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mondocane

Rossanda ci ha lasciati, Hillary c'è ancora. “Il manifesto”, dal 1969 al 2020: daje ai nemici delli americani!

di Fulvio Grimaldi

rossanda con manifestoReferendum: un sì contro la democrazia e per Mario Draghi (miei interventi video)

https://www.youtube.com/c/VOXITALIA intervista sulle votazioni fattami da Francesco Toscano di Vox Italia TV. Il mio intervento parte da 1h 13’ 22”

https://www.youtube.com/watch?v=BbKu7NQYDY4 mio intervento alla Maratona sulle votazioni di Byoblu, da 21’15”

Per restare nell’attualità più bruciante metto in testa al pezzo sulla scomparsa di Rossana Rossanda e sulla natura del “manifesto”, due miei interventi su webtv relativi all’esito del voto per il referendum sul taglio dei parlamentari e alle prospettive che si evidenziano.

 

Il “quotidiano comunista” che piace ai padroni

Il Manifesto, un giornale la cui esistenza è assicurata da una curia con papessa, da una congrega di amici del giaguaro e da una zoccolante processione di utili idioti, non ha la benchè minima giustificazione per occupare quella sua striminzita. ma vociferante e citatissima presenza sul mercato. I suoi redattori fanno lì lo stage per potersi iscrivere, dopo 18 mesi, all’albo dei pubblicisti o, addirittura a quello dei giornalisti. Ma soprattutto per guadagnarsi subito la fiducia dei Poteri che si solevano chiamare occulti, ma che con il turbocapitalismo finnziario, la globalizzazione, le piattaforme, il digitale, il Covid, Davos e Bilderberg, sono usciti allo scoperto col botto. Questo apprendistato serve ai meno impediti linguisticamente, una volta conquistata quella fiducia, a fare il salto nelle case di piacere dei media di massa.

Esempio ultimo, altamente rappresentativo dello scilipotismo che marchia la nostra stampa quanto la nostra politica, è la transizione della responsabile redazionale dei soffietti al PD, nella testata che si autonomina “quotidiano comunista”, Daniela Preziosi (nomen omen), allo stesso incarico in “Domani”. Quel “domani” è il futuro assegnatoci come transumani ed è dunque il titolo del nuovo quotidiano del filo-israeliano e filo-sionista Carlo De Benedetti e dei suoi interessi. Interessi che sono i suoi anche in quanto interessi della sua comunità e sono tutti collocati là dove si riesce a estrarre ai proletari credulità e plusvalore.

 

Scuola quadri della stampa capitalista

Seguita dall’omologo Andrea Colombo, prima di Preziosi si sono diplomati in questo giornale, la cui citata testatina fa ogni giorno a lingua in bocca con quanto di più reazionario e anticomunista esce dai laboratori di Frankenstein collocati a Washington e dintorni. Senza farsene accorgere, al tempo stesso, infila il noto cetriolo nel noto ricettaccolo dei noti utili idioti. La sua esistenza non sarebbe minimamente garantita dagli acquisti in edicola, come sarebbe deontologico e a titolo di libero mercato. Se riesce a ingannare e depistare il colto e l’inclita di sinistra, è unicamente grazie ai paginoni pubblicitari di banche e multinazionali e ai soldi che, con falsi pretesti, lo Stato estrae a nostra insaputa dalle nostre tasche e li versa nell’immeritevole redazione.

 

Linea neocon

Tuttavia, non è il caso di sottovalutare questo ologramma di “sinistra” proiettato nel cielo dall’ ultradestra globale. E’ pur sempre il tentacolino della piovra globale e con la sua incontinente promozione delle direttrici di questa piovra: guerre, mercenari imperiali tipo jihadisti o curdi, sanzioni a “dittatori”, rivoluzioni colorate e colpi di Stato NED e CIA, razzismo pseudo-antirazzista, lacerazioni sociali (donne-uomini, etero-LGBTQI, neri-bianchi) tratta degli schiavi a fini di spopolamento di territori ricchi di risorse e di manovalanze per mafie e caporali, russofobia, sinofobia, imbroglio Covid. Fa da polena a tutte le navi ONG del traffico dei deportati per assediare l’Italia. Sta con chi sta con gli USA del governo parallelo neocon (Hong Kong, Thailandia, Taiwan, Navalny, terroristi detti “moderati”, mercenari curdi, Fratelli Musulmani, Soros...); sta contro chi sta contro gli USA neocon (Maduro, Ortega, Iran, Assad, Gheddafi, Al Sisi, Putin, i governi che non adottano il lockdown, i Taliban, Lukashenko...)

