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Coordinamenta2

Prima che sia troppo tardi

di Elisabetta Teghil

E’ in preparazione un articolo del disegno di legge Concretezza che prevede la sostituzione del badge per i dipendenti pubblici con sistemi di controllo biometrico, vale a dire impronte digitali, controllo dell’iride e via discorrendo. Tutto contrabbandato dal “nobile” intento di contrastare l’assenteismo nella pubblica amministrazione e invece per coinvolgere la popolazione contro un settore lavorativo e far perdere la visione del progetto globale. Ma la proposta di questo governo è solo l’ultimo atto di un lungo percorso, quello della naturalizzazione del neoliberismo attuato scientemente dalla socialdemocrazia riformista da tanti anni a questa parte. Spero nessuno e nessuna si sia dimenticato dei sindaci/sceriffi, della detenzione amministrativa di Livia Turco e Giorgio Napolitano, dei decreti Minniti, della miriade di telecamere installate in tutti gli angoli del paese, dei varchi elettronici, dei tornelli negli uffici, ma anche del libro bianco di Marco Biagi, dell’organizzazione neoliberista dell’istruzione di Luigi Berlinguer, ma anche di Urban Operation 2020 della Nato sugli scenari per il controllo del dissenso e delle rivolte negli ambiti metropolitani ma anche dell’esercito nelle strade e nelle metropolitane e della militarizzazione dei territori e si potrebbe continuare senza fine. E spero che nessuno e nessuna sia così ingenuo o buontempone o in malafede da dichiarare che tutto ciò ha un qualsivoglia intento di tutela della cittadinanza.

Ci stanno raccontando della fine delle classi sociali, ma le barriere tra queste sono fatte sempre della stessa materia…, soldi, istruzione, famiglia, situazione professionale…, e, invece di ridursi, tendono ad aumentare. L’ elemento nuovo è l’iper borghesia o borghesia imperialista, comunque la si voglia chiamare, che si è organizzata come nuova aristocrazia e ha ridotto la restante borghesia a funzioni di servizio gettando il resto della popolazione nella precarietà, nella disoccupazione e dando ai lavoratori/trici soltanto la speranza di essere arruolati/e come nuovi servi/e. Tutto è accompagnato dal refrain della fine delle ideologie facendo un’opera di stravolgimento nella misura in cui la borghesia transnazionale, mentre esclude tutte le parole che finiscono in , si presenta e si realizza come unica ideologia.

Questo è il quadro nuovo determinato dal neoliberismo che è sì il frutto dell’autoespansione del capitale ma che si pone con connotati diversi da quelli con cui si è manifestata questa autoespansione in passato e che è ora caratterizzata da una ridefinizione profonda dei rapporti di forza, presentata come crisi, che ha allargato a dismisura la platea dei poveri e le differenze sociali, perciò crisi scelta e voluta così come scelto e voluto è l’abbandono da parte del capitale di ogni politica keynesiana e la rottura del patto sociale.

Democrazia politica e democrazia sociale non sono scindibili. Tutto questo esisteva in effetti solo a livello di racconto, ma anche il racconto è venuto meno. Lo smantellamento del diritto del lavoro, e del lavoro stesso, avanza inesorabile e paradossalmente il lavoro diventa un oggetto asociale, senza una regolamentazione collettiva rimossa nel nome di una presunta libertà personale. Oggi nella stagione della diffusione della robotizzazione del processo produttivo crolla la richiesta di forza lavoro. Pensare di recuperare non la piena occupazione ma almeno qualcosa di parziale è assolutamente impossibile ed è evidente che la lotta non può essere fatta contro i robot, con una forma attualizzata di luddismo, ma deve essere di natura immediatamente politica. Tanto più che si è approdati all’economia digitale che recupera l’idea di schiavitù e la ripropone sotto forma velata ma non meno dura e violenta.

