Fai una donazione

Questo sito è autofinanziato. L'aumento dei costi ci costringe a chiedere un piccolo aiuto ai lettori. CHI NON HA O NON VUOLE USARE UNA CARTA DI CREDITO può comunque cliccare su "donate" e nella pagina successiva è presente (in alto) l'IBAN per un bonifico diretto________________________________

Amount
Print Friendly, PDF & Email

lantidiplomatico

"Prima che sia tardi?" Storico militante per la Palestina di Milano sul perché (questa volta) non ha manifestato

Patrizia Cecconi intervista Vincenzo Barone

jnrdinvmLa lettera aperta che uno storico amico del popolo palestinese, l’avvocato Vincenzo Barone di Milano, ha reso pubblica ha sollecitato il nostro interesse e per questo abbiamo deciso di intervistarlo. Vincenzo Barone ha partecipato alle 54 manifestazioni che ogni sabato si svolgono a Milano per chiedere la fine del genocidio a Gaza, ma al 55° sabato ha deciso di non partecipare e ne spiega il perché. A chi interessa solo il numero o l’opportuna etichetta che fa “audience” potrà sembrare bizzarro dedicare un’intervista a uno dei tanti militanti che non hanno mai amato mettersi in mostra, ma chi crede che la Storia, proprio quella con la S maiuscola, cresca su un prato composto di milioni di fili d’erba, il pensiero di un singolo militante, un “filo d’erba” di quel prato, ma pensante, impegnato e serio conoscitore, anche dall’interno, della questione palestinese, merita approfondimento e diffusione, così lo intervistiamo contando anche in una possibile riflessione sulle sue ragioni.

* * * *

D. Buongiorno Enzo, abbiamo letto la tua lettera di rifiuto al 55° appello che chiedeva di manifestare per la fine del genocidio a Gaza con la parola d’ordine “fuori l’Italia dalla guerra prima che sia troppo tardi”. Vuoi spiegare a chi ci legge il motivo del tuo rifiuto?

Questa decisione è maturata a seguito di una profonda, dolorosa analisi e mi amareggia, in virtù del rapporto che mi vanto di avere con il movimento pro-Palestina, aver deciso convintamente di disertare l’ultima manifestazione. Per questo ho reso pubblico il mio pensiero, sperando che da ciò consegua un riflessione collettiva. La Palestina è vittima sacrificale (e iniziale) di un processo di sgretolamento e allontanamento della popolazione indigena da parte dell’occupazione israeliana. È un progetto genocida le cui mire non si arresteranno a Gaza e Cisgiordania ma c’è motivo di credere, e ogni analista di geopolitica lo sa, che si allargherà a Libano, Siria, Iraq e una fetta del regno hashemita: un’idea omicida partorita un centinaio di anni fa e riscontrabile nelle documentazioni desecretate circa due decenni or sono.

Fatta questa premessa devo dire che gli appelli esposti nei volantini di convocazione del CSA Vittoria nei vari sabati, hanno sempre posto l’attenzione sul micidiale mix di suprematismo, crudeltà, colonialismo di insediamento, criminalità seriale che è sotto gli occhi di tutti, compresi coloro che ne godono, e che si può sintetizzare in un solo sostantivo: Imperialismo. L’imperialismo che vede in prima fila, non soltanto come complici ma come veri e propri artefici, gli Stati Uniti d’America, l’Occidente, la maggior parte degli Stati arabi e, purtroppo, anche traditori più o meno istituzionali tra i quali la parte predominante dell’Autorità Nazionale Palestinese, tutti coesi a imporre la dittatura del capitalismo più sfrenato e l’ingiustizia sociale fatta sistema.

 

Senza l’appoggio sostanziale di questo stuolo di complici, alcuni dei quali già complici dell’idea genocidaria ab origine, la lotta palestinese, dalla Rivolta araba del 1936/39 durante il Mandato britannico, fino all’attuale eroica Resistenza, avrebbe trovato sbocco nella fine dell’occupazione e conseguente disfatta delle mire espansionistiche fasciste israeliane. Così non è stato e ora siamo alla “soluzione finale”.

