Martedi in piazza, contro l’aggressione all’Iran e per dire NO ai servili complici italiani dell’aggressore
di Sergio Cararo
Martedi saremo in piazza, contro l’aggressione all’Iran ma anche per dire NO ai servili complici italiani dell’aggressore.
Ci sono le grandi potenze che scatenano i loro arsenali militari contro paesi più deboli e popoli spesso indifesi. E poi ci sono i loro servi all’interno dei singoli paesi alleati che plaudono a ogni bomba, omicidio o sequestro che legittima la supremazia militare e la guerra come cardine dell’ordine internazionale fondato però solo sulle “loro” regole.
Quanto stiamo vedendo sull’Iran ripropone questo copione, spesso con gli stessi personaggi e le stesse ambiguità di sempre.
Da sabato mattina le forze armate degli Stati Uniti e di Israele hanno proceduto ad una aggressione militare unilaterale contro l’Iran.
I pretesti utilizzati per questa aggressione somigliano molto a quelli già usati contro nel recente passato contro l’Iraq (le inesistenti armi di distruzione di massa) o contro la Libia e la Jugoslavia (protezione umanitaria dei civili).
L’ordine di scuderia partito da Washington e Tel Aviv è quello di definire come “attacco preventivo” quella che invece è una chiara – e illegale – aggressione militare da questi due decisa unilateralmente, tra l’altro mentre erano ancora in corso dei negoziati mediati dall’Oman.
Il problema è che in Italia ci sono forze politiche e redazioni dei mass media ampiamente disponibili a servire queste due potenze e ad assecondarne in tutto e per tutto gli input politici e mediatici.
E qui veniamo all’ignominia vera e propria.
Martedi prossimo uno schieramento che va dai fascisti di Fratelli d’Italia e alla Lega fino ai piddini di Sinistra per Israele, passando per Renzi, Calenda, radicali, organizzazioni ebraiche e sioniste, monarchici iraniani etc. saranno tutti insieme in Piazza SS Apostoli chiamati dall’ultrasionista “Comitato 7 Ottobre” per sostenere “L’Iran Libero” e lo faranno mentre sono in corso i bombardamenti Usa e israeliani su quel paese. Una chiara legittimazione dell’aggressione militare in corso.
Non c’è da meravigliarsi troppo, perché si tratta degli stessi che hanno legittimato – e in alcuni casi addirittura negato – il genocidio in corso contro il popolo palestinese da parte di Israele.
Quello stesso cinismo che abbiamo visto su Gaza, quella predisposizione a normalizzare l’orrore per rendersi complici di chi lo produce, oggi lo stiamo vedendo anche mentre si bombarda un paese indipendente come l’Iran.
Martedi pomeriggio il governo più complice e servile di Usa e Israele degli ultimi trenta anni, manderà avanti in piazza i suoi ascari peggiori.
L’opposizione del campo largo farà altrettanto, confermando quella complicità bipartisan che abbiamo già visto all’opera sulla guerra in Ucraina, il genocidio a Gaza, il sequestro del presidente venezuelano Maduro, lo strangolamento economico e navale di Cuba.
Martedi 3 marzo in piazza ci andremo però anche noi, dando vita a una netta contrapposizione politica e morale con il raduno di SS Apostoli, ma la nostra contromanifestazione avrà un obiettivo ben diverso: l’ambasciata degli Stati Uniti.
L’appuntamento per chi sente crescere l’indignazione, per chi si oppone alla guerra e alle aggressioni, per chi intende dire un NO chiaro e tondo ai servili complici italiani dei guerrafondai, è martedi 3 marzo alle ore 18.00 all’ambasciata USA in via Bissolati. Alla stessa ora una manifestazione analoga si svolgerà anche a Milano sotto il Consolato degli Stati Uniti. Non un passo indietro.









































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Ci sarò