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sollevazione2

A botta calda

di Carlo Formenti

In attesa Che Programma 101 renda noto il suo Comunicato di bilancio e giudizio sui risultati elettorali ci pare doveroso rilanciare quanto scrive il compagno a amico Carlo Formenti

sinistra radicale sollevazione«Populista: aggettivo usato dalla sinistra per designare il popolo quando questo comincia a sfuggirle»

Nei prossimi giorni pubblicherò la mia analisi del risultato elettorale sul blog, come al solito. 

In attesa di approfondire le riflessioni che quanto è appena successo mi suggerisce, non posso tuttavia esimermi da una prima reazione a botta calda. 

Troppa è l'irritazione che mi suscitano le reazioni di tutti quei compagni che, di fronte alla duplice schiacciante vittoria di Cinque Stelle e Lega, sanno solo insultare gli elettori italiani accusandoli di essere populisti, qualunquisti, fascisti, razzisti, sessuofobi, xenofobi e quant'altro. 

Per tutti costoro vale la seguente battuta di J-M. Naulot, riportata in esergo da Luca Ricolfi nel suo libro "Sinistra e popolo" : «Populista: aggettivo usato dalla sinistra per designare il popolo quando questo comincia a sfuggirle». 

Così come vale la definizione di "negazionisti" che il giornalista americano Spannaus ha appioppato alle sinistre che negavano appunto le radici popolari della vittoria di Trump negli Stati Uniti e della Brexit in Inghilterra.

Tutte le vitttorie "populiste" — sia quelle di destra, sia quelle, purtroppo meno frequenti, di sinistra — sono il frutto della rabbia delle periferie, delle classi subordinate schiacciate dalla crisi e incazzate con una sinistra che le ha consegnate alla repressione del capitale globale preoccupandosi solo di difendere i diritti civili di minoranze colte e benestanti. Questa è la causa della meritata morte dei socialisti francesi e delle disfatte di Spd, Pd e delle altre socialdemocrazie europeiste che spacciano per internazionalismo il loro cosmopolitismo borghese. 

Del resto, come abbiamo appena visto, le presunte sinistre "radicali" in stile Leu fanno la stessa fine (altrettanto meritatamente!). 

Che dire infine di Potere al popolo e del misero 1% che ha raccolto (in linea con i risultati di precedenti federazioni Arcobaleno e quasi a pari merito con Casa Pound!)?. Ovviamente li ho votati — come annunciato — ma devo prendere atto che avevo ragione di esprimermi contro la partecipazione della Piattaforma Eurostop alla coalizione con centri sociali, Rifondazione e altri "cespugli". 

Avevo detto 1) che in questo modo la chiarezza del nostro discorso contro Euro e Ue si sarebbe annacquata nell'ennesima operazione di restauro di formazioni neocomuniste incapaci di leggere il nostro tempo e sviluppare idee, obiettivi e linguaggi all'altezza della nuova realtà; 2) che così avremmo sprecato energie più utilmente investibili nella costruzione di un progetto internazionale in vista delle europee del 19 a fianco di Mélenchon, Podemos e altre forze populiste di sinistra, uscendo dall'asfittico minoritarismo delle vecchie sinistre radicali, 3) che qualsiasi alternativa credibile all'egemonia indiscutibile che 5 Stelle esercita oggi sulla rivolta anti-establishment delle masse popolari italiane avrebbe richiesto tempo, pazienza e fatica, 4) che tale impresa dovrebbe partire da una riflessione critica sulla necessità di costruire una sinistra nazional popolare che non abbia paura di affrontare il tema della sovranità come passaggio obbligato del rilancio della lotta di classe contro il capitalismo globale e i suoi reggicoda nostrani. 

Avevo concluso dicendo che speravo che la realtà mi avrebbe smentito, devo invece prendere atto (e non ne gioisco) che avevo ragione: non si compete con le potenti spinte del rancore popolare che trovano risposta nei messaggi radicali e semplificati di 5Stelle e Lega con un progetto in cui la gente vede solo la riproposizione di retoriche veterocomuniste appena stemperate dalle suggestioni giovanili dei centri sociali. 

Rendo onore all'impegno dei compagni, ma non posso fare a meno di rilevare che i loro errori ripetitivi ci costeranno cari....

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Comments   

#7 Giancarlo 2018-03-08 14:43
Quoting lorenzo:
"sinistra nazional popolare che non abbia paura di affrontare il tema della sovranità come passaggio obbligato del rilancio della lotta di classe contro il capitalismo globale". Temo invece che sono proprio frasi e concetti profondamente sbagliati come questi che condannano e condanneranno la sinistra ancora per un po'. La sovranita' come argine alla globalizzazione e' pia illusione nella migliore delle ipotesi. Ovviamente lontano da me minimamente difendere quelli che al massimo si possono definire bonariamente liberal-democratici liquidatori di tutto quello che poteva essere di sinistra. C'e' bisogno di una nuova e diversa visione comunista della societa', impossibile da rappresentare da chi parla ancora di proletariato o ancora sfoggia il glorioso ma otto-novecentesco simbolo della falce el martello al pari di dei peggiori revisionisti diventati stampella del potere. La bella frase "lotta di classe" oggi e' perdente per il semplice motivo che la classe non c'e', e' totalmente disgregata. Questo non vuol dire che non c'e' sfruttamento sh! anzi. Ma attenzione questo sfruttamento oggi non unisce perche' non si tratta di qualcosa fatto allo stesso modo su tutte le persone e su tutti i popoli. Se non si analizzano bene le meccaniche ed i poteri di oggi e non si struttura UNA IDEA DI SOCIETA' NUOVA PRIMA, E UNA IDEOLOGIA POI, condensando INTERESSI COMUNI col cazzo che ci sara' qualcosa di buono e di sinistra nella idea di sovranita' nazionale. INTERESSI COMUNI INTERESSI COMUNI INTERESSI COMUNI. Da prima di tutto definire poi costruire e difendere !!

