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lantidiplomatico

Da africano dico #apritegliaeroporti

di Daniel Wedi Korbaria

Oramai in Italia il paese è diviso tra buoni e cattivi e per gli stranieri come me restare neutrali diventa assai difficile. Ma solo perché parlo in questi termini mi danno del razzista

Estate 2018. Durante una serata musicale a Roma, ad un certo punto il cantante del tipo #restiamoumani urla al pubblico: “Apriamo i porti!” Mi sono cadute le braccia all’istante e mi sono chiesto avvilito: “Ma perché non gli aeroporti?”

Oramai in Italia il paese è diviso tra buoni e cattivi e per gli stranieri come me restare neutrali diventa assai difficile. Ma solo perché parlo in questi termini mi danno del razzista. A me! Viviamo oramai in un mondo alla rovescia, non esiste più destra e sinistra, Gaber ce lo aveva anticipato già 20 anni fa.

Io sono del parere che l’Italia non sia affatto un paese di razzisti, è un paese come tutti gli altri, lo stesso razzismo che c’è qui esiste in tutto il mondo, il razzismo di oggi c’era anche ieri e ci sarà anche domani.

Diffido dell’equazione che chi voglia #chiudereiporti lo faccia perché è razzista, altrettanto respingo l’idea che chi voglia aprirli abbia invece in testa l’aureola di santità. Direi che ci sono interessi ideologici ed economici di fondo.

Il problema dei buoni samaritani ed immigrazionisti è la cecità, guardano il dito invece che la luna. Ossia invece che al Ministero dell’Interno che ha chiuso i porti dovrebbero puntare il loro dito accusatorio contro il Ministero degli Esteri che ha chiuso gli aeroporti. Per questo ci sono i morti in mare. Vi ricordate la tragedia di Lampedusa? Ebbene, la grande maggioranza di quei morti annegati poteva arrivare in Europa con l’aereo pagando un decimo di quello che ha speso. Quasi tutte le vittime e i sopravvissuti avevano diritto ai visti per ricongiungimento familiare, avendo quasi tutti i parenti residenti in Europa. Ve li ricordate i loro cari venuti da tutta Europa per piangerli e seppellirli? Secondo voi non avrebbero preferito farli arrivare regolarmente in aereo? Certo, se le ambasciate europee non avessero smesso di concedere i visti.

A quelle persone è stato negato il visto. Per esempio, da una decina d’anni a questa parte è stato deciso che agli eritrei non vengano più concessi i visti sia per il ricongiungimento familiare, per salute e financo per turismo. A chi accusa il Ministero sbagliato dico: chiedete alla Farnesina quanti visti ha negato negli ultimi dieci anni in Eritrea o nelle ambasciate italiane dislocate in tutta l’Africa. L’anno scorso, ad una giovane donna eritrea con un tumore al seno che necessitava di cure mediche specialistiche in Italia, l’Ambasciata italiana ha negato il visto. La Comunità Eritrea in Sicilia che le aveva mandato l’invito ha mobilitato la prefettura, la questura, la Croce Rossa e tutti hanno fatto spallucce. Dopo dieci mesi di attesa la donna è deceduta. Restiamo umani, vero?

Una delle 11 motivazioni per il diniego è la numero 9, quella più in voga, che recita: la Sua intenzione di lasciare il territorio degli Stati membri prima della scadenza del visto non può essere stabilita con certezza. Non solo senza un regolare processo ma una condanna definitiva alle pseudo intenzioni del richiedente! La stessa risposta l’hanno data sia ai ventenni che agli anziani. (vedi foto)

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Per farvi un esempio personale anche a mia sorella è stato rifiutato il visto turistico con questa motivazione e non è mai potuta venire in Italia a trovarmi.

Invece alla mia anziana madre l’hanno fatta aspettare 40 giorni per un appuntamento solo per poter accedere all’ambasciata italiana di Asmara e prenderle le impronte digitali. Hanno paura che una donna ottantenne possa far perdere le sue tracce una volta approdata in Italia?

Ma perché la Farnesina e l’Unione Europea hanno negato e continuano a negare a chi ne ha diritto l’ingresso regolare? Chi li ha costretti a favorire l’immigrazione illegale che ha diviso non solo gli Stati membri ma anche i cittadini italiani in buoni e cattivi? Chi ha originato questo esodo dall’Africa? Il Professor Hans Rosling lo spiega con un interessante video1 (Why Boat Refugees Don’t Fly!) dove sostiene che l’Unione Europea con la direttiva EU DIRECTIVE 2001/51/EC abbia favorito i barconi piuttosto che gli aerei. Per il Professore è questa direttiva la causa principale di tutti quei morti nel Mar Mediterraneo.

Gli unici fortunati che ce l’hanno fatta a salire a bordo di un aereo sono gli pseudo rifugiati dei corridoi umanitari, 800 persone sbarcate a Fiumicino e a Pratica di Mare tra il 2017 e 2018, in stretta collaborazione tra il Ministero dell’Interno e la CEI (Sant’Egidio, CARITAS) e selezionati in Etiopia e in Libia dall’UNHCR e da Alganesh Fessaha2, attivista del regime change eritreo già proprietaria della ONG Gandhi Charity.

Buon per loro se non fosse che, assieme ai legittimi casi vulnerabili si sono infiltrati militari graduati del regime change eritreo scelti personalmente da Alganesh e già indottrinati su cosa dire una volta approdati in Italia. All’ex ministro Minniti e all’attuale ministro Salvini vorrei suggerire di fare l’appello di questi 800 per vedere in quanti rispondono poiché molti di loro sono già scomparsi dalla Penisola diretti nel Nord Europa. A questo punto mi chiedo: “Perché i rifugiati scappano dall’Italia?”

Perciò miei cari immigrazionisti, se siete veramente buoni ed onesti tenete chiusi i porti dai quali arrivano soltanto gli schiavi e rivolgetevi alla Farnesina per far aprire gli aeroporti e permettere l’ingresso non agli schiavi ma a familiari, a studenti, a professionisti e a ricercatori africani! Apritevi alla normalità.


Daniel Wedi Korbaria, scrittore eritreo, ha pubblicato diversi articoli in italiano poi tradotti in inglese, francese, tedesco e norvegese.

Note
1 Why Boat Refugees Don’t Fly! https://www.youtube.com/watch?v=YO0IRsfrPQ4
2 Alganesh Fessaha: i premi, l'attivismo politico e l'importazione di profughi eritrei https://www.lucadonadel.it/alganesh-fessaha/
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