Ancora una strage, ancora Parigi, ancora strategia della tensione
Federico Dezzani
“Peggio che a gennaio”, “peggio di Charlie Hebdo” sono i commenti a caldo dell’ennesima strage a Parigi, ancora di matrice islamista secondo le prime ricostruzioni.
Si tratta di un attacco in grande stile, peggiore di quelli verificatosi finora in Francia (Charlie Hebdo il 7 gennaio 2015, Saint-Quentin-Favallier il 26 giugno e l’attacco al treno ad alta velocità Amsterdam-Parigi il 21 agosto): è un attacco multiplo, coordinato e simultaneo: si tratta quindi di una rete terroristica con decine di affiliati che avrebbero operato nella capitale, per la seconda volta, senza essere intercettati dai radar dei servizi francesi. A distanza di neanche tre mesi dall’ultimo attentato, l’evento non è realisticamente credibile, a meno che non si accetti la totale incompetenza e fallibilità delle forze di sicurezza francesi.
Gli attentati sono multipli e concomitanti: al Teatro Bataclan una lunga sparatoria ed esecuzioni sommarie, poi l’irruzione delle teste di cuoio per liberare un centinaio di ostaggi; due esplosioni attorno allo Stade de France dove si teneva l’amichevole Francia-Germania cui assisteva anche il presidente François Hollande; una sparatoria davanti al ristorante “Petit Cambodge” nel 10ecimo arrondissement; un’altra conflitto a fuoco nel quartiere Halles, primo arrondissement. La Repubblica parla inizialmente di 40 morti, i siti d’informazione francesi di “plusieurs dizaines de morts”, il sito israeliano Debkafile stima 60 vittime. Sono 100 vittime secondo Le Figaro verso l’una e trenta.
Le contromisure sono eccezionali: coprifuoco, frontiere chiuse, metro ferma, aerei dirottati dagli scali di Parigi, promulgato lo stato d’emergenza. Il Presidente Hollande è stato trasportato dallo Stade de France al Ministero degli interni dove segue gli sviluppi: immediata la solidarietà di Angela Merkel, David Cameron e Barack Obama.
Pochi minuti ed il Site intelligent Group dell’israeliana Rita Katz avanza l’ipotesi ISIS:
“1) Speculations that #ISIS behind #Parisattacks tonight due to #France airstrike involvement in attacks against ISIS in Syria”;
“3) ISIS fans celebrate France attacks, warn: “This is just the beginning… Wait until the istishhadis (suiciders) come with there cars””.
È l’ennesima strage ascrivibile alla strategia della tensione?
Sì, per tre motivi:
- la magnitudo, l’organizzazione e la quantità di terroristi coinvolti non poteva sfuggire alla polizia ed ai servizi francesi, teoricamente in stato d’allerta da agosto ed a maggior ragione dopo la decisione di Hollande di bombardare l’ISIS in Siria, presa lo scorso settembre;
- è il quarto episodio di una serie di attentati riconducibili allo stragismo di Stato: due eterodiretti dai servizi (Charlie Hebdo e Saint-Quentin-Favallier) ed uno, un evidente attacco falsa bandiera (il terrorista con l’AK-47 inceppato sul treno Amsterdam-Parigi);
- a distanza di pochi minuti dall’attentato, è già partita una campagna virale sul web in stile “Je suis Charlie”, “PrayforParis”.
Il motivo dell’ennesima strage? Si possono avanzare al momento due ipotesi: la continuazione della strategia della tensione messa in atto dal governo francese, in vista anche delle elezioni regionali del 6-13 dicembre dove è dato favorito il Front National, e/o l’utilizzo della strage per un’escalation militare in Siria e/o Yemen.
Nelle prossime ore, o giorni, si vedrà se gli attentati saranno emulati in altre città. Quel che certo, data la sconcertante quantità di vittime, è che la notte del 13/11/2015 segna un salto di qualità nello stragismo di Stato e, quasi sicuramente, anche nella guerra per procura combattuta in Siria tra angloamericani, israeliani, francesi e monarchie sunnite da una parte e russi e potenze sciite dall’altra.














