E se il tentacolino non riesce a raggiungere molti lettori, ci pensano le rassegne stampa e le citazioni della “concorrenza” a rafforzarne il ruolo di Caronte che trasporta gli ignari oltrre lo Stige, nell’inferno delle mistifcazioni. Il “manifesto”sta bene a tutti gli operatori del Sistema.

 

Dalla trappola per credenti, alla trappola per gonzi

Di questo giornale Rossana Rossanda è stata fondatrice, capa assoluta e madre nobile dall’inizio al 2012. Se ne distaccò (non il giornale da lei) quando si accorse che l’intelligenza che lei aveva messo nel preservare al giornale la mimetizzazione di sinistra, era stata dissipata dalla stupidità e malaccortezza dei suoi successori, fino a renderne evidente l’identità di bollettino coloniale dell’Impero globale.

 

Rossana, o cara...

Sulla sua vicenda non mi dilungherò più di tanto. Basta che leggiate i giornali di qualsiasi tendenza e rilievo, per sapere tutto quello che serve sapere di lei. Cioè il bene massimo. La santa subito. Come in questo paese si conviene ai defunti , eminentemente perchè defunti e innocui. Così a questa defunta, preceduta, con simili sciroppamenti e lacrimoserie, da giornalisti come Arrigo Levi, o Biagi, o Zavoli (fatte le debite differenze tra uno che concepiva l’informazione come l’alzabandiera di Israele; l’altro che celebrato per aver sempre fatto domande banali, senza mai incalzare sulle risposte e il terzo che affiancava a inchiestone importanti, come sul fascismo o sul calcio, altre sommamente discutibili, tipo quelle sulle monache di clausura, o sulle BR). Celebrati poichè, magari abili, ma sempre interni al sistema, senza mai disturbare troppo. Diversi da quelli bravi, ma non riducibili all’omologazione, come Bocca, o Buzzati, o Fortebraccio, o Longanesi.

Madrina e modello aristocratico per eccellenza della nuova categoria pseudosinnistra ed elitista dei “radicalchic”, è stata anche quella che ha fornito ai sinistri pretesti per spostarsi da Oriente a Occidente, dall’URSS del socialismo reale, bello e brutto che fosse, allo “scontro di civiltà” nel segno delle Stelle e Strisce e della Stella a sei punte. Scontro teorizzato da Samuel Huntington e messo in pratica, con guerra dopo guerra, dai Clinton, Bush, Obama, con l’obiettivo finale dell’accerchiamento, della distruzione e della conquista dell’Eurasia, cuore del mondo, come lo definì Brzezinsky.

 

Le conquistatrici della Libia

L’apice del suo entusiasmo collaborazionista, questa mosca cocchiera della distruzione di popoli disobbedienti, lo raggiunse nel 2011, epoca dell’esaltazione per le “primavere arabe”, fatte fiorire dalla Cia e dal Mossad in vista del Nuovo Medioriente, affrancato dal “nazionalismo panarabo ”. Raggiunse l’acme quando un suo istinto, che è meglio non definire, impose al giornale di ritirare da Tripoli un inviato onesto e, con inaudita bellicosità, sollecitò il mondo a inviare contro Gheddafi “brigate internazionali tipo Spagna”, da affiancare ai “ribelli democratici di Bengasi “ (i tagliagole mercenari spediti da Emirati e Qatar su ordine Nato).

