
Ed ecco, proprio nell'ultimo giorno dell'estate 2009, l'atteso GEAB Report numero 37. Se non sapete di cosa stiamo parlando, potete andare a questo post dedicato a "quanto durerà la crisi economica".
Non commentiamo e vi lasciamo direttamente all'estratto del report completo.
Laddove possibile, abbiamo approfittato della buona traduzione della versione gratuita pubblicata da Bloggo Blogghino. I lettori che hanno letto quella versione troveranno le frasi un po' scobinate: qusta volta Europe2020 ha rimontato le frasi del report completo per ottenere il report free (solitamente invece il report free è la prima parte del report completo).
La parola agli esperti di Europe2020.
GEAB 37 - L'impossibile ripresa
Prima di quest'estate, il team LEAP/E2020 annunciava che non c'era nessuna ripresa in vista per il settembre 2009, ed in nessun caso fino all'estate 2010. In effetti, contrariamente alla dichiarazioni dei media e dei circoli politici e finanziari, confermiamo la nostra anticipazione.
In nessun modo c'e' la possibilità che il sistema attuale possa riprendersi perchè è sostanzialmente morto: nè i consumatori (perfino la vendite di videogiochi, il prodotto più "a prova di crisi" per i media finanziari, sono in caduta) , nè le aziende possono essere la forza che guida la ripresa.
E neppure possono esserlo i flussi di commercio estero che hanno nutrito la crescita globale negli ultimi decenni, nemmeno il valore fittizio degli asset globali (tra i 20.000 e i 30.000 miliardi di questi asset sono svaniti per sempre), nè gli stati, schiacciati dal debito.
Ma se non c'e' nessuna forza in grado di guidare la ripresa, non ci sarà ripresa!
Ora, al finire dell'estate 2009, le tre onde anomale si avviano al duro impatto sull'economia globale:
* Disoccupazione: negli Stati Uniti, il tasso di crescita reale di disoccupazione resta tra 600.000 e 1 milione di nuovi disoccupati ogni mese, se consideriamo anche coloro che decidono di interrompere la ricerca di un posto di lavoro. Per avere un'idea dell’ondata socialmente esplosiva che attualmente sta colpendo l'economia degli Stati Uniti, in California, dal 1 settembre, 143.000 nuovi disoccupati non hanno più diritto alle prestazioni assicurative (comprese le loro famiglie, che fa un ulteriore milione di persone in difficoltà ... basta per questo mese). In Europa, Asia, ... ovunque, i tassi di disoccupazione sono quasi i più alti nella storia moderna (al 5,7 per cento, in Giappone ha già raggiunto il suo massimo storico nel mese di luglio) ... nonostante ogni sorta di manipolazione per ridurre le cifre.
* Fallimenti: Come un aneddoto, ci sono stati fallimenti più negli Stati Uniti tra GEAB N ° 36 (16 giugno 2009 e GEAB N ° 37 (16 settembre 2009) che durante tutto il 2008, tra cui due dei fallimenti più importanti del anno. Ma, naturalmente, i media non possono porli in prima pagina entrambi: peste suina e fallimenti. Lo stesso vale per il tasso di fallimenti di aziende statunitensi, che ha raggiunto un 12,2 per cento, il più alto di tutti i tempi. In Spagna, il numero di fallimenti nel primo semestre del 2009 è di tre volte il numero nel 2008. In Francia, i datori di lavoro si aspettano 70.000 fallimenti delle imprese entro la fine di questo anno.
* Shock monetari: Il ritmo accelerato dell'indebolimento del dollaro USA sta creando nuovi stress monetari in tutto il mondo e la richiesta imminente, da parte dell'amministrazione Obama, di aumentare il massimale del debito autorizzato federale americano di 1.500 bilioni di USD probabilmente non rallenta la vendita della valuta degli Stati Uniti. Infatti il tetto del debito di 12.000 miliardi di USD sta per essere raggiunto.
Il tempo necessario per riparare il sistema, o per preparare una transizione morbida verso un nuovo sistema globale, è finito.
I primi segni di un disaccoppiamento maggiore inizieranno a comparire: il resto del mondo si sta rapidamente allontanando dalla sfera di influenza del dollaro. Come dimostra la tabella qui sotto, c'è una probabilità del 95 per cento che 1000 miliardi di nuovi USD verranno stampati in un futuro molto vicino ... non è molto invitante per l'area del dollaro.
