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Green Pass: andare oltre un dibattito infruttuoso

di Infoaut

Muoversi nella realtà attuale comporta confrontarsi con una complessità di contraddizioni trasversali che attraversano l'intero corpo sociale. Molto spesso queste fratture non si danno, per il momento, sulle direttrici che vorremmo, in particolar modo nelle società occidentali dove assumono tratti confusi, ondivaghi e difficili da interpretare.

C'è bisogno di mettere da parte certezze e interpretazioni eccessivamente statiche, per misurarsi con ciò che si muove, consapevoli che magari per lungo tempo la strada sarà stretta ed il sentiero tortuoso e che ci troveremo diverse volte a misurarci con fenomeni che ci fanno stare scomodi, ma che ci sfidano ad acuire lo sguardo e attrezzarci per il futuro.

Date queste premesse entriamo nel dibattito sui sommovimenti che si stanno dando sulla questione del Green Pass con alcuni appunti sparsi e provvisori:

 

1 La questione del Green Pass va oltre al tema "vaccino sì, vaccino no". Riguarda il modo in cui la nostra società e i suoi sistemi di potere stanno affrontando la crisi pandemica e la gestione della crisi sanitaria. Più in generale è un esempio delle soluzioni tecnocratiche che il capitale pone ai suoi stessi fallimenti (l'incapacità di ricostruire una narrazione unitaria degli interessi, il paradosso per cui l'individualismo piccolo borghese rischia di essere sui livelli più alti un blocco per il rilancio della valorizzazione, la devastante crisi della riproduzione sociale complessiva). E' evidente che il Green Pass era solo una delle opzioni possibili per affrontare questa fase della crisi, ed è stata scelta per due motivi: per tentare di evitare lockdown totali o parziali a causa delle varianti che interrompessero o rallentassero nuovamente la valorizzazione e per velocizzare la campagna vaccinale che è proceduta al rilento per diversi motivi (l'inefficacia della narrazione mainstream, la paura tutt'altro che infondata - come si è visto nel caso di AstraZeneca - rispetto alla scarsa sperimentazione e anche una certa dose innegabile di egoismo sociale sempre più diffuso). Dunque a livello europeo è stato deciso di imporre d'imperio il Green Pass come soluzione tecno-politica.

 

2 Il vaccino da solo non è la soluzione. Lo diciamo da mesi. Se è innegabile che la campagna vaccinale ha dato i suoi frutti in termini di calo delle morti e di ricoveri in terapia intensiva, è altrettanto vero che non è stata affatto la soluzione definitiva alla pandemia come era stata presentata all'inizio. Qui esistono due problemi di scala con cui si affronta il fenomeno. Il primo è su un livello macro: una campagna vaccinale totalmente efficace in grado di evitare la mutazioni del virus dovrebbe essere globale e molto rapida. Un'operazione del genere dovrebbe passare per un coordinamento generale delle singole governance e naturalmente da una almeno parziale redistribuzione globale d'emergenza delle risorse. E' evidente come una ipotesi del genere sia allo stato attuale impraticabile da parte capitalista. In secondo luogo su un piano più basso per ovviare a questo limite sarebbe stata necessaria una mobilitazione generale di risorse, capacità e prevenzione a livello territoriale al fine di evitare e contenere nuovi cluster che inficiassero la campagna vaccinale. E' dunque evidente che ancora una volta il capitale per evitare qualsiasi tipo di redistribuzione si è affidato ad un soluzionismo tecnoscientifico che ha dimostrato tutta la sua fallacia e che ha esasperato ulteriormente la situazione socio-economica. Dunque non c'è da stupirsi rispetto alla diffidenza che sempre più persone a livello più o meno esplicito nutrono nei confronti della capacità degli Stati di venire fuori dalla crisi.

 