E fu l’occasione in cui si manifestò la congiunzione astrale tra due delle più brillanti stelle dell’universo nel quale “saranno le donne a salvare il mondo”: Rossana che incita la teppa jihadista a liquidare Gheddafi e Hillary che quella teppa, più gli F-16, gli scatena contro, rade al suolo il paese e sghignazza sul linciaggio dell’eroe della liberazione libica e africana.

Niente male, vero? Coerente prosecuzione di un’operazione umanitaria da lei esaltata ulteriormente con il sostegno ai distruttori della Jugoslavia e della Serbia e ai boia di Milosevic. Il trinariciutissimo Vauro espresse il pensiero suo, del “manifesto” e di Rossanda in questi termini:

vauro gheddafi 2

Vauro capisce sempre tutto

 

Antesignana distopica

Meglio di chiunque altro, da noi, per la “sinistra corretta”, il solco l’ha tracciato Rossanda, quelli di là dall’oceano lo hanno difeso, come si potrebbe parafrasare Mussolini. E se oggi costoro ci hanno portato dove siamo, a forza di inganni e mistificazioni, e su di noi incombe un mutamento antropologico che ci dovrebbe avviare alla transumanità, non so se si possa dire che la “ragazza del secolo scorso” se ne fosse resa pienamente conto. Ma a rimuovere gli ostacoli su questa strada all’inferno del pensiero unico, del politically correct, del dogma formulato dal progresso liberal e tecnologico, strada lastricata dalle sue “buone intenzioni”, ha certamente contribuito.

 

Dalla rivoluzione che “non dorme”, alla controrivoluzione sveglia assai

Messa da Togliatti (e chi se no) a governare il dipartimento Cultura del PCI, quello che se la prendeva con intelligenze libere come Vittorini o Terracini, Rossanda e un gruppetto di intimi, in parte preponderante estratti dalla Comunità religiosa che ancora oggi ha in mano il giornale, sono saltati sull’occasione dei sovietici a Praga. Occasione che doveva offrire all’Occidente, sedicente o essente comunista, l’occasione per rovesciarsi da rivoluzionario in controrivoluzionario.

La prova del nove del fatto che da lì partì un percorso che risparmiò al giornale, e poi al gruppo politico dallo stesso prodotto, le pene, in tutti i sensi, della repressione dello Stato delle stragi, sta nel fatto che l’anti-sovietismo dei “manifestini”, la loro funzione di calmiere nell’insurrezione del ‘68-’77, ne fece una componente rispettabile e rispettata del cosiddetto “arco costituzionale”. Quello determinato dalla vittoria anglo-americana del ‘45 e successivo inquadramento geopolitico.

All’antisovietismo, dopo l’innamoramento per il demolitore dell’URSS, Gorbaciov, seguì l’anti-putinismo contro il colpevole di avere rimesso in piedi un popolo, una nazione, una regione, un fronte del diritto internazionale e di aver frenato la marcia dei troll della guerra e della fame. Antiputinismo come copertura, con la denuncia dell’”autoritarismo”, di una russofobia sfrenata, viscerale, esasperata. Scomposta, in particolare, nei suoi incaricati di diffamare, a forza di menzogne e mistificazioni, i russi che a Putin non smettevano di dare un consenso negato a qualsiasi governante nelle simpatie del “manifesto”. Ai russi come a tutti coloro, tipo cinesi, persiani, iracheni, libici, siriani, nicaraguensi, messicani, bielorussi, che entravano nel mirino dell’aggressività Usa, UE e Nato.

 

Dalle spine alle rose

Pian piano, alle spine della lotta di classe si sostituirono i petali profumati del femminismo ultrà, del gender, dei migranti, dei diritti umani in chiave negriera delle Ong o del terrorismo di Amnesty e HRW, delle guerre ai “dittatori”, dell’ininiterrotto richiamo a un antifascismo basato sull’assenza di fascismo (a mascherare il bio-tecno-fascismo avanzante) e sulla rievocazione del nazismo. Fino alla totale identificazione, prima con Tsipras, svenditore e boia della Grecia, indi con l’analogo Gorbaciov, appassionatamente con Hillary Clinton, golpista, guerrafondaia, comprata dai sauditi, mandante di stragi e assassinii, utilizzatrice per scopi privati del Dipartimento di Stato, una femmina che avrebbe fatto impallidire la prostituta e poi imperatrice, massacratrice di pagani, Teodora. Ora, faux de mieu, stanno con Biden, nella speranza che il vegliardo demente prosegua il discorso del Deep State.

