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“Per un pugno di Bitcoin” di Massimo Amato e Luca Fantacci

di Andrea Janicijevic

Recensione a: Massimo Amato e Luca Fantacci, Per un pugno di Bitcoin. Rischi e opportunità delle monete virtuali, Università Bocconi Editore, Milano 2016, pp. 190, 16,50 euro (scheda libro)

Nel 2017 Bitcoin è diventato un protagonista nello scenario economico facendosi notare sia in senso positivo che negativo. Il suo valore ha raggiunto ad agosto 4100 dollari partendo da una quotazione iniziale di 0,000763 dollari nell’ottobre del 2009. Soltanto nell’anno corrente il suo valore è triplicato, ma questa rapidità nell’apprezzamento della criptovaluta stessa ha portato all’insorgenza di criticità che hanno sollevato timori speculativi e dibattiti concettuali.

Un esempio significativo è rappresentato dalla Cina e dalla scelta di vietare le ICO (Initial Coin Offerig, l’equivalente delle IPO, le offerte pubbliche iniziali) dal momento che esse rappresentano uno strumento utilizzato dalle start up per aggirare le regolamentazioni sulla raccolta fondi. Ufficialmente sono state definite come “una forma di finanziamento pubblico illegale non approvato” e la presa di posizione delle autorità cinesi è volta a evitare la creazione di una bolla finanziaria.

In generale, Bitcoin, la criptovaluta che avrebbe dovuto sconvolgere il sistema bancario, sta affrontando una crisi esistenziale, nonostante si fosse presentato come un sistema di pagamenti inviolabile che avrebbe potuto risolvere i problemi del sistema tradizionale.

Questa moneta opera tramite la blockchain, un registro pubblico e condiviso che permette alle transazioni di essere confermate in modalità anonima. In questo modo, i portafogli Bitcoin possono calcolare il loro bilancio spendibile e nuove transazioni possono essere verificate consentendo di spendere Bitcoin che sono effettivamente nelle mani di chi li detiene. L’integrità e l’ordine cronologico della blockchain sono protetti attraverso la crittografia.

Il limite massimo di emissione di 21 milioni di Bitcoin è una caratteristica che ha come scopo quello di impedire a qualsiasi tipo di istituzione il controllo di tale quantità. Questo limite, però, ha recentemente mostrato le sue debolezze, rivelando come sia necessaria la presenza di una struttura super partes che ne controlli l’emissione e il funzionamento. Questo è accaduto poiché ogni transazione in Bitcoin deve prima essere convalidata e processata da una delle piattaforme digitali costituite a questo scopo in giro per il mondo.

Tutto ha funzionato senza criticità per quasi un decennio, ma l’eccesso di transazioni rispetto alla capacità tecnologica di smaltire le stesse ha causato polemiche e divisioni. Recentemente le transazioni in Bitcoin hanno toccato non solo il record storico in valore, ma anche il record dei ritardi di perfezionamento: in alcuni casi, la conclusione della transazione necessita di più di 24 ore, un tempo considerato eccessivo per un mercato in crescita.

A questo punto è indispensabile chiedersi se queste criticità siano solo i segnali iniziali di un sistema che deve ancora perfezionarsi per poi assumere un ruolo protagonista nell’economia odierna oppure se si tratti di un tentativo destinato a fallire.

Questi quesiti, assieme a diversi altri, sono il punto di partenza dell’analisi che svolgono Massimo Amato e Luca Fantacci, professori di Storia, istituzioni e crisi del sistema finanziario globale e Storia economica presso l’Università Bocconi, nel loro ultimo libro Per un pugno di Bitcoin. Rischi e opportunità delle monete virtuali.

 

Che cos’è Bitcoin?

I due autori impostano la loro riflessione iniziando col dare un’oggettiva definizione di cosa sia Bitcoin, di come sia nato, di come si sia sviluppato nel contesto attuale e quale sia il problema a cui la criptovaluta vuole dare una soluzione.

Bitcoin si pone come sfida al sistema dominante, sottraendo la funzione di gestione di un sistema di pagamento al settore bancario. Infatti il lancio della criptovaluta avviene dopo la crisi del 2008, in un momento in cui le banche appaiono detentrici di un “odioso” sistema oligopolistico, come spiegano i due autori. Bitcoin, però, si pone anche come alternativa al sistema monetario attuale, perché di fatto è una nuova moneta.

