Fatti e misfatti di un movimento storico in decomposizione
di Michele Castaldo
Vaccini, No Green Pass e un episodio a “latere”
Maurizio Molinari, importante giornalista italiano, lancia l’allarme dalle pagine di Repubblica: « La scienza aggredita dai populisti ». Da un populismo che già nel 2018 allarmava il nostro editorialista: « Perché è successo qui, viaggio all’origine del populismo italiano che scuote l’Europa ». Non eravamo ancora in pieno stress da Covid-19, ma alcuni sintomi apparivano piuttosto preoccupanti, da fargli scrivere: « Aggrediti dalle disuguaglianze, sorpresi dai migranti, flagellati da imposte e corruzione, bisognosi di protezione e sicurezza, feriti dalla globalizzazione, inascoltati dai partiti tradizionali e rafforzati nella capacità di esprimersi dall’avvento dell’informazione digitale, gli italiani con le elezioni del 4 marzo 2018 hanno reagito consegnando le proprie sorti al primo governo populista dell’Europa occidentale, con il risultato di innescare un dominio di eventi sul Vecchio Continente dalle conseguenze imprevedibili », e va aggiunto che non era ancora accaduto l’episodio al Capitol Hill, ovvero di masse di ceto medio che inferocite per la sconfitta del loro candidato Trump davano l’assalto al palazzo simbolo del potere democratico degli Usa.
Ora, a fronte di una « pandemia mondiale », i governi di tutto il mondo e i grandi centri del potere economico, incuranti delle cause che hanno prodotto il Covid-19, hanno indicato immediatamente nel vaccino la soluzione del problema.
Quasi che stessero aspettando ansiosamente il virus Sars-CoV-2 . Pensiamo male? Ma un personaggio molto importante del secolo scorso amava ripetere che a pensar male si fa peccato ma poi ci si azzecca. È lo stesso Molinari che ci fornisce i motivi della diffidenza popolare « A dettare in maniera scientifica la coincidenza fra il populismo e lo scetticismo sui vaccini è stato, nel 2019, uno studio dell’European Jurnal of Public Health documentando come in più nazioni “si tratta di fenomeni spinti da una dinamica simile, basata sulla profonda sfiducia nei confronti delle elite e degli esperti” ».
Ma come, verrebbe da chiedersi: un potere politico, economico e scientifico che si preoccupa immediatamente di sviluppare un vaccino per curare una pandemia viene visto con diffidenza dal popolo? È un paradosso. Peggio ancora se quel potere si preoccupa addirittura di vaccinare l’intera popolazione e indurre tutti con le buone e con le cattive fino a estromettere dalla vita sociale chi si rifiuta di vaccinarsi, piuttosto che essere salutato con entusiasmo scatena addirittura reazioni di piazza? Cosa sta succedendo a questo mondo in subbuglio?
Pongo in questa sede alcune domande, basandomi solo sul buon senso e analizzando i fatti, dopo aver condiviso una tesi piuttosto pessimistica ispirata dalla lettura di testi di autori importanti, fin dal febbraio del 2020.
Mettiamo da parte il gretto complottismo dell’uomo della strada; lasciamo perdere l’altro tentativo complottista, quello interessato dei grandi poteri occidentali tendenti a colpevolizzare il concorrente di rilievo numero uno che più di tutti preoccupa gli occidentali, e cioè quella Cina che sta dando lezioni al mondo intero di come ci si deve comportare nelle difficoltà. Mettiamo pure da parte una tesi piuttosto ardita, ma con qualche sano spirito analitico che assegna ai grandi poteri la volontà di aver voluto frenare la produzione attraverso il lockdown, smaltire una certa sovrapproduzione di merci, ristrutturare determinati settori, centralizzare quote importanti capitali da parte del mondo farmaceutico e sanitario privato e pubblico, una maggiore finanziarizzazione dell’economia per elargire quote verso i consumi e tacitare gli affamati che la crisi mette sul lastrico. C’è un dato inoppugnabile che è questo: nel 1918 con una popolazione mondiale un terzo di quella attuale e con assembramenti e circolazione delle persone molto inferiori a quelli attuali, ci furono oltre 50 milioni di morti. Mentre ad oggi, a circa due anni di circolazione di questo virus, in tutte le sue varianti, non siamo ancora a 4 milioni. Sono tanti, sono vite e lutti, ma siamo lontani anni luce dal dato del 1918.
Ora, volendo fare un poco i conti della serva andrebbe innanzitutto detto che in natura niente è infinito, ogni movimento della materia ha tre tempi: nascita, sviluppo e morte. Se è così, e fino a prova contraria così è, non si capirebbe perché questo virus si dovrebbe replicare all’infinito e essere fermato solo da una immunità di gregge data dal vaccino.
Da una semplice constatazione dei fatti ci risulta che l’attuale virus ha cominciato a perdere di potenza fin dall’inverno dello scorso anno, e che i disastri – cioè il maggior numero dei morti – siano stati provocati nei primi mesi, quando cioè era nella sua fase iniziale, dunque di massima potenza, e che abbia colpito in modo particolare determinate categorie di persone. Questi i fatti nudi e crudi.