 

“Con Tsipras per l’altra Europa”

Rossanda, Castellina, Parlato (uomo caro alla Banca d’Italia), Rangeri, Magri, Barenghi e altri direttori hanno sapientemente allevato generazioni di giornalisti poi embedded nelle grandi testate delle oligarchie capitaliste e dei loro progetti e interessi propagandisti fedeli. Pensate a Lucia Annunziata, a Barenghi, a Tiziana Maiolo, a tanti altri. Basterebbe questo. Se non ci fosse la supponenza, lo snobismo, l’arroganza che accompagna il tono e lo stile di un giornaletto che fa della negazione dell’assunto incluso nella propria testata lo strumento per gabbare persone perbene e farne complici inconsapevoli di una strategia contro gli esseri umani.

E pensare che se non lo facessero pagare a te, lui, loro, gli altri e me, a dispetto nostro, non durerebbe in edicola neanche un giorno. Ciao Rossana.

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Comments

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domenicomattiaTesta
Thursday, 17 December 2020 11:55
Rossana Rossanda,volenti o nolenti,è stata l'anima del Manifesto ed ha dato del comunismo una lettura libertaria,umanistica,ecologista;dal suo pensiero si potrebbe ripartire per rifondare le sparse membra della sinistra radicale,anticapitalista.Ha dimostrato di saper essere critica sulla linea del PCI,(la sua radiazione docet),di saper fare i conti e di prendere le distanze dal comunismo fallimentare che abbiamo visto nell'URSS,in Cina...Non è fuori luogo considerarla,se non si è condizionati da pregiudizi e dogmatismi anacronistici,la coscienza critica della sinistra.Per venire al giornale,da lei fondato,credo che esso,pur con tutti i suoi limiti e criticità,in un contesto di crisi che caratterizza il comunismo e la sinistra, a livello planetario,svolge una funzione importante:riesce ad essere una voce dissonante dal coro.Nell'ambito della stampa virtuale e cartacea si distingue,pur non sempre con la necessaria coerenza,per la lettura critica della realtà economico-sociale,politico-culturale del mondo di oggi.Non è facile tenere sempre la barra diritta nel dominio della complessità del mondo di oggi.La scritta in esergo di quotidiano comunista,infatti,risulta non di rado,impropria,contraddittoria rispetto alle tante prese di posizione che il giornale assume di volta in volta sui tanti problemi ed eventi che attanagliano l'uomo della globalizzazione neoliberista.Collocare il Manifesto tra i giornali "borghesi" mi sembra disonesto perchè non risponde alla verità.Non è omologato ai "padroni"rimane fondamentalmente una cooperativa che,tra le sua alterne vicissitudini,l'anno prossimo festeggerà il suo cinquantenario.Ha mantenuto la sua autonomia per merito dei suoi lettori e garantisce,a suo modo,un'informazione libera e di qualità.Il pluralismo vero è sempre una conquista dei lettori,mai un regalo dello Stato....
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GianMarcoMartignoni
Sunday, 04 October 2020 21:44
Caro Galati, sottoscrivo i tuoi più che condivisibili interrogativi.
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Mario Galati
Sunday, 04 October 2020 17:42
Perché non andare un po' più nel concreto riguardo al conflitto sociale che nessuno ha negato?
Chi c'è tra i contestatori di Lukashenko? Forse anche giovani istruiti dal sistema che contestano e che si ritengono detentori di un capitale umano che potrebbero vendere a prezzi più alti in un sistema di libero mercato più estremo? Quindi settori sociali che non vogliono sentirsi accomunati, per es., ad un minatore. Quindi settori sociali che agiscono sulla base di una mentalità reazionaria di discriminazione e privilegio di classe.
Per quale libertà stanno lottando? È una lotta reazionaria o progressiva? È una libertà reazionaria o progressiva?
Forse ci sono operai istigati da direttori di fabbriche statali che pensano di poter diventarne proprietari in un processo simile a quello del crollo sovietico?
Per quale libertà lottano? È una lotta reazionaria o progressiva? È una libertà reazionaria o progressiva?
Non è più tempo di chiacchere liberali.
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GianMarcoMartignoni
Friday, 02 October 2020 22:26
A proposito di preso in castagna vedo Galati che la storia del golpe Nato è sparita dal dibattito, tanto che Tosolini parla correttamente di " analisi delle forze sociali in atto ", anche se a sua differenza seguo attentamente i servizi di Yuri Colombo e gli interventi degli stimati intellettuali che collaborano assiduamente a Il manifesto.Infine, non si tratta di venerare la Rossanda, ma di inquadrare correttamente la sua figura e il ruolo politico e culturale che ha svolto nel corso di una vita contraddistinta da una indubitabile militanza comunista.
