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Coronavirus

di Carlo Formenti

Negli ultimi giorni ho condivido diversi materiali sull'emergenza sanitaria provocata dal Coronavirus. In particolare ho segnalato due post di Chiara Zoccarato che segnalano come stiano emergendo con chiarezza (e rischino di aggravarsi nel caso la situazione peggiori ulteriormente) le magagne associate al peso crescente della sanità privata e ai tagli a quella pubblica. Non aggiungo altro sul tema, mentre vorrei sottolineare alcuni aspetti che mi hanno colpito ascoltando la babele di messaggi che piovono sul pubblico da un sistema mediatico impazzito che manda segnali che è eufemistico definire contraddittori (si va dalla sottovalutazione al terrorismo nel corso della stessa trasmissione e a distanza di pochi secondi).

1) Fa una certa impressione sentire le drastiche divergenze di opinioni all'interno della stessa comunità scientifica; divergenze che spesso rivelano all'ascoltatore smaliziato l'intreccio fra saperi "esperti" ed interessi politici ed economici, con le rassicurazioni finalizzate a evitare le conseguenze economiche del panico (la tenuta dell'economia capitalistica varrà pure qualche morticino in più, soprattutto se anziano, che così diminuisce anche la spesa per le pensioni) e con gli allarmi spesso sfruttati per accusare di inefficienza (o di sciacallaggio) la parte politica avversa.

2) l'OMS ha a più riprese riconosciuto l'incredibile efficienza che lo Stato e la società cinesi hanno dimostrato nel fronteggiare l'emergenza (contenimento dei focolai, costruzione a tempo di record di due nuovi ospedali, solidarietà e disciplina dei cittadini nell'affrontare unitariamente la sfida, ecc.). Ebbene un inviato del Corriere (non ricordo il nome) appena rientrato dalla Cina e intervistato da Radio 1, non potendo smentire tutto ciò, ha fatto di  tutto per "sporcare" tale giudizio dicendo: "è vero, ma tutta questa efficienza nasce dall'ossessivo controllo che un regime totalitario esercita nel confronti del Paese" (e l'ineffabile Botteri ci mette ogni giorno del suo nei servizi televisi da Pechino).

3) a fronte di questa efficienza "totalitaria", il nostro regime "libero" e "democratico" sta offrendo il desolante panorama dei conflitti fra governo centrale e governatori regionali (in casi del genere è evidente che il comando non può che essere centralizzato, altrimenti qualsiasi misura rischia di essere vanificata da quelle assunte dalla regione confinante). A conferma che la concessione di ulteriori autonomie regionali non farà che aggravare le tendenze alla disgregazione nazionale e alla concorrenza di tutti contro tutti per accaparrarsi le migliori risorse.

4) Per concludere, fra le tante scempiaggini che mi è toccato ascoltare c'è quella secondo cui da noi ci sono più casi solo perché stiamo facendo più controlli (!!??), per tacere dell'insistenza con cui si cerca il fantomatico "paziente zero" che, al punto in cui siamo, anche se si trovasse non servirebbe a nulla perché i focolai sono ormai troppo estesi per ricostruire le dinamiche di diffusione (dicesi chiudere la stalla quando i buoi sono scappati).

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