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Gli obbiettivi della lotta per la pace, oggi, nel mondo

di Felix

Oggi, anche di fronte alla guerra in Ucraina, ci si schiera dalla parte della pace e contro la guerra se si difende la libertà, sovranità ed indipendenza nazionale della Federazione Russa e delle Repubbliche popolari del Donbass, a cui difesa è stata rivolta, un anno or sono, l'operazione militare speciale russa in Ucraina, contro il fascismo del regime di Zelensky e la persecuzione dell’opposizione interna al Paese e delle popolazioni russofone”

Alla Conferenza per la Sicurezza, svoltasi a Monaco di Baviera lo scorso fine settimana, Kamala Harris, vice Presidente degli Stati Uniti d’America, nel corso del suo intervento, ha dichiarato che “i russi che combattono nella guerra in corso in Ucraina si sono senz’altro macchiati di crimini contro l’umanità”.

Ugualmente, Antony Blinken, Segretario di Stato USA, nel corso del duro confronto avuto nell’incontro bilaterale col ministro degli esteri della Repubblica Popolare Cinese, Wang Yi, ha “invitato” quest’ultima a non fornire collaborazione militare alla Federazione Russa.

Ad entrambi ha risposto, in modo adeguato, proprio Wang Yi, invitando gli Stati Uniti d’America a non intervenire nel conflitto in Ucraina per trarne profitto, ma di collaborare alla ricerca, come proposto dalla Repubblica Popolare Cinese, di un cessate il fuoco, a breve, per aprire una prospettiva di pace, ricordando che le relazioni di collaborazione politica, economica e militare, fra la Federazione Russa e la stessa Repubblica Popolare Cinese, sono il frutto delle decisioni di due Stati liberi e sovrani. Ed intanto Biden corre a Kiev per dare manforte al suo “quisling” e subito lo segue la Meloni.

Ecco, basterebbe l’incrocio di tali fatti ed affermazioni, da parte dei principali protagonisti della Conferenza di Monaco, per mettere a fuoco le linee del confronto che attualmente si delineano, nel mondo, fra l’imperialismo USA, e l’UE come suo vassallo, e la Cina, tra la spinta alla guerra e alla continua destabilizzazione del mondo e dei suoi assetti attuali, ed una politica di pace, in grado di operare per un ordinamento multipolare, di sviluppo e progresso per l’umanità intera.

Non si possono osservare, nel XXI secolo, le dinamiche della politica mondiale, senza la comprensione di tali fattori. Non si può parlare di guerra e di pace, senza indicare chi genera la guerra e chi opera per la pace.

Non si può manifestare per la pace, senza indicare chi è fonte di guerra.

Non si può chiedere la fine della guerra, in Ucraina, senza ricordare chi l’ha scatenata, nel 2014, con un colpo di Stato politico-militare, di stampo fascista, teso a trasformare tale Paese in una piattaforma di aggressione avanzata, contro la Federazione Russa, nella prospettiva della adesione, dell’Ucraina stessa alla NATO con la collocazione, sul suo territorio, di missili strategici a testata multipla nucleare a quattro minuti d’impatto temporale da Mosca.

Manifestare, oggi, “per la pace” e “contro la guerra”, in modo generico ed astratto, senza la definizione del concetto di imperialismo USA ed UE, come fattore di determinazione dei pericoli di guerra mondiale, a partire dai conflitti ” locali “, vuol dire rinunciare ad essere un fattore incisivo nella lotta in corso fra guerra e pace ed, infine – assumendo una collocazione di equidistanza e di attribuzione di uguali responsabilità fra forze imperialiste che generano la guerra e forze che agiscono come fattori di pace difendendo la propria libertà, sovranità ed indipendenza nazionale, dall’aggressione imperialista, oggettivamente – favorire quest’ultima.

Oggi, anche di fronte alla guerra in Ucraina, ci si schiera dalla parte della pace e contro la guerra, se si difende la libertà, sovranità ed indipendenza nazionale della Federazione Russa e delle Repubbliche popolari del Donbass, a cui difesa è stata rivolta, un anno or sono, l’operazione militare speciale russa in Ucraina, contro il fascismo del regime di Zelensky e la persecuzione dell’opposizione interna al Paese e delle popolazioni russofone.

In questo senso, va giudicata positivamente l’azione internazionale della Repubblica Popolare Cinese, volta ad ottenere, con un cessate il fuoco a breve tempo, l’apertura di una prospettiva di pace, in grado di disinnescare i pericoli di guerra mondiale ed aprire la strada alla costruzione di un mondo nuovo, fondato su di un assetto multipolare, creatore di pace, sviluppo e benessere collettivo, per l’umanità intera.

Questi sono gli obbiettivi di lotta per la pace, oggi, nel mondo.

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