Comments
Innanzitutto un pensiero di cordoglio per le vittime, soprattutto giovani, degli attentati di Parigi e di Beyrut, così come per le vittime irakene, siriane, afghane, libiche, ucraine ... figlie di questi decenni di politiche di guerra degli USA e della Nato. Come ha ricordato Assad, Parigi venerdì 13 ha vissuto quello che vivono i siriani ogni giorno da quasi 5 anni. Tanto quanto l'ISIS è una creatura degli USA e dei suoi ambienti neocons (Hillary Clinton: "l'Isis è una nostra creatura ma ci è scappata di mano" ...), altrettanto gli attentati di Parigi possono aver avuto la stessa regia. La Germania si sta apprestando a togliere le sanzioni alla Russia ed a ristabilire le relazioni, la Francia molto probabilmente stava decidendo di seguirla, il che avrebbe comportato il fallimento della politica USA che ha come pilastri l'isolamento della Russia, l'accerchiamento della Cina, la cooptazione economica dell'Europa con il TTIP. Se Germania, Francia, Europa ristabilissero le relazioni diplomatiche, politiche, economiche con la Russia, gli USA subirebbero una grave sconfitta politica e rischierebbero l'isolamento internazionale delle loro politiche guerrafondaie. E' l'asse Germania-Francia (ed Europa a seguire) al centro dell'attacco di Parigi. Sarà simbolico ma l'epicentro degli attacchi terroristici doveva essere lo Stadio dove si svolgeva la partita amichevole Francia-Germania, e dove era presente Hollande, se gli attentatori non fossero stati respinti ai cancelli dello Stadio e costretti a farsi esplodere nei dintorni. Ricordiamo che il precedente attentato alla redazione del pessimo Charlie Hebdo avvenne proprio il giorno dopo che Hollande aveva esternato pubblicamente l'intenzione di ririrare le sanzioni alla Russia. La Germania a sua volta è già sotto pressione Usa con l' attacco alla Volkswagen (Deutche Bank quando?). La Russia subisce da tempo sanzioni e gli avvertimenti si impennano su ampia scala, dall' abbattimento dell'aereo sul Sinai all' espulsione degli atleti dai prossimi giochi olimpici. Per esperienza sappiamo che gli USA non si fanno alcuno scrupolo a lasciare lunghe strisce di sangue lungo il loro percorso di supremazia eccezionalista. Il messaggio degli attentati può essere letto così: se voi francesi, tedeschi, europei pensate di distaccarvi dalla nostra politica di guerra (Siria inclusa) e ricercate relazioni con la Russia, noi vi portiamo la guerra in casa, e usiamo anche l'Isis per portarvela.
La Francia è l'anello più debole in quanto ha partecipato più di ogni altro Stato europeo alle guerre di destabilizzazione Usa/Nato in Libia, Siria fino a trascinarsi da sola a sud, in Africa Occidentale; il suo governo, secondo solo agli Usa, è quello europeo che più ha finanziato, addestrato, armato i gruppi terroristi jadhisti che prima hanno rovesciato Gheddafi (ucciso dalle forze speciali francesi), e poi sono stati trasferiti in Siria. Il suo ex-ministro degli Esteri riteneva naturale finanziare Al Qaida in Siria pur di rovesciare Assad. L'operazione però non è riuscita. Dopo l'intervento russo in Siria che ha impedito una mortale no-fly zone e che sta supportando magnificamente l'avanzata dell'esercito siriano, di hezbollah e dei battaglioni iraniani, i mercenari jadhisti sono in ritirata, e con essi le forze che li hanno arruolati. Anche la situazione in Ucraina è in stallo ed il governo imposto dagli Usa è sempre più in logoramento. Gli europei cominciano ad essere riluttanti a seguire le politiche Usa. Ma ora un cambio di fronte degli europei e dei francesi non è tollerato, ne dagli Usa ne dai terroristi jadhisti al loro servizio e dai loro Stati protettori, Turchia Qatar, Arabia Saudita.
Le sanzioni alla Russia e l'obiettivo della caduta di Assad devono permanere. Questo credo sia il messaggio e avvertimento contenuto in questo atto di guerra.