3 La maggior parte di coloro che non si vaccinano non sono necessariamente negazionisti o No Vax. A prevalere sono soprattutto gli indecisi, coloro che rimandano la vaccinazione per paura, perché hanno altre priorità al momento, perché vogliono comprendere meglio cosa c'è in gioco, perché non sono in territori particolarmente colpiti fino ad oggi oppure perché sul proprio territorio sono scarsi i servizi. Negli Stati Uniti paradossalmente la campagna vaccinale ha incontrato le maggiori difficoltà proprio nei quartieri black dove il numero delle morti e dei contagi da Covid è stato maggiore. Molti studiosi hanno evidenziato la correlazione tra l'insurrezione di Black Lives Matter e la pandemia, eppure quelli sono stati i territori dove insisteva una maggiore diffidenza rispetto al vaccino. Varie possono essere le motivazioni che andrebbero analizzate e comprese, dall'assenza e dai ritardi nei servizi, alla diffidenza rispetto al sistema sanitario inefficace e magari razzista con cui si viene in contatto in certi territori, altri bisogni più urgenti, la tendenza al fatalismo ecc… ecc… Anche in Italia ci troviamo davanti ad una situazione simile: le regioni con il maggior numero di non vaccinati sono Calabria e Sicilia, a percezione se le stesse stime venissero fatte sulle città probabilmente si scoprirebbe che i quartieri popolari sarebbero quelli con il tasso di vaccinazione più basso. Senza parlare dei migranti, dei senza casa e di tutti coloro che sono esclusi o hanno un difficile accesso al sistema sanitario. E' evidente dunque che il Green Pass funzionerà anche da sistema di esclusione sociale per fasce della popolazione che già stanno vivendo le avversità della crisi.

 

4 Il Green Pass non è di certo la soluzione. E' vero che una parte degli indecisi spinti dall'eventualità di non avere più accesso a determinati servizi ha scelto di rompere gli indugi e prenotare il vaccino. Ma scegliere di polarizzare a questo livello il discorso pubblico potrebbe portarne molti altri a decidere di non farlo di fronte alla forzatura del governo. A questo punto oltre all'evidente esclusione sociale a cui andrebbero incontro questi soggetti verrebbe alla luce un problema più generale. Infatti siamo di fronte al paradosso per cui le fasce d'età meno vaccinate sono anche quelle più a rischio e chi invece ha il Green Pass potrebbe diventare un silenzioso vettore di contagio proprio tra queste persone. Di questo la controparte ne ha assoluta contezza ed ha deciso che è un rischio accettabile. Puro darwinismo sociale nella sua versione più brutale.

 

5 E' chiaro che per come si dà oggi lo scontro su questo tema si tratta di un dibattito interamente interno alla sfera del capitale dal punto di vista discorsivo. Rilancio della valorizzazione contro libertà individuali. Al momento sembra esserci poco spazio per un discorso diverso in questa polarizzazione, ma rimane vero che il Green Pass è una misura escludente e tecnocratica e che è oggettivamente necessario avversarla per chiunque si ponga un punto di vista anticapitalista. Inoltre ancora una volta, uno sguardo superficiale alla composizione di quelle piazze ci porta a dire che almeno in parte al loro interno vi siano soggettività con cui sarebbe importante relazionarsi per costruire percorsi di rottura dell'esistente.

 

Concludiamo questi brevi appunti con una serie di domande, come inchiesta aperta sui fenomeni a cui stiamo assistendo:

Quanto sta accadendo è solo il prodotto di un diffuso egoismo sociale e di interessi economici ben specifici o c'è altro?

Questi sommovimenti si pongono su un terreno antistituzionale? In che forma?

E' possibile almeno in parte introdurre dentro questi sommovimenti temi e parole d'ordine che superino la contrapposizione tra Si Vax e No Vax e si propongano di porre in discussione la gestione dall'alto della crisi?

Abbiamo visto una continua confusione all'interno dei saperi tecnoscientifici. Si può ipotizzare che questo campo stia andando incontro ad una progressiva ripoliticizzazione. Come possiamo inserirci in queste faglie, alla luce anche delle piazze che stiamo osservando, per immaginare una ricomposizione che vada nella direzione di affermare la priorità di una vita degna sulla produzione e sul consumo?

Si può essere contro il Green Pass anche se si ritiene che sia giusto o per lo meno utile vaccinarsi al fine della cura collettiva di tutt*, ma si vuole vivere in una società che non lasci indietro nessuno.

E' evidente che lo spazio è stretto, come dicevamo all'inizio, e lo sarà ancora per lungo tempo, ma non sarà a partire da certezze granitiche che ricostruiremo una possibilità di contrapposizione di massa in senso antagonista. Si tratta con umiltà di confrontarsi, sperimentare, mettersi in gioco mantenendo alcuni punti fermi, ma con la consapevolezza che tocca sporcarsi le mani.

Ps. Al di là di come la si pensi sui vaccini o sul green pass, togliere i social a Burioni sarebbe un'operazione di salute pubblica.

