L’omicidio di Solemaini: chiudere le basi e subito a casa i nostri soldati!
di Nuova Direzione
Seguendo una pratica più che cinquantennale, assolutamente trasversale, il Presidente degli Stati Uniti d’America, senza alcuna preventiva dichiarazione di guerra ed in spregio a tutti i principi di diritto internazionale ha ordinato un omicidio mirato nei confronti di un alto funzionario di uno stato sovrano considerato avversario. Il raid del drone sarebbe partito dalla base Nato di Sigonella e coordinato dalla stazione radar del Muos di Niscemi. L’uccisione del generale Qasem Solemaini, comandante delle Guardie Rivoluzionarie della Repubblica Iraniana e capo politico sciita, è per il livello della vittima e lo status della controparte quasi senza precedenti nella pur sanguinosa tradizione della potenza imperiale statunitense. Il poco più che sessantenne alto militare persiano aveva in questi anni portato un contributo assolutamente decisivo, come riconosce il ministero della difesa russo, ben prima che in Siria ed Iraq intervenisse la coalizione internazionale per contrastare e limitare l’azione di Isis e Al-Qaeda. Inoltre, aveva svolto un ruolo nella sistemazione dell’alta Siria e mediazione tra Turchia e Russia, e probabilmente anche nei recenti fatti libici.
Questo rende ancora più stridente l’enorme sproporzione tra l’eventuale assenso alla manifestazione fuori all’ambasciata degli Stati Uniti a Baghdad e l’assassinio freddamente premeditato di un militare straniero. Anche le dichiarazioni cinesi, tramite il ministro degli esteri Wang Yi, concordate con il ministro iraniano Mohammad Javad Zarif, vanno nella stessa direzione. Non è accettabile l’assoluta violazione delle “norme di base” dei rapporti internazionali ed ovviamente aggraverà le tensioni già presenti in tutta l’area. Il Parlamento Iracheno, con un voto senza precedenti e molto contrastato, ha oggi espulso tutti soldati americani dal paese e si è rivolto all’Onu per la violazione della propria sovranità.
Grande potenza regionale e tradizionale centro d’ordine del baricentro della nuova via della seta cinese l’Iran è un alleato decisivo per il controllo dell’area più importante del mondo. Una nazione di ottanta milioni di abitanti, dotata di una rilevante capacità industriale e di cultura millenaria, sin dagli anni settanta candidata, prima con lo Scià e poi con il governo rivoluzionario komehinista, ad un ruolo semi-imperiale che è inscritto nella sua storia, posizione geografica e capacità economica, demografica e militare. Ruolo rinforzato dall’enorme dotazione di idrocarburi, ulteriormente incrementata dal giacimento North Dome/South Pars nel sud dell’Iran e nel Qatar (che è alleato turco e ostile ai sauditi) per il quale si progettano oleodotti via Siria e Iraq. Inoltre, in base a come si sta prefigurando la transizione di potenza nel mediterraneo e nel vicino Medio Oriente, l’Iran è il necessario baricentro di un’alleanza in formazione, come sostiene Sapelli, tra Russia, Iran e Turchia, probabilmente con la regia francese e il beneplacito cinese. Un’alleanza complessa che ha la potenzialità di sostituire lo schema di ordine statunitense, che passa per l’Arabia Saudita ed Israele.
In questo quadro la costante e freddamente perseguita destabilizzazione del nostro vicino Medio Oriente e nord Africa da parte degli Stati Uniti è completamente contraria al nostro interesse nazionale. Dalle guerre in Siria, Iraq, Libia abbiamo solo avuto flussi migratori, perdita di relazioni commerciali consolidate, e talvolta, assurdamente, impegno di nostri militari. Ad aggravare tutto ciò, il ritiro americano dalla Turchia, con ridislocamento in Iraq e ad Aviano in Italia, ci mette ancora di più al centro del conflitto che si prepara.
È necessario che l’Italia, immediatamente:
- congeli le basi Usa in Italia, impedendo che servano da base logistica per avventure nella regione;
- ritiri il contingente in Iraq ed in Afghanistan;
- congeli l’acquisto degli F35 americani;
- avvii il processo di uscita del paese dalla Nato, dichiarata “in coma” persino da Macron.














































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