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nuovadirezione

Il peggior equivoco della storia repubblicana

di Marco Lang

Al momento non si sa se ci sarà un governo PD/M5S.

Premessa: la nostra è una Repubblica Parlamentare, non vi è elezione diretta del Presidente del Consiglio, le coalizioni ed i premi di maggioranza sono stati mandati in soffitta e la legge elettorale, pur non essendo proporzionale "pura", non costruisce maggioranze a tavolino ma prevede che queste si trovino in Parlamento, intorno ad un programma condiviso tra due o più forze politiche. Quindi, nessun ribaltone e nessun attentato alla volontà popolare espressa Il 4 marzo 2018.

Ma c'è un dato paradossale e ridicolo, almeno a leggere Repubblica e Corriere: a distanza di 18 mesi, scopriamo che il PD ha vinto le scorse elezioni.

Il PD - partito utile solo a se stesso, al suo ceto politico, ma dannosissimo per il Paese ed esiziale per le sorti della sinistra, intesa nel senso più nobile - nelle dichiarazioni dei suoi dirigenti, nelle condizioni poste ai pentastellati e (inizialmente?) accettate dai grillini, nell'apprezzamento e nelle considerazioni di media e giornalai (voluta, con tutto il rispetto per i giornalai) vari, ha vinto le scorse elezioni.

Torna il PD, quindi? Parrebbe di si. Al momento non è ancora escluso.

Torna Orlando vecepremier? L'Orlando che, ridicolmente furioso, nella prima Direzione post referendum costituzionale, attaccò coloro che, votando NO, avevano impedito il cambiamento; e tornano i Marcucci e i Rosato, i Delrio e le Ascani. Fiano ... E compagnia brutta. Renzi non torna: non se n'è mai andato. Ma, di certo, non è che il PD con lui o senza di lui cambi granché: Prodi, Veltroni, Franceschini, Letta ... Tutti campioni della sinistra e mirabili interpreti della tradizione socialcomunista italiana! O no?

Magari torneranno anche le ruote di scorta, le Boldrini e i Grasso. Speranza ...

Tutti vincitori delle elezioni.

Tornerà Il PD dei giovani leoni, che dichiarano la necessità di abolire quota 100 ed il reddito di cittadinanza. Per equità e per garantire la stabilità dei conti. Giovani o presunti tali che non hanno bisogno di reclamare un piano di investimenti pubblici e di assunzioni nelle pubbliche amministrazioni. La spesa pubblica è uno spreco. Così gli hanno insegnato e così ragionano. La sinistra ...

L'Europa? Un accenno di critica alle politiche europee? Non sia mai: abbiamo sperperato e ci meritiamo l'inferno dell'austerità.

Questi cerebrolesi, millenials ma cerebrolesi esattamente come i loro compagni più anziani in buona fede (quelli in malafede sono, semplicemente, dei delinquenti della politica), non sanno neanche che dal 1992 l'Italia è stato il più virtuoso e disciplinato Stato membro dell'UE, ha inanellato una serie di avanzi primari (tranne che nel 2009, nel pieno della crisi) per complessivi 676 miliardi di euro: tagli alla spesa pubblica, agli investimenti pubblici, ai servizi pubblici.

Questa è, purtroppo, la sinistra, secondo gli schemi non eludibili che dominano nel dibattito pubblico e sui media.

Se sarà governo PD/M5S, sarà restaurazione.

Questa è la realtà.

Se saranno elezioni, non potrà essere granché peggio. Ma almeno l'eventuale nemico sarà ben individuabile da chiunque, non potrà mimetizzarsi.

E magari, nel frattempo, si sarà eliminato il peggiore equivoco ed il peggior fallimento della storia repubblicana: il PD.

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