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frontiere

Della compartimentazione e dell’idiozia derivata

di Fabio Bulla

In ogni campo si è assistito ad un infittirsi di compartimentazione, lo specializzarsi in un settore ben delineato perdendo di vista il quadro completo.

Il taylorismo della cultura e della scienza, diventate una catena di montaggio. Il cerchio sempre più piccolo in cui si trovano le persone rende ormai impossibile qualsiasi ragionamento, ognuno pare conoscere il suo micro-settore, dove eccelle nella sua infinitesimale saggezza. Da ciò si è arrivati alla deriva totale: nessuno può mettere in discussione o dibattere sulla loro posizione, e anche farsi delle domande diventa negazionismo.

Tutto costruito alla perfezione; ponendo il tutto in termini microscopici e settoriali si evita qualsiasi confronto e risposta. Le domande scomode sono rispedite al mittente ed ogni spiegazione è preclusa. Il risultato lo abbiamo sotto gli occhi ormai da anni, in tutti i settori, dall’economia alla medicina, dalla biologia e perfino alla giurisprudenza. Ogni branca è divisa in tante sette, degne di essere chiamate templi del popolo.

La distopia del modello T applicato senza che nessuno, o quasi, ne abbia avuto il sentore. Adesso è talmente palese da risultare nascosto in piena vista ai più, è accettato e condiviso, ripetuto come un mantra. Nessuno pare essere in grado di capire quanto il tutto sia sfociato nell’idiozia. Acusmatico. Pitagora aveva capito tutto. Conoscere la formula non vuol dire esserne padroni o capaci di interpretarla, figurarsi di riuscire a spiegarla a qualcuno.

Tutto si riduce a quello, conoscono quel bullone e quel pezzo della catena di montaggio, ma non sanno legarlo al resto.

Ciechi e guide di ciechi.

Decidono gli esperti, parlano solo loro e non sono contestabili. Se oggi decide l’economista, rovinando la sanità pubblica e tutta la spesa pubblica, non è permesso contrastarlo da un dirigente scolastico o da un medico, tantomeno da un sociologo. Poi, quando a causa dei danni dell’economista, causati dalla compartimentazione, scoppia un gigantesco problema legato alla Sanità, che coinvolge, come da manuale, anche istruzione e trasporti, ecco arrivare il momento magico dei virologi. E si ricomincia di nuovo la giostra della follia.

Anche questa volta il micro-settore guarda solo se stesso, contraddicendosi e contorcendosi in una spirale sempre più indecente. Dicendo tutto, il suo contrario e mettendoci qualsiasi corollario. Senza minimamente pensare agli altri settori della stessa medicina che vengono ridicolizzati e resi sterili.

Che la solitudine porti alla depressione, che la depressione porti danni a volte irreparabili non interessa agli acusmatici del virus; come non gli interessa dei benefici dello sport e dell’aria aperta, o delle vitamine. Tutto è rimesso alle loro insindacabili decisioni.

Dei problemi della didattica a distanza, dell’isolamento dei ragazzi, dell’impossibilità di vivere e gioire, non gli importa niente. Hanno solo il bullone da stringere. Delle possibilità di sviluppare cellule cancerogene, di problemi neurologici, dell’abbandono della voglia di vivere non gli frega un cazzo di nulla, sono automi compartimentati; impossibilitati a vedere oltre il loro naso.

E molti trovano tutto questo normale: figli dell’idiozia settaria, privati delle basi minime della ragione, bombardati mediaticamente da informazioni inutili oppure incapaci di decifrarle. Applaudono alla compartimentazione e alla morte della logica.

Taylor e Ford hanno vinto su tutti i fronti, il formicaio umano farà e ragionerà volta per volta come gli viene ordinato di fare dai guardiani. Nessuno potrà nemmeno permettersi di parlare di quadro completo, di analizzare gli alberi delle decisioni e vedere cosa possano comportare agli altri settori.

La compartimentazione così espressa è diventata idiozia. E Malthus sta già allagando il formicaio.

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Comments

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Renato
Wednesday, 05 May 2021 09:03
Tutto condito in salsa toyotista che è stata contrabbandata come il superamento del vecchio fordismo parcellizzante che rendeva gli uomini nuovamente primati appena scesi dalle piante. Il toyotismo ,per lo meno nelle medie e grandi fabbriche di beni durevoli di massa è esploso dagli anno 80 , dopo la sconfitta dell'operaio massa che aveva osato rompere il giocattolo di frammenti di informazioni e di capacità richieste dal padrone collettivo , mettendo tutto in discussione con il suo contropotere . Lo sviluppo dell'informatica la sorella di toyota ha spazzato via quel tipo di ricerca politica organizzativa, che aveva portato risultati forti non solo sindacali, ma sociali , estesa un po' a tutto lo stato che divenne per forza stato sociale se non voleva estinguersi ed essere sostituito dal contropotere. Bene, volevo solo aggiungere che il toyotismo non è la sostituzione del taylorismo di tempi moderni di charlot o delle linee di montaggio a mirafiori e dell'alfa è soltanto la sua ristilizzazione modulata pseudo democratica allargata ai livelli bassi dell'organizzazione del lavoro operaio e impiegatizio, dove a suon di circolarità, di allargamento leggero delle mansioni, di partecipazione estenuante alle riunioni del piano organizzativo basso, dove le idee e suggerimenti portati dalla base al vertice (e nemmeno poi tanto pagati) sono la regola e incentivanti un certo narcisismo , un po come facebook al lavoro...Non solo, tende a rendere tutti pseudo partecipi del prodotto e del risultato, ma li convince che sia pure cosi nella realtà e che sia il solo metodo ottimale oggi per battere la concorrenza nel mercato (quindi in realtà non cambia proprio nulla). Al posto del controllo poliziesco e della frammentazione dei saperi e del macchinismo , automatismo , oggi abbiamo oltre a queste oggettività scientifiche e politiche, pure di sorveglianza a distanza , anche la convinzione da parte dei lavoratori ,di far parte della famiglia cooperante e condivisa che ci da' da mangiare . Il gioco è quasi chiuso, padroni e lavoratori uniti nella lotta contro tutto e tutti, cosi fan tutti ...a meno che qualcuno inizi ad alzare il ditino per un nuovo discorso , scientifico altro , co noscitivo, co organizzativo co operativo, co pratico di lotta, con chi è co involto alla base , per un nuovo modello non solo organizzativo operativo del prodotto finito, ma sociale e politico allargato a tutta la società, anch'essa attraversata dal modello taylorista/toyotista dei miei maroni. Solo partendo da qui , poi , sperando di continuare, si puo' arrivare a capire l'arcano del valore di scambio e se serve ancora ragionare sul valore di uso e quindi scardinare il feticcio della merce e del capitale che stanno dentro e su , nascosti ma presenti e ordinanti tutto quanto cio' che, ai livelli bassi, noi facciamo , pensiamo e desideriamo, scannandoci l'un l'altro senza alcun senso. Sempre ricordandoci che la merce piu' preziosa per il capitale siamo noi , quindi se torniamo a pensare non in forma merce, forse qualche passetto in avanti lo facciamo.
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