I candidi gigli della sinistra
di Giuseppe Masala
Lascia davvero esterrefatti l'allarme dei cosiddetti intellettuali di sinistra in merito al presunto grave pericolo che la democrazia italiana correrebbe qualora Salvini - dopo nuove elezioni - prendesse la maggioranza in Parlamento ed eleggesse, a colpi di maggioranza, il nuovo Presidente della Repubblica.
Premesso che io un Presidente della Repubblica leghista lo voglio quanto voglio la Peste Nera è alquanto stupefacente avere la pretesa che solo una parte politica (la loro) possa eleggere il Presidente della Repubblica.
Ma il tema non sta neanche in questa pretesa invereconda. Il tema sta nel fatto che trenta anni di oscena Seconda Repubblica ha fatto strame della nostra democrazia e alla fine l'ha profondamente compromessa. Trenta anni di Seconda Repubblica in cui ogni parte politica al potere prima delle elezioni si cambiava a proprio vantaggio la legge elettorale (generalmente per minimizzare in Parlamento gli effetti di una sconfitta certa) ha prodotto nella scorsa legislatura un enorme caos che ha distrutto la democrazia italiana. Vi siete dimenticati? La scorsa legislatura (credo e spero l'ultima della Seconda Repubblica) ha prodotto un Parlamento dove una minoranza di sinistra (che aveva meno del 30% dei voti) si è presa il 55% dei seggi e per giunta ha eletto ben due inquilini del Quirinale (il Napolitano bis, e il Mattarella).
Sfortuna volle che la Corte Costituzionale (peraltro di chiarissimo orientamento piddino) giudicò incostituzionale la legge elettorale che assegnò i seggi con il risultato che per cinque anni legiferò un Parlamento costituzionalemente illegittimo che elesse ben due presidenti della repubblica, a cascata anch'essi illegittimi costituzionalmente, per non parlare dei giudici costituzionali stessi. Un papocchio che non credo abbia riscontro in nessuna democrazia a livello mondiale al quale la Corte pose rimedio inventandosi un acrobatico principio "di continuità dello Stato" consentendo a quel Parlamento di continuare ad operare.
Ecco, la nostra Democrazia da questo mirabile evento, che io considero il rantolo della Seconda Repubblica, ne è uscita gravemente compromessa. Tutto il resto è una conseguenza e la nomina per esempio di Borghezio alla Presidenza della Repubblica ne sarebbe l'atto finale. Ma ora che quella parte politica che ha scassato la democrazia (e per carità di patria taccio dell'intelligenza con i giudici del CSM) si ponga nella parte di candido giglio e urli tutta la sua indignazione per il possibile Presidente della Repubblica di marca padana mi fà sorridere.
Io credo che l'unica soluzione possibile sia quella di gettarsi tutto alle spalle e ritornare alla legge elettorale proporzionale della Prima Repubblica. E da qui ripartire. I partiti si rassegnino e la smettano di candidare lacchè, nani e cortigiane come hanno fatto nella Seconda Repubblica e candidino persone in grado di tessere tele e trame politiche per raggiungere una maggioranza.
E si, perchè una cosa và detta chiara: i rappresentanti dei vecchi partiti (PD, Forza Italia ecc.), che tanto si lamentano della presunta ignoranza dei pentastellati, dovrebbero un attimo autovalutarsi e rendersi conto che senza le leggi elettorali maggioritarie truffaldine della Seconda Repubblica strada non ne avrebbero fatta. Ai tempi della Prima Repubblica, a Botteghe Oscure e a Piazza del Gesù, i presunti leader e leaderetti della Seconda Repubblica non sarebbero potuti entrare manco per lavare le scale.














































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