(click sull'immagine per ingrandire)

Anche Asia ed Europa sono di fronte ad un drastico aumento della disoccupazione che la manipolazione statistica non riesce a nascondere oltre questa estate: i senza lavoro non hanno più diritto alle indennità di disoccupazione, i giovani messi in attesa di stage o disoccupati assunti per progetti pubblici costruttivi a breve termine, licenziamenti rinviati per mezzo di misure a breve indennità di tempo, le fabbriche mantenute artificialmente in attività grazie ai fondi pubblici, ...
Da Pechino a Parigi, a Washington, Berlino, Londra e Tokyo, ogni trucco è usato per nascondere la situazione il più a lungo possibile ... fino a quando arriva la ripresa.
Purtroppo, la ripresa non arriverà in tempo.
E’ il Blücher invece del Grouchy.
Anche Napoleone, durante la battaglia di Waterloo, credeva fermamente che la fortuna era ancora al suo fianco e che i rinforzi (Grouchy) si sarebbero materializzati nel momento decisivo della battaglia.
Ahimè, le tanto attese truppe, le cui polveri hanno mostrato i loro rapidi progressi, si dimostrarono invece essere i rinforzi del nemico (Blücher).
Sappiamo cosa è successo ... e non possiamo scommettere che i leader del G20 sono abili strateghi come fu Napoleone. Al posto di un recupero nel mese di settembre, il mondo sta subendo l'impatto di queste tre onde anomale di questa estate:
disoccupazione di massa per le persone che presto saranno escluse da ulteriori benefici, in particolare, e le sue disastrose conseguenze per la stabilità politica e sociale nazionale, stanno iniziando a comparire
il numero di fallimenti (aziende, comuni, ...) ed i deficit di tutti i tipi, stanno esplodendo
e, naturalmente, l'impatto di tutto questo sul dollaro Usa, Tesoro (e Regno Unito, la sofferenza dei danni collaterali).
La prima ondata è già arrivata a riva a fine estate 2009. La seconda è in arrivo. E la terza sta cominciando ad apparire all'orizzonte.
In ogni caso, se l’Eurozona e l’Asia sono in una situazione migliore per affrontare l'impatto di queste onde (come già analizzato in GEAB N ° 28 dello scorso ottobre), la loro situazione non è così buona da sperare ancora nel recupero. È comunque negli Stati Uniti, il dollaro e le tesorerie degli Stati Uniti, da un lato, e il Regno Unito e la sterlina, dall'altro, che le conseguenze delle tre onde sarà più difficile.
Anche i sogni di una notte di mezza estate hanno una fine!
Ma per coloro che hanno ancora abbastanza soldi per viaggiare, le vacanze si possono fare in albergo, con compagnie aeree, villaggi turistici ... stanno dando sconti a prezzi mai visti prima.
Un altro segno che la ripresa è qui!
Gli stati sono intrappolati in un infinito sostegno finanziario di una economia globale moribonda
Il rallentamento della velocità di crollo dell'economia globale, all'origine di tutte le «buone novelle», esiste solo grazie ai grandi sforzi dei finanziamenti pubblici mondiali degli ultimi dodici mesi. Ciò è dimostrato dal recente annuncio della Francia che lo Stato vuole continuare a sostenere il sistema bancario fino alla fine del 2010.
(il fatto di parlare in punti percentuali è parte di un'operazione di euforia estiva. Molte banche, il cui prezzo delle azioni è stato pressoché nullo potevano fingere «rimbalzi» del +200 per cento, +300 per cento o +500 per cento. Date un'occhiata ai prezzi delle azioni Natixis, Citi or Royal Bank of Scotland, aiutano a capire la trappola: riconquistare il 500% quando l'azione è sceso fino a 1 alza il valore fino a 5 ... valore che pero' lascerebbe un perdita di 40 se hai acquistato 2 anni prima)
Il «tempo risparmiato» usando il denaro dei contribuenti in tutto il mondo doveva essere dedicato alla riprogettazione del sistema monetario internazionale al centro dell'attuale crisi sistemica. Eppure, oltre ad alcune considerazioni superficiali e doni alle grandi banche statunitensi ed europee, niente di serio è stato fatto, e, quando si parla di futuro, prevale la regola "ognuno per sè".
L'ultimo summit dei ministri delle finanze ha dimostrato che, senza il loro sostegno, il crollo economico ricomincerebbe presto. Per questo motivo hanno concordato il prolungamento delle loro politiche di sostegno di ogni genere (sussidi, piani di stimolo, interventi delle banche centrali, acquisti di buoni del tesoro, stampa di moneta...) cercando di fare in modo che i media lancino titoli sul dibattito di un "coordinamento di exit strategy".
