Fai una donazione

Questo sito è autofinanziato. L'aumento dei costi ci costringe a chiedere un piccolo aiuto ai lettori. CHI NON HA O NON VUOLE USARE UNA CARTA DI CREDITO può comunque cliccare su "donate" e nella pagina successiva è presente (in alto) l'IBAN per un bonifico diretto________________________________

Amount
Print Friendly, PDF & Email

linterferenza

La Cgil con l’Ucraina, senza se e senza ma

di Fabrizio Marchi

La CGIL si è recata ufficialmente in Ucraina per portare aiuti umanitari e solidarietà ai sindacati e ai lavoratori ucraini colpiti dalla guerra in corso e dall’invasione russa.

Non una parola da parte dei dirigenti della Cgil sui lavoratori e sulla popolazione civile russofona del Donbass che per dieci anni è stata sottoposta alla pulizia etnica da parte del governo fantoccio filo americano di Kiev.

E soprattutto non una parola per denunciare la strage di Odessa dove 42 persone, sindacalisti e lavoratori, furono barbaramente trucidati, arsi vivi, dalle bande naziste ucraine che appiccarono il fuoco alla Casa dei Sindacati dove quelle persone si erano rifugiate per sfuggire al linciaggio, impedendo con la forza ai vigili del fuoco di intervenire e finendo di massacrare quelli che tentavano disperatamente di mettersi in salvo dalle fiamme gettandosi dalle finestre.

Un massacro oscurato dai media occidentali perché incrinava la narrazione ufficiale sugli ucraini “buoni” aggrediti dai russi “cattivi”.

Eppure eravamo nel 2014, nei giorni immediatamente successivi al colpo di stato che spodestò il governo di Yanukovich, dieci anni prima dell’intervento militare russo e dello scoppio ufficiale della guerra (iniziata, appunto, dieci anni prima).

Ancora più grave che la manifestazione a cui la Cgil ha aderito si sia svolta proprio nel luogo dove fu perpetrata quella orribile strage, davanti alla Casa dei Sindacati di Odessa. A metà fra la beffa e l’insulto nei confronti delle vittime del massacro.

Dalla Cgil ci si aspetterebbe un’analisi un pochino più approfondita e articolata di quanto sta accadendo da quelle parti, e invece il suo gruppo dirigente sceglie di ossequiare pedissequamente la narrazione ufficiale dominante.

Oltre alla necessità di costruire ex novo una nuova, moderna e grande forza politica Socialista, è evidente che c’è necessità di costruire ex novo anche un grande e autentico sindacato che difenda i diritti e gli interessi dei lavoratori. Allo stato attuale non esistono né l’una e né l’altro.

ode3

193503849 48021072 bf17 41a5 9ed9 3b700eb3b669

Pin It

Comments

Search Reset
0
renato
Wednesday, 26 April 2023 11:49
La cgil è sempre arrivata in ritardo se non apertamente contro le lotte e le innovazioni organizzative teorico /pratiche. Parliamo degli anni 60 , Torino piazza statuto , nel 68, e poi davanti ai cancelli della fiat per impedire a quelli del movimento studentesco e forze extraparlamentari di parlare o organizzare gli /con operai. Scelse la linea suicida nel 80 sempre a mirafiori fiat , di scioperare per 35 giorni fino alla debacle finale , anzichè optare per scioperi articolati , stile gatto selvaggio. Continuando poi a fare minima opposizione sulla abolizione della scala mobile o dello statuto dei lavoratori . Anche per le pensioni avvallo' il racconto delle pensioni integrative. Fino ai giorni nostri , dove la confusione regna sovrana, in compenso c'è quasi il monopolio dei caaf insieme agli altri due fenomeni di salvaguardia del welfare state e della prospettiva del socialismo in un solo paese di staliniana memoria. Vadano pure in ucraina a fare la voce grossa e logorroica e che ci restino a lungo.
Like Like Reply | Reply with quote | Quote

Add comment

Submit