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sinistra

Un prodotto perfetto per la post-modernità ‘social’

di Eros Barone

Non occorre avere un grande acume per capire che in tempi di pandemia (ma non solo in quelli) l’evergetismo imprenditoriale, 1 soprattutto se promosso da personaggi famosi e ricchi (si pensi a Berlusconi quale finanziatore del reparto di terapia intensiva allestito presso la Fiera Campionaria di Milano), non è privo di un secondo fine economico e politico. A questa regola non si sottrae nemmeno l’operazione di beneficenza promossa dalla impagabile coppia Ferragni-Fedez: operazione il cui ricavato, ammontante a 4 milioni e mezzo di euro e finalizzato a costruire un reparto aggiuntivo di terapia intensiva presso l’Ospedale San Raffaele di Milano, è stato prodotto con il concorso del sito “Gofundme”, che ha trattenuto un 10% di commissione per tale transazione.

Sennonché questa cifra, che può sembrare enorme, sopperisce solo in minima parte a quanto serve per far funzionare un reparto di terapia intensiva. In realtà, servirebbero non benefattori interessati esclusivamente ad ottenere maggiore visibilità, ma risorse molto più consistenti da destinare al sistema sanitario e quindi un regime di tassazione più rigoroso fondato, come oggi da più parti si richiede, su una patrimoniale consistente.

Per quanto riguarda la coppia in parola, vi è da rilevare che i successi della Ferragni si devono senz’altro alle sue eccellenti capacità imprenditoriali, che nascono da un determinato ambiente socio-economico e servono a riprodurlo ed espanderlo. Cosa, questa, riconosciuta e legittimata dalle stesse autorità ‘pubbliche’, le quali nella persona del sindaco di Milano hanno premiato la coppia Ferragni-Fedez con l’“Ambrogino d’oro” e nella persona del Presidente del Consiglio hanno invitato la coppia, tramite un’apposita telefonata, a promuovere l’uso della mascherina anticontagio.

Comprendere i meccanismi che presiedono a quella che è una totalitaria mercificazione del mondo non è facile; ancor meno facile è contrastarli quando sono diventati ormai senso comune di massa. Basti pensare che la coppia Ferragni-Fedez è riuscita a farsi sponsorizzare da tutta una serie di aziende ogni aspetto e momento del proprio matrimonio e della stessa vita domestica. Tuttavia, bisogna conoscere lo specifico ‘modus operandi’ attraverso il quale un prodotto perfetto per la post-modernità ‘social’, quale è quello messo a punto dalla coppia in questione, viene, sraffianamente, creato, confezionato e venduto a mezzo di pubblico, cioè dal pubblico, con il pubblico e per il pubblico. 2

Orbene, le operazioni di beneficenza poste in atto dalla coppia Ferragni-Fedez pretendono formalmente di regolarsi sulle esigenze dei consumatori (o ‘follower’, che dir si voglia) e di fornire loro ciò che questi desiderano o si aspettano. In realtà, mentre si tende a sopprimere nei destinatari di tali operazioni ogni traccia di autonomia, la vera autonomia e l’effettiva sovranità, come peraltro la coppia in questione non si cura nemmeno di nascondere, è quella che viene esercitata da loro due e che, all’insegna del principio bulimico del “mangia-e-bevi-finché-vomiti”, batte ogni primato nel campo delle attività più autoreferenziali. Del resto, è noto che questo genere di operazioni, piuttosto che adeguarsi alle reazioni dei clienti, le crea o le inventa. Diciamo che i loro autori allestiscono delle “macchine sostitutive” che producono nello stesso tempo il desiderio e la sua soddisfazione. In tal modo, attingendo al pozzo di San Patrizio dei ‘valori’ socialmente riconosciuti (carità, condivisione, solidarietà ecc.), i loro artefici le fanno funzionare con consumata abilità come se i venditori fossero anch’essi dei clienti.