Constato, mio malgrado, come in ogni manifestazione di effettiva empatia verso il popolo palestinese si fatichi ad affermare che i protagonisti di questo scempio sono tutti gli ebrei che si riconoscono nel progetto sionista. Vale a dire la stragrande maggioranza degli ebrei, e non solo israeliani. La minoranza degli ebrei, che non traggono dalla religione la motivazione per sostenere Israele, vengono ignorati o, se si schierano contro il genocidio in atto vengono manganellati e arrestati come abbiamo visto, in particolare, nelle manifestazioni USA.

Va anche detto che molti filo-palestinesi temono a esprimersi perché tremanti di fronte alla prospettiva di essere accusati di antisemitismo, e questo li porta a entrare in un’ottica che ribalta la realtà e diventa succube della lettura imposta dalla hasbara israeliana. Ritengo che l’ideologia sionista appartenga al popolo ebraico che se ne fa vanto, utilizzando strumentali ragioni religiose come quella di definirsi popolo avente diritto a una terra abitata da altri in quanto promessagli dal loro dio. Aggiungo che è sotto gli occhi di tutti l’ auto legittimarsi di Israele per ogni nefandezza perché gode dell’immunità dovuta al fatto che gli ebrei sono stati vittima, in passato, dell’ orrendo crimine della furia nazista che, pur avendo colpito anche altri milioni di vittime, consente agli ebrei un “riconoscimento speciale” e a Israele il diritto a difendersi qualunque cosa faccia, “diritto” che normalmente si concretizza in “licenza di sterminio” nel silenzio del mondo cosiddetto civile.

 

Scusami se interrompo la tua analisi, poi la riprenderai fino a spiegarci bene il perché del tuo dissenso, ma m’interessa focalizzarci un momento sulla frase “l’ideologia sionista appartiene al popolo ebraico che se ne fa vanto”. Sembra che tu faccia una sovrapposizione tra chiunque sia ebreo e l’ideologia sionista. Mi permetto di ricordarti che il grande storico Eric Hobsbawm, autore tra l’altro de “Il secolo breve”, marxista attento ai danni sociali provocati dal capitalismo, nella sua autobiografia afferma che gli ebrei emancipati di Vienna non erano sionisti prima del nazismo né lo divennero dopo. Inoltre dichiara di non avere personalmente obblighi né verso una religione ancestrale né verso uno Stato (Israele) militarista e aggressivo che chiede la sua solidarietà su basi razziali. Ecco, approfitto di queste parole per chiederti se veramente pensi che ogni ebreo sia anche sionista e quindi filo israeliano, compreso chi è critico verso l’orrendo governo Netanyahu?

Vedi, so bene che c’è una minoranza che non si definisce e non è sionista, ma solo chi prende apertamente posizione può considerarsi realmente estraneo a quest’ideologia e non chi finge di ignorare l’essenza di quello Stato che rivendica spudoratamente ogni sua cancellazione dei principi della democrazia sostanziale, vedi ad esempio la Legge Nazionale 2018 che statuisce, tra l’altro, come l’autodeterminazione sull’intero territorio spetti esclusivamente agli ebrei. Chi ha accettato, tacitamente o meno, questa legge come lo chiameresti? Può anche fare il buono partecipando a una manifestazione per chiedere che Israele gentilmente la smetta di fare a pezzi adulti e bambini palestinesi inermi, ma io lo considero sionista.

 

Bene, ti ringrazio del chiarimento. Torniamo alla tua analisi e al perché hai contestato la validità della manifestazione di ieri, 26 ottobre. 

