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kelebek3

Il paese più Sovrano del mondo

di Miguel Martinez

Nel prossimo post, vi voglio presentare un’interessante ipotesi -non mia – sui prossimi sviluppi della politica italiana.

Roba che dice cosa farà questo politico per far finta di allearsi con quell’altro e poi fregarlo, insomma; ma l’ipotesi sarebbe priva di interesse, se non ci raccontasse alcune cose fondamentali sull’Italia, che vanno molto oltre i singoli piccoli personaggi.

L’Italia ha un meccanismo di governo che non sembra mutare minimamente con la storia, perché sa assorbire tutte le retoriche che vengono e vanno.

I marchesi che si inchinano di fronte al Granduca, i sognatori risorgimentali, i gerarchi fascisti che si pavoneggiano con buffe medaglie, i cultori della resistenza, gli esaltatori dei valori cristiani, i nemici intransigenti dell’omofobia, quelli che se la prendono con gli Islamici Invasori e quelli che invitano all’Accoglienza…

Con pochissime e irrilevanti eccezioni, tutti costoro sanno che si tratta di una commedia, che va recitata con stile.

Chi ha le redini in mano concede a retori di corte di ogni sorta il ruolo di predicare la Fede Cristiana, la Sacra Patria, il Comunismo, la Scuola Inclusiva Antibulla o qualunque altra cosa sia di moda in quel momento.

Ma se ognuno deve recitare la parte del comico, il comico da solo non conta nulla. E’ qualcosa che imparano, sempre, a proprie spese, i Salvini, quando finiscono gli applausi e la gente torna a casa.

Lì emerge il ruolo particolarissimo della Chiesa, la grande, sempre sorridente dispensatrice di sacramenti, che perdona ogni colpa, cancella ogni passato e – al di là della chiacchiere – accoglie signori e pezzenti, rivoluzionari e reazionari, guardie e ladri, prostitute e beghine, credenti e miscredenti.

Probabilmente la migliore chiave per capire il ruolo vero della Chiesa in Italia ce la danno quelle persone, del tutto indifferenti alla religione, che lanciano invettive tremende perché qualche prete poco illuminato si è permesso di negare a un divorziato il matrimonio in chiesa:

“con le nostre tasse, manteniamo una macchina di perdonatori che poi non ci perdonano!”

Anche il peggior nemico, alla fine, può tornare comodo; e certo, finché resta imperdonato, costituisce un serio pericolo. Ma se né io, né il mio nemico, facciamo la prima mossa, ci vuole un terzo che ci faccia fare pace.

So che non sono affatto il primo ad aver detto queste cose: rientrano infatti nel doppio filone del Crucco Sprezzante e dell‘Italiano Odiatore di Sé.

Però sospetto che il Crucco rosichi, perché ci resta regolarmente fregato; e che l’italiano faccia finta di odiare se stesso, presentando tutto questo come se fosse un difetto anziché un pregio.

La vera natura politica di questo paese, alla faccia di tutti gli stranieri che si sono illusi di dominarlo, fu colta alla perfezione da Gavin Maxwell, quando parlava di Salvatore Giuliano:

“Come una cipolla, ogni strato ne nasconde un altro, e un altro ancora, ma al centro c’è il nulla”.

Ora, nessuno può stringere il nulla, e questo ci aiuta a capire perché le retoriche “sovraniste” facciano anch’esse parte della commedia: non ce n’é alcun bisogno, perché nessuno può dominare l’Italia, che è il paese più libero e invincibile del mondo intero, e quindi può fingere di sottomettersi a chiunque.

E lamentarsene pure, di tanto in tanto, senza crederci troppo.

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