pausa vacanze.jpeg

IL SITO SI PRENDE UNA PAUSA ESTIVA. A PRESTO!

Fai una donazione

Questo sito è autofinanziato. L'aumento dei costi ci costringe a chiedere un piccolo aiuto ai lettori. CHI NON HA O NON VUOLE USARE UNA CARTA DI CREDITO può comunque cliccare su "donate" e nella pagina successiva è presente (in alto) l'IBAN per un bonifico diretto________________________________

Amount
Print Friendly, PDF & Email

sollevazione2

Verso le elezioni

Scheda 4: Potere al Popolo

Oggi ci occupiamo di Potere al Popolo —coalizione elettorale di cui abbiamo già scritto QUI e QUI — per vedere cosa dice sull'Unione europea e l'euro.

Recita il programma elettorale di Potere al Popolo dal titolo, appunto UNIONE EUROPEA.

«Negli ultimi 25 anni e oltre, l’Unione Europea è diventata sempre più protagonista delle nostre vite. (...) I ricchi, i padroni delle grandi multinazionali, delle grandi industrie, delle banche, le classi dominanti del continente approfittano di questo ”nuovo” strumento di governo che, unito al “vecchio” stato nazionale, impoverisce e opprime sempre più chi lavora. L’Unione Europea è uno strumento delle classi dominanti che favorisce l’applicazione delle famigerate e impopolari “riforme strutturali” senza nessuna verifica democratica. (...) Noi ci sentiamo naturalmente vicini ai tanti popoli che vivono nel nostro stesso continente, con i quali la nostra storia si è intrecciata e si intreccia tuttora e che soffrono come noi a causa di decenni di politiche neoliberiste; insieme a tutti costoro vogliamo ricostruire il protagonismo delle classi popolari nello spazio europeo. Per questo lottiamo per:
- rompere l’Unione Europea dei trattati; - costruire un’altra Europa fondata sulla solidarietà tra lavoratrici e lavoratori, sui diritti sociali, che promuova pace e politiche condivise con i popoli della sponda sud del Mediterraneo;
- rifiutare l’ossessione della “governabilità”, lo svuotamento di potere del Parlamento, il rafforzamento degli esecutivi, l’imposizione di decisioni dall’alto perché “ce lo chiede l’Europa”;
- il diritto dei popoli ad essere chiamati ad esprimersi su tutte le decisioni prese sulle loro teste a qualunque livello– comunale, regionale, statale, europeo – pregresse o future, con il ricorso al referendum».

Salta agli occhi: neanche una parola, che fosse una, sulla moneta unica, nemmeno un pur fugace accenno all'euro. La qual cosa è come minimo surreale, visto che l'euro non è un orpello ma il vero e proprio pilastro dell'Unione e del mercato unico. E quindi è francamente ridicolo che nel programma si chieda la "nazionalizzazione della Banca d'Italia". Ci viene in mente quella stramba figura dell'ippocervo: una Banca centrale "nazionalizzata" che non dispone di sovranità monetaria e resta entro il Sistema europeo di banche centrali (SEBC) è una totale assurdità.

Ma perché questa reticenza su un punto tanto dirimente com'è l'euro? Semplice: perché tra i contraenti del patto elettorale non c'è accordo. Je so' pazzo, il centro sociale napoletano che per primo ha lanciato l'iniziativa della lista napoletana, ha la medesima posizione di Rifondazione comunista, che difende la moneta unica —leggere per credere con quali peregrini argomenti. Eurostop ha quindi dovuto ingoiare un boccone molto amaro. Le Rete dei Comunisti, che di Eurostop è il perno, deve arrampicarsi sugli specchi per giustificare il cedimento su un punto di tale importanza.

Potere al Popolo dice che bisogna «rompere l'Unione europea dei trattati». Togliete il verbo (furbetto) "rompere" e avrete in buona sostanza —checché ne dica Giorgio Cremaschi—, la medesima posizione della gran parte delle liste elettorali concorrenti, comprese quelle di regime come Partito democratico e Forza Italia, le quali rivendicano il superamento dei vincoli scritti nei Trattati, e tutte sperano, in nome di un "europeismo inclusivo" e non tecnocratico, nella "riforma" dell'Unione.

Certo, non siamo ai tempi de L'Altra Europa con Tsipras (e come si potrebbe dopo la vergognosa capitolazione di SYRIZA?) ma gratta gratta Potere al Popolo ci rifila la minestra riscaldata dell' altreuropeismo. Questo e null'altro è il significato di questa frasetta-mantra:

«costruire un’altra Europa fondata sulla solidarietà tra lavoratrici e lavoratori, sui diritti sociali».

Anche qui un'altra enorme concessione di Eurostop.

A questo punto il lettore potrebbe pensare che Potere al Popolo è, al pari delle altre liste elettorali, un'accozzaglia senza né capo né coda. Non è vero, o è vero solo in parte.

C'è infatti un punto teorico e programmatico, un collante ideologico su cui si regge l'alleanza elettorale. E' il categorico rifiuto della sovranità nazionale, considerata come una "cosa di destra" in quanto "nazionalistica". Siamo in presenza di un vero e proprio elemento distintivo, anzi identitario, che accomuna tutta la sinistra radicale.

Che abbiamo allora, alla fine dei conti? Che la "rottura con l'Unione dei Trattati", privata dello sbocco politico e logico della conquista di una piena sovranità e indipendenza nazionale, è una finta rottura, un inganno.

Pin It

Add comment

Submit