua quando c’è la siccità. O esattamente come ci mettiamo una mascherina per poter fare fronte al virus. Quello che abbiamo fatto contro il Covid-19 dobbiamo farlo in favore dell’Ucraina. Dev’essere una mobilitazione degli spiriti, dei comportamenti individuali, con un impegno collettivo per cercare di fare fronte a un compito che sicuramente ha una portata storica” ed infine: “Abbiamo cominciato troppo tardi ma meglio tardi che mai. Perché quando la Russia ha invaso la Crimea ci siamo detti che dovevamo ridurre la nostra dipendenza dal gas russo, da allora ad oggi e’ aumentata. Invece che ridursi e’ aumentata. Ed e’ giunta l’ora che in modo sistematico, e in modo costante, come se fosse una crociata politica, si riduca davvero la dipendenza dal gas russo“.














































Comments
Chi siamo noi? È la Domanda che conduce i cittadini dentro la Storia.
La lotta per il Potere, religioso e temporale!
Da destra a sinistra, da oriente ad occidente, da sud a Nord, da qualunque credo politico o religioso l’uomo tende al potere, a trionfare su altri esseri ed a non riconoscere le libertà Costituzionali dei cittadini.
Le dieci Tavole di Mosè e le seconde tavole della legge.
In Italia, i veri Partigiani, hanno dimostrato che “La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo, sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale” (cfr. ART.2 COSTITUZIONE ITALIANA).
L’onore delle armi ai Valorosi è sempre esistito nella Storia: la formazione partigiana Osoppo costituita il 24 dicembre 1943 è stata denominata perchè durante i moti risorgimentali del 1848, la fortezza della cittadina di Osoppo aveva opposto una strenua resistenza all'esercito imperiale austriaco, che l'assediava, fino ad ottenere di uscire dalla fortezza con l'onore delle armi per raggiungere Venezia dove ancora si combatteva (Fu scelto come segno di riconoscimento il cappello alpino ed il fazzoletto verde).
Certo la Storia dimostra, anche, come a volte, il “vincitore” pur avendo promesso al vinto l’onore delle armi non rispetta la parola data come è avvenuto ad esempio nel 1571 con la presa di Cipro da parte degli Ottomani.
Molti inneggiano che nei social sussiste il “diritto all’oblio”. Diritto che pone l’interrogativo : altera la storia, il fatto storico come si è sviluppato e concluso?
Secondo la Cassazione n. 19681 del 22 luglio 2019 il giudice deve valutare l'interesse pubblico, concreto e attuale alla menzione degli elementi identificativi delle persone che furono protagonisti di quelle vicende.
La rievocazione di questi elementi è lecita solo se si riferisce a personaggi che suscitino nel presente l'interesse della collettività, sia per ragioni di notorietà sia per il ruolo pubblico rivestito; in caso contrario, prevale il diritto degli interessati alla riservatezza rispetto ad avvenimenti del passato che li feriscano nella dignità e nell'onore e dei quali si sia ormai spenta la memoria collettiva.
Oggi la storia dimostra che gli Usa stanno attraversando una crisi profonda della democrazia e che i social (Twitetr, facebook, etc..) siano armi di potere e di democrazia.
Usare i social per scatenare violenza è arma più vasta e distruttiva dei droni o del 5G, anche se nessuno ne parla.
Gli Usa devono liberare se stessi dall’invasione di quella violenza, di quella forza bruta, che combattono in ogni parte del mondo così come la hanno combattuta in Casa (USA) nel 1965 quando i giovani protestavano per la Guerra del Vietnam.
Gli Usa non sono l’America, sono parte dell’America e spesso non vedono che nazioni a loro molto vicine, sud America, come il Venezuela siano in balia della cieca forza bruta (cfr. Primo Levi - Se questo è un uomo, Einaudi).