Anzichè parlare del grigio presente, parliamo di un brillante ipotetico futuro.
Questo è un metodo classico quando un potere è in fondo ad un vicolo cieco.
Secondo LEAP/E2020, il grafico sopra mostra dei fatti che non possono essere ignorati: il sistema economico globale, finanziario e monetario è alla deriva con un tasso crescente, la sua debolezza sta raggiungendo livelli bassi senza eguali nella storia moderna, e il minimo d'urto (finanziario, geopolitico o anche naturale) ora si può rompere da solo.
Il tuffo mozzafiato degli stati nel profondo debito pubblico (i governi ritengono che, senza il sostegno del pubblico denaro, le economie mondiali potrebbero presto riprendere il loro collasso) sta creando una situazione letteralmente esplosiva, aumento delle tasse di trasporto di massa in Giappone, Europa, Stati Uniti ...
Se c'è un recupero in vista, è quello fiscale.
È un dato di fatto, di fronte a tassi di disoccupazione storici e una libera economia in caduta, gli elettori giapponesi hanno deciso di licenziare i loro vecchi capi decennali: hanno probabilmente inaugurato il grande sconvolgimento politico della prossima fase della crisi.
Questa estate, l'amministrazione Obama è stata anche sorpresa nel scoprire la collera popolare nella quale è incentrato il suo di programma di riforma sanitaria (anche se ne hanno un gran bisogno).
Statistiche incoerenti di un'economia caotica mondiale
Come anticipato nelle precedenti edizioni del GEAB, adesso nessuno può costruire un quadro reale della situazione economica globale di oggi come cifre macroeconomiche sono sempre più contraddittorie o semplicemente assurde. (Per esempio, le riduzioni dei tassi di disoccupazione negli USA ed in Francia all'inizio dell'estate, o la crescita della produzione cinese).
I dati di misurazione e gli strumenti sono stati così manipolati e limitati a un dollaro volatile come unico punto di riferimento, che nessun governo, organizzazione internazionale o banca può ora dire in che direzione il sistema globale è indirizzato.
(vale la pena leggere la carta di Marion Selz «Statistiche, un servizio pubblico contorto» che introduce ad un recente libro scritto anonimamente da un gruppo di esperti di statistica francese con il titolo suggestivo «Il Grande Violino: Come il Governo manipola le statistiche" . Ovviamente, in questi tempi di crisi globale, le informazioni rivelate in questo libro si applicano da quasi tutti i governi)
I mass media riflettono questo caos e contribuiscono allo smarrimento dei loro lettori '/ revisori dei conti' / telespettatori ': a seconda del giorno, o anche l'ora, notizie contraddittorie sulla finanza, l'economia o la valuta.
I responsabili politici, imprenditori, impiegati, economisti o analisti sono ridotti alla scommessa di Pascal per valutare che cosa accadrà nei prossimi mesi.
[Facendo riferimento alla tesi di Blaise Pascal di convincere i miscredenti di credere in Dio: scommetti come se Dio esistesse, perché se è così, il paradiso è la ricompensa, mentre la scommessa contraria potrebbe portarvi all'inferno. Il problema, quando si parla di ripresa, è che se le aziende fanno la scommessa sbagliata, rischiano di fallire, come gli stati peraltro. La questione dell'esistenza della ripresa è quindi una questione più complessa dell'esistenza di dio, o, più precisamente, le conseguenze di una scommessa sbagliata si faranno sentire in questa vita e non nell'aldilà...!]
Per quanto riguarda le numerose statistiche ripetute alla nasuea dai media finanziari che mostrano che la ripresa è vicina, ricordiamoci che le medesime statistiche (fornite da Fed, BCE, FMI, OSCE e altre) furono presentate nella migliore luce possibile nell'estate del 2008.
Sappiamo cos'e' successo dopo.
La loro abilità di prevedere il futuro è stata ampiamente testata durante questi ultimi due anni: le persone che hanno perso il loro lavoro e i loro risparmi sicuramente se ne sono accorte.