In un panorama che vede vilipeso il diritto internazionale dove gli emblemi delle più autorevoli Corti giurisdizionali decadono a rango di teatranti di una farsa che si fa tragedia e dove i più alti esponenti delle istituzioni parlano a vuoto e vengono addirittura dileggiati da Israele, vi è ancora chi, provocatoriamente, parla di “pace”, di trattative, di cessate il fuoco a patto che ritornino gli ostaggi israeliani ignorando, sia detto per inciso, il numero altissimo di ostaggi palestinesi torturati e spesso uccisi, ma anodinamente chiamati prigionieri. Addirittura qualcuno, più insolente che ignorante, si spinge a enunciare una ripresa di trattative volte al riconoscimento della Palestina per il sorgere di due Stati sapendo bene che non c’è trattativa con chi vuole e dichiara di volere solo l’annessione. Indecente! Chi ha avuto, come il sottoscritto, l’opportunità di frequentare quei posti lasciandovi sia il cuore che amici fraterni con i quali, fortunatamente, ancora si rapporta, inevitabilmente si trova a ricordare la mai sufficientemente raccontata realtà vissuta sotto l’occupazione. Decenni di discriminazioni, sopraffazioni, invasioni, insediamenti, uccisioni, rapimenti spacciati come arresti senza accuse, condanne arbitrarie, demolizioni, muri, campi profughi periodicamente aggrediti, accuse di terrorismo per coloro i quali hanno orgogliosamente rifiutato di farsi pupazzi nelle mani del mostro e si sono opposti alle immonde trattative con Stati asserviti alla potenza del dollaro, hanno portato a quel 7 di ottobre del 2023 in cui l’orgoglio palestinese ha dato dimostrazione che la Palestina mai si arrenderà. L’ha fatto in modo violento, è vero, ma come altro poteva farlo? Tutti si dichiarano inorriditi e io mi chiedo: perché le numerose stragi israeliane, ben più consistenti della strage del 7 ottobre non fanno inorridire? Le centinaia di bambini e le migliaia di adulti ammazzati durante Piombo fuso o Colonna di nubi o Margine protettivo, nomi fantasiosi dati da Israele alle raccapriccianti stragi di palestinesi, non hanno lo stesso diritto al ricordo e all’orrore? Vedi, mi sembra che ci sia una priorità verso le vittime ebree israeliane che definirei figlia di un’ideologia suprematista, questo non significa che considero che tutti gli ebrei condividano quell’ideologia, ma la maggior parte di loro sì. E con quest’affermazione so che chi è in malafede può darmi dell’antisemita, ma so anche di non esserlo, quanto meno perché sono irriducibilmente antirazzista e non potrei essere tale se discriminassi gli ebrei in quanto ebrei. Perciò rivendico il mio diritto alla critica e respingo ogni accusa strumentale di antisemitismo.

 

Stiamo arrivando ai perché del tuo rifiuto a manifestare, ma ti chiedo di focalizzare in poche battute quel “perché”.

Certo!. Una manifestazione a sostegno della Resistenza palestinese che ha per slogan: “Prima che sia troppo tardi” francamente, mi sembra che abbia scelto una frase quantomeno intempestiva: dopo un anno di indicibili massacri è già troppo tardi! Vengono sterminati i giornalisti palestinesi (ormai siamo a quota 180) mentre a quelli stranieri è vietato l’ingresso perché nessun occhio deve vedere, vengono sterminati medici e infermieri perché nessun medico deve curare, nessun ferito deve sopravvivere, nessun paziente deve cessare di soffrire; viene vietato l’ingresso di cibo e acqua perché ogni bambino possa morire di fame o di sete e in più si consente a diabolici individui che rivendicano il loro ebraismo di distruggere i rifornimenti destinati agli assediati e di organizzare esilaranti tour dell’orrore per gioire della sofferenza altrui. E ancora diciamo “prima che sia troppo tardi”! E ancora fuori l’Italia dalla guerra prima che sia troppo tardi! mentre l’Italia, vassallo degli USA, la guerra la sostiene e inoltre destina alle spese per armamenti quel che dovrebbe essere destinato a un maggior benessere della società. Tra le parole d’ordine della manifestazione ne spicca anche un’altra che considero un vero insulto: “Sì alle trattative di pace”.