La riflessione davanti alla Storia ed all’oggi è: chi siamo Noi per imporre la nostra visione della Storia, del tempo, della vita ad altri?
Stamane ascoltando la radio ho incontrato due donne Gigliola Fragnito (1950) e Barbara Sanseverino (1550-1612 ).
Due donne, due cittadine che con amore, rappresentazione e volontà mostrano quanto sia importante l’amore per la vita ed il rispetto per la verità.
È notorio che i cittadini che hanno carisma ed empatia gioiscono dei successi altrui perché vedono che anche loro, con volontà, rappresentazione ed amore possono conseguire un risultato positivo.
I cittadini non vogliono subire le imposizioni della forza cieca come avviene in paesi quali Cina, Bielorussia, Venezuela, Turchia, Russia, Arabia Saudita che perseguitano, arrestano, eliminano gli avversari o non rispettano ciò che dicono.
Barbara Sanseverino Sanvitale nel 1612 viene arrestata, imprigionata e giustiziata perché non voleva cedere l’amato feudo di Colorno al duca di Parma Ranuccio Farnese (https://emiliaromagnaturismo.it/it/localita/colorno).
La vicenda che ha coinvolto Barbara Sanseverino Sanvitale, contessa di Sala, signora di Colorno (1550-1612), che per bellezza e spirito è fra le donne più ammirate del suo tempo, «Donna, per cui Amor trionfa e regna» (cfr. Torquato Tasso, In lode de' capelli di D. Barbara Sanseverini Contessa di Sala) è attuale e non oggetto di oblio posto che dimostra con forza il desiderio del Potere e di Potere.
La storia dimostra che I costruttori del Tempio e dei tempi del tempo sono validi quando usano la cultura ed i social per estendere e diffondere la democrazia e mai il potere della violenza.
La storia dimostra che il diritto all’oblio non esiste e che esiste il Giusto che volge il diletto delle scene all’avvenire di Verità e di Giustizia e di Luce sotto la protezione di San Michele Arcangelo.
Possiamo dire che la Storia dimostra che nel tempo di oggi dove il calcio la fa da padrona la rivoluzione francese è scoppiata perché clero e nobiltà giocavano a calcio contro il terzo stato e vincevano sempre due ad uno.
Oggi assistiamo ad una partita di calcio dove Esecutivo, legislativo e Giudiziario e Task force giocano a calcio con i cittadini e vincono quattro a zero (Potere Giudiziario nei ranghi dell’esecutivo e del legislativo).
Oggi altri Baroni, Duchi e Conti si scontrano per ottenere il Palazzo di Colorno.
La storia dimostra che il principe della luce San Michele, protettore delle forze dell’ordine, della legalità è desto, vigile e che la Storia si ripete come afferma l’eterno Giovan Battista Vico .
il 19 ottobre 1944, a Palermo, nella centralissima Via Maqueda, si verificò una carneficina meglio conosciuta come “La strage del Pane”. I soldati italiani spararono e lanciarono bombe a mano su cittadini siciliani disarmati che chiedevano soltanto pane, giustizia, libertà, lavoro, abitazioni civili e ripristino dei servizi essenziali. Furono in 24 a essere uccisi e in 158 a rimanere feriti.
Chi siamo noi senza la Storia ed il suo studio e senza la presente visione del futuro.
GM
Niente a che vedere con ideologia simpatia o altro, ma con semplici bisogni primari: mangiare e non crepare di freddo (odio il freddo)
Proposta:
Perche' non chiediamo di uscire dall'Europa e dalla Nato e in cambio di grano e metano e altre materie prime non ci alleiamo con la Russia?
Siamo liberi di farlo?
No ?
Che strano ....
Eppure in questo momento sarebbe nel nostro interesse
Non siamo liberi?
Non ci avevo pensato... pensavo che in questo momento l Italia sta giusto mandando armi per sostenere l ' ucraina che vuole entrare nella Nato ... cosa c'e' di male a volere l'opposto per semplice interesse alimentare ...
non si puo' ...
Scusate