(un gruppo di esperti e uomini di azienda al cuore di queste organizzazioni sanno molto bene che le tendenze sono alquanto diverse da quelle che annunciano, ma le mantengono silenziose, mancando di coraggio intellettuale. Un eccellente articolo di Ryan Grim su come la Fed ha "reclutato" gli economisti americani offre una visione molto rilevante del probelma della ricerca indipendente in ambito politio e socioeconomico)
Ci stiamo dirigendo dritti verso la fase di dislocazione geopolitica attesa all’inizio del quarto trimestre del 2009.
In questo numero del GEAB, il nostro team analizza le tendenze sul luogo di lavoro (mercato immobiliare, le questioni strategiche ...) all'interno del caos attuale risultante da un flusso incontrollato di spesa pubblica e un persistente sistema finanziario incontrollato in un contesto di statistiche di crescente inconsistenza.
Paradossalmente, la dislocazione è diventata, secondo i nostri ricercatori, l'unico modo per la ripresa economica: una ripresa che si svolgerà intorno ad una architettura globale e l'interazione tra la sfera economica, sociale e finanziaria profondamente diversa da qualsiasi cosa conosciuta negli ultimi decenni.
Il nostro team crede che i primi segnali del "post-crisi mondiale" dovrebbero iniziare a comparire entro l'estate 2010 e, nei prossimi mesi, questi si mostreranno.
Il consumatore americano al cuore della impossibile ripresa
Al nocciolo di questa realtà si trova, naturalmente, il povero consumatore americano, e mai come ora il termine "povero" viene usato nel senso letterale del termine, perchè le entrate delle famiglie americane non sono mai cadute così tanto da quando vengono misurate come indice - ovvero dal 1947.
Il consumatore americano non ha più i mezzi per comprare tutto cio' che il resto del mondo si è abituato a produrre per lui.
A prescindere dagli indici morali o di fiducia, il consumatore americano è già focalizzato su un solo obiettivo: cercare di evitare di cadere in povertà, in qualunque modo, come già milioni di americani stanno facendo (la rete di ammortizzatori sociali, per quanto limitata, sta già cedendo sotto il doppio effetto della caduta delle entrate fiscali e della crescita costante dei richiedenti, si veda Stateline e NY Times.
21,6 mliardi n meno di credito al consumo
Esiste un numero che riassume lo stato del consumatore americano ed il suo ambiente bancario: 21,6 miliardi (NDFC: GEAB riporta 26 mld, bloomberg riporta 21.6) di dollari in meno di credito al consumo del Luglio 2009.
[Un dato] mai visto nella storia moderna della nazione, 5 volte meno delle più basse stime di wall street, e nonostante gli incentivi alla rottamazione.
Le famiglie più conservative non vogliono più consumare perchè preferiscono risparmiare, perchè temono che il futuro porti con sè problemi di disoccupazione (http://www.gallup.com/poll/122696/Gallup-Economic-Monthly-Job-Creation-Not-Happening.aspx) , di salute, sulla casa e sulla scuola dei figli, ...
Altri, di estrazione più povera, hanno dolorosamente scoperto che non sono stati più in grado di vivere sulle spalle del credito come facevano in passato (con le loro TV, auto, cucine, tutto finanziato). Le banche americane stanno cercando di posticipare le cattive notizie di quest'estate, perchè alla fine del terzo trimestre (e, naturalmente, del quarto), dovranno annunciare le loro perdite sulle carte di credito, le auto, i finanziamenti... e, naturalmente, i fallimenti aziendali.
La conclusione di Wegelin, una delle più antiche banche d'investimento svizzere, fondata nel 1741, è la seguente:
<<in questo momento c'e' solo una parola chiave possibile:
Addio America! >>
Naturalmente, tutto questo non crea un clima favorevole agli investimenti per le imprese.
La capacità di produzione è sottoutilizzata ovunque in proporzioni storiche.
Le scorte sono solo rinnovate a una velocità di avanzamento a singhiozzo (eliminando ogni speranza di un recupero in base alla loro sostituzione).
I consumatori sono diventati economicamente realistici: senza soldi, niente acquisti.
I loro stipendi semplicemente scendono attraverso la perdita dei loro posti lavoro, le banche non prestano più perché sanno che loro stesse sono ancora insolventi. Lo Stato stesso, di per sé, non può sostituirsi al consumismo frenetico del passato.
Negli Stati Uniti, un ritorno al precedente stato richiederebbe circa 2.500 miliardi di USD pompati nell'economia di ogni anno. Il pacchetto di stimolo di Barak Obama, a meno di USD 400 miliardi di dollari all'anno in due anni, è ben lungi dall'essere l'importo necessario a sostituire la non-spesa delle famiglie e delle imprese.