Cerchiamo allora di ragionare su un aspetto della questione: esistono i fatti sui quali, poi, si innestano processi e gestioni degli stessi, creando un magma convulso dove è molto complicato riuscire a distinguere gli aspetti della gestione e delle suggestioni dai fatti stessi. Per essere chiaro e farmi bene intendere, ci sono due esempi sotto i nostri occhi: uno quello della Cina, che senza scomporsi intervenne in modo drastico e centralizzato, chiudendo la partita in poche settimane; poi c’è la gestione occidentale che dall’Inghilterra, agli Usa e ai paesi europei è un bailamme proprio perché c’è la gestione di un virus che è stimolata dai grandi poteri della farmacologia. Sicché è la gestione occidentale che alimenta il magma che determina quella diffidenza di cui parla Molinari e non solo. E che si tratti di una gestione magmatica è dimostrato dal fatto che si arriva – per ovviare alla diffidenza popolare – a imporre attraverso una misura coercitiva come il Green Pass, cioè l’obbligo di vaccinarsi, pena essere emarginato dalla vita sociale.
Sia chiara una cosa: l’espressione « Libertà » priva di aggettivazione è pura retorica individualistica, di un atomismo occidentale e occidentalista che si chiede per sé per dominare altri. Dunque siamo lontani anni luce da quanti in piazza del popolo a Roma e altrove, sabato 24 luglio 2021 hanno gridato « libertà » sventolando il tricolore. Lo diciamo non per un fatto ideologico, no, ma perché la vita dell’uomo, oltre a essere una relazione con le altre specie della natura, è essa stessa un insieme di relazioni in virtù delle quali perciò nessuno è libero perché nessuno può essere libero da relazioni. Il che deve poter dire: No al Green Pass! Punto.
Cogliamo perciò l’occasione per dire che in queste manifestazioni contro il Green Pass, in Italia o nel resto d’Europa, non va visto l’embrione, magari destinato a svilupparsi, di un movimento con chissà quali prospettive rivoluzionarie. No, quello che va visto è l’aspetto negativo del modo di produzione capitalistico che è allarmato perché non riesce a intravedere una prospettiva al suo movimento storico in crisi mentre uno dei suoi addentellati come il ceto medio si comporta da variabile impazzita.
La verità è che il governo Draghi, e per esso ripetiamo i grandi poteri di cui lui si fa portatore, ha ottenuto un grande risultato con la minaccia del Green Pass: la corsa a vaccinarsi, in modo particolare da parte delle generazioni giovanili, che, convinte o meno dell’efficacia sull’immunità di gregge attraverso il vaccino intanto hanno pensato bene di farlo. Si chiama effetto paura, come quello della cristianità che ha vissuto di rendita per duemila e passa anni.
Un episodio “a latere”
Qui chiudiamo per accennare al misfatto a “latere” dei grandi eventi, cioè l’episodio accaduto a Voghera negli stessi giorni, l’assassinio di Youns El Boussetaoui, un marocchino che aveva osato sfidare lo sceriffo del paese che colpito nell’orgoglio ha estratto la pistola e mirato al petto uccidendolo.
Un fatto isolato, accidentale, di un personaggio fuori dalle righe? Niente affatto, tutto quanto accade ha una causa anche se spiegata ex post. Non a caso il delinquente è stato subito difeso dal leghista Salvini, che raccoglie un consenso elettorale enorme, sul quale c’è ben poco ormai da dire.
Ma quello che inquieta veramente e che dovrebbe far rivoltare le budella anche ai cosiddetti democratici, pacifisti e benpensanti è l’atteggiamento della magistratura, molto spesso anche in salsa femminile nei confronti della quale non si leva mai una voce di sdegno.
In più occasioni ho ribadito che la magistratura non è di destra o di sinistra, ma asservita al potere capitalistico. Ciò detto, come si fa a derubricare a omicidio colposo per eccesso di legittima difesa dopo aver motivato, da parte del giudice Maria Cristina Lapi, che il signor Adriatici ha una attitudine a « porre in essere reazioni sovradimensionate nel caso in cui si trovi in situazione di criticità » e ancora « Ciò che si vuole evidenziare è che lo stesso Adriatici ha dichiarato di aver estratto la pistola dalla tasca in un momento in cui era lucido e consapevole delle proprie azioni ».
Vorremmo dire alla esimia dottoressa Lapi che discutendo con un qualsiasi ex detenuto attempato ( come chi scrive) una categoria che in genere ne mastica di codice penale, dopo un crimine come l’uccisione di un povero disgraziato, e riportando fedelmente quello che lei scrive nelle sue motivazioni, si avrebbe il « libero convincimento » per un’accusa di omicidio volontario, senza l’aggravante della premeditazione, ma con l’aggravante di esercitare la funzione di pubblico ufficiale e dunque di fornire col suo gesto un esempio opposto a quel che si dovrebbe. O no?