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Mario Galati
Friday, 02 October 2020 22:14
"Ebbene, mentre a poco a poco si infittivano gli interventi giornalistici che riconoscevano il carattere coloniale della guerra, in un momento in cui l'Italia si mostrava perplessa e diffidente per il protagonismo della Francia soprattutto in relazione alla Libia, il 22 febbraio 2011 Susanna Camusso, segretario generale della CGIL e cioè del più importante sindacato dei lavoratori, faceva una dichiarazione di fuoco per condannare le esitazioni del governo e spingerlo all'intervento bellico! Il tradizionale anticolonialismo del movimento operaio e sindacale si rovesciava nel suo contrario, e nel suo contrario si rovesciava altresì il tradizionale antimiltarismo ... L'assenza della sinistra ovvero il suo stato confusionale erano confermati poche settimane dopo da una nuova sconcertante presa di posizione: ecco Rossana Rossanda intervenire su "il manifesto" del 9 marzo per esigere l'abbandono di ogni "cautela" e sollecitare un deciso appoggio ai ribelli, senza lasciarsi spaventare o inceppare dalla "guerra umanitaria" che si profilava all'orizzonte; i ribelli dovevano pur difendersi da un regime ignobile e criminale...". Domenico Losurdo, La sinistra assente, editore Carocci, pagg. 46-47.
È solo un piccolissimo stralcio del complottista rossobruno socialsciovinista Domenico Losurdo.
Comprendo come con simili maestre gli allievi siano obbligati a ripetere l'"errore" con la Bielorussia.
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Mario Galati
Friday, 02 October 2020 20:38
"E' incredibile come si possa attribuire allo scrivente di considerare come solo interna la questione della Bielorussia,quasi che ci fossero quelli che detengono la conoscenza assoluta della verità, e poi una massa di compagni sprovveduti rispetto alle politiche storicamente praticate dall'imperialismo americano", dice GianMarco Martignoni.
Non si dovrebbe rinfocolare polemiche incrociate a commento degli articoli, ma, poiché stasera sono in vena di polemiche, polemizzo.
Martignoni, preso in castagna, rovescia tutto il tavolo con le carte, basta leggere cosa ha scritto sino a questo commento di rovesciamento del tavolo. E come rovescia il tavolo? Con la solita accusa retorica di atteggiarsi a detentore della verità assoluta rivolta al contraddittore che inevitabilmente sostiene le proprie tesi esattamente come Martignoni inevitabilmente sostiene le sue. Sostenere le proprie tesi e non quelle del contraddittore è la normale realtà delle discussioni (salvo d'artificio dialettico retorico di rovesciare le posizioni e invertirle... Ma questa è una tecnica retorica della quale non è il caso di parlare)
Quanto a chi afferma che a denunciare la posizione filoimperialista di Rossana Rossanda nella vicenda libica sia soltanto il socialsciovinista complottista Fulvio Grimaldi, lo invito a leggere e ad ascoltare (si trovano i video in rete) il mai abbastanza compianto Domenico Losurdo, il quale ci informava anche che Rossanda si trovava in ciò nella cattiva compagnia di Susanna Camusso.
Se poi si vogliono mantenere sul piedistallo i propri falsi idoli per continuarne la pagana e idolatrica venerazione, si faccia pure. Per chi non volesse farlo, invece, la realtà è lì che attende, sempre che si voglia fare i conti con essa.
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AGIDE MELLONI
Friday, 02 October 2020 15:13
Forse Grimaldi ha bisogno di rifare il tagliando! Il suo motore è "grippato", meglio se rinuncia o -ancora meglio- se evita di scrivere simili stupidaggini.
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Alessandro Tosolini
Friday, 02 October 2020 13:58
Quoting ANTONIO CURCIO:
La discussione è andata per vie eccentriche e marginali...riprendo il mio precedente post:
- come mai Grimaldi utilizza contro la Rossanda - paro paro - le argomentazioni di Fusaro, Lega, Salvini Sallusti e Feltri?
- davvero sono ns. modelli e campioni di democrazia Putin, Lukashenko e il golpista Al Sisi?
La Rossanda non ha mai sostenuto l'intervento della Nato sulla Libia, basta leggere l'articolo del 9 aprile 2011, era un discorso molto più articolato rispetto a quanto dicono Grimaldi e Fusaro. Discutibilissimo, certo, ma non era sicuramente un invito alle bombe della Nato, come caricaturalmente di solito viene sostenuto...