Osservando il loro comportamento nel corso delle azioni ‘benefiche’ che essi conducono, si riceve in effetti un’impressione di falsità dissimulata come quella che si prova quando gli adulti che vogliono affibbiare qualcosa a un bambino ricorrono a quell’odioso trucco che consiste nello stordire il bambino col linguaggio che essi vorrebbero che questi adoperasse, e a tal fine gli presentano il regalo più discutibile anticipando quell’espressione di affascinato rapimento che si propongono di evocare in lui.

Così, come avviene con l’industria pubblicitaria di cui la coppia Ferragni-Fedez con le sue iniziative auto-promozionali rappresenta un settore particolarmente dinamico e spregiudicato, le “macchine sostitutive” che essa si adopera ad allestire sono modellate sulla regressione mimetica, ovvero sulla manipolazione degli istinti mimetici repressi. In altri termini, la coppia adopera il collaudato metodo di anticipare la propria imitazione da parte dello spettatore e, servendosi di atti illocutivi, fa apparire come già esistente l’intesa che essa mira a creare. 3 E ci riesce tanto meglio in quanto, in un sistema per ora abbastanza stabile, può effettivamente contare su quell’intesa. Con siffatti procedimenti la coppia Ferragni-Fedez scaglia le sue “macchine sostitutive” come direttissimi sugli spettatori o ‘follower’, in ogni caso clienti ovvero acquirenti dei prodotti creati con tali macchine.

E il tono dell’imbonimento è quello di chi somministra il cibo ai piccoli che intende incantare e divorare: «Buona la minestrina, ti piace la minestrina? Ti farà tanto bene, tanto bene», sussurra con un ghigno accattivante la strega dai capelli color paglia e dagli occhi cilestrini. Dal canto suo, il bruno eroe dal ciuffo ribaldo, il quale esibisce sul collo un reticolato di tatuaggi, innesca la regressione mimetica modulando le parole di questa triste canzone: «Siamo specchi che non riflettono. / Prigionieri del presente / in un paese senza futuro. / O reagiamo o ci ritroveremo / a cucire l’orlo del baratro». 4 Mentre ogni differenza tra l’ideologia e la realtà viene fatta scomparire, l’evergetismo imprenditoriale può permettersi perfino una pseudomorfosi ‘di sinistra’ 5 e, rappresentando la società come se la buona volontà bastasse a rimediare a tutto, non solo difende la società esistente da ogni attacco aggregando una sorta di fronte popolare delle persone giuste e ragionevoli, ma, nel momento stesso in cui invita un simile fronte a pulire di buona lena la casa in cui abita, ignora necessariamente su che base questa è stata costruita.


Note
1 Il termine di evergetismo deriva dal verbo greco ‘euerghetéo’ (“io compio buone azioni”) e indica la pratica, diffusa nel mondo classico, di elargire doni alla collettività in modo apparentemente disinteressato.
2 L’analogia è ricavata dal titolo della famosa opera dell’economista Piero Sraffa, Produzione di merci a mezzo di merci (1960).
3 Nella teoria degli atti linguistici elaborata dal filosofo inglese John Austin (cfr. l’opera postuma Come fare cose con parole, 1962) l’atto illocutivo è l’azione compiuta nel dire qualcosa. Compiendo un atto linguistico (per esempio proferendo le parole: «Ti assicuro che il tuo contributo alla campagna di beneficenza sarà speso bene») si compiono contemporaneamente tre atti distinti: un atto locutivo (l’atto di dire quelle determinate parole), un atto illocutivo (l’atto che si compie nel dire quella frase: in questo caso l’assunzione di un impegno) e un atto perlocutivo, cioè un’azione sull’interlocutore, che ha su di lui determinati effetti.
4 Il testo è tratto da Generazione Boh di Fedez.
5 In mineralogia si definisce pseudomorfosi l’esistenza di un minerale che si presenta con la forma esterna propria di un’altra specie mineralogica. Il contesto rende qui evidente l’uso metaforico di tale termine.
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