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ilsimplicissimus

La Storia messa al bando

di Anna Lombroso

Ormai è evidente che MicroMega rappresenta plasticamente la discarica dove vengono conferiti i veleni del progressismo neoliberista, i cui sacerdoti si affannano per sollevarci dalla fatica di pensare autonomamente, dandoci l’illusione di acquistare al prezzo di copertina l’appartenenza a un ceto superiore, disincantato, ma ancora intriso di Valori, Principi, Convinzioni che fanno parte del bagaglio intellettuale e morale, stanca dotazione degli illuminati.

Troppo pesante per la gente comune, cui ieri Enzo Marzo, giornalista del Corrierone e autore di un libro, “Le voci del padrone”, che secondo il risvolto di copertina “costituisce un atto d’accusa dello stato di degrado e di servitù del giornalismo italiano”, raccomandava vivamente di smetterla di disquisire del passato, perché parlarne oggi “non fa che aiutare Putin, indebolire la resistenza ucraina e rendere meno efficace la forza deterrente della pressione dell’opinione pubblica mondiale”.

Per suffragare la spericolata tesi fa riferimento a Keynes che abbandonò l’incarico di collaborare alla stesura del Trattato di Versailles perché riteneva troppo severe le misure punitive contro la Germania.

Avrebbe sbagliato, secondo Marzo, se a posteriori avesse rivendicato la sua scelta affermando che anche quelle decisioni avevano contribuito all’avvento del nazismo: il corso degli eventi conferma che non si può recriminare quando ci si deve battere contro ideologie perverse e tiranni criminali.

Perciò si lancia in una invettiva contro “i soliti professorini in fregola di visibilità” che sprecano voce e un mare di inchiostro “per vivisezionare gli errori compiuti negli ultimi decenni da quello che viene chiamato, un po’ grossolanamente, “Occidente”, e non si accorgono di ripetere pedissequamente la propaganda putiniana”.

Non è strano, da giorni si rincorrono gli inviti, Fukujama docet, a navigare in superficie, a guardare al presente, oscurando il passato e, potendo, anche il futuro, soprattutto quello nostro, così mediocre e trascurabile rispetto al destino dei martiri che si stanno immolando per la difesa della nostra civiltà superiore incarnata nei valori dell’impero d’Occidente, degli Usa, che anche quando muove guerre imperialiste resta una democrazia, e delle province europee, compresa la gran Bretagna che, come ebbe a dire Blair, esagerò in Irak “ma resta un Paese libero e democratico perché lo ammette”.

Lo impone Draghi, con l’idolatria dell’immanente che si traduce in indefinito prolungamento dell’eccezionale, lo invoca Letta che anche lui sollecita a rinviare l’analisi storica per preferire l’azione, preferibilmente bellica, lo esigono gli interpreti della determinazione a restringere lo spazio pubblico della storia e della memoria, non solo per distogliere l’attenzione da crimini e misfatti che motivano il presente, ma anche per forgiare una costruzione della contemporaneità come un contesto minaccioso, che i decisori oscurano per proteggerci, per non farci sapere che siamo come legnetti in balia di un fiume vorticoso, sbattuti dalle onde e in cerca di afferrarci a qualche convinzione, offerta per stare a galla, delegando comprensione e decisioni “a chi sa”, come insegnano da due anni opinionisti e intellettuali.

E d’altra parte ormai tutto congiura (ne ho scritto ieri qui: https://ilsimplicissimus2.com/2022/03/10/160542/ ) a restringerci in una superficie angusta e a confinarci in un ambito individuale e privato, peraltro sorvegliato e condizionato quanto serve a renderci controllati e ricattabili, ma che dovrebbe illuderci di essere artefici del nostro destino, a persuaderci che spetta a noi a compiere scelte cruciali, come un preparato a rischio fa inoculare ai figli in quel caso ridiventati bene comune e che è doveroso sottrarre all’emarginazione e alla asocialità. Si tratta di un film che ci proiettano di continuo e che funziona a intermittenza come le docce scozzesi o il bastone e la carota, con un alternarsi di licenze concesse ai meritevoli, in forma arbitraria, e proibizioni, censure e sanzioni somministrate come è giusto con severità a un popolino riottoso e infantile.

Questo trattamento non serve solo a instaurare un regime autocratico e assolutista, a condurci più o meno consenzienti ai vari stadi della macelleria prevista dalla distruzione creativa. Ma occorre per stabilire torti e ragioni, meriti e punizioni, sulla base di una divisione tra Bene e Male stabilita dai criteri del pensiero dominante che rivendica in regime monopolistico una funzione morale e che impone agli individui l’assunzione, in forma di responsabilità personale, di quelle collettive dalle quali i ceti dominanti vogliono essere esentati. Mica è successo solo con il bugiardino che milioni di cavie hanno firmato in forma di consenso informato, vale bensì per tutta una serie di oneri che si è deciso di caricare sulle spalle della gente quando si è capito che costava troppo risolvere e riparare i problemi e i danni provocati dal sistema e indotti dal mercato con soluzioni messe in atto da chi li aveva prodotti.