Il problema è che questa è esattamente la situazione attuale dell'economia statunitense.
Estate 2009 - Giappone e Taiwan: due immagini del rapido spostamento dell' Asia al di fuori dell'ordine geopolitico post bellico.
Evidentemente nell'estate del 2009 non vi è stata nessuna importante crisi geopolitica, come la crisi russo-georgiana della scorsa estate o il conflitto tra Israele e gli Hezbollah nell'estate del 2006.
In ogni modo sarebbe scorretto concludere che non sia successo nulla di strategicamente importante in questa estate.
Al contrario, secondo il LEAP/E2020, due eventi importanti sono avvenuti in Asia in Giugno e Settembre che influenzeranno il mondo nel medio e lungo termine e probabilmente avranno effetti già da questo autunno sugli equilibri militari globali come su quelli finanziari ed economici.
In ogni modo sono il chiaro segno che il processo di dislocazione geopolitica è cominciato.
Il mondo della crisi sistemica è un mondo di equilibri instabili, composizioni caotiche. Così gli eventi dell'estate 2009 mostrano il rapido spostamento dell'Asia dalle posizioni della seconda guerra mondiale.
Questi eventi sono:
* la "vera rivoluzione arancione" del Giappone
* la "pacifica satellizzazione" di Taiwan da parte della Cina
1. La "vera rivoluzione arancione" del Giappone
All'inizio del decennio in corso, una serie di cosiddette rivoluzioni «arancioni» hanno avuto luogo sul modello del confronto ucraino del 2004 tra i gruppi di potere filo-russo e filo-occidentale.
Come risultato di questi eventi, movimenti simili sono stati ispirati da questa "etichetta" in Belorussia e Georgia.
Il Giappone, senza confronto (scontro) e senza alcuna pretesa di usare questa etichetta, ha appena realizzato un processo simile per arrestare i 60 anni di dominio da parte della stessa parte politica.
Il fatto che questo partito è stato pro-occidentale e un fedele alleato di Washington fin dalla seconda guerra mondiale non cambia il fatto che, senza alternanza, una democrazia è una finzione politica e che i giapponesi hanno appena messo fine a questa finzione, come fa ogni buona rivoluzione.
Se il Giappone non fosse una delle più grandi potenze economiche, il secondo maggiore detentore di dollari e US T-Bond e, più genericamente una delle due "navi scorta" del "Trimarano Americano" (l'altra nave scorta è il Regno Unito), questa rivoluzione arancione sarebbe stato solo un problema interno.
Ma ovviamente questo non è il caso.
E', al contrario un evento geopolitico di primaria importanza che inaugura una svolta epocale sia nell'orientamento strategico e nell'influenza americana in Asia, sia nella capacità degli USA di finanziare il proprio deficit crescente ed evitare il collasso del Dollaro.
Infatti il DPJ (Partito democratico del Giappone), che ora domina coompletamente sia la Camera legislativa sia quella esecutiva della Nazione, ha posto tre obiettivi precisi che recidono le strategie dei precedenti 60 anni:
* Riavvicinamento alla Cina e al resto dell'Asia
* Fine della politica dello Yen debole
* Fine dell'acquisto automatico di buoni del Tesoro americani
Lungi dall'essere semplici obiettivi ideologici, queste le priorità sono il risultato di un forte fabbisogno interno, che ha giocato un ruolo chiave nella vittoria elettorale del DPJ.
I Giapponesi sono stati alimentati con un partito che ha favorito gli interessi delle grandi imprese esportatrici del paese e l'alleato strategico americano, a scapito dei propri interessi.
Detto diversamente, forse in maniera più chiara: le conseguenze sociali e politiche della crisi attuale hanno contribuito a far comprendere alla grande maggioranza dei giapponesi che gli interessi delle loro grandi imprese esportatrici e del «grande fratello» americano non erano più loro.
La schiacciante vittoria PDJ è una richiesta di una radicale ridefinizione dei fondamenti stessi della politica del Giappone negli ultimi decenni: i giapponesi vogliono che i loro soldi e il lavoro a beneficio loro e dei loro figli piuttosto che degli azionisti della Sony, Toshiba e Toyota o dei consumatori degli Stati Uniti e del loro Governo.
Essi hanno anche capito che il nuovo fondamentale partner economico del Paese è la Cina (che presto diventerà il paese partner commerciale principale, prima degli USA), e che le relazioni con la regione - Asia - sono ormai unapriorità.
