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comuneinfo

La disfatta di Israele

di Franco Berardi Bifo

Con l’arrivo del caldo a Gaza, il problema della penuria di acqua assume contorni catastrofici. A Jebalia sono stati registrati i primi morti per sete tra i bambini e anziani. Intanto il Jerusalem Post pubblica un articolo in cui si dice che la guerra di Netanyahu è persa perché non è possibile eliminare Hamas. Del resto, cresce l’angoscia pensando al fatto che le truppe di Hezbollah finora sono rimaste a guardare… A un prezzo spaventoso la vendetta di Hamas sembra consumarsi. Ma è forte il rischio di scoprire che in quel piccolo luogo del mondo, scrive Bifo, si sta svolgendo l’anteprima di una guerra ancora più orribile che ovunque si prepara.

* * * *

Moshe Feiglin, del partito di Netanjahu, ha detto che non si deve fermare il genocidio fin quando un solo palestinese rimarrà in vita (Middle Est Eye). Qualcuno potrà obiettare che costui è uno squilibrato e non rappresenta il popolo israeliano. Che si tratti di uno squilibrato non c’è dubbio, ma purtroppo la maggioranza degli israeliani sono squilibrati come lui, e pensano quello che dice lui, anche se non tutti lo dicono. La condizione di colonizzatori, l’abitudine a discriminare milioni di donne e di uomini che vivono a pochi passi da casa tua, il cinismo da zona di interesse in cui gli israeliani hanno vissuto per decenni sono le cause di questo squilibrio mentale.

Il 7 ottobre ha provocato l’esplodere della follia omicida: crudeltà e orrore non si possono più relegare in uno spazio marginale, hanno preso il posto centrale della storia. La ragionevolezza e i sentimenti umani sono un residuo che solo i disertori possono coltivare.

Con l’arrivo della stagione calda a Gaza, il problema della penuria di acqua sta assumendo contorni catastrofici. Israele ha chiuso con il calcestruzzo deliberatamente centinaia di pozzi d’acqua e distrutto le unità di potabilizzazione nel nord della striscia. A Jebalia sono stati registrati i primi morti per sete tra i bambini e anziani. Neppure i nazisti fecero uso della fame e della sete come arma di guerra contro la popolazione civile. Si tratta di un crimine secondo le norme internazionali: un crimine orrendo, un crudele sterminio di massa scientificamente studiato e premeditato.

Ma ora, dopo otto mesi di genocidio credo che Israele stia per precipitare in un caos sanguinoso di guerra civile e di violenza suicida, perché quel popolo non è più in grado di ragionare. Il Jerusalem Post ha pubblicato il 17 giugno un articolo in cui si dice esplicitamente che la guerra di Netanjahu è persa, perché non è possibile eliminare Hamas: essendo il prodotto (simmetricamente folle e crudele) della violenza e dell’odio, Hamas cresce ogni giorno che passa. E Thomas Friedman, editorialista filo-israeliano, ha scritto il 18 giugno sul New York Times: “Israele che conoscevamo non esiste più… Israele di oggi si trova in un pericolo esistenziale…” (Nytimes.com).

Non sono uno stratega ma suppongo che la vera guerra per Israele debba ancora cominciare. Finora si è trattato di un genocidio, di un atto unilaterale di sterminio, simile a quelli che le truppe di Hitler conducevano contro la popolazione ebrea indifesa. Finora le truppe di Hezbollah sono rimaste a guardare. Ancora Friedman scrive al proposito: “A differenza di Hamas, Hezbollah dispone di missili di precisione che possono distruggere interi settori dell’infrastruttura di Israele, i suoi aeroporti le sue università le sue basi militari e le centrali di energia”. Di conseguenza è probabile che nel prossimo futuro assisteremo all’attacco che spingerà Israele nell’abisso in cui merita di sprofondare.

Friedman conclude il suo articolo con l’invito a riconoscere che Hamas ha vinto la guerra, e aggiunge: “Sento le critiche dei falchi che mi dicono: Friedman, vuoi permettere a Yahya Sinwar di venire fuori dal suo tunnel e dichiarare la vittoria? Io rispondo: sì, proprio così. Ma poi vorrei partecipare alla conferenza stampa di Sinwar e gli chiederei: «Caro Sinwar, stai dicendo che questa è una grande vittoria per Hamas: un ritiro totale di Israele e uno stabile cessate il fuoco. Ma vorrei sapere cosa c’era a Gaza il 6 ottobre se non un ritiro totale di Israele e uno stabile cessate il fuoco? Come puoi spiegare ai cittadini di Gaza che hai provocato otto mesi di guerra con la distruzione del 70% degli edifici di Gaza, 37000 morti, molti dei quali donne e bambini, per ritrovarti esattamente nel punto in cui eri il 6 ottobre?». Quel che dice Friedman è vero, tranne l’ultima frase. L’enorme prezzo che i palestinesi hanno pagato non è servito, a mio parere, a migliorare la vita dei palestinesi, ma solo a peggiorarla, e fin qui siamo d’accordo. Però ha ottenuto un risultato che otto mesi fa era inimmaginabile: ha avviato Israele verso la sconfitta, verso il più infamante disonore, verso l’isolamento internazionale e verso la guerra civile e la dissoluzione. A un prezzo spaventoso la vendetta di Hamas è consumata.