Il neoliberismo è un’impostazione ideologica che si traduce anche nella dimensione economica per cui il lavoro è stato rimosso nella coscienza, nel pensiero, nell’immaginazione di tutti come caratterizzazione di una parte della propria esistenza. Siamo tutti precari/e. E’ questo il destino che attende anche quelli che usufruiscono di una momentanea occupazione. Siamo tutti precari perché l’’impresa non è più un collettivo di lavoro, non è un luogo di lavoro, ma si rivolge a prestatori di servizi che vengono utilizzati per il tempo strettamente necessario per il servizio stesso. In questo quadro il rapporto con il lavoro va ridefinito, ferma restando la centralità della lettura marxista secondo cui è il lavoro che produce plusvalore ed è il capitalismo che lo espropria. Come leggere e vivere il lavoro in una società dove il capitale ne può fare sempre di più a meno utilizzando la tecnologia? E il tema del reddito di cittadinanza acquista un’importanza come non ha mai avuto in passato. Evidentemente la risposta è solo nelle scelte politiche ed intorno a queste si devono organizzare le lotte per ridefinire i rapporti di forza.

E’ questa la ragione dell’aumento a dismisura di una pletora di così dette forze dell’ordine, in tutte le variegate accezioni, che si presenta ed è una compagine di novelli pretoriani a difesa del grumo di interessi dell’iper borghesia.

E’ evidente che il sistema, data una società articolata e complessa come quella attuale, non può reggersi rispetto ad una prevedibile conflittualità su una repressione continua seppure su larga scala come quella che sta mettendo in atto. Ha bisogno di ottenere un consenso il più largo e diffuso possibile. Perciò, questo quadro per tanti versi eccezionale richiede da parte del capitale multinazionale uno sforzo adeguato. Da qui la proliferazione dei Think Tank che, nati durante la guerra del Vietnam, sono stati perfezionati e a cui oggi si sono aggiunte organizzazioni non governative, blog, fondazioni, case editrici, cattedre universitarie con un’attenzione particolare all’utilizzo di un linguaggio di sinistra stravolgendone contenuti e significati, comunque tutti tesi a salvaguardare attraverso “dotte elucubrazioni” lo status quo. Una nota a parte riguarda i nicodemisti, questi non nuovi, che si distinguono per la capacità di non prendere mai posizione, di non affrontare mai le questioni sostanziali e di rifugiarsi nelle disquisizioni sul sesso degli angeli. E una nota a parte riguarda il femminismo, strumentalizzato come non mai, che si avvia a diventare un puntello del sistema attraverso la pretesa di imporre una nuova scala di valori improntata al politicamente corretto, prodotto infido della socialdemocrazia riformista, vera naturalizzatrice dei principi del neoliberismo.

E così tutti questi ci stanno raccontando che le città ed i territori sono invasi dalle telecamere per la nostra sicurezza, che la proliferazione di leggi e leggine che normano ogni risvolto possibile della vita sono frutto di attenzione e di sensibilità, comprese tutte le leggi e le leggine per la così detta tutela delle donne, che i navigatori satellitari sono necessari così non ci perderemo mai e saremo ritrovati in qualsiasi momento qualunque cosa ci accada, che i tornelli sui luoghi di lavoro servono a eliminare i “lavativi”, che la meritocrazia premia i migliori, che l’eliminazione del contante serve a combattere l’evasione fiscale, che comprare on line ci fa risparmiare tempo e fatica, che le pratiche via internet riducono la burocrazia, che non si può vivere e lavorare senza tablet e cellulari perché non saremmo abbastanza efficienti e connessi, che i bambini non devono più imparare a leggere, scrivere e fare di conto ma ad usare le nuove tecnologie, che i militari nelle metropolitane ci tutelano contro il terrorismo…mentre l’obiettivo è controllarci 24 ore su 24, entrare perfino nei nostri pensieri.