È nata così l’ideologia green che vuol far credere che l’ambiente si salvi con comportamenti e consumi individuali virtuosi, raccogliendo lattine, andando in bici, acquistando equo e solidale, si nutre così l’idea che il razzismo si contrasti mettendo Lucano sul profilo, esprimendo ragionevoli volumi di compassione e carità, che non si traducano in costose regolarizzazioni peraltro ostacolate da una politica dell’accoglienza e dell’integrazione che prevede unicamente lo sfruttamento speculativo a norma di legge. E in caso di catastrofe diventa doveroso contribuire con la beneficenza mutuata dai Grandi Filantropi resi più generosi da regimi fiscali propizi alla bontà.

È secondo questa logica che ci vengono delegati i sacrifici e le rinunce a scopo simbolico e dimostrativo della coesione europea intorno al rispetto di valori comuni, quelli della difesa dei diritti e dello stato di diritto che le autorità sovranazionali e nazionali oltraggiano, grazie al continuo vilipendio delle costituzioni e delle democrazie nate da resistenze nazionali ormai incompatibili con il modello di sviluppo e organizzazione politica e sociale. Ai sacrifici imposti dal succedersi di emergenza, austerità, crisi e conseguente austerità, pandemia e conseguente austerità, elemosina europea e conseguente austerità, oggi siamo chiamati ad aggiungere quelli eticamente obbligatori dell’ interventismo armato, frutto perverso delle sanzioni che stiamo rivolgendo contro di noi , e della conseguente austerità, già allestita da tempo a guardare i rincari preventivi dell’energia.

Così c’è un festoso concorso a persuaderci della virtù morale di pensare al popolo ucraino cui non pensa il suo presidente né tantomeno i Capitan Fracassa europei, spezzando le reni alla Russia con il rifiuto del suo gas velenoso, abbassando la temperatura del riscaldamento, spegnendo le luci dei monumenti, imponendoci razionamenti volontari come raccomandano testimonial della doverosa abnegazione per attrezzare la loro indole alla delazione con un po’ di ecologia domestica che permetterà loro di denunciare il vicino con i suoi 20° sibaritici, esplicita ostentazione di militanza pro Putin.

A ben vedere i riferimenti storici negati ai reietti ignoranti, sociopatici e disfattisti ci sono tutti, compreso l’invito a donare l’oro alla patria e a comprare e donare cannoni, per i quali la “carne” è già stata selezionata, sempre la stessa, quel popolo contro il quale è dichiarata ogni guerra.

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Comments

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Alfred*
Wednesday, 16 March 2022 16:01
soliti professorini in fregola di visibilità” che sprecano voce e un mare di inchiostro “per vivisezionare gli errori compiuti negli ultimi decenni da quello che viene chiamato, un po’ grossolanamente, “Occidente”, e non si accorgono di ripetere pedissequamente la propaganda putiniana”.

Allora: non sono un professorino, non amo la visibilita' e ho un nome finto. In omaggio alla frase dell'essere Superiore in alto( non ho neanche la capacita' di fare le pulci al passato per capire il presente.
Premesso questo e sotratto il mio intelletto a qualsiasi turbamento do retta ai miei bisogni fondamentali, mangiare e vivere decentemente senza strafare e al caldo. Come prospettiva qui in occidente a breve si mangera' con difficolta' e si patira' il freddo. Come un egoista capitalista nato in occidente sto pensando che con l'ideale di fare la fame per permettere a capitan ucraina di entrare nella Nato nun se magna, quindi, senza nessun turbamento ideologico spero che l'Italia decida di lasciare la Nato e di entrare nella CSTO. Questo ci consentirebbe di importare gas, idrocarburi,, metalli, grano ecc con prezzi vantagiosi, come stanno facendo in questi giorni il Pakistan, l'India e la Cina. Sto raccogliendo adesioni, soprattutto tra chi, dopo la pandemia, e'su una strada e sta scavando. Se raggiungiamo una massa critica spero che la Nato non neghi a noi quello che insiste a garantire a zelensky.
Non se ne puo' piu di questi saputoni che cercano di farci sentire ' non in grado di ' in ogni ambito della vita. Voglio vedere come se la caveranno con le tessere annonarie e se non scappera'qualche maledizione per essersela raccontata e averla raccontata la balla del diritto dei popoli ecc.
Prego aderire al movimento per l'Italia nella CSTO, prossimamente su tutti gli schermi per par condicio. Saluti
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marianna
Wednesday, 16 March 2022 13:21
Quando si ragiona con analisi e buonsenso come fa lei, prima o poi c'è qualcuno che si infastidisce, perchè lei centra sempre l'obiettivo. Io la apprezzerò sempre perchè mi ricorda due persone determinanti per la mia vita: la mia prima professoressa di lettere, unica, perchè capiva al volo gli studenti e li incoraggiava, e il professore d'inglese O'Donelly, di origine irlandese, unico anche lui per avermi fatto apprendere la lingua inglese con interesse, entusiasmo e con ottimo risultato finale. E pensare che era un sostenitore del gruppo separatista IRA, considerato terrorista dalla Gran Bretagna. Il destino è veramente strano anche quando una come me si è sempre considerata pacifista.
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