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Le iene e il cane pastore

di Carlo Formenti

Quando mio padre, accusato di propaganda sovversiva, si trovò davanti al giudice fascista, si attenne alla consegna ricevuta dal partito, negò cioè tutto, anche l’evidenza. Ebbe però la sorpresa di veder comparire sul banco dei testimoni un “compagno”, il quale gli disse in dialetto milanese (traduco in italiano): <<lascia perdere Attilio, è inutile negare, tanto sanno tutto>>. Mio padre sostenne di non averlo mai visto e, tutto sommato, se la cavò discretamente: lo mandarono al confino invece di rispedirlo a San Vittore, dove aveva trascorso un anno in attesa di processo.

Ho citato questo episodio perché è significativo della psicologia degli infami: chi tradisce ha bisogno di mitigare la vergogna e il senso di colpa trascinando nel fango le vittime del proprio tradimento; chi cede lo rassicura, consentendogli di pensare che la sua colpa non è poi tanto grave (“la carne è debole”), chi resiste è un rompiscatole che gli ributta in faccia la sua infamia.

Ecco perché l’infame Tsipras, l’uomo che ha tradito il popolo greco (e al quale, malgrado ciò, le sinistre “radicali” nostrane hanno intitolato una lista elettorale), si rivolge così agli italiani: <<È meglio che facciate oggi quel che comunque vi faranno fare domani>>, per poi aggiungere: <<Se invece avete un’altra idea – alludendo ironicamente all’opzione di uscita dall’euro che lui rifiutò – bè, allora good luck”>>.

A citare questo invito di Tsipras, promosso per meriti di servizio a cane pastore della pecorella smarrita Italia, è Federico Fubini in un articolo apparso sul Corriere del 25 novembre con il titolo “Il consiglio di Tsipras all’Italia: cedete subito, poi sarà peggio”. Se Tsipras è un cane pastore al guinzaglio degli euro oligarchi, Fubini è un cane da guardia che ringhia per terrorizzare chi osa disobbedire agli ordini dei padroni.

Cane pastore e cane da guardia ci avvertono: se continuate a portarvi male (e per portarsi male non serve nutrire velleità anti euro: bastano i modestissimi provvedimenti in controtendenza rispetto alle politiche di austerità promossi dal governo gialloverde) le iene vi sbraneranno. Segue l’elenco delle iene: dall’agenzia di rating Moody’s, pronta a declassare ulteriormente il nostro debito, a Goldman Sachs, la super banca americana che ridimensiona le previsioni sulla crescita del nostro Pil, per finire con la Commissione europea che, scrive, Fubini, ritiene di <<avere il coltello dalla parte del manico>>, perché vede che l’Italia va incontro a una crisi di liquidità sul debito nei primi mesi del 2019.

Posto che qualsiasi economista che non abbia affittato il lato B alla finanza globale sa che le valutazioni delle iene Moody’s e Goldman Sachs non hanno nulla di oggettivo, ma rispecchiano le strategie speculative dei grandi investitori internazionali, è a dir poco spassoso il lapsus di Fubini: la Ue sa di <<avere il coltello dalla parte del manico>>, sa cioè di poter esercitare un potere di ricatto squisitamente politico, che gli è stato consegnato nel momento in cui Paesi come il nostro hanno abdicato alla propria sovranità monetaria, consegnando la propria “liquidità sul debito” nelle mani degli speculatori internazionali di cui sopra.

Resistere è inutile? Sì se ai ringhi e agli ululati di cani e iene si possono opporre solo gli argomenti di un governo come quello gialloverde, che non ha la minima intenzione di lottare per un cambio radicale di sistema, o come i patetici pigolii di una sinistra che ritiene che i problemi più importanti siano quelli dei diritti individuali e civili. Il discorso sarebbe diverso se, a guidare la resistenza, fossero forze politiche coerentemente impegnate in una lotta per riconquistare la nostra sovranità popolare e avviare una trasformazione radicale del nostro sistema economico.

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