Ecco, e poi ci si lamenta se si prende l'1%. Avanti così, verso il nulla, mi raccomando
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#6 lorenzo 2018-03-06 14:37
"sinistra nazional popolare che non abbia paura di affrontare il tema della sovranità come passaggio obbligato del rilancio della lotta di classe contro il capitalismo globale". Temo invece che sono proprio frasi e concetti profondamente sbagliati come questi che condannano e condanneranno la sinistra ancora per un po'. La sovranita' come argine alla globalizzazione e' pia illusione nella migliore delle ipotesi. Ovviamente lontano da me minimamente difendere quelli che al massimo si possono definire bonariamente liberal-democratici liquidatori di tutto quello che poteva essere di sinistra. C'e' bisogno di una nuova e diversa visione comunista della societa', impossibile da rappresentare da chi parla ancora di proletariato o ancora sfoggia il glorioso ma otto-novecentesco simbolo della falce el martello al pari di dei peggiori revisionisti diventati stampella del potere. La bella frase "lotta di classe" oggi e' perdente per il semplice motivo che la classe non c'e', e' totalmente disgregata. Questo non vuol dire che non c'e' sfruttamento sh! anzi. Ma attenzione questo sfruttamento oggi non unisce perche' non si tratta di qualcosa fatto allo stesso modo su tutte le persone e su tutti i popoli. Se non si analizzano bene le meccaniche ed i poteri di oggi e non si struttura UNA IDEA DI SOCIETA' NUOVA PRIMA, E UNA IDEOLOGIA POI, condensando INTERESSI COMUNI col cazzo che ci sara' qualcosa di buono e di sinistra nella idea di sovranita' nazionale. INTERESSI COMUNI INTERESSI COMUNI INTERESSI COMUNI. Da prima di tutto definire poi costruire e difendere !!
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#5 giorgio 2018-03-06 14:13
I partiti operai nell'ottocento non sono sorti dal nulla ma sono stati il seguito istituzionalizzato delle lotte sociali di allora. L'equazione è semplice: se non ci sono conflitti sociali attivi, organizzati e correlati alla speranza di miglioramenti economici e collettivi è inutile pensare a sedimentazioni politiche significative. I partiti interclassisti attuali sono prodotti televisivi o telematici e come tali vengono consumati e si susseguono nel tempo senza lasciare tracce se non la scia delle ruberie dei loro capi imposti dal sistema mediatico. In Italia, come in tutta Europa o negli Usa rincorrere il "mondo politico" esistente senza costruire le forme nella vita quotidiana del riscatto e di una comunità di valori e intenti, questo sì è superato. Se potere al popolo veramente prosegue la sua storia nelle lotte e nei valori di comunità ha un futuro politico da costruire, altrimenti sparirà come sono destinati a sparire i commenti parolai in questi articoli
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#4 Ivan 2018-03-06 13:56
Leggete con attenzione quanto scritto da Carlo Formenti, uno dei pochi pensatori lucidi nello scenario intellettuale della sinistra oggi (accanto a Domenico Moro, Emiliano Brancaccio e il compianto Luciano Gallino).
Bisogna ripartire dal riprendere le in mano le questioni sociali reali, la fuoriuscita dal vincolo della UEM e, soprattutto, da un progetto di economia politica realmente alternativa all'attuale fase di riorganizzazione del capitale.
Svegliatevi!
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#3 andrea 2018-03-06 10:27
Gentile compagno Formenti, al sottoscritto, e non solo, è parsa interessante e coinvolgente l'iniziativa avviata da Potere al popolo anche e soprattutto perché, tra le questioni centrali presenti nel programma, troviamo la rivendicazione della sovranità nazional popolare, finalizzata a svincolarsi, da sinistra, dalla gabbia finanziaria dell'Uem. Era chiaro in tutti noi che il risultato elettorale non poteva rappresentare il giudizio definitivo circa il proseguimento o meno di questo percorso, ma soltanto un primo passo, un pò azzardato, per tastare l'effettivo impatto iniziale che avremmo avuto a livello istituzionale. Ritengo che questa sia l'unica linea da percorrere nel prossimo futuro per ricostituire una valida alternativa sociale, economica e culturale al cosmopolitismo neoliberista che impera in maniera assoluta nelle nostre società.
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#2 Fred 2018-03-06 09:38
copia e incolla di quello che penso. esatto! è ora di finirla con quanti a vario titolo sono stati protagonisti o peggio sentinelle dello scempio prodotto dai ds/pd/dc. ancora rifondazione? ci siamo presto dimenticati i danni procurati da bertinotti?e cofferati?e ferrero? baasttaaa!
poche cose e chiare: no euro, no nato, abolizione del trattato di Maastricht e conseguente abolizione delle orrende fornero, jobs act, buona scuola, nazionalizzazione delle aziende in sofferenza già partecipate e della banca d'italia, nuova politica monetaria.
ciao fred
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#1 Maura 2018-03-06 09:29
Faccio fatica a capire del perché, partendo dal 1 % sia utile cercare di sostituire i 5 stelle come partito che raccoglie la rabbia della gente. Questo voto ha spostato a sinistra i grillini, non tanto per loro scelta, ma perché il loro successo elettorale è dato dai voti della sinistra. La destra arrabbiata ha votato Lega. Non sarebbe meglio cercare un rapporto con loro su alcune tematiche?
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