L’abbiamo detto e scandito nelle piazze più e più volte: nessuna pace senza giustizia, nessuna giustizia senza che l’oppressore si ritiri e paghi il prezzo per le sue immense responsabilità, penali e civili. E ora diciamo sì alle trattative di pace? Di quale pace? Come è possibile questa doppiezza? Non si può accettare ancora di emarginare questo popolo “trattando per suo conto” ignorando la prova costante di tenacia, orgoglio e dignità che offre: soltanto loro, i palestinesi, decideranno della propria sorte e noi che facciamo? manifestiamo affinché si lascino ancora ingannare da pseudo mediatori, ebrei filoisraeliani come Blinken o Hochstein? No, questa non è la mia manifestazione. Il 7 ottobre si è voltata pagina. I deliranti piani di rioccupazione di Gaza e deportazione della popolazione residua s’infrangeranno contro l’inevitabilità della Storia. Nessuna occupazione è infnita.

 

Capisco le tue motivazioni e credo che meriterebbero un lungo confronto, ma ora vorrei chiederti cosa pensi del testamento lasciato da Sinwar.

E’ chiaro che ci stiamo riferendo a un personaggio che ha fatto la storia. Il suo testamento mostra una statura morale non comune e lo affermo con convinzione nonostante e proprio perché io sono sideralmente distante dal modello sociale proposto da Hamas. Ogni passo del testamento di Sinwar induce a riflettere e vorrei ricordarne almeno uno: “Il nemico vuole che abbandoniamo la resistenza per trasformare la nostra causa in una negoziazione senza fine, ma vi dico: non negoziate per quello che vi spetta di diritto.” Non ti sembra illuminante? e come non riflettere, e con molta amarezza, su un altro passo che cito a memoria: “Non aspettatevi che il mondo faccia giustizia perché il mondo è sempre rimasto muto di fronte al nostro dolore.” Ecco, per me Yahya Sinwar è un esempio illuminante di Partigiano.

 

Grazie Enzo. Spero che condividere le tue analisi non porti a schieramenti da tifoserie calcistiche ma sia utile a chi si chiede come fermare realmente il mostro assetato di sangue e operi oltre gli slogan per far vincere la giustizia e raggiungere la pace...

