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Nessuna indulgenza nei confronti di chi giustifica Israele

di Nevio Gambula*

Sono stato oggetto d’attenzione di un sostenitore di Israele, venuto da me per ripetere il mantra: è colpa di Hamas. Ora, di fronte a quanto sta accadendo – lo sterminio dei palestinesi, secondo la Corte penale internazionale – non sono più disponibile a essere indulgente; preferisco essere apocalittico: si tratta di una posizione ripugnante, sia in senso intellettuale che umano.

In fatto di giustizia, una tale posizione esprime una grande ignoranza del diritto, giacché l’aver subito l’orrore del 7 ottobre non rende Israele automaticamente impunibile; se vale il principio della legge “uguale per tutti”, allora ogni crimine di guerra – e contro l’umanità – va perseguito, chiunque sia a commetterlo.

Non serve neppure discutere; resta sempre presente il pronunciamento delle due corti più importanti al mondo, entrambe le quali hanno stabilito: la Corte Penale Internazionale che ci sono gli estremi per un mandato di cattura per i vertici israeliani, la Corte Internazionale di Giustizia che ci sono elementi che rendono “plausibile” l’esistenza di un genocidio.

Chi mostra indifferenza o, peggio, attacca questi pronunciamenti esprime soltanto il proprio dispregio della giustizia internazionale; si pone, cioè, tra la demolizione del diritto e la sacralizzazione di Israele.

Non mi stancherò mai di dire che si tratta di una posizione ripugnante, politicamente reazionaria e intellettualmente mistificatoria.

La polemica anti-israeliana, più si rafforza, meglio è per la democrazia, visto quello che sta succedendo. Come effetto ideologico, non è difficile constatare – se si è intellettualmente onesti, ovvio – che è vergognoso il modello di democrazia che rimanda la difesa a oltranza del comportamento di Israele.

Democrazia, come ognuno dovrebbe sapere, non è equivalente a segregazione o sterminio di un popolo; significa eguaglianza e giustizia, ed è dunque pericolosa l’idea che Israele stia difendendo, oltre che se stesso, anche il nostro sistema democratico. Pericoloso, e anche falsificante la stessa idea di democrazia.

Su tale travisamento bisognerebbe insistere: una democrazia che contempla l’occupazione, il colonialismo, l’apartheid e il genocidio NON È una democrazia. Soltanto un’operazione ideologica tesa a sacralizzare Israele, e dunque ad assolverne i crimini, può permettersi di stabilire quell’equivalenza mortifera; ripugnante, appunto, perché conosciamo i fatti che travisa.

Continuare ad addossare la colpa ad Hamas è un modo di travisare la realtà, ossia di falsificare la verità. Israele sta commettendo centinaia di crimini di guerra e contro l’umanità, e lo sta facendo senza pudore; le immagini sono inequivocabili.

Verificarlo non è difficile; basterebbe osservare la realtà con quel sano distacco che consente di vederla come “immagine dialettica”; cioè abbandonando – direbbe Benjamin – il processo di immedesimazione con il potente.

Ci sono due immagini che sintetizzano l’orrore di cui si sta macchiando Israele.

La prima è quella di un gruppo di palestinesi che si sposta verso il sud della Striscia, come ordinato dall’esercito israeliano. Davanti a tutti c’è una anziana donna che tiene in mano una bandiera bianca; avanza sostenuta da un ragazzo, suo nipote. Un soldato israeliano spara e uccide la donna.

La seconda è quella del bombardamento di un edificio nel nord della Striscia di Gaza. Rivendicando l’azione, l’esercito israeliano ha detto che l’obiettivo era quello di colpire tre miliziani di Hamas; sono morti 196 civili, nella quasi totalità donne e bambini.

Questi sono solo due delle centinaia di eventi simili accaduti in questi mesi, da me scelti perché dotati di una potenza simbolica dirompente. Tutto ciò è davanti ai nostri occhi, ed è visibile nella sua natura “rozza e materiale”; e non sarà certo l’ideologia o l’appartenenza ideale – o “la pigrizia del cuore” – a comprometterne la verità.

È inutile farsi travolgere dalle interpretazioni di chi non fa altro che giustificare qualcosa che è ingiustificabile; spunti per comprendere la natura orrenda di quanto sta accadendo ce ne sono proprio tanti, troppi.

La sintesi è ben rappresentata dai dispositivi delle due Corti internazionali: Israele usa la fame dei civili come metodo di guerra; sta causando intenzionalmente grandi sofferenze ai palestinesi (gravi lesioni al corpo o alla salute, e un trattamento crudele); sta uccidendo intenzionalmente i civili; sta perseguitando e sterminando un popolo e compiendo atti disumani.

Questo insieme di crimini configura un genocidio. Dunque, davvero: nessuna indulgenza nei confronti di chi giustifica Israele.


* da Facebook
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Comments

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Angela
Friday, 07 June 2024 17:10
La colpa è dei palestinesi che non si rassegnano alla colonizzazione israeliana e ieri nell'OLP, oggi in Hamas, trovano motivo di resistenza e diritto alla loro terra.
È in fondo cosa si rimprovera al popolo palestinese?
non aver accettato di vivere buoni e tranquilli nella prigione a cielo aperto.
Ogni popolo costruisce l'organizzazione e la lotta che le condizioni gli permettono, "la rivoluzione non è un ricamo,...." Forse che la lotta in Vietnam o la resistenza in Italia sia stata precisa, pulita; un duello cavalleresco alle cinque del mattino?
Va bene il rincoglionimento dei 40 anni
ma accontentarsi della lettura dei media da cui nessuna prova è mai stata esibita, stupideria pura.
Il sangue e i morti palestinesi li vediamo in diretta e il numero della vendetta nazista all'attentato di via Rasella a Roma(10 italiani per ogni nazista ucciso) qui non ha proporzioni, è sterminio puro.
La NATO è riuscita ad impiantare lì, nel mondo arabo, la più grande base militare che potesse immaginare e si chiama Israele.
Le corrotte monarchie e democrature arabe, prive di qualsiasi sussulto panarabo del secolo scorso, con eserciti armati e formati dalla CIA e dal Mossad, nulla fanno e mai faranno.
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Alfred
Friday, 07 June 2024 14:59
L'orrore analogo al 7 ottobre i palestinesi lo vivono ogni giorno sulla loro pelle da 76 anni e questo articolo mette uno dietro i momenti piu, spaventosamente eclatanti.
Ogni volta che trovate un ingenuo o in malafede che difende Israele (non gli ebrei rifiutano il sionismo) e i suoi impresentabili politici ... servitevene, perche' non sempre si e' pronti a ricordare le pratiche e le date
https://www.kulturjam.it/costume-e-societa/i-palestinesi-subiscono-da-76-anni-il-loro-7-ottobre/
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