Perché Grimaldi, stante anche l'età, è scivolata sul geopoliticismo e anche su certo complottismo rossobruno. Stante questo, le critiche a Rossanda e al gruppo Manifesto sono fondatissime. Stante il fatto che licenziano chi è eccessivamente galvanizzato dal Venezuela mentre non hanno problemi a tenere in redazione chi si fa galvanizzare da operazioni NATO spacciate per democratiche (Bielorussia, Hong Kong ecc.). Insomma, una versione un po' meno esagerata di Jacobin.
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Alessandro Tosolini
Friday, 02 October 2020 13:48
Quoting GianMarcoMartignoni:
La Preziosi, al di là delle rituali interviste al ceto politic, della sinistra radicale o dell'ex sinistra, non è mai stata una delle giornaliste di punta del Manifesto. Che sia andata alla corte di De Benedetti, finchè i soldi permetteranno l'uscita del giornale Domani,ci risolve tanti problemi, per chi su Il manifesto preferisce magari leggere più Manlio Dinucci e meno stronzate.In quanto alla Bielorussia mi pare azzardato parlare di golpe Nato.Stiamo materialisticamente a vedere - concordando con quanto afferma Michele Castaldo nel suo post - quale sarà l'evoluzione del conflitto sociale in atto


Stare materialisticamente a vedere? Più che vedere di materialistica bisognerebbe fare un'analisi delle forze sociali in atto piuttosto che bersi ciò che scrivono il Manifesto o quattro intellettuali prezzolati. Quelli che l'hanno fatta, e non parlo di geopoliticisti ma di comunisti locali che la repressione di Lukashenko l'hanno subita, sono giunti alle mie stesse conclusioni.
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ANTONIO CURCIO
Friday, 02 October 2020 09:07
La discussione è andata per vie eccentriche e marginali...riprendo il mio precedente post:
- come mai Grimaldi utilizza contro la Rossanda - paro paro - le argomentazioni di Fusaro, Lega, Salvini Sallusti e Feltri?
- davvero sono ns. modelli e campioni di democrazia Putin, Lukashenko e il golpista Al Sisi?
La Rossanda non ha mai sostenuto l'intervento della Nato sulla Libia, basta leggere l'articolo del 9 aprile 2011, era un discorso molto più articolato rispetto a quanto dicono Grimaldi e Fusaro. Discutibilissimo, certo, ma non era sicuramente un invito alle bombe della Nato, come caricaturalmente di solito viene sostenuto...
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