Pin It

Comments

Search Reset
0
Giorgio Stern
Friday, 01 November 2024 12:12
Lo stato d'animo di Vincenzo Barone è lo stesso mio. Perciò da un anno a questa parte non riesco a dormire bene, o non riesco a dormire del tutto. Ma il cercare di dare un contributo quotidiano alla causa palestinese, un calcio in culo quotidiano al sionismo, anche se infinitesimale, se posso fare ciò, mi permette di tirare avanti. La partecipazione là dove sventola una bandiera palestinese è parte di questo contributo. Sono d'accordo che esibire la parola "pace" è fuori tempo massimo, e pure fuorviante, come l'ipocrisia manifesta dei "due stati". Però riscontro che tali posizioni sono sempre meno presenti nella manifestazioni e nelle iniziative diverse, sono decisamente mioritarie e in calo. La mia (nostra) presenza attiva aiuta a chiarire l'obsolescenza analitica e l'ipocrisia politica insita in queste posizioni, cosa che non avverrebbe se me ne stessi a casa.
A Vincenzo e a tutti auguro buon lavoro / Giorgio Stern
Like Like like 1 Reply | Reply with quote | Quote
0
francesco giordano
Friday, 01 November 2024 10:30
Ciao, in altra sede ho manifestato il mio apprezzamento su quanto scritto da Vincenzo, pur non condividendo la scelta di non partecipare al corteo.
Perchè credo abbia ragione nel contenuto? ricordo agli smemorati che negli anni '70 vi erano ebrei che lottavano contro l'occupazione a fianco del FPLP, non erano sionisti.
Mentre negli anni '30/'40 si vedevano ebrei che collaboravano con i nazisti (leggere "Relazioni pericolose", un libricino che contiene solo dichiarazioni di ebrei che testimoniano questo dato).
Vi sono ebrei, giovani, che si rifiutano di combattere a Gaza, ma non mettono in discussione l'occupazione e questi vengono visti come "eroi" solo perchè trascorrono qualche giorno in prigione, non nei lager, israeliani.
Gli ebrei, fin dalla fine dell'800, hanno un progetto chiaro e sempre detto e ridetto, vogliono uno Stato solo per ebrei e che vada "dal Fiume al Mare" senza nemmeno l'ombra di un palestinese.
Devo continuare?
Quindi, per quanto mi riguarda, nessuno problema con ebrei, musulmani o cristiani purchè, nel caso specifico, abbiano fatto una scelta chiara di sostenere attivamente, concretamente la Resistenza palestinese.
Sappiamo che l'essere cristiano, musulmano, ebreo non ci dice che sono contro l'occupazione, anzi...oggi gli Stati di ogni colore sostengono il genocidio contro i palestinesi.
Like Like Reply | Reply with quote | Quote
0
Alfred
Friday, 01 November 2024 11:17
Senta, ma lei pensa che i cristiani siano un'unica cosa e facciano uniche scelte?
Puo' fare degli esempi a prova di questo?
Per i mussulmani idem
Le sembra anche, a dividerli tra sunniti e sciiti, che siano tutti uguali ? Tutti scelgono le stesse cose? Gli algerini e i sauditi?
Puo' provare quanto dice?
Sugli ebrei le prove che non tutti fanno le stesse cose e non tutti sono sionisti sono nelle stesse sue stesse parole.
Non capisco perche' secoli di antisemitismo (cristiano cattolico e non solo) continuano ad aleggiare nelle nostre menti e farci vedere gli ebrei come corpo unico.
Che due palle
La cosa peggiore e' che regalo migliore ai sionisti non puo' essere fatto. Da sempre cercano di intestarsi la rappresentanza dell'intero mondo ebraico e quindi quando noi rafforziamo questa cosa i bibi sionisti festeggiano.
La cosa migliore (per i palestinesi, per l'umanita') che possiamo fare contro i sionisti e' denudarli di questo diritto di rappresentanti degli ebrei tutti e metterli, nudi in un tribunale, davanti alle responsabilita' criminali delle loro azioni.
Se non per convinzione prego distinguere almeno per opportunita'. Gli stessi palestinesi non si scagliano contro l'ebraismo, ma contro i sionisti e i coloni, siano essi ebrei o cristiano sionisti.
https://nkusa.org/jewish-delegation-attends-palestinian-conference-in-the-city-of-nablus/

https://nkusa.org/anti-zionist-jews-stand-in-solidarity-with-palestinian-whose-house-was-demolished-by-israel/

