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quodlibet

L’invenzione del nemico

di Giorgio Agamben

Credo che molti si siano chiesti perché l’Occidente, e in particolare i paesi europei, cambiando radicalmente la politica che avevano perseguito negli ultimi decenni, abbiano improvvisamente deciso di fare della Russia il loro nemico mortale. Una risposta è in realtà senz’altro possibile. La storia mostra che quando, per qualche ragione, vengono meno i principi che assicurano la propria identità, l’invenzione di un nemico è il dispositivo che permette – anche se in maniera precaria e in ultima analisi rovinosa – di farvi fronte. È precisamente questo che sta avvenendo sotto i nostri occhi. È evidente che l’Europa ha abbandonato tutto ciò in cui per secoli ha creduto – o, almeno, ha creduto di credere: il suo Dio, la libertà, l’uguaglianza, la democrazia, la giustizia. Se nella religione – con la quale l’Europa si identificava – non credono più nemmeno i preti, anche la politica ha perduto ormai da tempo la capacità di orientare la vita degli individui e dei popoli. L’economia e la scienza, che hanno preso il loro posto, non sono in grado in alcun modo di garantire un’identità che non abbia la forma di un algoritmo.

L’invenzione di un nemico contro il quale combattere con ogni mezzo è, a questo punto, il solo modo di colmare l’angoscia crescente di fronte a tutto ciò in cui non si crede più. E non è certo prova di immaginazione aver scelto come nemico quello che per quarant’anni, dalla fondazione della NATO (1949) alla caduta del muro di Berlino (1989), ha permesso di condurre sull’intero pianeta la cosiddetta guerra fredda, che sembrava, almeno in Europa, definitivamente sparita.

Contro coloro che cercano stolidamente di ritrovare in questo modo qualcosa in cui credere, occorre ricordare che il nichilismo – la perdita di ogni fede – è il più inquietante degli ospiti, che non soltanto non si lascia addomesticare con le menzogne, ma non può che portare alla distruzione chi lo ha accolto nella sua casa.

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Comments

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AlsOb
Friday, 07 June 2024 18:45
Questo tipo di lettura è semplicistico e ingenuo, da suscitare distrazione.
La classe dominante europea, come già osservò Amedeo Bordiga, è sempre stata nazista e fascista: i figli e nipoti attuali, come altrettanto si evince chiaramente, sono più fascisti di padri e nonni, nella differente situazione umiliante e farsesca di poodles e coloni dell'impero.
Impero che da parte sua a Bretton Woods sanzionò un regime predatorio e imperialistico, mirante a disintegrare e sottomettere ogni stato e nazione che osasse crescere troppo e al di fuori della docile accettazione delle regole di austerità e dell’imperialismo del dollaro e della finanza di Wall Street.
Il resto, come notava e spiegava Marx, è la pianificata coreografia hollywoodiana per creare un mondo fantasmagorico e far credere alle classi subalterne tutta una serie di valori fittizi, il cui rilievo è quello mostrato spietatamente e con tocco umoristico, per esempio, da Bunuel, nel film Il Fantasma della Libertà.
Se vi è una farsa nel ritorno prepotente del nazismo e imperialismo, nel quale pace significa querra e gli inferiori, nonostante le illusioni e fantasmagorie in cui vivono, sono praticamente topi e schiavi da estrazione di plusvalore e carne da cannone, al pari di ucraini e palestinesi, pronti a essere sacrificati appena i dominanti lo giudichino necessario e valorialmente positivo e conveniente, è lo scandaloso scadimento della sinistra storica e ufficiale a mezzecalzette della propaganda neoliberale e della fantasmagoria cinematografica.
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Lorenzo
Friday, 07 June 2024 15:49
Il nichilismo si lascia addomesticare benissimo colle menzogne.

L'Europa ha vissuto per un millennio e mezzo di cultura cristiana, con Lazzaro risorto, le acque del mare che si aprono per far passare il popolo eletto e il dio antropomorfico che impregna una donna mortale. Gli arabi ci aggiungono il paradiso delle vergini coll'imene ricaricabile.
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