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Comments

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Emma
Thursday, 29 July 2021 06:38
Apprezzo la interessante riflessione. Ma con questi panzer non si ragiona. Avanzano e travolgono.
Dobbiamo correre ai ripari contro una misura iniqua , classista e odiosa invece di consegnarla in mano alle destre. Finiamola di fare teoria : SCENDIAMO IN PIAZZA !
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Nemesis
Thursday, 29 July 2021 15:00
La vedo come te, perchè l'ho già fatto e lo rifarò. E dopo la piazza è seguita subito la risposta psico-idoelogica grezza a reti unificate. A questa, purtroppo, è seguita quella più affinata e corriva, ma ormai demenziale, di certi professori di "comunismo vero" d'epoca, tutto italico, che pretende di interpretare il "piano oggettivo", laddove invece lo mistifica spacciando al suo posto il proprio "piano soggettivo".

In particolare alcuni giudizi soggettivi, non richiesti e secondo me falsi:

- "La “composizione sociale” è piccola borghesia schiacciata da questa crisi (generalmente commercianti, ristoratori, baristi, gestori balneari, ecc), zero o quasi lavoratori dipendenti".

Questo non è vero perché con il lasciapassare agli esercenti gli va benissimo, tanto scaricano tutto sui dipendenti precari, avendo un dispositivo in più di ricatto e potendo scaricare su di loro ilo ricatto da lockdown e sui malvagi "non vaccinati". Infatti il presidente di FederAlmentari, ad esempio, ha fatto tutta un'assurda elegia dei GreenPass, ringraziando "la Scienza" per i messianici vaccini; in giro è un pullulare di esercenti che mettono cartelli "No cani e non vaccinati" pur di esorcizzare il ricatto delle chiusure e spargono la falsa ideologia non scientifica che i non vaccinati alimentano le varianti, laddove è molto più probabile il contrario a causa della vaccino-resistenza (vedi dosi semestrali di upgrade immunologico by Pfizer&Moderna).

- "L’imprinting politico è chiaramente di destra, condito da complottismi no vax e altre stronzate ..."

Ecco, "le stronzate" sono invece quelle degli odierni saccenti ideologici "solo-marxisti" che, pur intuendo la propria ignoranza ad angolo giro in materia di genetica e microbiologia e di biologia in generale, si sono bevuti la storia pandemica, tutta lastricata di costanti, continue e palesi contraddizioni, finalizzata all'approccio vaccinologico e all'ideologia di controllo sociale ad esso associata.

E, pur di fronte alle evidenze di istituzioni quali cinghie di trasmissione diretta dei voleri oligarchici, fanno passare per "complottismo" ciò che 40 e più anni fà era pane quotidiano, analizzato e descritto come Sistema Internazionale delle Multinazionali ... e allora si era ad uno stadio persino embrionale rispetto allo spaventoso sviluppo di interessi oligarchici del mondo attuale.

Malgrado costoro possano additare i mass media, ne sono corrivi nella riduzione indiscriminata “Ad fascistam” di ciò che ignorano. Lo sono per ingiustificata altezzosità e premuroso distacco dalla piazza reale (ben più ampia e diversa dal loro votantonio dello zerovirgola).

Ma il discrimine è un atto scientifico. L'indiscrimine a priori è propriamente del clero, ateo quanto si voglia, ma pur sempre clero religioso, seppur di nicchia.

Arrivare a fare il paragone con Maidan disvela la totale incapacità di saper vivere una vita reale e non virtuale, alienata non dal digitale, ma da ben molto prima, dai dogmi religiosi, seppur atei, di certo marxismo-leninismo caro a sè stesso.

A Maidan la sconfitta in piazza delle componenti di sinistra fu la chiave di volta del successo di quella manovra para-fascista pro-NATO. Ma quella era ed è l'Ucraina. In Italia, con tanto di Antifascismo istituzionalizzato e sublimato, dovrebbe essere una pratica empirica assodata l’andare in piazza a contendere ai fascisti la rivolta popolare.
Invece gli odierni antifascisti italiani fanno a gara a lasciare l'opposizione sociale e la rivolta in mano ai fascisti e, indirettamente, ai partiti politici della destra loro referenti (come avveniva decenni prima a parti invertite con il PCI).
Certamente che lasciando liberi e soli i fascisti in piazza il potere massmediatico li aiuterà ad intestarsi ogni rivolta popolare e opposizione sociale. Laddove invece sarebbe da praticare il vero antifascismo politico, e non certo quello sublimato nella società dello spettacolo di bella ciao.

Ma cosa ci si può aspettare da professori distaccati, autoreferenziali, strafottenti e sputa sentenze?

Ci si può aspettare solo la stessa corrività collaborativa del sindacalismo di sinistra che si mette a cuccia a ogni minimo richiamo editoriale di politi-corretto borghese, tenuto al guinzaglio da tutto un settore di interessi e stipendi para-istituzionali (CAF, concertazioni, assessorati, finanziamenti, borse di studio, ecc...)

