Chi e cosa sono le “sardine”?
di Fabrizio Marchi
Diversi miei amici e compagni stanno reagendo con stupore e indignazione al fatto che le cosiddette “sardine” stanno allontanando dalle loro manifestazioni quelli che si presentano con le bandiere rosse e la falce e il martello.
In realtà questa scelta è assolutamente coerente da parte loro, non c’è nulla di cui stupirsi.
Le “sardine” sono un movimento liberaldemocratico, che deve apparire come nato spontaneamente in seno alla società civile. Che poi alle spalle ci sia la regia più o meno occulta del PD oppure si tratti di un movimento realmente spontaneo, è in fondo irrilevante ai fini dell’analisi e della comprensione del “fenomeno”.
Le persone in piazza con le “sardine” infatti, appartengono nella loro grande maggioranza ad una media borghesia “progressista” e garantita (quella rappresentata dal PD) in tutto e per tutto allineata all’attuale sistema neoliberale e neoliberista, che non ha ovviamente nessuna seria intenzione di mettere in discussione (per loro stessa pubblica ammissione…).
Si tratta di liberali (magari “di sinistra”…) che, coerentemente, aderiscono in tutto e per tutto al liberalismo e che oggi si sentono minacciati da questa destra radicale, aggressiva, sciovinista e populista nei confronti della quale avvertono una profonda e istintiva repulsione.
Il punto, a mio parere, è che è difficile stabilire quanto questo “sentimento” di indignazione che li anima sia dato dalla natura indubbiamente indigeribile della destra (la stessa per la quale la ritiene indigeribile, ovviamente, anche il sottoscritto…) oppure per una sorta di disprezzo malcelato, anche se non dichiarato, per quel “popolo rozzo, abbrutito e ignorante” che sceglie di seguire la destra anziché la “loro” “sinistra”. Ora, che quel popolo sbagli (e di grosso) a seguire la destra non c’è alcun dubbio, ma è altrettanto fuori di dubbio che ha tutte le ragioni per non reggere il moccolo, come si suol dire, all’attuale “sinistra”.
A conferma di quanto sto scrivendo, è’ bene ricordare che quella media borghesia “progressista e di sinistra” di cui sopra nutriva più o meno lo stesso sentimento di disprezzo nei confronti del “popolo grillino” (che in parte è lo stesso che oggi si rivolge alla Lega, in seguito alla giravolta del M5S) colpevole di aver abbandonato la “sinistra” per seguire le sirene “populiste e qualunquiste in odore di fascismo” di Grillo e del M5S (col quale oggi governano…). Insomma, si indignavano (così come si indignano ora) perché il “popolaccio, brutto, sporco e cattivo (e pure ignorante e rozzo)” non vuole starsene al suo posto ad intonare cori salmodianti dedicati alle sorti magnifiche e progressive del “liberal-europeismo”.
Le “sardine” si indignano per il razzismo della Lega (ed io con loro) ma non si indignano e non scendono in piazza contro le guerre imperialiste in Libia, in Siria e nello Yemen o contro l’occupazione della Palestina. Non si indignano e non scendono in piazza per difendere i governi socialisti dell’America latina dagli attacchi delle borghesie reazionarie, liberiste, fasciste e golpiste sostenute dagli USA (e, per la proprietà transitiva, dall’UE). Fingono di non sapere che il PD, insieme alla Lega, ha sostenuto il fantoccio della CIA Guaidò contro il legittimo governo di Maduro in Venezuela così come il golpe nazista antirusso e filo UE in Ucraina. Non si indignano e non scendono in piazza per combattere le politiche di austerity e neoliberiste dell’UE di cui l’attuale “sinistra”, PD in testa, è garante.
Nulla di tutto ciò, ovviamente. La media borghesia “di sinistra e progressista” italiana che oggi dà vita al movimento delle “sardine” scende in piazza per difendere lo status quo. Quello status quo che la vede garantita.
C’è solo questo in quel movimento? No, ovviamente, ci sono anche persone in buona fede che non sopportano (e ne hanno ben donde) Salvini & soci, ma queste, mi dispiace per loro, vanno bene solo per riempire le piazze…














































Comments
Fammi sapere.
Un caro saluto.
PD e Lega sono le facce della stessa medaglia anche per un motivo più profondo. Essi sono complementari nella diffusione dell’ideologia razzista. Non bisogna dimenticare che il razzismo nasce col colonialismo ed è indissolubilmente intrecciato ad esso; non è un moto dello spirito connaturato all’uomo che avverte le differenze come minaccia, in situazioni di insicurezza. Ebbene, quando il PD sostiene tutti gli interventi imperialisti neocoloniali e le guerre di aggressione imperialista “umanitarie”, dirittumaniste, per portare i “diritti umani” e la “democrazia” tra i popoli più “arretrati”, esattamente come i colonialisti intervenivano per portare la “civiltà”, o come Mussolini per rimuovere il “negus schiavista”, promuove la diffusione dell’ideologia colonialista della superiorità dell’occidente capitalista liberale e del suo diritto a intervenire ovunque. Tutto ciò avviene sotto la copertura di un paternalismo verso i “popoli bambini” (espressione di John Stuart Mill), il quale non è altro che l’espressione della superiorità e del rapporto di dominio. Come si vede, il pathos umanitario piddino o sardino coincide con la bieca ideologia colonial-razziale.
A questa azione colonialista “umanitaria”, corrisponde la diffusione rozza dell’ideologia razzista tra gli strati popolari in difficoltà da parte della piccola borghesia (il compito assolto da Lega & Co.), in funzione di divisione tra i lavoratori e di diversione dai veri obiettivi.
Il tutto, per entrambi, attraverso i megafoni mediatici padronali, che sono i beneficiari di tutto questo.
Si dividono i compiti: i piddini appoggiano le guerre, diffondono l’ideologia coloniale e accolgono la manodopera a basso costo, in un quadro di abbassamento generale del costo della manodopera e di eliminazione dei diritti dei lavoratori e sociali; i leghisti operano per mantenere ancora più deboli e indifesi i lavoratori migranti, agitando barriere contro l’accoglienza e rendendoli precari dal punto di vista del soggiorno, clandestini, e sottoponendoli a pressioni psicologiche di massa, come avveniva ed avviene per i neri negli U.S.A., per es. I piddini accomunano i lavoratori stranieri poveri, precari e senza diritti ai lavoratori italiani nella medesima condizione, che è la condizione generale attuale del lavoro; i leghisti, nel quadro generale di debolezza del lavoro, si accollano il compito di dividerli e di additare i lavoratori stranieri sfruttati e gli stranieri poveri come causa della povertà degli italiani.
Smascheriamo quanto si può questo sistema.
P.S. Non dimentichiamo che i piddini appoggiano i neonazisti ucraini o le forze di destra venezuelane e boliviane, apertamente “bianche” e razziste (Chavez per loro era la “scimmia india”. E analogo giudizio è riservato gli indios boliviani di Evo Morales). Costoro appoggiano movimenti e forze razziste e fasciste e poi pretendono di dare lezioni di antirazzismo.