E così, in questo contesto, hanno alzato l’asticella. Ci vorrebbero raccontare che è necessario un organismo “indipendente” di tutela e di controllo della rete internet. Nella stagione delle “bufale”, delle false notizie, della manipolazione della verità, gli stessi che le promuovono e le diffondono si vorrebbero arrogare il diritto di decidere quali siano le notizie vere e quelle false in modo che abbiano corso solo quelle da loro prodotte che, senza tanti giri di parole, sono quelle della televisione di Stato e dei principali quotidiani nazionali. Non basta loro controllarci in ogni momento della vita nei modi più svariati, devono anche impartirci in esclusiva le direttive per i nostri percorsi mentali. Il pensiero in autonomia e la riflessione personale e politica non sono più tollerate.

La sinistra che ha le pretesa di avere una collocazione di classe e il femminismo se tale vuole essere e non l’ombra imbellettata di se stesso, è necessario che prendano posizione contro questo controllo sociale serrato. Non basta denunciare la repressione poliziesca e della magistratura, l’accanimento diretto contro chi lotta e si espone, occorre agire a monte contro la ragnatela che ci sta avviluppando. Prima che sia troppo tardi.

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Comments   

#1 ernesto rossi 2019-04-13 15:39
Cara Elisabetta, ti leggo sempre e attendo ai tuoi pezzi con avidità, come un assetato attende l'acqua, anche in questo sito, dove sei l'unico soggetto non opportunista o pavonista, presente. Mi scusi qualcun altro che adesso non riesco a segnalare. Vorrei cogliere l'occasione per chiarire comunque alcune questioni, una di questa è quella ecologica, da cui la Sinistra per ragioni opportuniste, oggi ormai evidenti anche ai sassi, non se nè mai voluta occupare, al massimo, essendo il discorso iniziato dalla Destra nerissima, facendo proprio il discorso conservatore e illudente di stampo cattolico, come il disinquinamento, mai operato, il riciclaggio che è impraticabile e il consumo inferiore, che rimane solo contraddittorio e valido solo per i poveri, ridotti questi ultimi a discarica ecologica della monnezza a loro destinata come alimenti e vestiti. A Napoli la sperimentale si voleva addirittura farli pagare, per cui agli ultimi rimaneva solo l'aria inquinata, a Bologna lo fanno da sempre. Tesi dunque utile a tenerci bloccati ed egoisticamente spaventati ed illusi da circa 50 anni. Per via dell'ipse dixit marxiano non si è potuto mai neanche accennare alla questione malthussiana, dove Marx spingeva per la Rivoluzione e non poteva certo porre un freno sentimentale sin dal principio a questa... Gli epigoni o ignorando o in quanto opportunisti, hanno sempre impedito lo svelamento del problema, neanche quando fù affrontato in Cina con la limitazione delle nascite, mentre rimane che ogni Sistema presenta degli esclusi e i quanto tale, ogni sistema rimane di Destra, certo e comunque irrisolvibile la questione non può essere affrontata se non in questo modo, altrimenti ogni discorso per megagalattico che sia, avrà sempre la variabile "X" del successo che porta all'insuccesso, che travolgerà sempre ogni programma. Non parlare di Decrescita Felice, senza alcun riferimento al Filosofo francese, lascia operante la Decrescita Infelice che la Destra stà attuando, non potendo più attuare soluzioni come le guerre, sia per i limiti culturali ormai saldamente acquisiti, sia per via dello stesso motivo che la porta ad agire in un territorio interno attraverso tutti i metodi polizieschi e non, che hai quì elencato. Non serve certo parlare di Ecologia come viene fatto anche in questo luogo, che rasenta non il decidere sul sesso degli Angeli, ma proprio un opportunismo personale che mette in salvo l'operatore culturale, "io speriamo che me la cavo", che resta indenne e pretoriano servo della Destra con la sua opera di distrazione di massa. Tutti gli ecologisti