All’interno del primo capitolo viene approfondita la natura della criptovaluta focalizzando l’attenzione sul valore della stessa. Qual è il potere d’acquisto di Bitcoin? Non è stato determinato un sistema per definirlo e questa mancanza è già di per sé un indizio della sua volatilità rispetto alle valute ufficiali. Il fenomeno della volatilità viene poi confermato tramite un’analisi delle variazioni del valore di Bitcoin tra il 2009 e il 2015 a cui segue una riflessione sulla sua natura giuridica.

Le criticità che emergono spingono i due autori ad approfondire l’economia politica del Bitcoin. Il fatto che la sua quantità sia fissata implica che Bitcoin sia una moneta potenzialmente deflativa, paragonabile al gold standard. La riflessione prosegue con un ragionamento sulla distribuzione del Bitcoin date le sue caratteristiche e ne deriva una conclusione che guarda alla criptovaluta come a uno strumento più pericoloso che benefico. I due autori spiegano come Bitcoin sia una moneta rivoluzionaria, ma solo nel senso che estremizza un tratto già pericoloso, ovvero la moneta come riserva di valore.

Nella terza parte del libro, i due professori offrono una panoramica sulla motivazione che spinge gli utenti ad adottare monete virtuali in continua profilazione, non limitata ad un uso come mezzo di scambio ma definita da un incentivo speculativo. Un altro elemento di riflessione offerto dai due autori è la competizione che si genera tra le criptovalute stesse, che ad oggi risultano essere 866 secondo il sito coinmarketcap.com.

Il sistema blockchain offre la possibilità di gestire applicazioni non monetarie, ad esempio i diritti di proprietà, i contratti, gli scambi commerciali e comunicazioni di ogni genere. Gli autori propongono per ognuna una dettagliata esemplificazione che non impedisce l’insorgere di ulteriori dubbi sull’efficacia dello strumento Bitcoin.

Il quarto capitolo si propone, in questo senso, di analizzare l’ideologia di Bitcoin. Bitcoin si propone, infatti, di sconvolgere la dimensione fiduciaria alla base del sistema delle fiat money, aspirando ad un sistema che si basa sulla verifica crittografica. Gli autori mettono adeguatamente in luce le conseguenze della criptovaluta che mira alla creazione di un mercato come luogo di libertà individuale, sottratto dal controllo delle banche commerciali e centrali.

Questa sezione del libro è carica di riferimenti metaforici alla sfera religiosa e non mancano citazioni a proverbi che aiutano il lettore a comprendere e ad approfondire il carattere originario del rapporto tra gli uomini, le istituzioni ed il sistema attuale. Non mancano i richiami all’economista britannico John Maynard Keynes, un caposaldo nella riflessione di Amato e Fantacci, il quale viene citato spesso nel corso di tutta l’opera, ma che diviene protagonista nell’ultima parte del libro.

 

Conclusioni su Bitcoin

Il capitolo conclusivo pone la questione di quali siano le criticità del sistema attuale e se la risposta di Satoshi Nakamoto (nome fittizio dell’ideatore di Bitcoin) sia quella adeguata. Gli autori propongono una riflessione presentando un’alternativa precedentemente esposta nelle loro pubblicazioni, in particolare Fine della Finanza (2009) e Come salvare il mercato dal capitalismo (2012), che ha come punto di riferimento il modello della Clearing Union di J.M. Keynes.

Questo sistema opera attraverso una moneta non alternativa, come di fatto è Bitcoin, ma una moneta complementare la quale appunto definisce i sistemi di compensazione. Questa soluzione contempla uno schema monetario strutturalmente a servizio dell’economia reale in quanto esclude la funzione della moneta come riserva di valore e considera la moneta nella sua accezione originaria: un’unità di conto ed un mezzo di scambio.

I due autori propongono un’analisi efficace e convincente offrendo innumerevoli punti di riflessione e approfondimento per comprendere il contesto economico attuale e il comportamento delle criptovalute che appaiono sempre più protagoniste del discorso economico odierno.

A distanza di quasi due anni dalla pubblicazione del libro, i due autori sono riusciti ad anticipare molti elementi emersi negli ultimi mesi nel contesto economico. L’incertezza di questi strumenti e i colpi di scena delle criptovalute a cui il lettore assiste giornalmente certamente seguono il ritmo della colonna sonora, capolavoro del maestro Morricone, del film Per un pugno di dollari, a cui il titolo del libro di Amato e Fantacci richiama in modo non poco singolare.

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