Secondo LEAP/E2020, in Giappone il nuovo potere politico è costretto ad attuare queste tre modifiche, qualunque cosa possa pensare di Washington.
Si cercherà di farlo diplomaticamente, ma in ogni caso, non hanno altra possibilità se vogliono evitare di subire un contraccolpo elettorale devastante. "Lo impone la Crisi": Yukio Hatoyama non ha molto tempo per fare ciò.
Il nuovo primo ministro sa benissimo che deve produrre risultati per il pubblico giapponese entro la fine del 2009, ovvero lasciare che lo Yen aumenti e smettere di acquistare il surplus dei bond degli Stati Uniti.
Come già sottolineato dal LEAP/E2020, agli Stati Uniti rimanevano due alleati monetari e finanziari a: il Regno Unito e il Giappone.
Senza alcun ripensamento brutale (che non è il modo giapponese di fare le cose), l'estate 2009 segna la scomparsa di uno di questi due alleati fedeli. Nei prossimi mesi vedremo se sarà la fedeltà, l'alleanza, o entrambe allo stesso tempo, che scompariranno a causa del voto dell' Agosto 2009. In ogni caso, il dollaro americano ha già iniziato a mostrare la via (della fine n.d.t.).
2. la "pacifica satellizzazione" di Taiwan da parte della Cina
E' passato più di un anno da quando ill LEAP/E2020 ha indicato che uno dei prezzi che gli Stati Uniti avrebbero dovuto pagare in cambio del continuo sostegno cinese al dollaro, sarebbe probabilmente stata la fine della sua tutela di Taiwan, permettendo alla Cina di prendere in consegna l'isola.
Nell' estate 2009, un processo che può essere chiamato di satellizzazione pacifica di Taiwan - utilizzando il termine "Satellite", come riferimento a paesi comunisti sotto l'influenza dell'Unione Sovietica - ha preso chiaramente una nuova svolta.
Nessun conflitto neppure qui.
L'Asia orientale è diventata un adepto di delle rivoluzioni pacifiche?
Oppure il potere di attrazione del "Regno di Mezzo" (Cina n.d.t.) sta diventando irresistibile dopo l' inizio dell crollo economico degli Stati Uniti?
Resta il fatto che Pechino è diventata, nel giro di pochi mesi, primo partner del paese in termini di commercio estero e di investimenti, mentre la Repubblica popolare ha avviato una grande offensiva di "attrazione" nel campo degli aiuti umanitari.
I leader cinesi hanno anche messo in chiaro che hanno volontariamente sostenuto l'industria taiwanese per aiutarla ad evitare il collasso a causa della caduta delle esportazioni.
Per esempio, hanno chiesto a molte aziende continentali di passare da fornitori stranieri ai fornitori taiwanesi ... per un totale di oltre 10 miliardi di Euro; hanno anche offerto prestiti bancari alle società dell'isola.
Con il potere politico di Taiwan sempre più conciliante verso Beijing, l'evoluzione è veloce e impressionante.
Mentre i leader di Taiwan dichiarano che tali modifiche non alterano il loro rifiuto al loro paese ad essere integrato con la Cina, la verità è che la loro economia è fortemente dipendente nella Cina continentale, la prima destinataria delle loro esportazioni, la fonte principale della loro bilancia commerciale, e ora la più "autorizzata" investitrice sull' isola.
Secondo LEAP/E2020, un passaggio di consegne informale di Taiwan alla Cina dagli Stati Uniti sembra essere in corso.
Al ritmo attuale del processo di indebolimento dell' America e del crescente potere della Cina, LEAP/E2020 stima che entro il 2015 Taiwan avrà uno status di provincia speciale simile a quello di Hong-Kong o equivalente: senza guerra o intervento militare statunitense.
Raccomandazioni economiche
(Specifichiamo che Informazione Scorretta non dà e non offre consigli economici nè consulenze economiche. Ci limitiamo a riportare, senza condividerle o rigettarle, le indicazioni economiche indicate nel GEAB, NDFC).
Residenziale e commerciale: la crisi degli immobili continua, ma in modi diversi
Considerando che la crisi del mercato immobiliare residenziale è ancora in corso (inclusi gli Stati Uniti), ora sono gli immobili commerciali a cadere nel caos.
Nessuna sorpresa per i lettori del GEAB, ma le tendenze variano a seconda delle regioni.
