Sulle nostre teste
Post un po' orwellian-cyberpunk-philipdickiano
di Pierluigi Fagan
Riassumo qui una serie di notizie a sfondo tech, lette ultimamente. La prima è il fantastico trenino di satelliti spedito nello spazio da Elon Musk. Sono sessanta, avanguardia di un progetto di “nuova costellazione” che ne prevede, a regime, 12.000 nel 2027 ma forse già 4000 nel 2020. Ma c’è anche un costellazione di mr. Virgin (Branson) con 700 sat ed un progetto in rampa di lancio dell’immancabile Amazon con altri 3200 sat, nonché un’ipotesi Samsung con altri 4600 apparecchi in orbita. A regime, lo spazio dell’immediato futuro, assomiglierà ad una spiaggia romagnola al 15 agosto.
Queste nuove infrastrutture spaziali (c'è chi fa le vie della Seta e c'è chi fa la via delle Stelle) costano bei soldi e ci si domanda da dove prenda i soldi Musk che altri davano praticamente per fallito, di recente. Lo stesso Musk che di recente è finito su i giornali per essersi fumato un cannone d’erba durante una intervista radio, ha accompagnato il primo lancio con dichiarazioni pessimistiche del tipo “lo faccio, ma non sono convinto”. Lo stesso Musk che imperversa in lungo ed in largo nelle conferenze sulla nuova rivoluzione tecnologica, allarmando tutti con cupe profezie sull’AI che si emanciperà diventando potenzialmente dannosa per noi tutti. Strano personaggio, sembra quasi che non sia lui a fare ciò che gli si addebita e che voglia dirci qualcosa, ma non scivoliamo nel complottismo.
A che servono queste nuove costellazioni satellitari che fanno illanguidire Wired ed i tecnofan? A fornire Internet a banda larga, dicono a basso costo, a tutto il pianeta. Alcuni accennano anche a paralleli utilizzi militari ed ecco che allora si capisce dove possa prendere i soldi il sudafricano o forse chi ha preso il sudafricano un attimo prima portasse i libri in tribunale, come copertura pubblica. A disagio i russi che fanno notare come l’accesso diretto a queste reti bypassi i firewall di controllo che vigono in Russia ed in Cina.
Ma questa faccenda dell’Internet satellitare viene da lontano e sono già almeno tre le compagnie fallite per aver dato retta a questa vecchia fissa del Pentagono. Pentagono hai detto? che c'entra il Pentagono? Il mitico D. Rumsfeld nominato Segretario di Stato del governo Bush jr pochi mesi prima dell’11/9 su indicazione di Cheney, aveva nel curriculum una presidenza di una società che si dedicava proprio alla produzione dei decoder per l’Internet satellitare. Le malelingue, al tempo, dicevano che il “piano” era quello di inondare il web di virus, maleware, spyware ed altre schifezze (forse i meno giovani ricorderanno l’epidemia di spam che ad un certo punto invase le caselle mail tanto da portare qualcuno anche a chiuderle poiché mezzo inaffidabile), per poi invitare i più danarosi a trasmigrare sulle infrastrutture “sicure” della nuova rete sat. Rete sat che poi ha diverse velocità e performance a seconda del costo che paghi, ovvio, una sorta di Internet castale Si tenga conto che i proprietari della rete sat sono anche i proprietari e quindi controllori sia del server che emette alla rete, sia di quello che riceve il segnale spaziale ed avendo controllo su i due server terminali si possono fare molte belle cosucce. Ma non scivoliamo nel complottismo.
Di contro, ci sono gli astronomi in subbuglio poiché praticamente ogni osservazione da Terra, viepiù quelle basate sulla banda elettromagnetica che è anche più performante di quella visiva per le moderne ricerche sullo spazio profondo, verrebbe praticamente impedita e distorta. Malelingue suggeriscono che per gli americani questo è un bene poiché solo loro ed un po’ gli europei hanno radio e tele-scopi in orbita fuori dell’atmosfera. Ma non scadiamo nel complottismo. Inoltre ci sono problemi ecologici di eventuale pioggia di detriti anche perché questa generazione sat tra cinque anni, sarà obsoleta e così ci saranno nuovi lanci e poi nuovi lanci fino a che alzando lo sguardo al cielo vedremo solo lavatrici con pannelli solari a vigilare su di noi.
Infine, leggevo pochi giorni fa del crollo che stanno avendo gli smartphone. Pare che la gente ne abbia le tasche piene di comprarsi l’aggeggio nuovo ogni anno per implementazioni di performance trascurabili. Samsung e Huawei, stanno per lanciare il doppio schermo a libretto per far del’apparecchio una sorta di telefono-Ipad ma sarà costoso e peserà parecchio. Sullo sfondo la nota vicenda sul 5G di Huawei ed ecco che noto almeno tre articoli nell’ultima settimana su improbabili ricerche di università "al di sopra delle parti" che certificano che le onde emesse dal 5G sono dannose. Improbabili perché le onde delle telefonia mobile, da sempre sono dannose solo che prima non piaceva dirlo.
Insomma, mentre vi agitate tra un mini-bot ed il grande ritorno del cripto-fascismo, c’è chi sta pensando al vostro futuro. La cosa più importante di tutte, quella che viene prima di ogni altra e dalla quale ogni altra dipende, è che non siate voi a pensarci. Per tutto il resto c’è Mastercard ….

(I 60 sat di Musk pronti per esser rilasciati uno ad uno nella bassa atmosfera)














































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