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Trump kill USAID

di Enrico Tomaselli

La coppia Trump-Musk, nell’ambito della squadra presidenziale, continua a svolgere il proprio ruolo di punta di sfondamento, sia nei toni che nei modi. Da ultimo, a finire nel mirino è l’USAID (US Agency for International Development), che il miliardario matto ha definito “una tana di serpenti marxisti di sinistra che odiano l’America”. Oltre a licenziare numerosi alti dirigenti dell’organismo, il capo del DOGE (Department of Government Efficiency) intende riportare l’agenzia – attualmente autonoma – sotto il diretto controllo del Dipartimento di Stato.

Trattandosi di una delle più importanti agenzie governative statunitensi, per quanto riguarda la politica estera, è importante comprendere qual’è il senso della mossa di Musk.

L’USAID è ufficialmente una struttura dedita al sostegno delle organizzazioni della società civile che, nei vari paesi del mondo, lavorano per favorire lo sviluppo, ma in realtà è ormai da decenni uno dei principali strumenti di sovversione, utilizzato dagli Stati Uniti per destabilizzare e rovesciare governi, ed è di fatto un hub centrale che organizza tutte le diverse operazioni clandestine all’estero. Come ha detto Mike Benz (un noto neocon, direttore della Foundation for Freedom Online) in un’intervista, “ha un budget di 50 miliardi di dollari. L’intera comunità di intelligence è di soli 72 miliardi di dollari.

È più della CIA e del Dipartimento di Stato. È un soggetto decisivo che assiste il Pentagono, il Dipartimento di Stato e la comunità dell’intelligence”. Secondo quanto affermato dall’ex direttore dell’agenzia, John Gilligan, era stata “penetrata dall’alto al basso da persone della CIA”.

In pratica, l’USAID finanziava (e addestrava) ONG che venivano poi utilizzate per realizzare moti di piazza, finalizzati a rovesciare i regimi sgraditi. Le organizzazioni finanziate dall’agenzia sono state dietro la Rivoluzione Arancione del 2004 e la rivolta di Euromaidan nel 2014 in Ucraina; erano dietro la Rivoluzione delle Rose del 2003 in Georgia, e dietro al recente tentativo di rovesciare il governo di Tbilisi; in Serbia hanno sostenuto la Rivoluzione dei Bulldozer del 2000. Hanno avuto un ruolo in sommosse e colpi di stato anche ad Haiti e in Egitto, e più in generale in tutte le Primavere Arabe.

L’agenzia ha insomma servito egregiamente la politica egemonica statunitense negli ultimi decenni. Qual’è dunque la ratio della decisione di smantellarla/ricondurla sotto il diretto controllo del Dipartimento di Stato?

Sicuramente c’è una ragione economica; come per molti altri comparti dell’amministrazione USA, la grande disponibilità di denaro, e la grande discrezionalità del suo utilizzo, ha certamente favorito la corruzione a vari livelli, in patria e all’estero (basti pensare all’Ucraina, dove si stima in quasi 100 miliardi la quantità di denaro fagocitata da un esteso sistema di corruzione, che ha attinto agli abbondanti aiuti americani ed europei). Sembra infatti che già più di 1.000 dipendenti e appaltatori siano stati licenziati o messi in congedo.

Ma la decisione di riportarne l’azione sotto il diretto controllo di Mark Rubio segnala evidentemente l’intenzione di procedere verso una centralizzazione delle decisioni, e un più stringente controllo politico su tutto l’apparato federale. E questo risponde non soltanto all’esigenza di riassumere il controllo sulle strutture esecutive, e quindi assicurarne la fedeltà alle direttive del governo, ma più in generale è funzionale a una nuova stagione geopolitica, in cui la posizione interna e internazionale dell’autorità politica si caratterizza per una disposizione di guerra, in cui la centralità del comando diventa essenziale.

Tradotto sul piano pratico, ciò significa che d’ora in avanti l’azione sovvertitrice degli Stati Uniti sarà più mirata, e quindi probabilmente anche più intensa (laddove verrà applicata). Ma anche che all’azione bottom-up, utilizzando uno schema dal basso verso l’alto, verrà assai più spesso preferito l’approccio top-down, l’imposizione brutale dall’alto verso il basso. Vedi alla voce Canada, Panama e Groenlandia.

Questo nuovo approccio statunitense, quantomeno sul breve-medio periodo, verrà applicato soprattutto nei confronti dei paesi vassalli, o comunque troppo deboli per opporsi. Lì dove invece la pressione americana è destinata a confrontarsi con una opposizione dura, anche armata, i toni saranno parecchio più morbidi.

Almeno finché a Washington non riterranno di aver recuperato una capacità di supremazia militare che adesso decisamente non hanno

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Comments

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1
Alfred
Saturday, 08 February 2025 22:35
Tradotto sul piano pratico, ciò significa che d’ora in avanti l’azione sovvertitrice degli Stati Uniti sarà più mirata, e quindi probabilmente anche più intensa (laddove verrà applicata). Ma anche che all’azione bottom-up, utilizzando uno schema dal basso verso l’alto, verrà assai più spesso preferito l’approccio top-down, l’imposizione brutale dall’alto verso il basso. Vedi alla voce Canada, Panama e Groenlandia.

Questo nuovo approccio statunitense, quantomeno sul breve-medio periodo, verrà applicato soprattutto nei confronti dei paesi vassalli

Ma come fate a saperlo? Avete una linea diretta con donald?
Siete tra quelli che hanno creduto andasse contro bibi con la tregua a gaza?
Poi vi meravigliate che si faccia regalare gaza dagli israeliani a fine guerra (e fine gierra significa a sterminio dei palestinesi completo) per farne una riviera per ricchi?
Ma come era buono lui.
Pensate davvero che quello che nascera' dalle ceneri di usaid tra le tenologie di musk (che controlanonparecchio mondo) e tutti i poteri ambigui a corollario sara' come a voi pare che sara'?
Esattamente come la pace a gaza quello che prendera' il posto di usaid sara' uno strumento di potere con un Padrone e parecchi servi (oggi orban cantava le lodi della nuova internazionale trumpiana e altri coretti si sentivano in lontananza)
In un intervento precedente ho invitato a andare a leggere la storia della vecchina che pregava gli dei perche' non facessero morire il tirannico Tiranno Dioniso. Spero che non ci troveremo presto nelle stesse condizioni, ma a rimpiangere rimbambiden.
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