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Guerra fredda, armi nucleari: The Bedford Incident (Stato di allarme)

di Il Chimico Scettico

Sara Gandini mi ha detto che ha postato la mia minirecensione di Oppenheimer (https://ilchimicoscettico.blogspot.com/2023/08/oppenheimer-il-film.html) e che sotto il post c'è stato un certo movimento. Io continuo ad essere soddisfatto di essere lontano da quel dibattito, che per il fatto di essere collocato lì è nella migliore delle ipotesi la quintessenza dell'effimero (i social media non hanno memoria, né a breve né a lungo termine). E voglio ricollegarmi a quella mia recensione, di film in film, per ricordare quello a cui Oppenheimer si oppose (senza successo).

Nella filmografia su guerra fredda e rischio nucleare The Bedford Incident (1965, in italiano Stato di Allarme) non è certo tra i film più citati. Non certo quanto Fail Safe (A prova di errore) di Sidney Lumet, di un anno prima, con Henry Fonda attore protagonista, o Il Dottor Stranamore, capolavoro di Kubrick, o la produzione anni 80 (The day after, Wargames). Unici film più recenti degni di essere menzionati, a parte Oppenheimer Thirteen Days (2000), di Roger Donaldson, con Kevin Costner, sulla crisi dei missili a Cuba, e The Sum Of All Fears (2002 https://ilchimicoscettico.blogspot.com/2022/03/la-somma-di-tutte-le-paure.html), dal romanzo di Tom Clancy.

Da un certo punto di vista The Bedford Incident, con la coppia di protagonisti Richard Widmark e Sidney Poitier prefigura Gene Hackman e Denzel Washington in Crimson Tide (Allarme rosso, 1995), da cui mi piace citare questo: nell'era nucleare il nemico è la guerra stessa, battuta affidata al secondo ufficiale del sottomarino, interpretato da Denzel Washington. Una nota a fondo pagina per The Wolf Call (2019), che più che altro ci ricorda che la force de frappe francese ha anche vettori sottomarini (e che dava per scontata la presenza di truppe di élite fancesi durante la guerra in Siria). Ovviamente questa è una mia filmografia, che non pretende di essere esaustiva.

The Bedford Incident, che per più di un verso anticipa un realismo alla Tom Clancy, parla di un giornalista a bordo di un incrociatore lanciamissili americano che assiste alla tesa caccia a un sottomarino russo dotato di siluri nucleari. Una caccia tutta basata sulla deterrenza portata al limite, nel tentativo di fare emergere il sottomarino. La situazione sfuggirà di mano in un finale tragico - e scusate l'eventuale spoiler per chi il film non lo ha visto.

Guardando indietro mi pare che nei media e nella società occidentale e italiana in particolare il dibattito sulle armi nucleari abbia fatto molti passi indietro proprio come hanno fatto incredibili passi indietro i dibattiti su tutti i temi più rilevanti. Non saprei se questo sia dovuto all'avvento dei social media vecchi e nuovi o al crollo verticale della qualità della scolarizzazione italiana negli ultimi trenta anni. Ma chissà. Chissà che effetto potrebbero fare questi film su un ventenne con una qualche bandiera sul suo profilo social. Molto probabilmente reagirebbe dicendo: ma oggi è diverso. Eccerto, diverso abbestia.

Perché tutto questo diventa incredibilmente attuale? Per quello che preoccupa più gli svizzeri che gli italiani, addormentati da giornalismo mediamente demenziale:

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Avendo amici "informati dei fatti" ho chiesto un parere veloce. La risposta è stata "In realtà non hanno schierato nulla, semplicemente è operativo dopo parecchi anni e parecchi ritardi (è il sostituto del R-36M Satan). Va bene a Putin per motivi pubblicitari e va bene a noi per altrettanti motivi pubblicitari".

Detto questo il problema resta più o meno lo stesso. Ma a porre problemi del genere, oggi, in Italia, spunta quello che urla "pacifinto"!

E "pacifinti", tra i tanti neologismi degli ultimi tempi, è quello che definisce meglio l'ottundimento ideologico di chi lo usa. Ed è pure finito sulla Treccani (https://www.treccani.it/vocabolario/pacifinto_%28Neologismi%29/). Ah, anche ottundimento lo trovate sulla Treccani (https://www.treccani.it/vocabolario/ottundimento/). Quanto a pacifinti lo abbiamo trovato per esempio qua: https://www.ilfoglio.it/esteri/2023/01/27/news/contro-i-pacifinti-sulla-guerra-in-ucraina-4891615/. E non è che sia stato un caso isolato e appassito dopo qualche mese. È una vecchia manfrina, "troppo cattolicesimo, troppo grande il passato PCI" (come se ci fossero eredi di quel passato). E diciamolo, pure la Costituzione è un inutile aggeggio obsoleto e forzabile a piacere, Certo, come no. Ma mi raccomando, tenete a portata un antiemetico prima di leggere certa roba, se proprio volete leggerla. Io certe volte ci casco, a leggere roba del genere, e invariabilmente me ne pento.

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Comments

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Mario M
Wednesday, 06 September 2023 13:38
Mamma mia che insalata di non sense. Il chimico ocittesc ci vuol far conoscere la sua cultura cinematografica, e vabbè. Ma dimentica - probabilmente non l'avrà mai visto perché la sua è una mid cult - The Fog of War di Errol Morris e Philip Glass.
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