Una Norimberga contro i nazisti (non i tedeschi), una Norimberga contro i sionisti (non gli ebrei)
Like Like Reply | Reply with quote | Quote
0
Sergio
Friday, 01 November 2024 10:30
Ecco, questa dissociazione dal pacifismo nostrano mette in evidenza una serie di problemi:
- il sostegno alla guerra israeliana da parte della maggioranza della comunità ebraica italiana;
- la debolezza delle argomentazioni del fronte pacifista di fronte a una realtà dove violenza e prevaricazione sono ai livelli di ottant'anni fa;
- la sostanziale indifferenza delle masse ;
- il timore dell'accusa di antisemitismo, quando è chiaro che Israele è in mano a razzisti della peggior specie;
- l'inconsistenza e la strumentalità delle opzioni di trattative, cessate il fuoco, soluzioni politiche, che vengono ripetute da oltre un anno senza alcun risultato.
L'alternativa è solo accennata nelle ultime parole dell'intervista, dove Sinwar viene definito "Partigiano", con la maiuscola. Ma i partigiani, anche i nostri, facevano altro che non manifestazioni...
Like Like Reply | Reply with quote | Quote
0
Alfred
Thursday, 31 October 2024 20:50
Capisco la frustrazionne, capisco la rabbia.
Molti odiatori del fascismo avrebbero potuto desiderare la morte degli italiani che quel fascismo diceva di rappresentare. In toto.
Personalmente ci sono giorni in cui chiedo agli umani, al mondo, agli dei che israele sparisca e i sionisti con lui.
Siccome non ho ambizioni genocide spero che gli alieni se li portino via.
A parte queste cazzate, vado a manifestare per i palestinesi con chiunque, salvo casapound e affini.
Anche con quelli che hanno paura di pronunciare la parola sionisti.
Perche' salvare le vite palestinesi e' la prima cosa, la seconda su che forma dare al luogo in cui vivere che scelgano loro, noi dovremo solo aiutarli a realizzare.
Mi stupisce la frase
- Ritengo che l’ideologia sionista appartenga al popolo
ebraico che se ne fa vanto,
Primo perche' non e' vera e molti ebrei molto religiosi (Neturei Karta e non solo) si sono schierati contro il sionismo da sempre e lo continuano a fare, con costanza. https://www.facebook.com/netureikarta2021/?locale=it_IT
A parte questo credo sia una forma di razzismo in assoluto al pari dei neri hanno la musica nel sangue (con vari risvolti che propendono allo scimmiesco), i russi sono naturalmente comunisti, i siculi sono mafiosi e via delirando.
Non e' raro finire in urla di questo genere quando si e' molto incazzati e spesso si tracima in cose generaliste e offensive.
Mi ha stupito che non ci sia un accenno a chi negli Usa, e non solo, e' una colonna portante di Israele: i cristiano sionisti. Non sono un fenomeno folk, sono tantissimi, votano e spingono gli aiuti a Israele sia finanziari che di armi. Non nascono come conseguenza della migrazione dei sionisti ebrei in Palestina, le loro radici vengono dalla Riforma e quindi da fine 500 e inizi 600. https://en.m.wikipedia.org/wiki/Christian_Zionism
in Usa nessun aspirante presidente puo ignorarli, piu spesso ne cercano i favori.
A Barone non risultano? I cristiano sionisti sono spesso ariani (detesto queste distinzioni, di derivazione orrenda, ma credo che invece certi pastori e greggi non le disprezzino) e molto fanaticamente cristiani e sionisti: anche in quel caso la visione sionista e' innata e se ne fanno vanto? si, se ne fanno vanto, ma non e' innata e non e' in tutte le frange del cristianesimo, quindi della razza religiosa dei cristiani.
Non voglio polemizzare, vedere un genocidio in atto ed essere impotenti puo' fare sragionare. Invito alla consapevolezza di un sionismo che non e' ebreo, ma sempre piu spesso e massicciamente evangelico o governativamente strumentale per ragioni geopolitiche.
Invito anche a leggere le considerazioni dell'iran (che non e' tenero con il sionismo) in merito agli ebrei. Si sono espressi chiaramente non contro gli ebrei e l'ebraismo, ma contro il sionismo. In Iran continua a esistere una comunita' ebraica che, come le altre religioni monoteiste (zoroastrismo e cristianesimo) ha rappresentanti in parlamento.
https://parstoday.ir/it/news/iran-i352888-iran_chi_sono_i_rappresentanti_delle_minoranze_religiose_nel_majlis_foto
Cito questo dettaglio perche' la comunita' ebraica in Iran (anche se ridotta) data da lungo tempo. Non credo sarebbeto ancora li se il sionismo fosse una malattia genetica (ma le razze non esistono, gli ebrei come razza sono stati definiti da hitler, non dalla realta') o religiosa. Non credo che gli ebrei come i neturei karta dedichino le loro vite alle manifestazioni contro israele perche' hanno differenze teologiche o del dna. Semplicemente chi pratica uno dei vari indirizzi dell'ebraismo non e' compreso in un monolite sionista, chi da evangelico e' fanaticamente sionista non rappresenta l'umanita' cristiana.
Se evitassimo le generalizzazioni a volte vivremo meglio, noi stessi, al di fuori delle figure piccine.
Se lo dico e' perche' qualche volta ho condiviso questo male, fortunatamente sto cercando di smettere
Saluti
Like Like Reply | Reply with quote | Quote

Add comment

Submit