“Senza pietà” Parole nuove per un mondo nuovo
di Miguel Martinez
Ieri mi sono reso conto davvero di essere nato in un altro mondo.
Dove dietro discorsi in superficie divergenti, c’era una Grande Narrazione, data per scontata: c’è un Noi, che è l’umanità (come nella frase ridicola, ma sentita tante volte, “noi siamo andati sulla Luna”).
L’umanità stava progredendo, grazie alla ricerca e all’inventiva, e ogni volta che sorgeva un problema, si sarebbe trovata la soluzione.
La guerra era finita con il suicidio di Hitler: non solo quella guerra, proprio la Guerra.
Certo, siccome rimanevano un po’ di cattivi all’antica, in Sicilia o in Afghanistan, ci volevano sempre poliziotti ed eserciti, ma proprio per garantire la pace e la coesistenza. E così ogni tanto il Segretario della Difesa degli Stati Uniti andava sorridendo in televisione ad annunciare che stava proteggendo la democrazia e la pace e i diritti delle donne da qualche parte nel mondo, per renderci tutti ancora più progrediti.
Alla testa di questo Mondo che Progrediva, c’era infatti il paese più creativo e libero e forte del pianeta, che proteggeva il nostro futuro.
Le divisioni ideologiche nascevano su queste premesse condivise. Si poteva discutere su come progredire pacificamente nella maniera più veloce: tassare di più per avere più asili nido pubblici, o tassare di meno perché gli asili privati sono ancora meglio?
Questa Grande Narrazione è finita per sempre.
L’altro giorno, il segretario della Guerra degli Stati Uniti ha fatto un discorso straordinario, che qualche anno fa sarebbe stato inimmaginabile, perché si fonda su un’altra Grande Narrazione, completamente diversa.
A molti anziani occidentali, sembreranno le parole di un pazzo, che è un modo comodo per dire, “basta cambiare la persona, e tutto tornerà come prima”.
No. Il Segretario della Guerra degli Stati Uniti è lì perché è stato voluto dai più potenti usurai, mercanti d’armi, manipolatori di intelligenze artificiali del mondo. Che saranno matti, ma certamente non sono scemi. E intuiscono il futuro molto meglio di noi.
Traduco un articolo uscito su Antiwar.com, che riporta questo discorso spartiacque.
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“Durante una funzione al Pentagono, Hegseth prega affinché si scateni la violenza contro coloro che «non meritano pietà”»
Il capo delle forze armate statunitensi ha anche pregato affinché le «anime malvagie» subiscano la «dannazione eterna»
di Dave DeCamp | 26 marzo 2026 alle 16:46 ET
Mercoledì il Segretario alla Guerra degli Stati Uniti Pete Hegseth ha tenuto una “funzione religiosa” al Pentagono, dove ha pregato affinché Dio infligga violenza a “coloro che non meritano pietà” e affinché le “anime malvagie” siano consegnate alla “dannazione eterna”, mentre il capo della guerra statunitense continua a dipingere la guerra statunitense-israeliana contro l’Iran come una guerra sancita da Dio.
Hegseth ha affermato che la preghiera che ha recitato era stata pronunciata da un cappellano militare statunitense alle truppe prima dell’attacco del 3 gennaio contro il Venezuela per rapire il presidente venezuelano Nicolas Maduro.
«Spezza il bastone dell’oppressore, vanifica i piani malvagi e spezza i denti degli empi. Con il soffio della tua ira, fa’ perire il male. Lascia che i loro tori vadano al macello, poiché è giunto il loro giorno, il tempo della loro punizione. Riversa la tua ira su coloro che tramano cose vane e spazzali via come pula al vento. Concedi a questa task force obiettivi chiari e giusti per la violenza», ha detto Hegseth.
Ha continuato: «Fa’ che ogni proiettile colpisca il bersaglio contro i nemici della giustizia e della nostra grande nazione. Dona loro saggezza in ogni decisione, resistenza per la prova che li attende, unità indissolubile e violenza travolgente nell’azione contro coloro che non meritano alcuna pietà. Preserva le loro vite, rafforza la loro determinazione e fa’ che la giustizia sia eseguita rapidamente e senza rimorsi, affinché il male possa essere respinto e le anime malvagie consegnate alla dannazione eterna preparata per loro».
Hegseth, un sionista cristiano e autore di un libro intitolato “American Crusade”, ha spesso invocato Dio durante i suoi briefing sulla guerra in Iran, attirandosi le critiche del cardinale Pierbattista Pizzaballa, patriarca latino di Gerusalemme, il più alto dignitario cattolico in Terra Santa.
«L’abuso e la manipolazione del nome di Dio per giustificare questa e qualsiasi altra guerra è il peccato più grave che possiamo commettere in questo momento», ha detto Pizzaballa la scorsa settimana quando gli è stato chiesto del comportamento di Hegseth. «La guerra è innanzitutto politica e ha interessi molto materiali, come la maggior parte delle guerre. Dobbiamo fare tutto il possibile per non lasciare spazio a questo linguaggio pseudo-religioso, che non parla di Dio, ma di noi stessi».
Pizzaballa ha aggiunto che se «Dio è presente in questa guerra, Egli è tra coloro che stanno morendo, che stanno soffrendo, che provano dolore, che sono oppressi in vari modi, in tutto il Medio Oriente».










































Comments
Per quanto riguarda il riferimento al cristianesimo, tutto dipende se ci si riferisce al vecchio testamento (traboccante d'imperativi al massacro dei popoli nemici e allo sterminio di donne, bambini e animali) o a quello nuovo colla sua etica dell'amore e del perdono (che probabilmente ha poco a che spartire colla predicazione originale di Joshua bar-Abba).