Ma chi farà l’opposizione a Salvini?
di Aldo Giannuli
Salvini ragiona come se una serie di limiti alla sua vittoria non esistessero: Fi è in via di liquefazione, i 5 stelle sono al tappeto, il Pd, nella migliore delle ipotesi, è convalescente, FdI pronti a schierarsi con lui, e se non ci sono i numeri per fare ora un governo –magari per la rottura dei 5 stelle- si va ad elezioni anticipate e si prende la maggioranza assoluta. Perfetto, solo che qui facciamo i conti senza l’oste e l’oste non sta in Italia.
Lui dice che bisogna vedere chi ha la testa più dura fra lui e l’Europa, ma non ha capito che l’Europa, la testa gliela rompe. In primo luogo è ragionevole che l’Italia non manterrà una sola delle quattro super poltrone europee che attualmente detiene e sarà messa all’angolo.
Poi pare che stiamo sulla strada giusta per una procedura di infrazione, anche se ci vorrà qualche tempo. Ma i mercati finanziari non aspettano che i processi siano completi, scontano gli effetti già da prima ed è ragionevole che lo spread ne risentirà già all’annuncio. Poi è realistico pensare che ci si metterà anche il plotone d’esecuzione del rating che declasserà i titoli italiani a poco più che spazzatura.
E non pare così probabile un soccorso della Bce da un Draghi già sulla via dell’uscita. E sin qui i guai a livello internazionale: lo so che siamo uno Stato sovrano, ma quando rappresenti il terzo debito mondiale, la tua è una sovranità oggettivamente limitata.
Se i sottoscrittori ti mettono a bagno e non ti rifinanziano il debito, tu in breve non hai neanche di che pagare stipendi e pensioni, dato che non hai più nemmeno la possibilità di emettere moneta. Certo, con uno strappo, il governo (quale?) può decidere di uscire bruscamente dall’Euro e tornare alla moneta nazionale. Però, quanto varrebbe una nuova moneta creata così di fronte al dollaro? Quanto ci costerebbe l’acquisto di beni sul mercato internazionale a cominciare dal petrolio?
Personalmente sono sempre stato favorevole al superamento dell’Euro, ma sempre contrario a spallate del genere nelle quali ci fracasseremmo la spalla. Da un ordine monetario determinato si può uscire, ma in modo negoziale, non con colpi di testa.
Ma ora passiamo agli ostacoli interni: questo governo ha contro di sé le magistrature superiori (consiglio di Stato, Corte dei Conti e corte Costituzionale) e la Corte dei conti ha già iniziato. La cosa può anche scoppiare molto drammaticamente: qui ci siamo scordati della riforma dell’art. 81 che introduce il vincolo del pareggio di bilancio che è norma prescrittiva e non solo di indirizzo. Il che, in due soldi, significa che la Corte dei Conti può sollevare un giudizio di fronte alla Corte Costituzionale. Auguri!
E voi pensate che il Presidente consentirebbe uno strappo del genere con l’Europa? Non lo credo.
Badate non sto dicendo “Arrivano i nostri!” come fa il Pd: sarebbe una opposizione da destra con contenuti pienamente neo liberisti.
Ciò non toglie che la Lega si troverebbe presto nello schiaccianoci fra agenzie internazionali (Bce, Commisisone europea, rating) e organi interni (magistrature superiori e Quirinale), peccato che in mezzo allo schiaccianoci ci siamo anche noi…














































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