Dove dovrebbe finire un simile personaggio applicando solo il buon senso? In carcere, in isolamento in attesa almeno che si ravveda, chieda perdono alla famiglia del cuius e aspettare il processo mordendosi le mani per un crimine privo di motivazioni. E invece gli si danno gli arresti domiciliari e magari, vista la pericolosità per il clima che si è creato fra gli immigrati e qualche pattuglia di militanti che hanno trovato la forza e il coraggio di manifestare il proprio sdegno, lo si autorizza a una residenza segreta.
Diciamolo chiaramente: non si tratta di rincorrere lo spirito della vendetta, ma non ci meraviglieremmo se un domani non troppo lontano questo gesto, certamente infame dello sceriffo di Voghera, fosse vendicato da un parente o da un qualsiasi marocchino o nordafricano dal sangue bollente.
Vogliamo chiudere queste note cercando di rispondere a una obiezione che è presente in modo particolare nella società occidentale e nello specifico in Europa e in Italia, dunque sulla paura in generale e sulla paura aggravata dalla presenza degli immigrati che privi di lavoro vanno a infoltire l’esercito della microcriminalità. Bando perciò all’ipocrisia diciamo:
- È una fase di paura e da paura perché la crisi dell’attuale modo di produzione trasmette solo incertezze e, viste le difficoltà a trovar lavoro e lavoro stabile, si è portati a vedere il proprio simile come un concorrente e a diffidare di lui;
- È vero, gli immigrati fanno paura perché sono dei concorrenti sleali, perché accettano condizioni miserabili di lavoro e di vita costringendo noi italiani, noi francesi, insomma noi bianchi a sottometterci alla volontà di un capitalismo sempre più aggressivo;
- È vero altresì che gli immigrati vengono fatti venire – come ormai scrivono quelli che si intendono di demografia e di economia - per frenare il calo demografico, per ridurre i costi di produzione per competere con le merci asiatiche, e per aumentare in qualche modo i consumi anche se solo dei livelli più infimi.
Una fase con queste caratteristiche è diversa da quella dell’inizio del capitalismo e dell’Inghilterra del secolo XVI, quando un paese di pochi milioni di abitanti divenne la potenza economica, politica e militare, poi del ‘900. No, stiamo andando incontro a una criticità storica, a un mondo in subbuglio con continue rivolte in tutti i continenti: dalla Colombia, al Brasile, al Venezuela a Cuba, dalla Tunisia al Marocco, all’Iran, per citare solo alcuni esempi, e nei paesi occidentali aumenta sempre di più la paura di perdere i privilegi un tempo scontati, con rivolte improvvise come negli Usa e nella stessa Europa. Sicché è molto probabile che i personaggi alla Adriatici sono destinati ad aumentare e a trovare sempre di più nei Salvini i propri strenui difensori. Questo impone agli immigrati di tutti i continenti, compresi quelli cinesi che finora si erano tenuti in disparte e che avendo fiutato l’aria si sono uniti alla protesta di Voghera, la necessità di organizzarsi su un terreno diverso dal solo appellarsi ai diritti democratici, come è successo negli Usa dopo l’uccisione di G. Floyd, e a quel punto le conseguenze saranno quel che saranno e non potranno essere imputate agli immigrati.
Avrebbero di che vergognarsi i personaggetti dei 5 Stelle per aver approvato insieme alla Lega la legge 36/2019 sulla legittima difesa. Ma si sa che i fumi del potere obliano.














































Comments
-----
Pandemia ed epidemia fino a poco tempo fa evocavano delle catastrofi dal punto di vista sanitario, con malattie gravi da contagio, che procuravano un alto numero di vittime. Ad esempio la peste nera del XIV secolo (che non è stata debellata dai vaccini) determinò in pochi anni la riduzione da un terzo alla metà della popolazione europea.
Oggi la definizione di pandemia è stata molto alleggerita. Da Wikipedia leggo:
"Secondo l'Organizzazione mondiale della sanità, le condizioni affinché si possa verificare una vera e propria pandemia sono tre:
la comparsa di un agente patogeno nuovo, verso il quale non sono conosciute cure efficaci;
la capacità di tale agente di colpire gli esseri umani;
la capacità di tale agente di diffondersi rapidamente per contagio."[
Nella definizione non c'è riferimento alla gravità o all'alto tasso di letalità o mortalità della malattia, pertanto è gioco facile dichiarare che è in atto una pandemia per allarmare la popolazione e fare accettare una serie di restrizioni e terapie.
Oltre centomila morti in più, rispetto a una media di 650 mila, è la cifra sbandierata per dire che c'è stata una pandemia: un aumento di circa il 20% nella mortalità (fra il 2014 e il 2015 vi fu un aumento di circa il 10%). Quindi, sulla intera popolazione italiana di circa 60 milioni, questa supposta pandemia avrebbe causato neanche il 2 per mille di decessi: vi sembra a sentimento una pandemia!?
Occorre poi capire cosa è successo nel comparto sanitario in questo anno: ai malati del supposto covid venivano negate le prime cure efficaci con eparina, cortisone e antibiotici; venivano invece intubati e quindi condannati a morte. In questo anno le prestazioni sanitarie sono state drasticamente ridotte per le vere patologie, quali le cardiopatie e le neoplasie.