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La Cina controcorrente, grazie ai salari alti

di Pasquale Cicalese

Lo avevamo scritto due anni fa. Ieri lo ha certificato addirittura il Fondo Monetario Internazionale.

Il surplus delle partite correnti cinesi in 11 anni si è azzerato, dal 10% allo 0.1%.

Non ha contribuito, precisa il Fmi, Trump e la sua guerra dei dazi, ma al contrario la reflazione salariale cinese (fortissimo aumento dei salari, anno dopo anno), politiche fiscali fortemente espansive e l’apprezzamento dello yuan.

In tal modo la Cina ha sorretto il mercato mondiale non sottraendo risorse, ma anzi aprendo agli esportatori esteri il suo mercato, costituito oggi al 76% dai consumi interni.

Attenzione dunque a seguire la vulgata dei media e degli economisti occidentali. Quella cinese non è affatto un’economia mercantilista (ossia trainata dalle esportazioni e dalla costante riduzione dei salari, sul “modello” della Germania e dunque dell’intera Unione Europea), ma predilige l’equilibrio nello scambio con l’estero.

Al contrario, nota il Fmi, il surplus delle partite correnti tedesche raggiunge il 7,3% del pil, a cui fa da contraltare il deficit delle partite correnti americano pari al 2,3%, con il debito federale cresciuto sotto Trump del 10,1%, raggiungendo il 101% del pil. In totale i debiti americani raggiungono 70 mila miliardi di dollari.

Ma il debito americano deve fronteggiare un tasso di risparmio appena al 4% del Pil, mentre quello cinese è al 50.1% del pil, con il risparmio cresciuto – negli ultimi 7 anni – del 423%!

Nota il Fmi, anche la Cina deve rientrare dai debiti delle imprese, ma queste le hanno fatto per investimenti nell’economia reale, non certo attraverso riacquisto delle azioni.

Insomma, compagni, sarebbe ora di ragionare seriamente sulla Cina.

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Comments

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Paolo Selmi
Tuesday, 23 July 2019 11:51
Cari compagni,
due note veloci:
1. l'indice di aumento salariale non mostra la distribuzione di tale aumento salariale. Coefficiente di GINI in aumento, come le diseguaglianze, cfr https://www.academia.edu/37305627/Riportando_tutto_a_casa._Appunti_per_un_nuovo_assalto_al_cielo.
2. i salari aumentano, ma non per tutti, mentre il tasso di inflazione è il triplo del nostro (https://www.istat.it/it/archivio/inflazione).
"China's annual inflation rate stood at 2.7% in June 2019, unchanged from the previous month's 15-month high and matching market expectations. Food inflation rose to its highest since January 2012, as pork prices were persistently high following an outbreak of African swine fever." (https://tradingeconomics.com/china/inflation-cpi)

Aggiungo un'ultima nota: un modo realmente socialistico di produzione, ovvero a proprietà totalmente sociale dei prezzi di produzione, oltre a PIANIFICARE la produzione, PIANIFICA anche i prezzi. Sono due facce della stessa medaglia. Su questo sto lavorando nell'approfondimento dell'ultima parte del IV capitolo del testo di Syroezin.

Addirittura, oltre a pianificare l'aumento salariale, un sistema siffatto, dal momento che il prezzo è soltanto un indicatore di valore che rappresenta, di fatto:
- i costi di produzione (себестоимость)
- il margine di utile per i costi di esercizio, i servizi agli operai collegati all'azienda socialista (mense, asili, palestre, ecc) e il fondo di investimento per la riproduzione ampliata della merce (прибыль)
- la tassa di circolazione (налог с оборота, introdotta nel 1930, di fatto, un'imposta sul valore della merce scambiata che andava allo Stato per il finanziamento dei servizi alla persona e alla collettività, come scuola, ospedali, teatri, difesa, ecc.)
- supplemento per la distribuzione (торговая наценка, di fatto i costi di trasporto e distribuzione, tutti a tariffa a scalare uguale su tutto il territorio dell'Unione).
ebbene, un sistema siffatto, consente inoltre UNA PROGRESSIVA DIMINUZIONE DEI PREZZI AL CONSUMO in virtù della diminuzione delle varie componenti di spesa.

La tabella nr 3 della Bol'shaja Sovetskaja Enciklopedija alla voce Ценообразование, determinazione, formazione dei prezzi (http://gatchina3000.ru/great-soviet-encyclopedia/bse/120/500.htm), mostra proprio tale diminuzione dei prezzi in URSS nel corso dei decenni.

Quindi, oltre all'aumento salariale, un modo socialistico di produzione pianifica anche la riduzione dei prezzi, in corrispondenza alla diminuzione delle spese, di modo da raddoppiare il potere d'acquisto dei consumatori, in questo caso, DI TUTTI.

Con saluti comunisti,
Paolo Selmi
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