Il capitalismo gangster secondo Trump
di Voxpopuli
Gli USA hanno scelto con quale approccio affrontare la transizione al mondo multipolare: il gangsterismo.
L’Impero progressivamente vede crollare le possibilità di alimentare il proprio potere globale, che sognò di perpetuare dopo il collasso dell’URSS, e sta reagendo in maniera pericolosa per la pace nel mondo. Nella quasi totalità dei fronti caldi sul pianeta avanza senza un briciolo di intelligenza dritto all’obiettivo, con la mano pronta sulla pistola carica e la solita arroganza yankee.
In Medio Oriente vengono assecondati i piani del criminale governo israeliano, a cui, dopo il riconoscimento di Gerusalemme capitale del paese, è stata riconosciuta la sovranità sulle Alture del Golan, sotto occupazione dal 1967. Nel breve periodo dovrebbe essere riconosciuta anche la sovranità di Tel Aviv sulla Cisgiordania, come promesso da Netanyahu in campagna elettorale, con tanti saluti al diritto del popolo palestinese ad avere una patria. Israele trova un’intesa con gli USA anche sulla questione Iran.
Trump ha ritirato il proprio paese dal trattato sul nucleare firmato da Obama nel 2015 e sostiene, attraverso anche i paesi dell’islam sunnita ostili all’Iran, una guerra per procura contro un paese piegato dalle sanzioni.
Sull’Iran possiamo dire quello che vogliamo, possiamo criticare quel sistema di governo e abbiamo il dovere di non dimenticare i comunisti torturati e uccisi nelle carceri di quel paese, ma sicuramente non è Teheran a finanziare il fondamentalismo islamico in giro per il mondo, diversamente da altri paesi con cui l’Occidente mantiene ottimi rapporti. Anzi, l’Iran ha dato un contributo non indifferente alla sconfitta dell’Isis ed è bene ricordarlo, basti pensare che nel 2014, con l’esercito iracheno in rotta, salvò dal Califfato la città di Baghdad, come va ricordato il rispetto fino ad oggi del trattato sul nucleare firmato quattro anni fa.
Evidentemente gli yankee rispettano solamente chi è dotato già di una bomba atomica, come ha capito bene Kim Jong-un, ma convalidare una tale visione dei rapporti internazionali implica una spinta non indifferente alla proliferazione delle armi nucleari in giro per il mondo. L’Iran ha già minacciato di portare al 20% l’arricchimento dell’uranio, Israele è da tempo immemore dotato dell’atomica e le tensioni in questa fetta di mondo rischiano di salire sempre di più a vantaggio dei falchi statunitensi, dei loro amici israeliani e anche dei militari iraniani pronti a mettere da parte i politici moderati come Rouhani. Anche in questo caso chiediamo all’autoproclamato governo del cambiamento cosa farà.
Purtroppo per il momento abbiamo preferito mantenere un atteggiamento servile nei confronti di Trump, sacrificando i nostri interessi economici nel paese, si parla di 1,7 miliardi di euro all’anno di esportazioni, e addirittura non abbiamo comprato il petrolio iraniano nonostante l’esenzione di sei mesi concessa da Washington all’ENI.
Lo stesso discorso potrebbe essere fatto per la Russia, con il ritiro dal Trattato INF. Gli USA hanno inventato dal nulla un nemico che a guardare bene cerca solamente di rompere l’isolamento nel quale è stato cacciato e che ha favorito l’avvicinamento con Pechino.
Il capitalismo russo è fondato su una classe di rentiers spregevoli, sostenuti anche dallo stesso Putin, con un’economia basata essenzialmente sull’esportazione di materie prime (petrolio e gas naturale) e che spende 1/10 degli USA nel proprio bilancio alla difesa. A questo aggiungiamo una pericolosa crisi demografica e l’assenza in ogni settore chiave dello sviluppo economico futuro.
Si tratta di un paese tornato alla ribalta per il proprio peso geopolitico e alla indiscussa abilità politica di Putin, favorito dalla stupidità della classe dirigente statunitense, specialmente in Medio Oriente, che cerca di avere buoni rapporti con gli europei. Per questo sostiene economicamente i partiti filo-russi come la Lega o l’ex Front National ma ha anche buoni rapporti con il governo di sinistra portoghese o con Tsipras. Guardare nella giusta ottica la Russia serve a capire che questo nemico inventato ha come scopo l’aumento del budget alla difesa di tutti i paesi Nato, a scapito di altri settori ben più importanti, e la tutela degli interessi dell’apparato militare-industriale degli USA, di cui fanno parte anche Google e tutte quelle industrie del capitalismo delle piattaforme, come dimostrato in questi giorni.
Il vero scontro cruciale per il destino dell’ordine mondiale è quella tra USA e Cina che fortunatamente per il momento riguarda solo l’economia.
Oltre le differenti opinioni sulla Cina, è indiscutibile la capacità dei comunisti cinesi dimostrata in questi quarant’anni di sviluppare il proprio paese, rompendo la gabbia del sottosviluppo, affermandosi come superpotenza mondiale. Come è indiscutibile l’importanza di una Cina geopoliticamente forte, indifferentemente dal tipo di governo, per arginare l’Impero. Siamo arrivati al momento in cui un sorpasso cinese sembra quasi inevitabile ma gli USA sono ben intenzionati a rimandare quanto prima tale evento, salvaguardando il proprio ruolo nel mondo e soprattutto la centralità del dollaro in questo sistema economico.