In alcuni casi, si tratta di seguire gli sviluppi del mercato per decidere quando rientrare, in altri, di lasciare il mercato il più presto possibile. Le principali tendenze sembrano essere
già stabilite per il periodo che va fino all'estate 2010.
In tutto il mondo, senza eccezioni, il prezzo degli immobili (residenziali e commerciali) è ora in calo. E, secondo il parere di LEAP/E2020, questa tendenza non si fermerà da nessuna parte prima dell'estate 2010.
A quel punto, è altamente probabile che si sviluppino tendenze molto differenti.
Per quanto riguarda gli immobili residenziali, il mercato degli Stati Uniti continuerà a scendere, così come nel Regno Unito, Irlanda e Spagna, e nei micro-mercati caratterizzati da bolle immobiliari degli ultimi dieci anni (Dubai, gli Stati baltici, Marrakesh, Costa Rica, ...), a cui sarà aggiunto il mercato cinese (ancora in una fase di bolla artificiale, grazie al pacchetto di stimolo iniziato da Pechino).
Finché non ci sarà un ritorno di crescita accoppiato ad un recupero in materia di occupazione, questi mercati saranno molto depressi.
E il più tempo passa, più le banche si troveranno ad affrontare ciò che è inevitabile: portare in bilancio gravi svalorizzazioni delle loro proprietà.
In questi mercati, ciò assicura che il rischio di continuo calo dei prezzi resta molto alto.
Altrove, nei mercati in cui la mania della speculazione immobiliare degli ultimi anni non ha avuto luogo, si assisterà ad una stabilizzazione dei prezzi nella metà del 2010 dopo una nuova crisi che potrebbe vedere i prezzi scendono ulteriormente del 10% al 20% rispetto ai prezzi correnti.
I proprietari immobiliari d'ora in poi devono sapere che sono essi che devono adeguarsi al nuovo mercato di immobili residenziali, un mercato fatto dagli acquirenti (il mercato e non è più fatto dai venditori come è stato negli anni precedenti).
A questo proposito, se uno ha bisogno di vendere, è meglio farlo ora che fra un anno quindi, dato che i prezzi sono destinati a diminuire ulteriormente.
Fatta eccezione per casi di emergenza, quando l'acquisto immediato di una casa è necessario, è pertanto consigliabile stare lontano da qualsiasi investimento nel settore immobiliare al fine di una rivendita veloce fino all'estate 2010, nella maggior parte dei mercati europei, asiatici e dell'America latina.
In ogni modo, sarà presto tempo di seguire gli sviluppi sul mercato che inizieranno alla fine del 2009, al fine di essere pronti per l'acquisto dopo l'estate 2010.
In ogni caso, non c'è bisogno di essere preoccupati dalla mancanza di buone opportunità perché i prezzi saranno bloccati ad un livello basso per un periodo piuttosto lungo, dato che nessun recupero rapido e forte dell' economia si prevede in questa fase.
Come per quanto riguarda i mercati "post-bolla", occorre provare e vendere ora, visto che la recessione andrà avanti per almeno due anni, con la caduta dei prezzi di un ulteriore 20% al 50% rispetto ai prezzi correnti (i micro-mercati la cui crisi degli immobili crisi è iniziata solo nel 2008 sarnno i più colpiti).
Negli Stati Uniti, con la crescita della disoccupazione e il reddito che diminuisce, gli espropri degli immobili residenziali continueranno ad aumentare, interessando nuove fascie sociali (in particolare le classi medie e superiori).
Per quanto riguarda il prezzo, il mercato immobiliare residenziale ha quindi una sola strada da percorrere: discesa.
Ribadiamo fermamente la nostra raccomandazione sulle multiproprietà: continuare a evitarli in quanto la devastazioni della crisi economica (perdite di posti di lavoro, crollo del reddito), li trasformano in una trappola a causa degli oneri dei servizio comuni.
Sempre meno comproprietari possono far fronte a oneri di servizio sempre maggiori!
Una particolarità della situazione economica attuale, probabilmente di lunga durata, richiede una seria riflessione prima di ogni trasferimento di attività dai genitori ai figli.
La crescente precarietà della situazione lavorativa di coloro di età compresa tra venti a quaranta richiede che ci si pensi due volte, nello stesso interesse dei figli, prima di procedere, per esempio, al trasferimento una casa.
I genitori, di solito in pensione, sono in genere esposti a un rischio molto minore di fallimento rispetto alle generazioni più giovani, nel contesto attuale di crisi economica caratterizzata da licenziamenti e fallimenti in numero sempre maggiore.