La classe degli spossessati e degli sfruttati é altrove, lasciata alla mercè dei fascisti! Che vi ringraziano e vi sfottono.
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emma
Friday, 30 July 2021 07:48
Caro Nemesis, tanto più mi sei caro fraternamente constatando sintonie e accordi che, in questi tempi di atroce agonia ( Gesualdo Bufalino) sono segnali di vita in uno spazio freddo e buio. Buio, banalmente, della ragione. La grande tragedia che ha colpito vastissime fasce della popolazione mondiale. Vedi, Freccero che non è tra i miei intellettuali di riferimento, ha detto cose interessanti riguardo all'accettazione supina dell'autoritarismo galoppante, in quanto sedimentata , interiorizzata da anni . Non argomenta sui processi che hanno determinato l'acriticismo, mi si perdoni l'azzardo linguistico, ma , complessivamente , centra il bersaglio.
Per una disamina più completa aggiungerei le tue osservazioni sui comunisti d'epoca italici che, consentimi, si dilettano a masturbarsi pateticamente con qualche voyeur alla frutta come loro, sui solo-marxisti, sul sindacalismo di sinistra , sull'antifascismo sublimato dalla società dello spettacolo( su Come don Chisciotte ho letto un intervento su dove siano , che dicano i professionisti dell'antifascismo) , sui professori autoreferenziali e sputasentenze, sui giudizi spocchiosi soggettivi di "intellighenti "fatti passare come oggettivi. Mancherebbe ancora altro, tuttavia. Dove collocare i gazzettieri in proliferazione esponenziale, soprattutto dall'area ex Unità, più perniciosi dei prezzolati di Berlusconi ? Su editori e mediocri al servizio delle oligarchie dominanti, la lista è ampia. E sono, come ben sai, gli unici accreditati a rincoglionire il pubblico attraverso la tv. Pubblico in cui ci sono tanti insospettabili borghesucci di sinistra che hanno assunto la vaccinocrazia come l'unica salvezza possibile e, poco poco, ti permetti di insinuargli il dubbio, ti sbranano. Desolata. Così mi sento.
So di una manifestazione , autorizzata, a Roma, domani in Piazza del Popolo, da cui sono esclusi sciacalli leghisti e meloniani. Mi auguro sia affollatissima. Io sono lontana e non potrò essere presente.
Vorrei dire altro. Ho anche ardenti desideri non benevoli verso tutti i maledetti e gli imbecilli che hanno creato e abbracciato questa nuova religione. Uno solo lo posso esprimere : che il vaccino faccia bene e presto il suo lavoro, salvando i bambini.
Buona giornata.
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giovanni spreafico l'autonomo
Wednesday, 28 July 2021 14:11
Giova qui ricordare un breve passo dal Diario di Anna Frank e calarlo nella nostra realtà di una famiglia No Vax, cioè di ebrei in quella accezione spregiativa che ha un parallelo congli anni 30:

”Gli ebrei debbono portare la stella giudaica ed essere distinti da tutti gli altri. Gli ebrei debbono consegnare le biciclette. Gli ebrei non possono salire in tram, gli ebrei non possono più andare in auto. Gli ebrei non possono fare acquisti che fra le tre e le cinque, e soltanto dove sta scritto ‘bottega ebraica’. Gli ebrei dopo le otto di sera non possono essere per strada, né trattenersi nel loro giardino o in quello di conoscenti. Gli ebrei non possono andare a teatro, al cinema o in altri luoghi di divertimento, gli ebrei non possono praticare sport all’aperto, ossia non possono frequentare piscine, campi di tennis o di hockey eccetera. Gli ebrei non possono nemmeno andare a casa di cristiani. Gli ebrei debbono studiare soltanto nelle scuole ebraiche. E una quantità ancora di limitazioni del genere. Così trascorreva la nostra piccola vita, e questo non si poteva e quello non si poteva.“

Sostituiamo agli ebrei i non vaccinati..aggiungiamo licenziamenti,limitazioni all'attività politica e non siamo lontani!!

E il fulcr di questa discriminazione sono i vaccini, non nascondiamoci dietro ragionamenti cerchiobbottisti!!
Vaccini usati come arma geopolitica e come arma di controllo sociale e gestione della presa del potere capitalista sulla società. Svegliatevi.. non si può scindere l'obbligo imposto del vaccino dalle necessità economiche e di soppravvivenza del capitalismo!!!Come lo erano le leggi razziali per fascismo e nazismo!!!Con le varie tessere e lasciapassare del''epoca e il confino e l'imprigionamento degli oppositori e dei rivoluzionari!! Prima vennero a prendere.....
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