
Riflessioni dopo l’Ottobre
di Francesco Giordano
Dal 7 ottobre 2023 siamo stati tutti e tutte coinvolti nel sostenere la legittimità della Resistenza all’occupazione, certamente i bombardamenti su Gaza sono stati uno shock per ognuno di noi, e abbiamo partecipato in maniera spontanea, indignati anche per la gestione che ne han fatto i media televisivi e cartacei.
Occorre dire che pur nella immediatezza vi è stata tutto sommato una reazione determinata, le diverse componenti palestinesi in Italia hanno reagito all’unisono, chiamando tutti a scendere a fianco del popolo palestinese di Gaza e non solo, perché non bisogna dimenticare che nello stesso periodo è proseguita la mattanza in Cisgiordania, con oltre 200 assassinati e migliaia di arresti e torturati,
Anche perché, nello stesso tempo l’occupazione ha reagito con una violenza molto forte non contro la Resistenza, ma contro l’intero popolo palestinese e contro i prigionieri, con la vile uccisione a sangue freddo di diversi di loro.
In questo periodo, proprio per il sentire di dover scendere nelle piazze, nello stesso tempo si è perso di vista la capacità di riflettere sulla situazione in Palestina, sugli obbiettivi del sionismo nei confronti del popolo palestinese.
Oggi giustamente si parla di tregua e va benissimo, ma abbiamo la consapevolezza che diventa una tregua in attesa dell’ennesima aggressione? Basterebbe guardare indietro e leggere quello che è stato da 20 anni a questa parte.
La strategia sionista si muove in un modo per quanto riguarda la Cisgiordania, ovvero con un quotidiano stillicidio di morti e di incarcerazioni, con l’obbiettivo di combattere la resistenza e nello stesso tempo di costringere palestinesi ad abbandonare la propria terra.
Invece Gaza periodicamente viene aggredita con bombardamenti feroci e prolungati, che durano anche oltre un mese.
È stato così nel 2014, 2018 e 2023, come si può vedere nello stesso arco di tempo.
Come ebbi modo di scrivere più volte, il progetto sionista è quello di CANCELLARE la presenza palestinese in tutta la Palestina, dal Fiume al Mare.
Si incazzano come bestie quando sentono noi, palestinesi e filopalestinesi, urlare che vogliamo tutta la Palestina, appunto dal Fiume al Mare.
Facciamoci la domanda sul perché ad esempio distruggono gli ospedali, davvero credete alla favola che sotto ci sono i tunnel di Hamas?
Distruggere un ospedale come han fatto i sionisti vuol dire che le persone non possono essere operate, curate e tanti muoiono, e questo modo va a sommarsi agli atri nella strategia di cancellare la presenza palestinese sulla propria terra. I sionisti quando sparano sui civili palestinesi fanno in modo di rendere inabile il ragazzo o la ragazza, spesso minorenni in due modi: o uccidendoli con un colpo in testa oppure lasciandoli invalidi.
L’azione della resistenza contro coloni e militari va intesa all’interno della necessità di unire tutto il popolo palestinese nella lotta contro l’occupazione, quindi contro i sionisti e i numerosi collaboratori, in primis Abu Mazen e la sua cricca, oltre alla necessaria liberazione dei prigionieri.
Assistiamo in questi ultimi giorni allo scambio dei prigionieri e prigioniere, e assisteremo nei giorni a venire a quello tra militari sionisti e prigionieri palestinesi.
Credo sia importante sottolineare che il 7 ottobre hanno partecipato tutte le fazioni della Resistenza, ben 5 organizzazioni, anche se i sionisti e i loro megafoni occidentali, amano citare sempre e solo Hamas.
Serve riflettere su questi aspetti per avere maggiore consapevolezza di quanto sta succedendo, non è spontaneismo né disperazione, ma una tappa della giusta e sacrosanta Lotta di Liberazione Nazionale.













































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