ormai, compreso Zhok non sono altro che questo. L'ecologia della mente, discorso ormai perso e stravolto in un misteriosofico concetto dalla stordenta sonorità stellare, che è il suo fine di distrattore e divisore di massa. Il suicidio o il perdersi nei boschi... Alla stessa stregua degli appestanti i Centri Sociali, come i vegani o i NO Vaccini... Tutte armi della Destra utili a dissolvere la popolazione sino a livello atomistico, con chi da demente, a posteriori certifica, agli idioti, non stupidi ma più lenti dei dementi intellettuali di Sinistra, come liquida. E' il "Presidenzialismo" associativo che infesta la Democrazia, il capo gruppettaro che in questo modo si mantiene a galla nonstante scorra lungo la fogna. Il Femminismo della Differenza ci ha insegnato che la donna ha bisogno di altro che della semplice ed impossibile uguaglianza, che a quel punto viene evidenziata in tutta la sua ipocrisia. Dico tutte queste cose, perchè bisogna accorgersi del "mare" culturale con il quale la Destra ci ha innondato rendendo partecipe addirittura la Sinistra stessa, quì siamo dunquue alla musica, alle droghe, al sesso... Tutti argomenti che vanno rispresi e ribaltati, in modo che tornino contro la Destra che li ha prodotti. Il rapporto uomo-donna ormai è confinato all'erotismo pornografico, un'invito all'imitazione per ambo i sessi di tipo ginnastico, che riduce a tale elemento tutto il rapporto, il quale è autorizzato a dissolversi in mancanza o deficienza di questo. Mentre la base di partenza fù la mancanza di orgasmo da parte femminile, però poteva anche sussistere tutto l'intero universo della vita e del mondo, che invece scompare, ad ossequio di uno psicologismo, ormai chiaramente fascista o americaneggiante, che è servito ancora una volta da arma di distruzione e divisione di massa. Meglio l'amore e l'amicizia senza sesso, o il sesso senza niente? E chi è l'essere "libero" che agisce solo per via sessuale? Dove anche a Sinistra non si è mai chiarito il concetto di Libertà, in Italia molto più difficile a porsi, visto che manca la distinzione come nell'inglese, con l'onomatopeico "freedom", il quale ci racconta dell'atavico sentimento di oppressione avvertito dal primitivo, che avverte soffocata la prorpia Legge di Natura che vive in otgnuno di noi, sotto la costrizione degli sconosciuti "Solone" che si perdono nella notte dei tempi. Una lamentela di soggetti che vivono questo in quanto etronomi e "Berlusconi" vince, perchè presenta il primitivismo come libertà... Il Femminismo stesso non può più essere inteso come diade opposta ad un maschilismo unico colpevole, ma opera di persone... E' questo che si vuole? Vs rapporti di tipo primitivo. Donne e uomini accomunati verso una accuturazione e reale liberazione di tutti, non esiste una dialettica in questo senso, come non è mai esistita, oggi evidente tra padroni e operai; Tronti ha torto, Lui stesso afferma e stranamente di aver imparato questo dalle sue amiche femministe. Si vuole la comunione e il comunismo? O la lotta infinita quanto sterile e innarivabile, anche perchè "Inrisolvibile come la reductio ad duo? Trucco quest'ultimo, amico-nemico, atavicamente di Destra. Resta dunque da avvisare tutti, tornando al discorso iniziale, della volontà di Destra di ucciderci tutti e non solo gli operai, certo incominciando dai poveri e man mano a salire, sino a raggiungere con perfetta logica di Destra, tutti gli inutili, che sono i professionisti o i piccoli industriali, compreso anche la grande industria, già assistiti da un'economia amministrata, ed oggi ormai superata, territorialmente dall'opera di globalizzazione. Questo riguarda il Popolo Occidentale e in particolare il più ribelle, come quello italiano; mai siamo stati potenzialmente più uniti, eppure i medici hanno già accettato da tempo di non curarci, da un estremo all'altro, "Io speriamo che me la cavo"...
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