Dal 1970 il capitalismo predomina il sistema mondiale con cinque vantaggi: il controllo dell’accesso alle risorse naturali, il controllo della tecnologia e della proprietà intellettuale, l’accesso privilegiato ai media, il controllo del sistema finanziario e monetario e, infine, il monopolio delle armi di distruzione di massa. Chiamo questo sistema “apartheid su scala globale” (segregazione su scala mondiale).
Implica una guerra permanente contro il Sud, una guerra iniziata nel 1990 dagli Stati Uniti e i suoi alleati della NATO in occasione della prima Guerra del Golfo. Ma i paesi emergenti, soprattutto la Cina, sono intenti a decostruire questi vantaggi. Per primo, la tecnologia. Si passa dal Made in China al Made by China. La Cina non è più l’officina del mondo per le filiali o i soci del grande capitale dei monopoli. Controlla la tecnologia per svilupparsi. In alcuni ambiti in particolare, quello del futuro dell’automobile elettrica, del solare, ecc., possiede tecnologie d’avanguardia in anticipo sull’Occidente. D’altra parte, la Cina lascia che il sistema finanziario mondializzato si distrugga. E finanzia anche la sua autodistruzione attraverso il deficit americano e costruendo in parallelo mercati regionali indipendenti o autonomi attraverso il gruppo di Shanghai, che comprende la Russia, ma potenzialmente anche l’India ed il Sud-est asiatico. Sotto Clinton, una relazione della sicurezza americana prevedeva anche la necessità di una guerra preventiva contro la Cina. È per farvi fronte che i cinesi hanno scelto di contribuire alla morte lenta degli Stati Uniti, finanziandone il deficit. La morte violenta di una bestia di questo genere sarebbe troppo pericolosa.
Samir Amin, economista e filosofo.
Siamo arrivati quasi alla resa dei conti, con la bestia che sente cedere la terra sotto i piedi ma non vuole mollare. Cerca di fermare l’ascesa di Huawei, leader nel campo del 5G, coinvolgendo Google che esegue gli ordini togliendo le licenze software e hardware all’azienda cinese, fatta eccezione per quelle open source.
A ruota seguono Intel, Qualcomm, Broadcom e Xilinx che hanno smesso di fornire chip a Huawei.
Huawei viene accusata, con prove inesistenti, di spionaggio e quindi è considerata una minaccia per la sicurezza nazionale e a ruota gli USA si impegneranno per bandire l’azienda in altre nazioni occidentali. L’elemento essenziale da fotografare è il coinvolgimento nello scontro con la Cina delle aziende della Silicon Valley.
Cade un altro mito sulla presunta neutralità della rete e di queste aziende, legate mani e piedi al complesso militare-industriale statunitense, come dimostra il loro coinvolgimento in numerosi progetti del Pentagono e alla loro fitta collaborazione con la NSA nel monitorare la rete. Dunque, se come sappiamo il confine tra Stato e aziende private in Cina è estremamente labile, lo stesso discorso lo possiamo fare in questo caso negli USA, che La Grassa definisce capitalismo dei funzionari del Capitale dove:
I manager ricercano il profitto, da fornire agli azionisti, ma svolgono un ruolo più ampio, sono soprattutto strateghi di un “reparto” di classe dominante in perenne lotta con altre “divisioni” della stessa classe superiore per la prevalenza, pur non detenendo la proprietà dei mezzi di lavoro. Per quest’ultimo scopo, in alcune circostanze, possono anche sacrificare i guadagni laddove una perdita immediata permetta un successo futuro maggiore.
Ciò è dimostrato bene da Trump che sta razionalmente attaccando gli interessi dei suoi stessi produttori di soia e prodotti agricoli del Midwest, i quali vendono molto in Cina, pur di attaccare il suo nemico. Si tratta di una lotta mortale per mantenere un dominio che scricchiola sempre di più, come lo si sta vedendo in Venezuela. A mio avviso, senza una Cina geopoliticamente forte oggi quel paese già sarebbe stato invaso come Grenada e Panama, ed oggi le sue preziose materie prime, tra cui le terre rare ad oggi esportate solamente dalla Cina e guarda caso non sanzionate da Trump perché essenziali per l’industria hi-tech, sarebbero nuovamente nella mani di Washington.
Ci sono varie lezioni da imparare da questo scontro.
La prima è la minore forza dell’Impero nel dettare le regole dell’ordine mondiale.
La seconda è la non-neutralità delle aziende del capitalismo delle piattaforme legate sia a pericolosi oligopoli che a paesi potenzialmente ostili, capaci con atti simili di attaccare l’economia anche di un paese forte come la Cina, e da qui l’importanza della sovranità nazionale nel proprio cyberspazio e nell’industria hi-tech.
La terza è la necessità di sfruttare l’ascesa cinese per democratizzare le relazioni internazionali, creando l’ambiente ideale per permettere ad ogni paese di scegliere il proprio modello di società.
Concludiamo con la speranza che questi fronti caldi non diventino delle vere guerre, a danno di tutti i popoli coinvolti e della sopravvivenza sul pianeta della stessa specie umana.














































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