La crisi non è ancora finita e ci fa scoprire ancora sorprendenti conseguenze.
Per gli immobili commeriale, la situazione è molto più semplice. In linea generale, i prezzi stanno scendendo rapidamente in tutti i paesi. L'offerta di uffici, centri commerciali, negozi, alberghi, ... è sproporzionata rispetto alla domanda attuale,a causa del trend ribassista di quest'ultimo anno e per gli anni a venire. Negli Stati Uniti, è in corso un reale crollo del mercato degli immobili commerciali in proporzioni che non sono mai state viste fino ad ora.
Ciò contribuisce direttamente alla caduta del reddito degli enti locali e ovviamente, all' aumentare della responsabilità reale delle banche americane (che un giorno dovrà essere bilanciata).
Anche Manhattan è duramente colpita da questa grande crisi nel prezzo.
Anche in Europa, il mercato immobiliare commerciale è diventato un grande costo per le banche e gli amministratori di fondi immobiliari.
In questo settore, imprezzi degli immobili commerciali in tutto il mondo stanno cominciano a seguire lo stesso andamento di due anni fa degli immobili a destinazione residenziale anni fa: la discesa dei prezzi inizia ad accelerare.
Per quanto riguarda questo mercato, un consiglio (tranne in caso di emergenza): attendere almeno un anno, forse due.
Valute / Oro
Se l'inadempienza del debito degli Stati Uniti e della Gran Bretagna non è ancora avvenuta (come detto in precedenza, si farà il punto della situazione nel GEAB N ° 38), le tendenze descritte nel GEAB N ° 36 per quanto riguarda le valute e l'oro sono confermate.
Il tasso di cambio Euro-Dollaro è vicino a 1,50, l'oro è a più di 1.000 dollari per oncia e il
mercato valutario globale è caotico con un dollaro che è diventato, su base permanente, la nuova "carrytrade" (Nell'ambito della finanza internazionale il carry trade è la pratica speculativa consistente nel prendere a prestito del denaro in paesi con tassi di interesse più bassi, per cambiarlo in valuta di paesi con un rendimento degli investimenti maggiore in modo sia da ripagare il debito contratto sia da ottenere un guadagno con la medesima operazione finanziaria. N.d.t.).
Con il nuovo Governo del Giappone, un forte Yen è ora parte dell'equazione (almeno nei confronti del dollaro statunitense).
L'inizio delle ostilità commerciali tra gli USA e la Cina fanno prevedere interessanti sviluppi sia per la valuta degli Stati Uniti sia per i buoni de Tesoro: scontrarsi con il proprio creditore principale è sempre una cattiva idea, anche se è politicamente inevitabili per Barack Obama (che si basa molto sui sindacati, in particolare per quanto riguarda le difficoltà che egli si trova ad affrontare nella sua riforma del sistema sanitario), come avevamo anticipato nel GEAB all'inizio del 2009.
Per riassumere, possiamo mantenere la nostra consulenza in precedenza su valute e oro.
Vorremmo aggiungere due osservazioni in merito al dollaro:
* le nostre previsioni mostrano che stiamo entrando in una zona in cui il mantenimento del legame di alcune valute col dollaro sta per diventare sempre più incerta, per i governi, le imprese interessate e la popolazione.
A causa del declino dollaro statunitense rispetto alle valute principali, le nazioni le cui valute sono strutturalmente legate al US$ saranno costrette a lanciarsi in politiche di difesa del dollaro stesso che possono essere molto costose e probabilmente inefficaci dato che il calo del dollaro è ora a causa di un fenomeno irreversibile: una crescente consapevolezza che gli Stati Uniti non riusciranno a rallentare la loro mongolfiera del deficit pubblico, e che nessun recupero potrà aiutarli a riequilibrare la spesa pubblica.
Queste monete sono quindi condannate a seguire la valutazione complessiva delle altre valute rispetto al dollaro.
* come abbiamo analizzato un anno fa, in risposta ad anticipazioni di molti economisti di un tasso di cambio euro-dollaro compreso tra 1,10 e 1,25 per i prossimi anni, confermiano che non ci aspettiamo nessun movimento sensibile (previsione a meno di un anno) del tasso EUR / USD sotto 1,45.
La valuta statunitense è in procinto di uno storico "abbandono" non uno di fluttuazione temporanea.









































Add comment