Ma fin qui siamo solo alla premessa; quale scenario si apre dopo questa disfatta di Israele, dopo l’immane crudeltà inferta e subita da Hamas e dalla popolazione di Gaza? Presto scopriremo che in quel piccolo luogo del mondo si è svolta l’anteprima della guerra che dovunque si prepara.

Il popolo di Israele, razzista, colonialista, super-armato e senescente, è l’avamposto dell’occidente. E il popolo di Palestina, incrudelito da decenni di violenza e di umiliazione, è l’avamposto del mondo colonizzato che si prepara alla vendetta.

Ogni giorno alla frontiera tra il sud e il nord del mondo si svolge un genocidio di proporzioni immani.

La guardia costiera greca che getta in mare migranti africani o afghani, i governanti italiani che impediscono i salvataggi in mare e consegnano migranti in fuga alla guardia costiera libica sono i guardiani di una fortezza assediata: miserabili bianchi che hanno perduto ogni senso di umanità perché percepiscono l’approssimarsi di una resa dei conti il cui unico linguaggio sarà la crudeltà e l’orrore.

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Comments

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Franco Trondoli
Friday, 28 June 2024 12:11
Anche nelle sterminate popolazioni del mondo dominate dai colonizzatori occidentali, esistono delle élite dei colonizzati che dominano le loro proprie popolazioni colonizzate.
Se non si capisce bene questo, con tutte le conseguenze del caso, ho l'impressione che non si capisca niente;
e quindi di conseguenza, si rischi seriamente, anzi, c'è la certezza, che si sviluppi e coltivi un modo di pensare neo masochistico occidentale. In sostanza, tutte le popolazioni dominate del mondo, sia quelle occidentali che quelle "colonizzate" sono e saranno egualmente le vittime predestinate di quanto di peggio si possa immaginare.
Oltretutto messe ovviamente le une contro le altre.
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Alfred
Thursday, 27 June 2024 22:16
miserabili bianchi che hanno perduto ogni senso di umanità perché percepiscono l’approssimarsi di una resa dei conti il cui unico linguaggio sarà la crudeltà e l’orrore.

Vero, ma le cose per questo occidente idiota potrbbero anche peggiorare.
Come?
L'occidente vive sul suo passato, sul suo razzismo, sul suo status da padrone del mondo, ma sta chiudendo i battenti della sua potenza industriale, militare e i residui di potenza coloniale.
Una sola nazione che doveva tremare al suono delle sanzioni sta svuotando gli arsenali di tutto l'occidente e bastonando i poveri ucraini mandati a crepare. Nessun apparato industriale occidentale ha conservato filiere industriali decenti e persino i francesi che pensavano di avere la loro africa tornano a casa senza neanche fiatare.
Ancora vediamo onde di migranti verso l'europa e gli Usa, presto potremmo vedere un flusso inverso. Di disperazione europea diretta verso fabbriche cinesi, russe o verso i paesi africani.
Assurdo?
A me sembra solo molto probabile, anche nel breve periodo, basta che insieme al resto l' occidente collettivoperda la capacita' di fomentare guerre e seminare zizzania nel restante mondo
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Irene Starace
Saturday, 29 June 2024 09:35
Lo penso anch'io e qua e là leggo di persone che lo stanno progettando.
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Alfred
Sunday, 30 June 2024 12:45
In che senso, scusi?
A me appaiono chiare le dinamiche attive e in crescendo, non vedo omini che lavorano attivamente a piani macchiavellici, salvo eterni egoismi, sentire suprematista e una visione limitata su qualsiasi cosa non sia il proprio ombelico e il proprio, immediato, interesse.
Ovviamente, il tutto, declinato con intensita' variabili e con sfumature diverse a seconda della classe sociale di appartenza e di altri accidenti delle singole vite.
Si, poi le dinamiche del capitale, del capitalismo ecc. dimenticavo
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Irene Starace
Monday, 01 July 2024 06:22
Voglio dire, di europei che stanno progettando di emigrare, chi in Russia, chi in Africa, ecc...
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Alfred
Monday, 01 July 2024 15:59
Ok, capito
Anche a me a tratti non dispiacerebbe. Mi attira l' Indocina, ma mi manca una buona occasione.
Saluti
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